S ^r -ì i ,*ij ilj"e.^ \ -o; e -■'■/^^ ',-•'* ^^ '^M ^^-M' y^- i : ^'>: 'Jlf^ t^^^s '' .Vi f^ "■ . -y^ jr j^ y 7^:-A|^' :^ WJ^ I ANNALI DI BOTANICA PUBBLICATI DAL Prof. ROMUALDO PIROTTA Direttore del R. Istituto e del R. Orto BotCfnico di Roma VOLUME UNDICESIMO CON X TAVOLE X ROMA TIPOGRAFIA ENRICO VOQUEKA 1913 ANNALI DI BOTANICA PUBBLICATI DAL Prof. ROMUALDO PiROTTA Direttore del R. IttUuto e del R. Orto Boianico di Roma VOLUME UNDICESIMO CON X TAVOLE X LIBRARY KEW YORK BOTANfCAL OakOììIV. ROMA TIPOGRAFIA ENRICO VOGUKRA 1913 ^ INDICE PER AUTORI -Acqua C. — Sul significato dei depositi originatisi nel f interno dì piante col- tivate in soluzioni di sali di manganese, pag. 467. BosELLi E. — Sulla presenza di depositi nei tessuti delle piante provocati da colture in soluzioni di nitrato manganoso, pag. 469. Campbell C. — Questioni e ricerche sulla biologia fiorale delVolivo, pag. 209. Carano e. — Alcune osservazioni suW embriogenesi delle « Asteracee », pag. 313- Su particolari anomalie del sacco embrionale di « Bellis perennis » (Tav. IX), pag. 435. Ohio VENDA E. — Una piccola collezione di piante fatta in Libia da ufficiali combattenti del R. esercito, pag. 183. Intorno al « Sedum abyssinicum » (Hochst.) Hamet, pag. 229. Secondo pugillo di piante libiche, pag. 401. Faure G. — SidVnso razionale della luce monocromatica in fotomicrografia, pag. 425. LopRiORE G. — Sul movimento del protoplasma, pag. 387. Matti ROLo O. — « Foda.non Ferrandi », nuova specie della Somalia italiana (Tav. X), pag. 453. Ricerche di Morfologia e Fisiologia eseguite nel R. Istituto Botanico di Roma. — XXVIII. — ACQUA C. — Sulla diffusione dei ioni nel corpo delle piante in rapporto specialmente al luogo di formazione delle sostanze proteiche (Tav. I-III), pag. 281. Ricerche di Morfologia e Fisiologia eseguite nel R. Istituto Botanico di Roma. — XXIX. — Perotti R. — Contributo all'embriologia delle « Dian- thaceae (Tav. IV-VI), pag. 371. Ricerche di Morfologia e Fisiologia eseguite nel R. Istituto Botanico di Roma. — XXX. — Donati G. — Ricerche embriologiche sulle «. Euphor- biaceae » (Tav. VII), pag. 395. Scotti L. — Contribuzioni alla biologia fiorale della « Rhoeadales », pag. 1. Beverini G. — Secondo contributo alla conoscenza della flora micologica della provincia di Perugia, pag. 191. Una bacteriosi dell'Ixia maculata e del Gladiolus Colvilli (Tav. Vili), pag. 413. — — Intorno alle attivith enzimatiche di due bacferi patogeni per le piante, pag. 4 il. ZoDDA G. — Le Briofite del messinese, pag. 253. Brevi comunicazioni, pag. 231, 317. Rivista di Fisiologia, pag. 233, 499. Rivista di Botanica descrittiva, pag. 239. Rivista di Genetica, pag. 241. Riviste sintetiche, pag. 319, 473. Rivista di Sistematica, pag. 345. Riviste pag. 509. Bibliografia, pag. 245, 367, 521. •Cenno necrologico, pag. .^ifl. Il fascicolo 1°, png. 1-252 fu pubblicato il 1» gennaio 1913 » 2", » 253-370 » » 25 marzo » » 3°, » 371-522 » > 30 giugno * VoL. XI. [pubblicalo il I' gennaio 1913] Fasc. 1». ANNALI DI BOTANICA PUBBLICATI DAL Prof. EOMUALDO PIKOTTA Direttore del R. Igtituto e del B. Orto Botanico di Boma INDICE Scotti L. — Contribuzioni alla biologia fiorale delle « Rhoeadales », pag, 1. Chiovenda e. — Una piccola collezione di piante fatta iniLibia da ufficiali combattenti del R. Esercito, pag. 183. Sevkrini G. — Secondo contributo alla conoscenza della flora micologica della provincia di Perugia, pag. 191. Campbell C. — Questioni e ricerche sulla biologia fiorale dell'olivo, pag. 209. Chiovenda E. — Intorno al « Sedum abyssinicum » (Hochsf). Hamet, pag. 229. Brevi Comunicazioni, pag. 231. Rivista di Fisiologia, pag. 233. Rivista di Botanica descrittiva, pag. 239. Rivista di Genetica, pag, 241. Bibliografia, pag. 245. Cenno necrologico, pag. 251. •»?!• ROMA tipografia ENRICO VOGHERA 1913 Grli Annali di Botanica si pubblicano a tascicoli, in tempi non determinati e con numero di togli e ta- vole non determinati. 11 prezzo sarà indicato numero per numero. Agli autori saranno dati gratuitamente 25 esemplari di estratti. Si potrà tuttavia chiederne un numero maggiore, pagando le semplici spese di carta, tiratura, legatura, ecc. Grli autori sono responsabili della forma e del conte nuto dei loro lavori. NB, — Per qualunque notizia, informazione, schiarimento, rivolgersi si prof. R. PiROTTA od al Prof. F. Cortesi. R. Istituto Botanico, Panisperna, 89 B. — ROMA. VoL. XT. [pubblicato il V Gennaio 1913] Fasc. 1*^ Contribuzioni alla Biologia fiorale delle "Rlioeadales,, Note raccolte dal clott. Luigi Scotti IX (1). Questo fascicolo racchiude tutte le famiglie da Engler (2) com- prese nel gruppo delle « Rhoeadales » e cioè le Papaveracee, le Fumariacee, le Capparidacee, le Crocifere, le Tovariacee, le Rese- dacee e le Moringacee. Fam. Papaveraceae. I generi si susseguono secondo l'ordine tenuto da Prantl e Kiindig (3) nella loro monografìa della famiglia, Gen. Hypecoum L. (4). Fiori a polline, per lo più gialli, proterandri. HyP' procumbens L. ha quattro petali in croce, dei quali i due interni, più grandi, sono trilobi ed il lobo centrale nel corso della fioritura presenta forme molto differenti. Fin da quando il fiore è in boccio le antere, a deiscenza estrorsa, versano il loro polline che viene raccolto dai lobi mediani dei pe- tali interni, i quali in questo tempo sono conformati a cucchiaio, con la concavità rivolta verso l'interno. (1) N. I, in Riv. ital. di se. nat, 3-4, 5-6, 7-8, Siena, 1905 ; lì, in Ann. dì Botanica del prof. R, Pirotta, voi, II, fasc. 3, pp. 498-514, 1906 ; III, in Mal- pighia, XIX, 3, 1905 ; IV, in Ann. di Bot, del prof. E,. Pirotta, voi. Ili, fa- scicolo 2, pp. 143-167; 1905; V, ibidem, voi. IV, fasc. 3, pp . 145-193, 1906; VI, ibid., voi. V, fasc. 2, pp, 101-227, 1906 ; VII, ibid. voi. VI, fasc. 1, pp. 26-108, 1907 ; Vili, ibid., anno IX, fasc, 3, pp. 118, .1911. (2) Sf/Uabus der Pflanzenf amili en : Berlin, Gebrlider Borntraeger, 1903. (3) Engler and Prantl. — Die NatUrliche Pflanzenfamilien, III Teil, 2 Abteilung, pp. 130-145 ; Leipzig 1891. (4) Le specie del gen. Hypecoum sono da taluni ascritte alla famiglia delle Fumariacee, ma dal punto di vista antobiologico esse si uniscono alle Papa- veracee secondo lo Knuth, ma Hildebrand nella sua memoria (I3esfàubungs- vorr. bei den Fumariaceen) le ha trattate insieme con quelle dei generi Fu- maria, Adlumia e Diclytra. Annali di Botanica — Vol. XI. 1 LHIKART {««EW YORK BOTAMCAL UARDBN. Quando i margini di queste tasche pollinifere cominciano da l'alto a separarsi ed il fiore è aperto, un insetto, il quale venga su queste tasche, non può fare a meno di sporcarsi di polline le parti ventrali. Durante questo primo stadio fiorale lo stimma non è ancora sviluppato, solo più tardi lo stilo si allunga e viene a sovrastare le tasche di polline, cosicché un insetto visitatore già sporco di polline può impollinarne le ora prominenti papille. Se mancano le visite degl'insetti, le tasche pollinifere che nel frattempo si sono all'apice ed ai margini un po' ripiegate verso l'esterno, vengono a mettere il polline, che non fosse stato rimosso dagl'insetti, in una posizione tale da essere facilmente trasportato su gli stimmi per le scosse della pianta o per il vento {Hildehrand, Jahrb. f. wiss. Bot., VII, p. 424; 1869). Hyp. grandiflorum L. ha fiori conformati come la specie prece- dente, ma Kerner (1. cit., p. 362, fig. 118) riferisce diversamente la seconda fase fiorale. Egli non accenna ad allungamento da parte dello stilo, ma a divaricamento degli stimmi i quali vengono a formare un angolo retto con i due petali superiori, ed i loro apici si dirigono verso la linea mediana dei due petali inferiori. Perciò gli stimmi vengono a trovarsi cosi lontani dal polline dei lobi, che l'autogamia non potrebbe avvenire senza un aiuto speciale. Alla sera i fiori si chiudono, raddrizzandosi prima i due lobi privi di polline dei petali superiori e poscia sollevandosi i due petali in- feriori trilobi. Allorché, nel secondo o terzo giorno, i margini dei lobi polliniferi che si sono arricciati e i due petali sovrapposti ai lobi vengono a contatto con i margini di essi, una parte del pol- line si attacca ai petali e nel giorno seguente, quando il fiore si apre di nuovo, si può osservare una striscia di polline lungo la linea mediana dei petali esterni. Nell'ultimo giorno della fioritura i due apici dello stimma di- retti, come si è detto, verso la linea mediana dei petali esterni, si piegano a semicerchio in giù e con la chiusura del fiore al nuovo crepuscolo, il polline aderente su la linea mediana dei detti petali esterni si trova premuto contro gli apici dello stimma e l'auto- gamia ha luogo nell'ultimo momento della fioritura. Inoltre Kerner parla d'una fossetta nettarifera situata sotto il lobo centrale dei petali (pp. 171, 362), ed infine a p. 381 (1, cit.) menziona che l'autogamia si esplica egualmente nei fiori di Hyp. pendulum L. che a motivo del tempo cattivo rimangono chiusi, come pure in quelli di Hyj). procumhens L, (cit, da Knuth, Handb. II, 1, p. 69), — 3 — Secondo Hildebrand il fiore di Hyp. grandifiorum è quasi sterile quando lo stimma venga fecondato col j^olline dello stesso fiore o con quello di altro fiore della stessa pianta (Jahrb. f. wiss. Bot. Vili, p. 464, cit. da Daricin : Eff. fec. incr. e pr., p. 243), Gen. Platystemon Benth. P. caUfornicus Benth. possiede fiori a polline, proterandri. I sei petali, giallo-chiari, espansi, presentano alla base una macchia di un giallo più cupo ed hanno la lunghezza di circa 11 mm. I nu- merosi stami dai filamenti foliacei sovrastano gli stimmi e posseg- gono antere deiscenti lateralmente e munite di un breve connet- tivo, tronco. Secondo Cat. Brandegee (Zoe, I, 1890, pp. 278-282) questa specie in California si mostra molto variabile ; una forma osservata su le coste possiede, per esempio, petali rosso-rosei, non caduchi e al- l'occasione matura i semi, mentre una forma che s' incontra più nell'interno della regione ha i petali caduchi o persistenti e fu sempre trovata senza semi (da Knuth, Handb. Ili, 1, p. 311 ; III, 2, p. 322). Gen. Romneya Harv. E. Coidteri Harv. fu esaminata da Knuth nel giardino botanico di Berkeley. I grandi fiori bianchi emanano un profumo che ri- corda quello della violetta ma riesce spiacevole. Col sole i sei petali, in due serie, poco sostenuti dai tre sepali, pure essi debolmente odorosi, si espandono in un piano di 15-20 cm. e j)iù. Essi circon- dano numerosissimi stami gialli le cui antere contengono gran quantità di polline pure giallo. Le antere deisoono all'aprirsi del fiore e versano il loro polline su lo stimma quadriradiato, il cui diametro raggiunge i 6 mm. I fiori sono omogami e poiché si chiu- dono la sera, appoggiandosi gli stami ancora coperti di polline su lo stimma un po' più basso, l'autogamia è inevitabile, A visitare i fiori Knuth notò numerose api le quali vi si ti-at- tengono a lungo a raccoglier polline. I loro vivaci movimenti in principio, si fanno poscia più lenti e non passa molto tempo che esse giacciono stordite fra gli stami o sui bianchi petali espansi. Esse vengono stordite o dal polline di cui profittano o dall'odore dei fiori e si rianno solo lentamente {Handb. Ili, 1, p. 311). Gen. Eschschoitzia Cham. E. cali fornica Cham. — Nel principio della fioritura gli stami serrano strettamente gli stimmi filiformi ; in seguito nell'ulteriore sviluppo del fiore i filamenti staminali si piegano verso i petali, e le antere del ciclo più esterno deiscono, mentre quelle più interne rimangono ancora chiuse. — 4 — Gli stimmi, quindi, ora sessualmente maturi nel centro del fiore, non possono venir coperti col polline del proprio fiore, ma me- diante le visite degl'insetti sono disposti per l' incrociamento. Più tardi, quando anche le antere del ciclo staminale interno si sono aperte, mancando le visite degl'insetti, può avvenire l'autogamia {Knuth, Handb.; II, 1, p. 67). Questa, secondo Fr. Miiller {Bot. Zeit., 1868, p. 115) si mostrò senza successo nel Brasile meridionale; Darwin (Bot. Zeit., 1869, p. 224-225) invece, in Inghilterra, la con- statava fertile. Hildebrand {Jahrh. f. Wiss. Bot., VII, p. 466-467) in Germania trovò questa pianta quasi autosterile, confermando le osservazioni di Fr. Muller [Bot. Zeit., 1869, p. 224). Knuth {Eerhstheoh.) osservò i gialli fiori di questa specie visi- tati da numerosi esemplari di un sirfide {Syrphus rihesii L.),i quali volando su gli stimmi, su gli stami o su i petali, provocavano auto- od eteroimpollinazione). Muller {Weit. Beoò.,1, p. 323) cita un altro sirfide {Helophilus floreus L.) come visitatore dei fiori. Fowler 0. [Entom. Neivs, X, 1899, p. 161), presso Fresno, in Ca- lifornia, osservò l'ape Nomada rubra Prov., e Knuth, pure in Cali- fornia, osseiYÒ Apis su i fiori (Handb., III, 1, p. 312; III, 2, p. 322). Secondo Kerner (1. e), che a p. 110 ne dà una figura, i fiori di questa specie, aprentisi tra le 9-10 am. (p. 209), si chiudono du- rante il tempo cattivo ed alla sera, ravvolgendosi ciascuna foglia fiorale a forma di cartoccio (p. 112). I fiori poi sono eterostili, in quanto che in alcuni di essi, di maggiori dimensioni, si hanno due stili più brevi e due più lunghi, di cui i primi ricevono il polline da altri fiori e servono all' incrociamento, mentre i più corti sono impollinati dal polline proveniente dalle antere ad essi vicine. In altri fiori, poi, più piccoli, si presentano quattro stili, i quali sono tutti cosi brevi da non sorpassare le antere pollinifere (p. 298). E. mexicana Greene. — Nel Nuovo Messico Cockerel (The Zoo- logista 4^ ser., voi. II, n. 680, 1898, p. 80) osservò su i fiori di questa specie due api brevi lingui: Augochlora, Halictus. Gen. Sanguinaria L. aS'. canadensis L., indigena dell'America del Nord, possiede fiori espansi d'un bianco lucente, a due sepali caduchi, con 8-12 petali alquanto ripiegati in alto e con numerosi stami ad antere gialle. Gli stami esterni sono più corti del gineceo, mentre gli interni lo superano un po' in lunghezza. Lo stimma, a forma di berretto, appare bilobo. I fiori, privi di Dettare e di nettarindici, offrono soltanto polline agi' insetti visitatori. Nel giardino botanico di Berlino Loew (Blilt.. — 5 — Beiti'. ^ I) ebbe ad osservare Apia a raccoglier polline e Bombus ter- restris L. ^. Secondo Kerner {Vita^ ecc., II, p. 205), fra il principio e la fine della fioritura si ha in questa specie per i singoli fiori un inter- vallo di quattro giorni. Secondo Robertson [Flotv., Vili, 1892, p. 175), nell'Illinois, i fiori sono proterogini, poiché lo stimma è già sessualmente maturo quando le antere sono ancora chiuse. Neil' ulteriore deiscenza delle antere lo stimma si fa bruno e le papille stimmatiche si raggrin- zano. Gli stami, numerosi, sono di lunghezza disuguale ; gli esterni, cioè, molto più corti. Talvolta gli apici delle antere interne arri- vano fino allo stimma, che può cosi ricevere polline dalle antere circostanti. Gl'insetti visitatori sono attirati soltanto dal polline, tuttavia Robertson osservò Apis e Bomhyliiis fratellus Wd. intenti a cercar inutilmente nettare alla base dell'ovario. Altri visitatori citati da Robertson sono Asclera ruficoUis Say, tre api brevilingui, un sir- fìde ed un coleottero. Trelease trovò (maggio) nel Wisconsin Anthrena hicolor F. $ e Halictus confusus ? a raccoglier polline nei fiori. Graenicher (1900), pure nel Wisconsin, osservò i fiori visitati dal sirfide Mesogramma marginata Say. Più tardi (1905) segnalava api, ditteri e Pontia rapoe. Gen. Stylophorum Nutt. S. japonicum Miq. presenta fiori omogami, giacché le antere dei numerosi stami e gli stimmi bifidi sono sviluppati nello stesso tempo. In principio le antere sovrastano gli stimmi, cosicché l'autoim- pollinazione spontanea è immancabile, ma più tardi lo stilo si al- lunga in modo che lo stimma viene portato un po' al disopra delle antere e gì' insetti volando sul centro del fiore possono provocare l'eteroimpollinazioue. Nel bosco di Akabane, presso Tokio, Knuth osservò nel fondo del fiore due coleotteri, e ulteriormente un Syrphus [Handb., III, 1, p. 313). Gen. Chelidonìum L. Fiori a polline (Po), omogami, a petali gialli. Ck. majus L. — I fiori, gialli, a racemi (1), si aprono col sole e subito le antere deiscono. Lo stimma già sviluppato nel mede- (1) Solo le infiorescenze parziali rappresentano dei racemi in cui gì' in- ternodi dei relativi assi principali sono accorciati (ombrelle), mentre tutta l'infiorescenza, considerata nel suo insieme, è un cicinno. Si tratta quindi di una infiorescenza eterotactica, secondo Pax {Morphol. der Pfl.). — 6 — simo tempo sovrasta alquanto gli stami {Hildehrand: Geschlech- terverth. p. 60), siccliè viene toccato prima delle antere dagl'in- setti che svolazzano nel centro del fiore e l'allogamia è possibile. Gl'insetti, invece, che si posano su un petalo ed avanzano verso il centro del fiore, possono con eguale facilità causare auto- od ete- roimpollinazione. Col tempo torbido i fiori rimangono chiusi più a lungo, le an- tere si aprono nell'interno del fiore ancora chiuso ed avviene l'au- toimpollinazione spontanea (MiÀller: Befr., pag. 128). Le descrizioni di Kirchner {FI., p. 279) e di Mac Leod {Bevr.,. p. 186) concordano con quella data dal Mùller. Poiché i fiori non contengono nettare, essi vengono visitati da- gP insetti soltanto per il polline, e Mùller (1. cit.) elenca i seguenti: Bomhus pratorum L., B. agrorum F., B. Rajellus 111. 2, i quali pro- vocano eteroimpoUinazione ; Halictus cylindricus F., H. zonulus Sm., H. sexnotatus K., H. sexstrigatus Schenck 2, i quali effettuano auto- ed eteroimpoUinazione ; SyrpJius halteatus Deg., S. rihesii L., Syritta pipiens L., Ascia podagrica F., RJiingia rostrata L., per i quali vale quanto si è detto per gli Halictus; Empis livida, che Mùller osservò alcune volte tastare con la tromba (3 mm. lungh.') il fondo del fiore. In molto frequente, //, flavipes F. $, numeroso, H. longidus Sm. $> H. cylin- (1) Cozzi C. — Osservaz. intorno al Polimorfismo del Rosolaccio, in: Atti Soc. ital. di Se. Naturali, voi. XLIV. — 12 — dricus K. ?5 H. maculatus Sm. ?, Andrena dorsata K. 2, frequente, A. fulvicrus K. $> numerosa, tra gli apidi; Cheilosia tra i sirfidi; Meligethes, molto numeroso; Forficula auriciilaria L. In «Weit. Beoh. ■» riporta: Halictus leucopus K. % H. Smeathma^ nellus K, $; Empis livida L., Ulidia erythrophthalma, tra i ditteri; Oedemera virescens L., Cetonia stictica L., molto frequente, tra i coleotteri. Mac Leod, nelle Fiandre, osservò visitatori: Syrphus balteatus, S. ribesii L., Melanostoma mellina L. Knuth per lo Schleswig-Holstein elenca: Syrphus ribesii L., S. umbellataì'um; Apis mellifica L., Bombiis terrester L., E. lapida- rius L. Friese nel Mecklenburg osservava : Osmia papaveris Ltr.; Schlet- terer presso Fola Elicerà longicornis L. ; Fritscli nella Stiria, a Mixnitz Leucocelis funesta. Macchiati rÌ23orta Halictus^ Chelostoma, Apis e 2 Syrphus-, nelle mie note trovo elencati : Apis mellifica L., Bombus-s^., Halictus sexnotatus. In un interessantissimo studio sui Rosolacci il signor Mainardi dopo aver parlato dell'eliotropismo del P. Ehoeas considera le mac- chie nere, quando ci sono, alla base dei petali come un acquisto filogenetico, per mimetismo; le nere rappresentano mezzi di ade- scamento e di protezione per le specie di Xylocopa, mentre quelle orlate di bianco accennano ad una somiglianza con le strie del post-addome dei bombi. Dopo avere accennato alle difierenze che si riscontrano nel- l'androceo, ammette l'autofecondazione possibile in alcuni individui ed in altri no, ma come immancabile la fecondazione incrociata. Quali visitatori dei fiori, nel Livornese, riporta Bombus hortorum L. B. terrestris, Xylocopa violacea Foda, Apis mellifera L., Andrena fulvicrus K., Halictus qiiadristrigatus Latr., Halictus sexnotatus K., H. zonulus Smith, H. maculatus Smith, Cerceris arenaria, fra gli imenotteri; Olibrus aenescens Kust., Meligethes aeneus F., Epicometis hirta Foda, che rode le foglie perianziali, E. squalida Scop., Ma- lachius marginellus F., Oedemera nobilis Scop., 0. fiavipes F., 0. lu- rida Marsh., Fsylothrix cyaneiis Oliv., Trichodes alvearius F., Bru- chus variegatus Germ., Cryptocephalus hypochoeridis Suffr., tra i coleotteri; Syrphus seleniticus Mg., Melanostoma gracilis Mg., tra i ditteri; Forficula auricularia L. e Stenobothrus rufipcs Zett., tra gli ortotteri, ecc. Tutti gl'imenotteri e ditteri citati — egli dice — specialmente Apis, Halictus e Syrphus, agiscono da pronubi, e nelle ore calde si — IB — -vedono volare da un rosolaccio all'altro, col corpo letteralmente coperto di polline. Fa notare poi come nessun autore accenni alle relazioni fra i rosolacci e le Xylocopa, che per sue osservazioni di- rette include fra i pronubi del P. Ehoeas. Infine esamina la questione se questa specie derivi da altre forme entomofile od anemofile, ed escludendo l'idea d'una deriva- zione entomofila che non spiega la presenza di certi caratteri ane- mofili — quali l'ampiezza dello stimma e l'abbondanza di polline granelloso — e non dà ragione della mancanza di nettare, pro- pende per la discendenza da specie anemofile e riguarda come ca- ratteri d'atavismo i caratteri anemofili enunciati. Come per Chelidoniuni majus, anche per Pap. Rhoeas lo Stager (1902) esperimentò per la ricerca del nettare nei fiori, ed il risul- tato delle sue osservazioni obbliga a credere che in P. Rhoeas i tessuti fiorali contengano umori zuccherini. Con ciò — egli dice — cade ogni difficoltà nell'interpretazione delle macchie basilari dei petali, le quali si potrebbero considerare come nettarindici, tanto più che l'ammasso di pigmento nelle « isole » e nei « punti » cor- risponde precisamente alla località di quelle macchie. E cosi il Krùnitz (cit. da Sprengel: Herausg. v. P. Knuth, 2° voi., p. 136) il quale disse che le specie di Papavero danno miele (« Honig ») alle api, potrebbe forse aver ragione. Pap. Argemone L. concorda nelle disposizioni fiorali con P. Rhoeas, ma al contatto con le antere è riservata una parte dello stimma ancora più piccola {Mùller: Befr., p. 128). I petali sono rossi ed alla base mostrano una macchia nera. "Warnstorf {Rupp. FI., p. 17) caratterizza i fiori come pseudo- cleistogami, poiché le antere, d'un bleu-cielo, deiscono nel fiore ancora chiuso e ricoprono di polline lo stimma già pronto a ri- ceverlo. Gli esemplari osservati da Mac Leod (Bevr., p. 185) a Melle nelle Fiandre presentavano molte differenze rispetto alla grandezza dei fiori. Knuth {Nordfr. Ins., pp. 22, 148) presso Kiel osservò un sirfide: Platycheirus podagratus a mangiar polline. Pap. somniferum L. [Kerner, p.274; Kirchner: Fl.v.Stuttg.,p.278, Beitr., p. 19; Knuth; Ndrfr. Ins. pp. 22,148, Handb. II, 1, p.65; Schid- lerics]. — Nelle disposizioni fiorali concorda con P. Argemone e con P. Rhoeas. I petali sono di un color rosso-carminio fino al violaceo, nerastri alla base, ovvero bianchi e lilla alla base. Le antere degli stami interni sovrastano alquanto il pistillo anche quando il fiore è in boccio, cosicché l'autoimpollinazione spontanea é inevitabile — 14 — e, secondo Darwin ( Eff. /ec, p. 82), coronata da successo, come aveva pure constatato l'Hoffmann. Data la grandezza dei fiori, che raggiungono il diametro di 16-18 cm. {Kerner, p. 178), alla cui appariscenza contribuiscono anche secondo Kerner (p. 182) le macchie dei petali, le visite degl'insetti sono molto frequenti, cosicché Tincrociamento, secondo Knuth, a condizioni favorevoli d'ambiente è assicurato. I ditteri osservati da lui volavano quasi sempre sul grosso stimma lobato, dal quale gli stami, in seguito all'aprirsi del fiore, sono lontani, e da quello su le antere, cosicché la seconda visita al fiore deve dar luogo ad eteroimpollinazione. I bombi, invece, osservati pure dallo Knuth, urtavano solo qualche volta lo stimma, ma vo- lavano quasi sempre subito su le antere, nel viluppo delle quali si muovevano. In ^Weit. Beob., I., p- 323», Mùller riporta i seguenti insetti osser- vati da Buddeberg in Nassau: Heriades truncormn L. $, Chelostoma campanularum K. $, Halictus cylindricus K. $, H. leucojms K. $, fra gli apidi; Eristalis aeneus Scop., E. arbustorum L., fra i sirfidi; Ce- tonia stictica L. Kirchner a Hohenheim osservava Apis mellifica e 4 api più pic- cole, 4: specie di ditteri di diversa grandezza, 2 piccoli coleotteri e Meligethes e Thrips molto frequenti, non che 2 piccole Culex. Knuth nello Schleswig-Holstein osservava: Meligethes -st^.; Eri- stalis arbustorum L., E. tenax L., Platycheirus peltatus Mg., Syrphus' sp., Apis mellifica L., frequen .e, Bombus terrester L., frequente. Ludwig {Biolog., p. 446) vide nel suo giardino numerosi Syrphus halteatus a visitare i fiori nelle prime ore del mattino, e più tardi era la volta di Apis e di Meligethes, i quali passavano la notte nel fiore chiudentesi alla sera. Poppius ad Esbo, in Finlandia, notava Scaeva- sp.. Arida- sp., Sy- ritta pipiens L. e Tachina lateralls Fall. Burkill, nell'India, osservò Apis indica Fabr. e Bombus eximius Smith, a 8000 piedi di altezza. Nelle mie note trovo elencati Meligethes-sp., Apis mellifica L., Bombus-s-p. a Bagnacavallo ; Eristalis-sp., Cetonia-sp. osservati ad Arena Po e Mortara. Recentemente SchuUerus pubblicava una chiara ed ampia de- scrizione della biologia del fiore di Pap. somniferum, che si legge con molto interesse. Concludendo il suo lavoro, egli dice che il fiore del P. somniferum mostra parecchi interessanti rapporti nelle sue morfologiche, fisiologiche e biologiche manifestazioni, che si possono riassumere press'a poco nelle seguenti proposizioni: — IB — 1. La posizione pendente del boccio fiorale non è un mezzo di protezione (movimento gamotropico), ma effetto dello sviluppo e della gravitazione meccanica ; 2. I sepali con la solida chiusura ed il rivestimento ceroso garantiscono una sufficiente protezione delle parti fiorali interne e sono inoltre per esse organi di nutrizione ; 3. Il rialzameiito e l'espansione dei fiori accennano più a bi- sogno di luce e di calore che ad un richiamo degl'insetti; 4. Il fiore di P. somniferum è piuttosto anemofilo che zoi- diofilo; 5. La visita dei fiori da parte degl'insetti è soltanto una raz- zia, « una forza » che vuole il Male e talvolta fa anche il Bene. Pap. dubium L., che Fiori e Paoletti (FI. Rai.) considerano come sottospecie del Rhoeas, ed Arcangeli (Comp. FI. Ital.) come spe- cie ben distinta, concorda nelle disposizioni fiorali con P. Rhoeas. Ha quattro petali d'un rosso-pallido, forniti alcune volte di mac- chia scura alla base, facilmente caduchi. I filamenti staminali, fili- formi, sono colorati in rosso-violaceo ed il polline è giallo. Il disco stimmatifero, convesso, porta 4-9 stimmi ed è colorato per lo più in gialliccio. Secondo Mùller {Befr.^ p. 128) lo stimma sorpassa di alcuni mil- limetri le antere, per conseguenza l'autoimpollinazione spontanea, alquanto difficile, può aver luogo soltanto nel caso in cui i fiori sono inclinati in giù. È forse questa la causa della grande scar- sezza di questa specie, almeno in Westfalia, pensa Miiller [« in pa- recchie contrade » riporta Knuth (II, 1, p. 65)]. Kirchner e Mac Leod riferiscono i dati di Miiller riguardo al- l'autoimpollinazione spontanea, e l'ultimo osservò nelle Fiandre piccole mosche a visitare i fiori (Bevr., p. 186), ed a Melle, nelle Fiandre, trovò degli esemplari micranti con stami che erano lunghi meno della metà del pistillo (autoimpollinazione spontanea impos- sibile). Scott-Elliot, nel Dumfriesshire, osservò 3 muscidi, un sirfide e Meligethes {Flora, p. 8). Pap. vagum, una sottospecie del P. duhium del Sud della Fran- cia, si mostrò autofertile, ma solo in fine di stagione {Dartvin, Eff. fec. incr. e pr., p. 82). Pap.argemonioides L. secondo Hildebrand {Jahrh f. Wiss 5o^. VII, p. 466) è fertile col proprio polline (cit. da Muller: Befr., p. 127). P. hìjhridum L. dai grandi fiori rosso-miniati, con macchia scura alla base dei quattro petali, e della durata d'un giorno, secondo Ponzo (Aittog., 4) è autofertile con ricca produzione di semi. — 16 — Dei numerosi stami che circondano il pistillo, gl'interni, più lun- ghi, raggiungono lo stesso livello degli stimmi, ai quali sono vici- nissimi e quasi a contatto, di guisa che l'autoimpollinazione è evi- dente. In effetti gli stimmi si mostrano impolverati dal polline blua- stro fin quasi dall'apertura del fiore e dalla deiscenze delle antere. Secondo Hoffmann (1) (almeno gli esemplari di giardino) pre- senta fiori cleistogami (trofocleistogami, secondo Abbado). Schletterer, presso Pola, osservò a visitare i fiori di P. hybridum l'ape: Halictus calceatus Scop. P. orientale L. Plateau (Bull. Ac. Se. Belgique, 1902, n. 11, pa- gine 657-684) osservò sui fiori le visite di parecchi insetti, i quali si comportano come nel P. Rhoeas. Afferrandosi con le zampe al- l'ovario, determinano col peso del corpo l'inclinazione del fiore, co- sicché il polline cade dalle antere sopra e fra i peli dell'addome dell'insetto. P. bracteatum Lindi. Nel Giardino botanico di Berlino Loew notò Apis mellifica L. a raccogliere polline dai fiori (Knuth, II, 1, p. 66). P. Burseri Cr. — Nel Giardino botanico di Berlino i fiori furono visti visitati da Osmia rufa L., secondo Loew {Knuth^ 1. e). Cousiderazioni generali su le Papaveracee. (2) Nella massima parte i fiori delle Papaveracee offrono soltanto polline agl'insetti visitatori, e secondo la divisione delle piante en- tomofile stabilita da Miiller {Alpenbl., pp. 477 e seg.) entrano nella prima classe « Po ». .Del resto, fin dal primo sguardo alla struttura dei fiori si rileva facilmente in essi la mancanza di tutte quelle particolari disposi- zioni che si riferiscono alla produzione e alla protezione del nettare. Cadendo da le antere, il polline rimane per un tempo più o meno lungo nella concavità dei petali, come si può constatare nei generi Papaver, Argemone^ Roemeria, Glaucium ed Eschscholtzia. Da po- satoio per gl'insetti funge nella massima parte dei fiori lo stimma stellato (Argemoné) o scutiforme (Papaver). Durante la notte e il tempo piovoso la chiusura dei fiori è mezzo di protezione del polline. In Eschscholtzia californica ciascuno dei petali si avvolge a cartoccio e protegge cosi il polline già caduto, (1) Boi. Zeit.,10 Mai 1878, p. 290 ' (2) Fedde Fé: Papaveraceae, ecc., in: A. Engler's «.Das Pflanzenreich », IV Leipzig, W. Eugelmann, 1909. — 17 — mentre le antere rimangono libere nel centro del fiore, non essendo per esse necessario un provvedimento protettivo, giacché o sono già vuote di polline, o sono ancora chiuse. Pare che lo stesso modo di chiusura avvenga in Sanguinaria; ma mentre in questi due ge- neri non ha luogo alcuna curvatura dei peduncoli fiorali per lo scopo di cui è parola, nel genere Papaver (1), invece, e nel maggior numero delle specie della famiglia, secondo Hansgirg, essa si ve- rifica. Oltre che in E. californica^ movimenti gamotropici periodici dei petali, che si aprono e chiudono parecchie volte relativamente alla durata della fioritura, si verificano anche in Plat/jstemon cali- fornicus; mentre Glauciiim corniculatum e flaimm^ Papaver colUnum ed Argemone mexicana si aprono e chiudono in una sola volta nel corso di 24 ore. Chelidonium majus, Papaver orientale, P. brac- teatiim e P. arenarius non si chiudono, ma rimangono sempre aperti fino a che appassiscono. In quanto al comportarsi dei fiori rispetto alla pioggia, essi sono ombrofobi. Secondo Hansgirg (2) Eschscholtzia, Sanguinaria ed Hypecotim, in parte, appartengono al primo tipo da lui stabilito, nel quale la chiusura del perianzio impedisce l'accesso alla pioggia, senza che i peduncoli esplichino alcun movimento ombrofobo. Al secondo tipo, a quello cioè delle piante i cui fiori rimangono aperti anche quando piove, ma per mezzo di curvatura del peduncolo si allontanano dalla posizione verticale e vengono ad inclinarsi in basso, appartengono alcuni Papaver, Chelidonium e Meconopsis. Al quarto tipo, infine, in cui si combinano la chiusura dei fiori e la curvatura dei peduncoli, appartengono forme affini a Chelidonium ed alcuni Hypecoum. Rispetto alla durata i fiori, in generale, perdono i petali molto presto, ma in alcune specie essa è più lunga di quel che si creda, senza ricordare le specie del gen. Platystemon in cui i petali dis- seccati rimangono a coprire il frutto. Secondo Kerner, Roemeria violacea e Argemone hanno fiori efimeri, in quanto che si aprono tra le 4-5 del mattino e si chiudono, per non più riaprirsi tra le 10-11 am.; Hansgirg (1. cit., p. 22) cita ancora Papaver californi- (1) Il fatto era rilevato anche dagli antichi. Virgilio (Aeneidos, lib. IX) narrando la morte di Eurialo, usa la seguente similitudine: 435 Purpureus valuti cum flos, succisus aratro 436 languescit moriens, lassove papavera collo 437 demisere caput, pluvia cum forte gravantur. (2) Pflanzenhiolog. Untersuchungen ; Wien, 1904, p. 122 e seg. — V. pure : Beitr. z. Kennt. der Bliithenombrophobie, p. 23; 1896. Annali di Botanica — Vol. XI. 2 -- 18 — cum, splendidissimum , atlanticum ; Argentone platyceras, Barklei/ana; Roenieria refracta; Chelidoniuni Franchetianum, etc. Qlauciuni cor- niculatum e flavtwi, Papaver alpinum si aprono la prima volta nelle ore antimeridiane, si chiudono all'avvicinarsi del crepuscolo, si riaprono nel mattino seguente, per cadere poi appassiti fra le 2-5 pom. dello stesso giorno. La fioritura dura due giorni per Pap. somniferum, quattro per Sanguinaria canadensìs, cinque per Esch- scholtzia californica. Papaver Rhoeas poi volge i suoi fiori sempre al sole e Pavesi ricgrda che fu pure osservato selenotropismo. Jj apparato vessillare è sviluppato nel maggior numero delle specie. Il colore dei fiori è rosso, giallo (Htjpecoum^ Platijstemon, Platystigma, Ghelidonium, Glaucium, Argentone, Hunnemannia, Esch- scholtzia, Stylophorum^ Meconopsis, Dendromecon, Hylomecon, Pa- paver-sp., ecc.) o bianco (Hypecouni, Eomneya, Sanguinaria^ Eo- mecon, Papaver-sp., Canbya, ecc.) nei casi più frequenti ; il vio- letto è più raro (Boemeria) ed il bleu (Meconopsis) è appena rap- presentato. Miiller [Aljjenbl., p. 479, in nota) ha osservato che il color rosso- acceso di Pajj. Rhoeas non è soltanto un mezzo di richiamo per gì' insetti, ma rappresenta nello stesso tempo anche un colore di- fensivo che incute timore alle bestie pascolanti, le quali vengono cosi avvertite della presenza di sostanza velenosa e lasciano stare questi fiori ; per lo meno, nei dintorni di Lipsia, essi sono rispet- tati dalle vacche pascolanti. La funzione vessillare dei petali viene talora accresciuta dal co- lorito degli stami (Romneya) o anche da quello del polline (per lo più giallo, ma talvolta diversamente colorato) (1), e talora anche dalla presenza di macchie di diverso colore alla base dei petali {Papaver^ Glaucium)^ o nel fondo dei fiori. Quantunque manchino veri nettarli, sembra tuttavia probabile la presenza di qualcosa di analogo. Cosi Hypecoum alla base dei filamenti possiede un tessuto microcellulare che evidentemente contiene un succo zuccherino, ma mancano a questo riguardo os- servazioni dirette. Una disposizione analoga, secondo Kerner (p. 163), possiede San- guinaria canadensis che alla superficie dei petali mostra macchie chiare, lucenti, che risultano di grandi cellule epidermiche ricche di succo. Ma secondo Loew si tratta in questo caso di un puro fiore a polline. Come poi si è ricordato nella trattazione delle specie, (1) Veggasi in proposito : Baroni Eug., Osservaz. sul polline di ale. Papa- veracee, in : Nuovo Giorn. Boi. Ital , XXV (1893). — 19 — Luisa Muller trovò glucosio nei piccoli sepali giallo-dorati di Ma- ciet/a cordata, e R. Stàger trovò succhi zuccherini nei petali di Papaver aìpinum e P. Ehoeas. Per quanto riguarda gli odori, mentre alcune specie di Papaver, Chelidonium e Olaucium non ne tramandano alcuno, e l' appari- scenza dell'apparecchio vessillare compensa tale mancanza, Papaver alpinum esala un odore che, come fu riferito, sta fra quello del biancospino (dovuto alla trimetilammina) e quello del muschio, e Sanguinaria emana un odore ammoniacale [Kerner, p. 191). Odore spiacevole, secondo Ekstam, manda Pap. nudicaule var. radicafum e Ponine i/a Goulteri accanto ad un odore che ricorda quello della violetta, sprigiona pure un odore accessorio che la rende sgradita. Delpino {Ult. Oss.^ Il, p, 53) attribuisce infine al Pap. Rhoeas il così detto « odore readino » che egli classifica tra gli « odori gra- veolenti ». Dicogamia. Generalmente i fiori sono omogami {Chelidonium, Romneya, Sti/lophoriim, Argemone hispida, Papaver alpinum e nu- dicaide) o debolmente proterogini {Glaucium, Bocconia frutescens) o decisamente proterogini (Sanguinaria canadensis) o proterandri {Hn- pecoiim^ Platìjstemon^ Chelidonium majus secondo Poppius. In generale i fiori accanto a disposizioni per l'eteroimpollinazione presentano anche disposizioni per l'autoimpollinazione la quale riesce in molti casi coronata da successo ed in altri, secondo gli autori, i risultati sono contradittorii. Cosi per esempio, dall'elenco dello Kuuth (I, p. 42), risultano autosterili : Papaver alpinum (esempi. di giardino), P. Ehoeas, P. somniferum (Hoffmann), P. nudicaule (Focke), Eschscholtzia cali fornica (Fr. Muller, Darwin), Hypecoum grandifìorum (Hildebr.), mentre alcune di queste specie figurano pure nell'elenco delle autofertili (p. 46): Pap. somniferum {T)2br\f in, Kirchner), P. duhium (Hoffmann; sec. Muller autosterile). Pop. m*- dicaule (Warming), P. vagicm (Darwin, AVarming, Ekstam), P. ar- gemonioides (Darwin, Hild., Warm., Ekstam). Recentemente Ponzo constatava autofertili P. Rlioeas e P. hìjhridum. Eschscholtzia californica, secondo Kerner (p. 298), presenta una specie di eterostilia, le cui conseguenze a favore dell'autoimpolli- nazione sembrano di poca importanza, avendo Fr. Muller {Boi. Zeit. 1868, p. 115; 1869, p. 224-225) a Santa Catharina nel Brasile con- statato, dopo parecchie esperienze, che essa è affatto autosterile o lo è in sommo grado. L'autogamia diretta avviene, secondo Kerner, nei fiori chiusi di Hypecoum procumbens e pendulum quando per condizioni atmosfe- riche non possano aprirsi. Lo stesso fu osservato da Warnstorf nel — 20 — Pap. Aì'gemone, da Knutli nel P. somniferum, da Hoffmann nel P. hydridum, e questa pseudooleistogamia si avvera anche nel Cke- lidonium majus, secondo Milller. Generalmente entomofila (o entomogama, secondo il Kirchner), la famiglia delle Papaveracee possiede pure specie anemofile. Direttamente adattate all'anemofilia sembrano Sanguinaria (sec. Loew) e Bocconia frutescens (sec. Delpino), mentre Macleya cordata sembra in uno stadio di transizione e Papaver somniferam secondo Schullerus è piuttosto anemofìlo che zoidiofilo. Prima di chiudere queste considerazioni generali mi piace ri- cordare come P. Rhoeas e Pap. orientale furono l'oggetto delle nu- merose esperienze di Giltay (1) e di Plateau (2) nella quistione assai dibattuta circa l'importanza degli organi vessillari o degli effluvi odoranti nell'attrazione esercitata da i fiori su gl'insetti — qui- stione che pare risoluta nel senso indicato da A. Forel (3) e da Andreae (4), cioè che il colore attira sopratutto gl'insetti superiori, e l'odore gl'insetti inferiori e presso i primi il colore esercita mag- giore attrazione del profumo. Ad analoga conclusione, in seguito a ricerche metodicamente con- dotte sono giunti recentemente Giltay (5) e Giuseppina Wery (6). Le loro osservazioni sono concordanti. Essi riconoscono la funzione vessillare degli organi fiorali colorati e son d'avviso che questa colorazione è in generale più efficace del profumo nell'attrazione della maggior parte degl'insetti, come riassume il Péchoutre (7). Faìn. FUMARIACEAE. Le Fumariacee, dagli antichi botanici incluse tra le Papave- racee e dal De Candolle aggruppate in famiglia a sé, anche oggi dai sistematici sono riferite a quelle ovvero trattate separatamente. (1) Uber die Bedeutung der Krone bei den Bliiten und uber das Farben- unterscJieidungsvermogen der Insekten; Jahrb. f. wiss. Bot. XL e XLIII ; 1904, 1906. (2) Les Pavots décorolUs et les insectes visiteurs; Bull. Ac. i-oy. des Sciences de Belgique, n. 11, p. 657; 1902. (3) Die psycMschen Fàhigkeiten der Ameisen und einiger anderer Insekten ; Miìnich, 1901; Sensations des Insectes; Riv. di Biolog. generale, 1901. (i) Inwiefern werden Insekten durcli Farbe und Duft der Blumen ange- zogenf; Beih. z. Bot. Centralbl. XV, 3, 1903; p. 427. (6) L. e. (6) Quelques expériences sur l'attraction des abeilles par les fleurs; Bull.. Ac. roy. de Belgique, n. 12 (décembre), 1904, - (7) Biologie florale; Paris, O. Doin et fils, 1909. — 21 — Almeno, però, dal punto di vista antobiologico meritano di es- sere distaccate dalle Papaveracee, seguendo in ciò l'Hildebrand che in una estesa monografia (1) ne ha spiegato ed illustrato il mecca- nismo delle parti fiorali, alla cui interpretazione Delpino (2) aveva già dedicato poche pagine. I generi si succedono secondo l'ordine tenuto da Franti e Kundig. Gen. Dicentra (3) Bernh. Fiori omogami, melittofili. Il nettare è secreto dalle due insac- cature alla base dei due petali esterni, semicordati, e quivi na- scosto — sacchi anadenii, secondo Delpino (Ult. Oss. II, 2, p. 101). D. spectahilis DC. [Hildebrand^ Jahrb. f. wiss. Bot. VII, 1869, p. 429-434; H. Mailer, Befr. p. 129; Knuth, Handb. II, 1, p. 70-71] — Le descrizioni di Knuth e di Miiller concordano con quelle di Hil- debrand. A motivo della sottigliezza dei peduncoli i fiori di questa specie sono sempre verticali e pendenti. I due sepali cadono molto presto. Tre filamenti staminali sono inclusi in ciascuno dei petali di cui seguono la curvatura ed insieme formano una doccia, la quale al- lontanandosi dal centro del fiore conduce al nettare. Questa doccia all'estremità opposta sbocca direttamente nella località dove, fra i petali esterni e la base alata di quelli interni, rimane un'apertura, cioè nei due soli punti dove si trova un accesso all'interno del fiore. Le porzioni dei filamenti staminali che sporgono dal fiore, serrate insieme con le antere, circondano lo stilo, rigido, e lo stimma, e vengono alla loro volta inclusi in un cappuccio formato dagli apici dei due petali interni. Prima assai che il fiore si apra, le antere deiscono e versano il loro polline su lo stimma grosso, lobato, racchiuso nel cappuccio. L'autoimpollinazione spontanea avverrebbe perciò inevitabile, ed il polline non potrebbe mai uscire dalla sua solida custodia se non intervenissero gì' insetti (api, esclusivamente) a provocare l'etero- impollinazione. Quando un'ape si aggrappa ad un fiore per suggere il nettare, essa è obbligata con la parte inferiore del corpo a spia- fi) Ueber die Bestàubungsvorrichtungen bei den Fumariaceen ; Jahrb. f. wiss. Botanik, VII, 1869. (2) Suf/li apparecchi della fecondazione nelle piante antocarpee ; Firenze, M. Cellini e C, 1867. (3) E r unico nome del genere da conservare, secondo le Regole adottate nel Congresso internazionale di Vienna del 1905, mentre sono « nomina reji- cienda»: Capnorchis Tiorckh., BikuJaUla Ada,us., Diclytra Borckh., Dielytra Cham. et Schl., Dactylicapnos Wall. 99 gere da un lato il cappuccio e gli stami flessibili che questo cir- conda e col rivestimento peloso dell'addome spazza il polline, che aderisce allo stimma, all'estremità d'uno stilo rigido. Tosto che l'ape si allontana, il cappuccio ritorna alla primitiva posizione e cir- conda nuovamente gli organi sessuali. Poiché in ogni fiore si tro- vano due nettarli e due docce che guidano ad essi la tromba del- l'insetto, questo processo si ripete due volte in ciascun fiore, una volta a destra ed un'altra a sinistra. In tal modo, il polline ade- rente allo stimma viene nei fiori più giovani spazzato dai peli addominali dell'ape e deposto sullo stimma dei fiori più vecchi, già privati del loro polline. Tale processo fu osservato da Hildebrand nei bombi che visitavano i fiori di D. spectahilis. Poiché le docce che guidano al nettare hanno in questa specie una lunghezza di 18-20 mm., soltanto due delle nostre api possono in via normale raggiungerne il nettare, cioè Bombus hortorum $ L. (lungh. della tromba 20-21 mm.) e Anthopliora pilipes F. 2, la cui tromba é lunga 19-20 mm. Nel fatto sono queste due api i visita- tori e fecondatori normali di questi fiori. Muller le osservò entrambe a succiar nettare in AVestfalia, e Knuth osservò solo il primo in giardini di Kiel. Api a tromba più corta s'impadroniscono del nettare forando la corolla. Bombus teri'e- ster (7-9 mm. di tromba) aggrappandosi su l'alto dei fiori, fora i pe- tali in vicinanza dei nettarli e sugge il nettare dal foro prodotto. Egualmente fanno B. pratorum L. $ (11-12 mm. di tromba) e B. ra- jellus K. ? (12-13 mm.), come osservò H. Muller, mentre Osmia rufa L. ? (9 mm.). Megachile centuncularis L.cT (6-7 mm.) e Apis mellifica L. 5 (6 mm.) approfittano per frodare nettare dei fori aperti dai bombi. La levigatezza dei petali, come Muller ebbe campo di consta- tare, procurava all'ape mellifica in questa bisogna gran perdita di tempo. D. cucuUaria DC, del Nord-America e coltivata nei giardini, ha pure fiori melittofili, descritti nella loro struttura da Hildebrand. Secondo osservazioni di Robertson presso Carlinville nell' Illinois, la comparsa /dei fiori in primavera coincide con quella dei bombi a lunga tromba, che ne curano principalmente l'impollinazione. Poiché i due petali interni abbracciano le antere come in un cap- puccio e le difendono da una razzia del polline, i fiori vengono piuttosto sfruttati soltanto per il nettare. Tuttavia l'ape mellifica raccoglie soltanto polline nel fiore, mentre col capo allontana i pe- tali formanti il cappuccio e aduna il pollino nelle zampe anteriori. La posizione pendula dei fiori rende la visita specialmente comoda — 23 - agli apidi e a Bomhylius ; talvolta però si sospendono ai fiori anche farfalle e rubano il nettare. A raggiungere questo basta una tromba di circa 8 mm., o di 12.5-14 mm. per uno sfruttamento più completo. I fiori di questa specie posseggono i due petali esterni lunga- mente speronati, ed il nettare viene secreto in questi speroni dai due prolungamenti a forma di cornetto dei filamenti staminali me- diani. Parecchi autori — Bailey, Leggett, Britton, Stone, Merriam, Meehan — riferiscono che i fiori vengono più o meno abitualmente forati dai bombi, nel Nord- America. Robertson (i^Zozc., I, p. 125-126; II, 1, p. 71) osservava nell'IUinois 12 api a lunga tromba, un Boni- hijUus e 5 farfalle diurne a visitare i fiori. D. canadensis DC. — Secondo Merriam (Torrey Club, XI, p. 66) i fiori vengono, nel Nord-Ameriea, forati da Bomhiis virginicun F. D. eximia DC. concorda nelle disposizioni fiorali con D. specfa- bilis, ma offre un campo più ristretto alla curvatura del cappuccio verso destra o verso sinistra e la via che conduce al nettare è anche più corta (Hiìdehrand, 1. e, VII, p. 434; 1869-70). Gen. Adiumìa. Raf. A. cirrhosa Rf. — I fiori di questa specie hanno esternamente una conformazione molto analoga a quella dei fiori di Dicentra eximia^ tuttavia la connivenza delle singole parti fiorali fra loro è ancora più salda. Il sacco dei petali esterni è molto meno marcato ed i loro margini sono aderenti nella loro porzione inferiore. Dei petali interni, come in Die. eximia. soltanto la parte supe- riore del cappuccio è sviluppata e libera, mentre la porzione in- feriore è saldata con i petali esterni. I nettarli si trovano su i Iati esterni del tubo, ventricoso in basso, formato dai sei filamenti staminali, inferiormente riuniti. L'autoimpollinazione è inevitabile nel boccio, ma l' intervento degl'insetti rende pure inevitabile l'eteroim pollinazione {Hild., loc. cit., pp. 437-439). Gen. Corydalis DC. Fiori melittofìli omogami. Lo spostamento del cappuccio può aver luogo soltanto verso il basso. Il superiore dei due petali esterni è posteriormente prolungato in uno sprone nettarifero. C. caca Schweigg. et Kòrt [Hildeb.: Befr. v. C. cava, 1867; Geschl.-Verth. p. 66; 1. e: Muller H.: Befr. p. 130; Kerner, 1. e; Kirchner^ FI. p. 280 ; Delpino, App.] — Nei fiori bianchi o rosei, omo- gami, melittofìli, emananti odor di miele, lo sprone si prolunga po- steriormente sul peduncolo fiorale per circa 12 mm. I fiori sono orizzontali e nello sprone si avanza il prolungamento dei filamenti — 24 — staminali superiori fino al punto di curvatura dello sprone e secerne nettare, il quale viene raccolto nella j)orzione dello sprone piegata verso il basso; — nettaroconca o sacco anadenio, secondo Delpino (Ult. Oss. II, 2, p. 101). I due petali interni, laterali, saldati alla base con i due petali esterni, con la saldatura dei loro apici formano un cappuccio che circonda antere e stimma. Questo è grosso e lobato ed a superfìcie granulare, rappresenta l'estremità di uno stilo rigido — e perciò non può essere spinto in basso — e già prima dell'apertura dei fiori è coperto del polline di tutte le antere che lo circondano e che ben aderisce alla sua superfìcie granulare. Gl'insetti (api a lunga tromba) che vogliono succhiare il net- tare devono introdurre la loro tromba fra il cappuccio ed il petalo superiore speronato. Con ciò essi spingono in basso il cappuccio e si sporcano la regione ventrale col polline deposto su lo stimma nei fìori più giovani, polline che vanno a scaricare nei fìori più vec- chi sul relativo stimma che ne venne già privato. In tal modo l'e- teroimpollinazione ha luogo. Cessata la pressione esercitata da l'in- setto visitatore sul cappuccio, questo ritorna nuovamente nella posizione che prima aveva, circondando di nuovo lo stimma. Poiché lo sperone, secondo H. Miiller, dal suo punto di attacco al peduncolo fìorale si protrae posteriormente per 12 mm., ed il nettare ne riempie l'estremità solo per 4-5 mm., delle api che vo- lano all'epoca in cui fìorisce C. cava, solamente Anthophora pili- jpes F. ?, cT, con la tromba lunga 19-21 mm. è in grado di rag- giungere normalmente il nettare. Secondo osservazioni di MùUer presso Lippstadt e di Knuth {Bloemb. Bijdr.) nei dintorni di Kiel essa visita i fìori di C. cava in si gran numero e con tanta celerità che nessuno ne rimane in- fecondato. Come frodatore di nettare è da citare Bomhus terrester L., il quale con la sua tromba lunga 7-9 mm. sarebbe ancora in grado di giungere al nettare e di gustarne una parte, ma vi rinuncia e fora lo sprone superiormente in vicinanza del nettare, al punto dove lo sprone si curva o un po' più innanzi, cacciando la tromba nello squarcio prodotto e suggendo. Di questo foro approfittano anche altre api a breve tromba, ad. es. Ajns mellifica (6 mm. di tromba) Anthrena- Sphecodes- e Nomada-s^. Per altro Ajns mellifica tenta talvolta di giungere al nettare anche per via normale, ma sempre inutilmente per la tromba troppo corta. Questi tentativi inutili, occasionali, possono, come nel caso di Anthopliora pilipes, procurare l'eteroimpollinazione, anche quando, dopo aver rinunciato — 25 — al Dettare, essa si ferma su i fiori a raccoglier polline. Mùller vide pure alcuni Bombi/lius: B. major L. e B. discolor Mikan, con la tromba di 10, rispettivamente di 11-12 mm. — librati, com'è co- stume dei genere, innanzi ai fiori e succhiare normalmente il net- tare, ma la loro tromba è troppo sottile, perchè possano efìfettuare fecondazione. Nella Stiria Hoffer osservò Borribus mastrucatus Gerst. ? a forare lo sprone ed a suggerne il nettare. Schulz (Beitr. II, p. 205) oltre Bomhus terrester citato dal Mlil- ler, osservò pure B. lapidarius ^ e B. pratoriim % a forar fiori. Stiiger (Beob., 1902) trovò fiori di G. cava con 3-5 fori, e ne de- duce che i bombi seguono l'istinto meccanico. Fiori frequentemente forati io osservai a Stradella (Pavia), mentre dei fori già praticati da Bonibus profittavano non poche formiche. Non ostante che lo stimma si trovi nel cappuccio circondato dal polline del proprio fiore, l'autofecondazione non avviene. Hil- debrand, in seguito a numerose esperienze, ha stabilito che i fiori sono assolutamente sterili col proprio polline, lo sono in alto grado con quello di altri fiori della stessa pianta, mentre sono fertili solo col polline proveniente da fiori di piante diverse. ' C. intermedia P. M. E. (= C. fabacea Pers.) ha fiori porporini raccolti in racemi, poco appariscenti. Nelle disposizioni concordano con quelli della specie precedente; lo sperone è lungo circa 9 mm. Poiché, in aprile (in Germania), all'epoca in cui fiorisce questa specie la visita degl'insetti è scarsa ed i fiori inoltre si presentano spesso forati, qualora la pianta fosse designata per l'eteroimpolli- nazione, la fruttificazione e la formazione dei semi potrebbe aver luogo soltanto in rari casi. Per quanto potè osservare il Warnstorf [Rupp. Fl.)^ la pianta deve essere autogama, mancando le visite degl'insetti, e Kerner (p. 395) stabili l'autofertilità di questa specie. C. solida Smith (= C. digitata Pers.) [Hildebr., 1. e. ; Muller, Befr. p. 131; Kirckner, FI. p. 280; Mac Leod^ Bevr., p. 187; Warnstorf^ Eupp. FI., p. 18; Knuth, Bl. Bijdr.; Poppius, Blomb. Jaktt. 1903] concorda nelle disposizioni fiorali con C. cava, ma lo sperone è tal- volta un po' più corto. I fiori d'un violetto chiaro sono in ricchi racemi e perciò molto appariscenti. I due petali laterali del cappuccio sono, nel punto dove si saldano e lungo tutta la carena, forniti di grandi papille sca- nalate le quali aumentano l'attrito ed impediscono lo scivolamento delle zampe degl'insetti (Warnstorf). Anche questa specie, secondo Hildebrand, è autosterile. I fiori sono normalmente visitati e fecorìda.ti da. Antho2}hora pilipes ; Boni- — 26 - òus terrester ed Apis mellifica ne guadagnano il nettare mediante fori nello sprone, e lo stesso fanno, per via normale, Bombi/Uus-sp.j ma senza vantaggio per i fiori. Anche Loew nel Giardino botanico di Berlino osservò Apis mel- lifica e Anthophora. In Finlandia Poppius considera come visitatore normale dei fiori Bornbus Jioìtorum L., sempre numeroso, che ne raggiunge il nettare regolarmente, mentre B. terrester e B. agrorum forano lo sprone. C. nohilis Pers. si comporta, secondo Hildebrand, nelle disposi- zioni per l'impollinazione come C. cava, C. capnoides Pers. ha un apparecchio fiorale analogo a quello di C. cava, ma ne diversifica alquanto nella forma dei petali esterni, specialmente di quello superiore, il cui sperone è incurvato sul pe- duncolo fiorale {Hildehr.). Secondo Kerner (p. 395) questa specie è fertile col proprio polline. C. ochroleuca Koch differisce dalle specie precedenti — presso le quali il cappuccio ritorna nella sua posizione, appena cessata la pressione sopra di esso esercitata da gì' insetti visitatori — perchè il cappuccio una volta abbassato non torna più nella posizione pri- mitiva, ma rimane piegato in basso, mentre gli stami scattano in alto e si nascondono in un solco del petalo superiore. Ogni fiore può essere perciò visitato soltanto una volta, nel modo come si è detto, e l'ape si sporca allora la regione ventrale col pol- line che si trova su lo stimma, e nel caso avesse già visitato un altro fiore di questa specie ricopre contemporaneamente lo stimma di polline straniero. Secondo le ricerche di Hildebrand (1. e.) questa Corydalis h fer- tile col proprio polline. Secondo Iverner, mancando le visite degli insetti, avviene l'autogamia (1. e). C. lutea DC. concorda, secondo Hildebrand, nelle disposizioni fio- rali con la specie precedente. Kerner (pp. 222, 261) ne dà una larga descrizione. I due petali laterali hanno grandezza uguale e si addossano l'uno su l'altro come due mani incavate. Il petalo inferiore, picco- lissimo, è a forma di spatola ; il superiore, più grande di tutti, si protrae posteriormente in un sacco cavo in cui si raccoglie il net- tare, mentre anteriormente è allargato e rialzato come la falda d'un cappello. Sotto questa falda si trova l'accesso al nettare e gl'insetti, per giungervi, si posano sui due petali laterali, forniti di lobi sporgenti in direzione orizzontale, paragonabili alle staffe esistenti ai lati di una sella. Appoggiandosi le api su queste staffe — 27 — con ]e zampe, rimangono quasi a cavalcioni d'una sella, formata, come si è detto, dai due petali laterali congiunti. La pressione esercitata su la sella lia per effetto il suo abbassamento immediato ed il raddrizzamento degli stami inclusi nella cavità interna di essa sella. Siccome il polline di questa Corydalis è versato assai per tempo e si accumula su le antere, cosi, mentre gli stami si rad- drizzano, esso viene lanciato contro la superficie inferiore degl'in- setti che ne visitano i fiori. Miiller {Befr., p. 132 ; Weit. Beoh. I, p. 324) osservò presso Lippstadt Bomhus agrorum F. $ (12-15 mm. di tromba) a succiare normalmente nei fiori, e presso Jena le seguenti api : Psithyru.s ru- pestris F. $, Bombus Rajellus 111. $, B. confusus Schenck 2, B. la- pidarim L. ? , B. pomorum Pz. ?, Anthophora aestivalls Pz. JcT, Osmia auì'ulenta Pz. 2 , Eucera longicornis L. $ , Halictus xanthopus K. $ , tutti succianti nettare o almeno tentando di succiarlo. Schenck (cit. da Knuth) in Nassau osservò Osmia cornuta Ltr, e Podalirius acervorum L., intenti a succiare ; Scott-Elliot (1. cit. p. 10) osservò un bombo. C. acaulis Pers. presenta disposizioni fiorali analoghe a quelle della specie precedente [Kerner). C. hracfeata P. e C. Kolpakoivskr ana Rgl. nel giardino botanico di Berlino erano visitate da Anthophora pilipes F. $, succ, come osservò Loew (cit. da Knuth). C. claviculata DO. [Knuth, B. Cntrbl. 52, p. 1; Hart, Nature X, p. 5] — I fiori poco vistosi, biancastri, lunghi soltanto 6-8 mm. e larghi 2, stanno aggruppati in grappoli pauciflori (al più soltanto 6). In- principio gli stami sono un po' più corti dello stilo, cosicché l'autoimpollinazione spontanea non può avvenire che quando il polline viene versato nel cappuccio, di color lilla scuro, che ab- braccia lo stimma. Quantunque lo Knuth non abbia osservato vi- sitatori dei fiori, notò tuttavia le tracce dell'attività di insetti suc- cianti il nettare. In molti fiori egli notò che l'articolazione fra il pe- talo speronato e gli altri tre era fortemente allentata, per cui questi ultimi devono rappresentare un comodo posatoio per le api. Il cap- puccio, abbassato, non ritorna più nella primitiva posizione; lo stimma viene piuttosto nascosto sotto la falda piegata del petalo superiore. Willis (Floio. and Ins., I) in vicinanza delle coste scozzesi me- ridionali osservò visitatori dei fiori : Bombus agrorum F., frequente, B. ferrester L. Sembra che ogni fiore formi un frutto. Scott-Elliot {FI. p. 10) osservò Apis, 4 Bombus, un'ape a tromba corta ed un muscide. — 28 — C. glauca Purs. — Anche per questa specie, Miss Esther Thomp- son osservò nel Connecticut un bombo a visitare i fiori, e Stone nel Nord-America ne osservò di forati. C- aurea Wild. — A Madison, nel Wisconsin il signor Vaughan osservò fori nei fiori di questa specie, fori che egli attribuisce a coleotteri (cit. da Pammel). C. flavula DC. — In esemplari coltivati, malgrado l'appariscenza dei fiori, Meehan constatò autofertilità. L' impollinazione avviene già nel boccio. C. decumbens Pers. e C. incisa Pers., frequenti entrambe nelle vicinanze di Tokio, furono ritenute da Knuth per autofertili, poi- ché non ostante un'attenta sorveglianza in tempo favorevole, non gli capitò mai di osservare visite d' insetti e tutti i fiori si mo- strarono fecondati. Similmente non notò mai fiori forati, come se ne incontrano in altre Corj^dalis (Handb. Ili, 1, p. 314). C. chaerophyUa DC. — Burkill osservò i fiori di questa specie, a 9000 piedi sul mare, neirindia, visitati diligentemente da Bomhus funerarius Sm. C.juncea, C. longipes, C. cacJiemiriana. — Su i fiori di queste specie Burkill, nell'India, non osservò insetti, ma i fiori fruttificarono in seguito ad autoimpollinazione. Tatti i fiori di queste specie sono rivolti obliquamente in basso. . C. rutaefolia Sibth. — Il fiore presenta il meccanismo tipico delle Corydalis. Esso non è molto vistoso, ma la pianta è sociale {Burkill). Gen. Fumaria (Tourn.ì L. Fiori melittofili omogami. Il nettare è secreto da un'appendice basilare del gruppo staminale superiore, che si nasconde entro lo sperone — sacco anadenio, sec. Delpino, loc. cit. p. 101 — del pe- talo superiore. F. officinali^ L. — I fiori porporini, piìi intensamente colorati al- l'apice, concordano secondo Hildebrand (1. cit. p. 450) nelle dispo- sizioni per rimpollinazione con quelli di Corydalis cava. Le sei antere circondano all'apice del cappuccio, formato dai petali interni, lo stimma semilunare, bicorne, con una piccola spor- genza nel mezzo, e poiché deiscono già nel boccio, l'autoimpollina- zione é inevitabilile. Ma nel fiore aperto, quando un insetto intro« duce la sua tromba per ricercare il nettare ed abbassa il cappuccio, lo stimma, messo allo scoperto, può ricevere polline straniero. Dalle esperienze eseguite, Hildebrand constatò che l'autoimpol- linazione spontanea è fruttifera. — 29 — I fiori, data la loro piccolezza, il tempo in cui si aprono e le località nascoste ove si mostrano, sono scarsamente visitati da gli insetti, ma poiché fruttificano quasi tutti, anche quando il tempo cattivo escluda ogni probabile visita da parte delle api, l'autoimpolli- nazione spontanea avviene pure nella libera natura (Mailer, Kirch- ner). Miiller {Befr. p. 132) e Knuth {N'ordfr. Ins., p. 23Ì hanno visto solo poche volte Apis mellifica su i fiori di questa specie. Scott-EUiot {FI. p. 9) nel Damfriesshire, in Scozia, osservò una farfalla diurna. Macchiati (1. cit.) per questa ed altre Fumaria elenca Osmia ed « altri apidi ». Gli esemplari esaminati da Poppius (1. cit.) ad Esbo in Fin- landia sono per l'apparenza e per la struttura dei fiori concordi con la descrizione di Knuth, e quivi pure sembra che la feconda- zione avvenga principalmente per via autogama. Egli non osservò mai visite di insetti, osservò però alcuni ditteri, specialmente Stj- ritta pipiens L., volare di tanto in tanto innanzi alle infiorescenze che di solito abbandonavano, oppure si posavano su i fiori senza però tentare di giungere al nettare ne al polline. F. capreolata L. e F. parviflora Lam. hanno, secondo Hilde- brand (1. cit. p. 452), disposizioni fiorali per l'impollinazione afiatto analoghe a quelle di F. officinalis, però l'elasticità del cappuccio formato dai petali è così debole che, dopo una pressione da l'alto, esso ritorna lentamente o non ritorna affatto a ricoprire gli organi sessuali. Hildebrand si domanda se questa diminuita elasticità sia sopraggiunta per il continuo non uso, e considerando il fatto di non aver mai osservato alcun insetto su questi fiori, propende per una risposta affermativa. L'autoimpollinazione spontanea è fertile in entrambe le specie, e recentemente Ponzo (1. cit., II, 1905) constatava la completa ma- turità dei frutti in 14 fiori su 17 di i^. capreolata, dovuta ad esclu- siva autofecondazione, affermata già pure da Darwin (1. cit. p. 205) il quale rilevava nei fiori maggior presenza di nettare specialmente la sera e li ritenne visitati da farfalline. Anche Avebury (Brit. Flow. PI., p. 75) sembra di questo avviso escludendo le api ed am- mettendo insetti notturni quali pronubi di F. officinalis. Moggridge osservò i fiori di F. pallidifiora forma di F. capreo- lata visitati da un'ape (Osmia) a lunga tromba. I fiori di questa forma si presentano bianchi prima della fecondazione, mentre di- ventano rosei o anche rosso-carminio dopo avvenuta la medesima. Questo cangiamento di colore- che si verifica pure in altre specie (Weigelia rosea, Melampijrum pratense, Aesculus Hippocastanum, — 30 — Fuchsia-s'p., Ribes aureum e sanguineicm, ecc.) -dei fiori già fecon- dati, contribuisce secondo Knuth (I, p. 104) ad aumentare Tappa- riscenza di tutta l'infiorescenza, mentre dai visitatori più evoluti vengono riconosciuti come già privati del nettare. F. spicata DO. concorda nelle disposizioni fiorali con Corydalis ochroleuca e C. lutea, ed è pure fertile col proprio polline {Hilde- brand, 1. cit. p. 453). I petali che formano il cappuccio su la co- lonnetta degli stami e del pistillo sono quasi uniti insieme, ma quando la pressione esercitata da un'ape venga a separarli, la co- lonnetta che è in uno stato di tensione, rimanendo libera, si slancia in alto ed imbratta di polline l'insetto. Questo processo si produce una sola volta per ciascun fiore. Considerazioni generali su le Fiimariacee. I fiori delle Fumariacee appartengono alla classe H del Miiller, cioè sono adattati agl'imenotteri a lunga tromba. Come mezzi di ri- chiamo valgono la colorazione — rossa, gialla, bianco-giallastra, rosea — dei fiori aggruppati in infiorescenze racemose di vario aspetto, e l'odore di miele più o meno sensibile emanato da alcune specie. II nettare è raccolto in lunghi speroni o insaccature dei petali; Dicentra ed Adlumia presentano i due petali esterni speronati. Fu- maria e Corydalis hanno invece un unico petalo (quello, superiore, esterno) speronato. I due petali interni saldati all'apice (talvolta colorato più inten- samente) formano un cappuccio che protegge gli organi sessuali. In Dicentra ed Adlumia, i cui fiori sono penduli, il cappuccio è spinto a destra o a sinistra da le api visitatrici, in Corydalis e Fumaria, da i fiori orizzontali, il cappuccio è invece premuto dal basso al- l'alto. Nei fiori, omogami, malgrado l'autoimpollinazione spontanea avvenga inevitabilmente, si osservano tuttavia disposizioni perchè abbia luogo anche l'eteroimpollinazione. Noi generi bicalcarati, in- fatti, quando gl'insetti cacciano la loro tromba in uno dei due ser- batoi nettariferi, vengono a contatto con lo stimma coperto di pol- line e se ne sporcano l'uno o l'altro lato del corpo. Passando ad altro fiore, con la stessa parte del corpo, sporca del polline del fiore precedentemente visitato, ne urtano, succiando il nettare, lo stimma, cosicché immancabilmente a questo si attaccano alcuni grani pol- linici del primo fiore, specialmente quando da un altro insetto sia stato liberato dal polline che lo ricopriva al principio dell'espansione — 31 — antesica. Ha luogo quindi mediante gl'insetti una eteroimpollina- zione, e precisamente un carico di polline dei fiori più giovani su lo stimma dei fiori più vecchi. Nei generi unicalcarati i quali presentano un solo serbatoio net- tarifero, gl'insetti j)r6iiiono sul cappuccio che nasconde gli organi sessuali soltanto dal lato in cui si trova l'accesso al nettare. È da no- tare ora una difierenza nell'infiuenza di questa pressione su le parti fiorali. In alcune specie, ad es. Cortjdalìs cava, il cappuccio (come avviene nelle specie bicalcarate) una volta allontanato da gli organi sessuali torna di nuovo a ricoprirli appena cessata la pressione, in altre, invece, ad es. Cor. ocliroleuca e lutea, Fumaria spicata, i filamenti sono in tale stato di tensione che una volta liberati dal cappuccio, balzano in alto ed insieme allo stilo e stimma si ada- giano in un solco del petalo superiore, rimanendo i petali del cap- puccio in basso, distaccandosi l'uno dall'altro all'apice, cosicché riesce facile distinguere i fiori già visitati dagl'insetti e quelli che non lo furono ancora. Con queste due disposizioni presentate dalle specie unicalcarate l'eteroimpollinazione mediante gl'insetti viene effettuata in modo analogo a quanto si è detto per le specie bi- calcarate. La sola differenza sta in ciò, che in quelle specie in cui il cappuccio torna a coprire la colonnetta sessuale appena cessata la pressione è possibile per ripetute volte un contatto dello stimma con gl'insetti, mentre nelle altre in cui la colonnetta sessuale dopo una sola pressione sul cappuccio si addossa al petalo superiore, lo stimma può essere toccato da gl'insetti soltanto una volta — ma anche in questo ultimo caso l'eteroimpollinazione è assicurata. Que- sta per alcune specie è assolutamente necessaria per la fruttifica- zione, mentre per altre non sembra cosi necessaria ; si può però dire — secondo Hildebrand (1. cit., p. 463) — che la maggiore fruttifica- zione è dovuta all'eteroimpollinazione effettuata da gl'insetti e non all'autoimpollinazione. Kerner (p, 3y5-39()) ricordando l'autosterilità o adinamandria di Corudalis cava, osservata da Hildebrand, e considerando l'autoferti- lità di altre Cortjdalis, quali C. capnoides, fabacea ed ochroleuca, conclude che l'autogamia non è né impedita, né priva di successo, nella maggior parte delle Cortjdalis, ma in quelle difese da la visita degl'insetti avviene nei fiori chiusi e ricorda la cleistogamia. Am- mette però come probabile la prepotenza del polline straniero sul polline proprio nel caso delle tre Corijdalis menzionate. Oltre che le aderenze fra i petali sono importanti nel processo della impollinazione anche le diverse adelfie presentate da l'andro- ceo. In Corydalis e Fumaria i tre filamenti di ciascun gruppo sta- — 32 — minale sono saldati quasi fino all'apice, in Dicentra gli stami sono per lo più liberi, in Adlumia tutti i sei filamenti staminali sono riuniti in un tubo, saldato anche alla corolla. Infine Hild ebrand rilevando l'accenno d'un secondo sprone e di un secondo nettario che si presentano in alcune specie unicalcarate — (ad es.: Corydalis cava mostra uno sprone nel petalo inferiore, ma nessuna traccia di nettario nella terna di stami inferiore, mentre in Cor. ochroleuca è ancora presente il residuo di uno sprone con la traccia d'un secondo nettario; in C. lutea (1) manca ogni accenno di uno sprone nel petalo inferiore, ma vi ha ancora un avanzo del net- tario inferiore che produce anzi alquanto nettare; nelle Fumaria esaminate manca, finalmente, ogni traccia di sprone e di nettario nel petalo inferiore e nel fascetto staminale inferiore) — fa deri- vare queste dalle specie bicalcarate, contrariamente all'opinione di Delpino {Appar. fec. n. piante antoc, p. 29) secondo il quale, deri- vando le specie bicalcarate dalle unicalcarate, le formazioni anzi- dette dovrebbero considerarsi come l'inizio d'un secondo sprone o di un secondo nettario, piuttosto che i residui del secondo sprone e del secondo nettario perfettamente sviluppati nel gen. Dicentra. Anche Darwin (2) parlando della peloria di alcuni fiori dovuta a riversione, fa derivare il gen. Corydalis^ unicalcarate, da un progenitore bical- carato. « Nella Corydalis tuberosa — egli scrive {p. 425) — una dei due nettarli è normalmente incolore, privo di nettare, della metà più piccolo dell'altro, e per conseguenza in uno stato fino ad un certo punto rudimentale; il pistillo è curvato verso il nettario completo ed il cappuccio formato dai petali interni non può sco- starsi dal pistillo e dagli stami che in una sola direzione, di modo che quando un'ape vuol succhiare il nettario perfetto, il suo corpo viene a sfregare sullo stimma e sugli stami. In parecchi generi vi- cini, Diclytra, ecc., esistono due nettarli completi, il pistillo è diritto e il cappuccio si scosta dall'uno o dall'altro lato, secondo che l'ape si porta all'uno o all'altro nettario. Io ho esaminato parecchi fiori di Corydalis tuberosa in cui i due nettarli erano egualmente svi- luppati e contenevano nettare ; vi era dunque là uno sviluppo d'un organo parzialmente abortito, accompagnato da un raddrizzamento del pistillo, dalla facoltà del cappuccio di muoversi nell'uno e nel- (1) Oltre i casi citati da l'Hildebrand, si osservarono i due petali speronati in Cor. solida e completa mancanza di speroni in C. sempervirens e Sarco- capnos enneapliylla. Recentemente Franchet rendeva noto il caso di fiori uni- o bicalcarati su la stessa pianta di Corydalis (cit. in Engler und Franti). (2) Variazione degli animali e delle piante allo stato domestico ; trad. it. di G. Canestrini ; Torino, 1876. — 33 — l'altro senso, d'onde un ritorno del fiore alla struttura perfetta si favorevole all'azione degl'insetti, caratteristica della Diclijtra e ge- neri affini. Queste modificazioni non possono essere attribuite al caso né ad una variabilità correlativa, ma piuttosto ad un ritorno verso lo stato primitivo della specie ». Movimenti carpotropici compiono i peduncoli fiorali di parecchie Fumaria e di Cor/fdalis Scotderi, riferibili al tipo « Fragaria » sta- bilito da Hansgirg ; Cor. rosea compie pure una curvatura ombro- foba, dopo una violenta pioggia, dell'estremità dell'asse dell'infio- rescenza. Fani. Cappakidaceae. I generi sono disposti secondo l'ordine tenuto dal Pax (1) nella monografia della famiglia. Gen. Cleome L. II genere ha la stessa struttura di Capparis^ solo manca il cap- puccio calicino formato dal sepalo maggiore e la cavità nettarifera. Tuttavia, nel punto analogo del ricettacolo, scorgesi nuda una grossa goccia di nettare {Deìpino, Appar., ecc., p. 29). CI. spinosa L., diffusa da Costa Rica fino al Tropico del Capri- corno ed anche nell'ovest dell'Africa tropicale, si distingue per un aspetto particolare che assumono le sue infruttescenze, allungate, spiciformi. Dopo la caduta delle valve del frutto a capsula siliqui- forme e dei semi, i resti lunghi e sottili dei gambi e del replo, so- vrapposti l'uno all'altro, rassomigliano a zampe distese di ragni^ donde l'appellativo di « Spider flowers », « Spinnenblume », « Fiori- ragni * dato a questi fiori, aggruppati a grappoli. Secondo la descrizione dello Schneck {Bot. Gaz., XX, p. 168-170) la specie parrebbe andromonoica, poiché infiorescenze di fiori ste- rili si alternano con altre a fiori fertili. Per altro la distribuzione delle differenti forme sessuali é tutt'altro che comune. Lo stesso Schneck e più tardi Bessey {Plani Wordl, X, p. 208- 209) hanno pure descritto il modo di aprirsi del fiore. Non appena la gemma fiorale è adulta, si allungano le unghie dei petali e nello stesso tempo anche i filamenti staminali, spingendo le antere contro l'apice della corolla ancora chiusa. Con ciò i fascetti dei filamenti vengono spinti in fuori fra i petali sul lato inferiore della gemma fiorale, mentre i petali si rovesciano dall'altro lato, cosicché nel (1) Engler und Prantl. — Die Naturliche Pflanzenfamilien, III Teil, 2 Abteiluiig; p. 209-236; Leipzig, 1891. Annali di Botanica — Vol. XI. 3 — 34 — fiore aperto i quattro petali sono in alto ed i sei stami in basso Secondo Schneck i fiori sono notturni, aprendosi completamente al cominciar del crepuscolo (1), ed allora stami e pistillo hanno ri- preso una posizione eretta. La fuoruscita del polline da le antere comincia pure al principiar del crepuscolo, quando il fiore si fa pronto a ricevere le visite de- gl'insetti, i quali sono adescati da una grossa goccia di nettare secreta nel fondo del fiore tra la base dei petali ed il pistillo. Inoltre il fiore possiede un grato odore di balsamo, mentre le altre parti della pianta puzzano. Il fiore, i cui sepali sono facilmente caduchi, rimane aperto durante la prima notte, è già deperito al mattino successivo e dopo 36 ore è completamente appassito. Il colore dei fiori è porporino-chiaro. Come visitatori principalissimi Schneck nell' Illinois vide certe sfingidi da l'habitus analogo ai Colibrì (Macroglossa?) ed anche Co- libri (Trochilus). Inoltre furono osservati Apis e vespidi. Hildebrand {Ber. Bot. Ges., IV, 8, p. 330-331) fin dal 1886 ha dato una descrizione dell'antesi in Cleome spinosa ed ha osservato che nel fiore aperto lo stimma occupante l'estremità dell'ovario — il cui ginoforo corrisponde al prolungamento del peduncolo fiorale — viene a trovarsi lontano dalle antere; per conseguenza il polline, malgrado queste deiscano tutte verso il centro del fiore, non può per virtù propria pervenire sopra di esso. Ma ciò può facilmente accadere con l'intervento di grossi insetti che, ricercando il nettare secreto nel fondo del fiore da un disco poco sviluppato, sono in grado anche di trasportare il polline ad altri fiori. Ma a prescindere dal fatto che per la distanza fra le antere e lo stimma l'autoim- pollinazione può avvenire soltanto con l'intervento degl'insetti, provocatori altresì di eteroimpollinazione, questa è favorita anche dalla proteroginia. Hildebrand accenna anche a Colibrì tra gli agenti dell'impolli- nazione. Inoltre anche negli esemplari ottenuti da semi inviatigli dal Brasile da Fr. Mliller, egli osservava in CI. spinosa^ accanto a fiori ermafroditi, anche fiori maschili e fiori femminili,possibilmente dovuti alle mutate condizioni di vita. CI. gigantea presenta secondo Hildebrand (loc. cit.) fiori debol- mente proterogini, favorevoli all'eteroimpollinazione, la quale però ancora più tardi può essere facilmente effettuata da gl'insetti vi- li) A Padova, in un giardino, l'autore di queste note ebbe ad osservare que- sta Cleoìne con i fiori completamente aperti nelle ore più calde del pomeriggio* — 35 — sitatori. Il nettare viene secreto da un « torus », situato fra la base dei petali e dei filamenti, che accresce la struttura zigomorfa del fiore. Le antere che non si aprono subito, nei fiori osservati da Hil- debrand, presentarono parecchie differenze riguardanti la posizione delle linee di deiscenza: in parte erano tutte sopra, in parte tutte sotto ed in parte erano tutte rivolte verso un punto mediano. Anche il ginoforo terminato dallo stimma occupava diverse posizioni nei fiori, mostrandosi o debolmente piegato ad S sopra le antere, o arcuato tra i filamenti, rivolto in giù. In entrambi i casi lo stimma si trovava lontano dalle antere, il cui polline non poteva cadervi su, il che è impossibile anche in principio della fioritura per un breve tempo, quando le antere sono ancora chiuse. CI. glandiilosa R. et Pav. Secondo De Lagerheim (Best, von Brachyotum ledifolium) i fiori di questa specie (non rossi!) ven- gono visitati dal colibrì Petasophora iolata Gould. CI. serrulata Pursh. (= CI. integrlfolia Torr. et Gr.), dai fiori varianti nel bianco e ricchi di nettare, vengono secondo White, nel Colorado, visitati copiosamente da l'ape domestica {Am. Nat., XXII, 1888, pp. 1029-1030). Cockerell {Proc. Acad. Nat. Sci. Philadelphia, 1896, p. 34) in- dicava pel Nuovo Messico come visitatori dei fiori di questa specie parecchi apidi, come Anthidium parvum Cr., A. argemonis Ckll., Bomhus morrisonl Cr., Bombus-sp., CalUopsis australior Ckll., C. scitulus Cress., C.-sp., Melissodes-sip., Megachile-sip., Perdita sehrata, Nomia punctafa, Melecta miraìida^ ecc., ed in un caso un colibrì. Lo stesso osservatore (1898) in altre località del Nuovo Messico notò diversi apidi : Bombus-, Perdita-^ Prosopis-s^. e Podalirius-sip. Notò pure (Am. Nat., XXIV, 1900, p. 488) l'apide Litlmrgiis apicalls Cress. Più tardi [^Bot. Jb., 1901, II, p. 583) presso Las Vegas nel Nuovo Messico segnalava Anthrena argemonis Ckll., Podalirius occidentalis Cr. e Anthidium perpictum Ckll. (da Knuth, Handb., Ili, 1, p. 318; 2, p. 265). l^elVEntomol. News, 1901, p. 40, si trova altra lunga lista di visitatori (cit. da Cockerell: The Bees of Florissant Colorado, in Bull, of the Amer. Mus. of Nat History, voi. XXII, p. 419, 1906. A Florissant, nel Colorado, Prosopis varifrons Cress. (Cockerell. 1906). Gen. Polanisia Raf. (= Cleome). I fiori, come quelli di Cleome e di Capparis, secondo Del pino [Appar., ecc., p. 29-30) sono proterandri. Delpino descrive pure l'or- gano produttore del nettare come un corpo vistoso, giallo-aranciato, semilunare, posto fra la base dei due petali superiori. — 36 — Poi. uniglandulosa DC. è stata studiata da Barsali (Bull. Soc. iot. it., 1904). Nel mezzo dei petali bianchi è facilmente visibile, per il colore rosso-arancio assai vivo, un corpo tronco, bene svi- luppato, a superficie semilunare, che rappresenta il nettario. Con- trariamente a quanto indicò Delpino, Barsali ritiene i fiori come proterogini, rilevando però che alla proterandria si può esser ten- tati di credere solo osservando quei fiori nei quali sia mancata la fecondazione. A questa cooperano generalmente piccoli apidi, e Bar- sali riscontrò pure qualche microcoleottero. Poi. graveolem. Su i fiori poco visibili di questa specie Bonnier {Nect.j p. 4A) non osservò mai un insetto (a Kiel). Fiori agamotropici secondo Hansgirg (1904). Poi. trachijsperma è data come proterandra da Delpino {Ult. Os8., II, 2, p. 159). Gen. Daciylaena Schrad. Dei quattro stami, tre (i 3 posteriori) sono trasformati in sta- minodi. Gen. Crataeva L. Talvolta i fiori si presentano unisessuali per aborto. C?'. religiosa Forst., delle Isole della Società, per aborto del- l'ovario, si presenta unisessuale maschile. Cr. tapia L. — il « pào d'alho » del Brasile, i cui frutti « tapie » simili ad arance, hanno sapore dolciastro ed odore agliaceo — è ri- ferita come ornitofila dal Malme (cit. da Fries Rob. E.). Gen. Cladostemon A. Br. et Vatke e Atamisquea Miers. In questi generi si nota talvolta una parziale trasformazione di stami in staminodi (Radlkofer). Gen. Capparis L. Il genere è indicato come proterandro da Delpino {Appar., ecc., p. 29; Hildehrand^ Bot. Zeit., 1867, n. 36) quantunque poi egli non l'includa nella lista delle piante proterandre che dà a p. 159 e seg. delle sue « Ulter. Osservaz., II, 2 ». Dei quattro sepali il superiore è fatto a cappuccio verso la base {« sepalum galeatum »), come ben si osserva in C. flexuosa Bl., C. spinosa L. ed altre specie. Sotto il sepalo galeato si raccolgono due petali che in basso con le parti contigue formano la volta ad una concavità piena di nettare. C. spinosa L. ha fiori grandi, bianchi o bianco-rosei, solitari, che schiudono ed appassiscono in un giorno. Tramandano un sottile e delicato profumo di rosa o vaniglia. Kirchner, che li ha osservati a Tremezzo sul lago di Como, sul Garda e a Roma sul Palatino, ne ha dato una descrizione particolareggiatissima. Il nettario, al — 37 — quale si accede per uno strettissimo canale formato nel modo che è detto per C. flexuosa^ è riservato soltanto ad insetti a lunga tromba, specialmente farfalle. I fiori da lui esaminati si presentarono de- bolmente proterogini {Miftell., I, p. 372), non trovandovi la prote- randria ammessa da Delpino. Mediante le visite degl' insetti l'eteroimpollinazione è favorita da questa lieve proteroginia, ed anche dalla posizione dello stimma in quelle piante in cui il pistillo sovrasta gli stami; l'autoimpol- linazione spontanea, poiché le antere sono lontane dallo stimma, può avvenire soltanto quando con l'appassire del fiore i filamenti divenuti flosci portano le antere a contatto con lo stimma. Sul Pa- latino a Roma Kirchner trovò in alcuni esemplari fiori unisessuali maschili, per aborto del gineceo. A Penne (Teramo) dove il C. spinosa è frequente sui muri vecchi che fiancheggiano gli orti della città, io ho spesso osservato api e pieridi a visitarne i fiori, ed anche Kirchner cita Pieris da lui ve- dute su fiori di questa specie a Roma in Trastevere. C. flexuosa Bl. accanto agli ordinari fiori ermafroditi ne pre- senta talvolta di quelli in cui il pistillo è atrofizzato e perciò uni- sessuali maschili (Radlkofer)- Alla conca nettarifera conduce un piccolo nettaropilo, quasi a metà altezza dei petali superiori ed originato da una lieve ripie- gatura dei loro margini interni. Un orlo giallo che più tardi diventa porporino-violetto funziona da nettarindice. I numerosi lunghi stami divergono in tutti i sensi e sono un po' ricurvi in alto. Al livello delle antere si eleva per graduale al- lungamento del carpoforo (1) l'ovario. Date queste disposizioni fiorali l'eteroimpollinazione avviene mediante quegl' insetti i quali, guidati dal nettarindice, sieno nella possibilità di spingere il loro succiatolo attraverso la stretta fes- sura fra i petali superiori fino alla sottostante cavità nettarifera senza bisogno di un posatoio che i delicati stami non possono for- nire, quegli insetti, quindi, che a modo della Macroglossa succiano il nettare librandosi innanzi ai fiori, e con la parte ventrale del loro corpo vengono a contatto con le antere nei fiori più giovani e con gli stimmi nei più vecchi {Radlhofer : Capparis- Arten, p. 112-114). (l) Questo termine e l'altro pure adoperato di « ginoforo » stanno ad indi- care quella porzione di ricettacolo che allungandosi al disopra del perianzio e dell'andioceo in una sorta di peduncolo, sostiene il gineceo e più tardi il frutto. Ehrenberg chiamò questo organo della Capparis « tecaforo » e Richard « basiginio ». Drude, per altro, riserva il nome di carpofori ai sostegni dei carpelli nel mezzo della commissura nei frutti delle Ombrellifere. — 38 — C. acuminata. — La presenza di un nettaropilo, ovale, formato dalla ripiegatura per breve tratto del margine sinistro del petalo destro e del margine destro del petalo sinistro, è ricordata da Dei- pino {JJlt. Oss., II, 2, p. 106). Sulla corolla bianca spicca una zona atro-purpurea che addita la via al nettare (ibid., p. 118). I caratteri fiorali accennano a melittofìlia (ibid., p. 269). Fiori agamotropici secondo Hansgirg (1904). C. Cynophallophora L. delle Indie Occidentali, come altri Cap- paris del sottogenere Cynophalla, presenta un nettario estrafiorale all'ascella di ogni foglia. Si tr^-tta di una piccola glandola gialla, sferica, che secondo i dati del barone Eggers produce nettare prima che la pianta cominci a fiorire, esercitando cosi una funzione pro- tettiva dei fiori mediante formiche adescate, protezione che Poul- sen (nella cui memoria è riportata la figura del nettario) ritiene poco probabile. Secondo Malme (cit. da Fries) questa specie è ornitofila, come pure C. Malmeana e la seguente. C. Tiveediana Eichl., arbusto alto 4-6 m. e caratteristico della bassa vegetazione boschiva nel Gran Chaco argentino e boliviano, porta fiori in racemi ombrelliformi, già segnalati come ornitofìli dal Malme (1) e ritenuti per tali anche dal Fries {Beitr. z. Kennt. Sudamerik. Flora). Per la impollinazione ornitofila i caratteri più importanti sono i seguenti. La grandezza del fiore, col polline e lo stimma alla distanza di 2,5 cm. dal nettare, corrisponde al becco del colibrì ; la specie in questione era il Chlorostilbon prasinus il cui becco mi- sura 2 cm. Non havvi alcun posatoio appropriato per insetti vi- sitatori; i delicati filamenti staminali al primo tentativo si rom- perebbero. Queste circostanze — nota il Fries — concordano con quelle già rilevate nella struttura fiorale di Co.p. flexuosa dal Eadlkofer, in cui la mancanza d'un posatoio, la fragilità degli stami, ecc. parlano a favore d'una impollinazione mediante insetti che succiano nettare dai fiori rimanendo librati innanzi ad essi. I fiori di C. Ticeediana sono proterandri e diffondono un grato odore di miele, ricchi come sono di nettare, prodotto da un disco anulare che circonda la base del ginoforo. Se la proterandria esclude l'autogamia, può però accadere, come osserva il Fries, che con lo svolazzare del colibrì innanzi al fiore, il (1) G. O. A. Malme: Ex Herbario Regnelliano ; K. Svenska Vet. Akad. Handlingar, Bd. 24, Afd. Ili, 6, p. 26-28. — 39 — polline venga dalla corrente d'aria trasportato direttamente da un fiore ad un altro. Gen. Apophyllum F. v. Muli. Questo genere, con la sola specie A. anomalum F. v. Miill. del Nord-Australia e del Queensland, è dioico. Nei fiori maschili con 8-16 stami non si osserva alcun rudimento dell'ovario; i fiori fem- minili mancano per lo più di stami. Il ginoforo è sviluppato (Pax). Gen. Forchhammeria Liebmann. Il genere, con due sole specie messicane, è monoico. I fiori ma- schili, con 12-24 stami inseriti su un breve disco carnoso e dai fila- menti più o meno saldati in basso, presentano un ovario rudimen- tale. I fiori femminili hanno 8-12 staminodi con ovario sessile a stimma carnoso, sessile. Fiori a gràppolo. Nella monografia del Pax i^Natiirl. Pflanzenf.ì a p. 218 è detto che il genere è monoico, ed a p. 235 i fiori sono detti dioici. Questo genere, incluso con riserva dal Bentham e Hooker fra le Euforbiacee e dal BaillcSi fra le Malvacoe, fu dal Radlkofer rivendicato alle Capparidacee fra le quali l'aveva già posto il Liebmann. Considerazioni generali su le Capparidacee Come si è visto da l'esame dei pochi generi riportati si hanno per lo più fiori ermafroditi o pseudoermafroditi per l'atrofia di uno dei sessi. Il genere Forchhammeria è monoico, Apopht/llum è dioico. La funzione vessillare è in generale spiccata nella famiglia. Il colore dei fiori si presenta giallo [Cleomella, Isomerlf», Fhijsostemon, lioepeì'ia, Polan'isla lutea, Cleome lutea, Sterlphoma) bianco (Crisia- tella, Fedlcellaria, Diptei'ijgium, Cladostemon)^ violetto {Chìliocali/x, Cleome violacea)^ roseo {Dactylaena, Polanisia hirta, Cleome rofiea), verdastro (Eitchiea). Fiori singolarmente appariscenti presentano Thijlachium, Maerua angolensis^ Crataeva religiosa e Capparis spinosa in cui i filamenti svaminali rosei accrescono l'attra;5Ìone esercitata dal bianco o ros- sastro dei petali. Odore di miele emanano i fiori di alcuni Cap- paris e grati effluvi le specie del genere Royclsia e qualche Cle- ome. Alcune specie, come Cap. spinosa ed altre, Cleome viscosa, Cl.pen- taphjjlla ed altre coltivate in Europa hanno fiori efimeri. — 40 — Movimenti gamotropici si osservano nel gen. Cleome^ mentre Polankia graveolens, Cleome violacea^ Capparis membranacea, villosa e acuminata hanno fiori agamotropici, secondo Hansgirg (1). Circa il modo di trasporto del polline non si hanno troppe no- tizie, ad ogni modo le diverse forme del disco con secrezione net- tarea in alcuni casi accennano ad un intervento degl' insetti nella fecondazione dei fiori. Eadlkofer (1884) rilevava nel gen. Capparis disposizioni favo- revoli ad una impollinazione da j)arte di quegl'insetti che suc- chiano nettare rimanendo librati innanzi ai fiori (mancanza di posatoio, delicatezza degli stami); più tardi per altre specie del genere Malme e Fries constatavano l'ornitofilia, verificata pure per alcune Cleome dal Lagerheim e Cockerell; e per Crataeva tapia dallo stesso Malme. La dicogamia è rappresentata dalla proteroginia in Cleome spi- nosa e gigantea (Hildebrand), in Polanisia unìglandulosa (Barsali) e in Capparis spinosa (Kirchner), mentre proterandri sono i fiori di Cap. Tweediana secondo Fries. Delpino, che già in « Apparecchi della fecondaz. nelle piante antocarpee » indicava come proterandri i generi Cleome, Capparis e Polanisia, non include poi nella lista delle piante proterandre (p. 159) che dà in « Ulteriori Osservazioni sulla dicogamia » che la sola Polanisia trachy sperma. Pax non esclude la possibilità dell'impollinazione dovuta al fatto che per mezzo del ginoforo gli stimmi situati più in alto vengano a contatto con le antere di fiori più bassi o dei fiori di individui vicini. Ad ogni modo, però, Hildfbrand, con i suoi studi su 1' influenza esercitata dalla posizione rispetto all'orizzonte su le parti fiorali di alcune Cleome (1886), ha stabilito che esse prendono tale una posizione per cui antere e stimmi d'uno stesso fiore non vengono a contatto, favorendo cosi Teteroimpolliuazione. In fine, mi piace accennare alla mirmecofìlia esplicatasi nel gen. Capparis. Secondo Delpino (Piante forniicarie; Boll. Orto Bot. Napoli, I, é, 1903) la sezione Cynophalla del detto genere rappre- senta un endemismo mirmecofilo per la regione centramericana con 15 specie fornite di nettario estrafiorale, alle quali bisogna (1) Sia lecito qui ricordare come Hansgirg comprenda col uom'e di gamo- tropismo quei movimenti di nutazione compiuti dal perianzio por la protezione specialmente degli organi sessuali, e per rendere possibile per lo più l'etero- impoUinazione ; egli designa poi come agamotropi quei fiori il cui perianzio (o per lo meno la corolla) non si chiude più dopo l'antesi, ma rimane aperto fino al loro appassire, e chiama emigamotropi quelli che si aprono e chiudono solo imperfettamente. — 41 — aggiungere, secondo B. Rocchetti, la Cap. rupestris L. con tutte le altre varietà e forme di questa specie , compresa la C. sicula Guss. Fani. Ordciperae. I generi si succedono secondo l'ordine tenuto da Franti (1) nella monografia della famiglia, e nella successione delle specie, almeno per quelle europee, ho seguito il Gandoger (2). Gen. Nothothlaspi Hook. fil. II genere contiene tre specie, montane, nella Nuova Zelanda. X. notabilis Buchan. — Di questa specie alpina Buchanan (Trans. Proc. New Zealand Instit., XIV, 1881, pp. 3M-345) rife- risce che è abitualmente caratterizzata da una rosetta di foglie, a forma d'ombrella, dal mezzo della quale si eleva un capolino di fiori, bianchi, fittamente serrati {Knuth, Handb., Ili, 1, p. 317). Gen. Pringlea Hook. fil. P. antiscorbutica E.. Br. è la sola specie del genere, confinata nella Terra di Kerguelen, dove è mangiata come il cavolo ed è re- putata efficace contro lo scorbuto. Secondo Bennett (Forms of the PoUen-grains) è anemofila ; i fiori mancano di corolla, non producono nettare, gli stimmi hanno lunghe papille ed il polline è sferico. Henslow però, in base allo stimma, che non è piumoso ma glo- boso, ritiene più probabilmente questa specie come autofertile che anemofila, in armonia anche con la profusione di silique che produce. Anche Hooker {Nature^ X, p. 134.) ritiene la specie come ane- mofila. Nel Royal Sound Eaton (Bot. JaJiresb., 1876, p. 946) osservò esemplari con 1-4 petali d'un verde pallido, che talvolta mostra- vano una lieve traccia di rossastro. Moseley (1879) scopri un dittero privo di ali {Calijcopterix Mo- seleyi Eaton) che deponeva le sue uova fra le giovani foglie del cavolo di Kerguelen. Nel « Royal Sound » vennero pure osservati dei frutti maturi, i quali rappresentano quivi l'alimento princi- pale di un'alzavola indigena — Querquedida Eatoni. Gen. Thelypodium Endl. Il genere comprende una quindicina di specie, nella maggior parte di California e delle Montagne Rocciose. (1) Engler und Prantl, — Die Nat'drliche FflanzenfaiiiUien, III Teil, 2 Abteil.; Leipzig, 1891. (2) Novus conspectus Florae Europae; Lipsiae, Th. 0. Weigel, 1910. — 42 — In T. sfenopefalum Wats. i fiori giallo-verdastri secondo A. J. Merritt (Erfjfh., IV, p. 147) non sono vistosi, ma le api volano nu- merose intorno alle infiorescenze racemose che hanno lunga durata ed in cui la secrezione nettarea è molto abbondante. {Knufli, Handb., Ili, 1, p. 317^ Gen. Streptanthus Nutt. S. campestris Wats. — Durante la deiscenza i quattro stami più lunghi, secondo Merritt (Eri/th., IV, p. 147), volgono in fuori le loro antere, cosicché l'autogamia è resa difficile; la secrezione nettarea è copiosa. A visitare i fiori osservò in California Bomhus californicus Smith. S. carinafus Wright. var. — Nel Nuovo Messico Cockerell {The Zoologista 4» Ser., voi. II, n. 680, 1898, p. 80) osservò a visitare i fiori di questa pianta cinque apidi, fra cui Apis, e due ditteri {Knuth, Handb., HI, 1, p. 317). I fiori sono porporini ed il calice, urceolato, si presenta saccate (Asa Gray). Gen. Heliophila L. II genere presenta un nettario alla base esterna di ciascun fila- mento breve, tra questo ed il sepalo corrispondente. I nettarli si mostrano a forma di cuscinetti quasi rettangolari nella H. amplexi' cauìis L. e nella H. crithmifoUa Wild., di cuscinetti appena ap- pena bilobi nella H. pilosa Lam. var. arahoides. In diverse specie del genere coltivate nell'Orto botanico di Parma, Villani {Malpighia, XIX) osservava nelle ore più calde della gior- nata che il fiore era visitato non solo da apidi e da altri insetti a tromba lunga, ma anche da formiche e da insetti a breve tromba, i quali dopo aver visitato il fiore dalla parte superiore, passavano all'opposta ed insinuandosi tra i sepali ed i petali andavano a suc- chiare il nettare dietro lo stame breve. Hel. pilosa Lam. nel Sud- Africa — secondo scrive Marloth (1907) — è visitata da api. Gen. Subularia L. Fiori piccoli, omogami, spesso cleistogami. Knuth dice di non aver potuto osservare nettarli, e Hildebrand (1879) nel suo lavoro sulle glandolo nettarifere delle Crocifere non fa alcuna menzione di questo genere. Recentemente (1900) il dottor Villani {MalpigJda^ XIV) scri- veva che nel gen. Subularia l'apparato nettarifero è rappresentato da un disco anulare che circonda i filamenti dei sei stami e si pre- senta con quattro lobi i quali sporgono in fuori nell'intervallo dei sepali, e ciò constatava tanto per S. aquatica (loc. cit.) quanto per — 43 — l'altra specie del genere, S. monticola A. Br. {Malph'tghla^ XIX). Nella divisione da lui proposta delle Crocifere utilizzando il ca- rattere dei nettarii, egli include il gen. Suhularia nel gruppo delle Crocifere monocentriche, come quello che ha un solo centro net- tarifero, rappresentato, come si è detto, da un anello che circonda la base dell'ovario ed interposto tra questo e l'androceo, S. aquatica L. [Axell^ P- 14; i//&?f^?>r., Geschlecht, p. 77; Knitfh, Nordfr. Ins., p. 30; Ililfner, Subularia; Kerner, 1. e, p. 831; Ave- huri)^ p. 86] è una piccola pianta abitualmente sommersa i cui fiori in questo caso non si aprono e si autofecondano, come Axell e Hildebrand indicarono da tempo. Talvolta però con l'abbassarsi del livello delle acque degli stagni, dei fossi, ecc., i fiori rimangono aerei ed allora si aprono. Errerà e Gevaert (p. 100) riportano che da alcuni piedi colti- vati in vasi a Bruxelles, che completamente inondati nelle paludi di Genck portavano fiori cleistogami, ne ebbero fiori casmogami. Le antere e lo stimma maturano contemporaneamente e negli esemplari aerei esaminati dallo Knuth le antere ricoperte di pol- line si trovavano in contatto quasi immediato con lo stimma. I fiori delle piante sommerse hanno grosse papille stimmatiche che ricevono direttamente il polline ; secondo Hiltner i frutti della forma acquatica, cleistogama, contengono i semi in maggior nu- mero di quelli provenienti dalla forma casmogama. Hiltner, come riporta la Franceschini, constatò pure che i fiori sommersi si fecondano autogamicamente a porte chiuse, ma dopo un periodo più o meno lungo si aprono tutti, pur restando sot- t'acqua. Egli accertò che in questo caso non esistono le condizioni dei veri fiori cleistogami; si tratta di un caso di ipocleistogamia (nel senso della Franceschini) dovuto a l' habitat acquatico. Tra i fiori bianchi, casmogami, forniti di nettarii, della forma di spiaggia, quando le piante siano folte in un'aiuola, avviene una scambievole fecondazione tra i fiori vicini, avverandosi soltanto di rado l'autogamia. Scott Elliot {Flora, p. 17) nel Dumfriesshire osservò un dittero su i fiori, e questo sembra essere finora il solo insetto visitatore menzionato (Avebury). Oltre che in Europa la specie è idrocleistogama anche nel nord dell'Asia e nel Nord-America {Prantl). In Groenlandia fu trovata da Berlin (cit. da Loeto, Floristik, p, 104). Gen. Teesdalea E. Br. Fiori piccoli, bianchi, a nettare parzialmente nascosto, prodotto da quattro nettarii (Mtiller, Knuth). — U — Villani {Malpighia, XIV) assegna alle Teesdalie due nettarli in- seriti al disotto dei filamenti degli stami corti. T. nudicauUs E. Br. [Muller, Befr. pp. 135-137; Beìjer, p. 41; Knuth, Ndfr. Ins. p. 30] — La descrizione di Knuth {Handb. II, 1, pp. 117-119) concorda con quella di H. Mùller. Durante la fioritura, dice Mùller, i fiori sono fittamente serrati in un piano e, come in molte Ombrellifere, i petali di quelli esterni diretti in fuori si svilupjjano più di quelli giacenti nell'interno. Ma poiché col procedere della fioritura l'asse si allunga e distende ed il piano fiorale si dispone in un racemo, ogni fiore viene a tro- varsi alla periferia del piano. Quindi, a differenza di quanto si osserva in molte Ombrellifere e Composite, non soltanto quelli che si trovavano prima alla periferia, ma tutti i fiori hanno corolle più sviluppate verso l'esterno. All'appariscenza dei fiori, data principalmente dal bianco dei petali, contribuiscono pure i sepali con il loro apice bianco e le appendici squamiformi dei filamenti. Le appendici dei quattro fila- menti interni circondano l'ovario compresso ed ognuna di esse pre- senta una estroflessione fra la quale e la base del petalo corrispon- dente si trova un piccolo nettario, verde, carnoso. Le antere dei quattro stami più lunghi sovrastano alquanto lo stimma, mentre quelle degli stami più corti stanno con esso alla medesima altezza. Dopo av^venuta l'antesi, tutte e sei le antere compiono un quarto di giro; quelle dei quattro stami lunghi si volgono dal lato del vicino stame più corto; quelle dei due stami più brevi si volgono dal lato esterno della infiorescenza. Le antere deiscono e lo stimma è nello stesso tempo sviluppato. Grl'insetti visitatori i quali s'avanzano verso uno dei due net- tarli esterni urtano col capo o con la tromba due antere contigue, mentre avanzando verso uno dei due nettarli interni vengono a contatto soltanto con un'antera; in ambo i casi con l'altro lato del capo o della tromba urtano nello stimma. Quindi potranno effet- tuare tanto l'etero- quanto l'autoimpollinazione. Mancando le vi- site degl'insetti, questa avviene spontanea per mezzo degli stami più lunghi, sovrastanti lo stimma, come si è detto. Anche Warnstorf {Rupp. FI. 1895) riporta questa specie come omogama ed autogama. Mùller (1. e; Weit. Beob. II, p. 199) elenca i seguenti visitatori da lui osservati presso Lippstadt: A) Coleotteri : Cassida nebulosa L., ApJithona nemorum L., Chaetocnema concinna Marsh, tra i crisomelidi; Ceutorhynchus pu- milio Gyll. tra i curculionidi; Limonius parvulus Pz. tra gli elate- ridi; Cercyon anale Pk. tra gl'idrofilidi. — 45 — B) Ditteri : Bibio laniger Mg. tra i bibionidi ; Einpis-sip. tra gli empidi; Onesta floralts K. T>., Sarcophaga carnaria L., Themyra jautrifi L. tra i muscidi; Ascia podagrica F., Melithreptus-sip. tra i sirfidi. C) Imenotteri: Halictiis flavipes F. $. H. lucidulus Schenck. $. //. morio F. $' H. nitidiusculus K. ?. i7. sexstrigafus Schenck. $. /y. Smeathmanellus K. $. Sphecodes ephippia L. Knuth nell'isola Fòhr osservò muscidi; Mac Leod {Bevr. p. 392) nelle Fiandre 2 ditteri: Anthom/jia aestiva Meig. cT, i)e7;eo Johan- nis L. Scott-Elliot (i^/. p. 17) nel Dumfriesshire osservò a visitare i fiori piccole mosche. Gen. Lepittìum L. Fiori piccoli, bianchi o gialli, omogami o proterogini, a net- tare parzialmente nascosto. Talvolta manca la corolla. Nettarii quattro o sei. L. Draba L. [Kirchner, N. Beob. p. 26; FI. v. Stuttg. p. 308; Kerneì-, 1. e. pp. 305, 333; Avebury^ Brit. FI. PI. p. 88]. — I fiori bian- chi, poco appariscenti isolatamente presi, sono riuniti in ricche pannocchie corimbiformi. Anche l'orlo bianco, smarginato, dei se- pali contribuisce alquanto ad accrescere la loro vistosità. Col tempo favorevole, al principio della fioritura, le parti fiorali si espàndono ed il diametro fiorale raggiunge 6-7 mm. I sei piccoli nettarii verdi si trovano esternamente alla base dei sei filamenti e sono di facile accesso anche per insetti a corta tromba. Tutti gli stami sovrastano lo stimma ma sono inclinati all'esterno, mentre le an- tere deiscono dal lato interno del fiore e mantengono sempre la loro posizione, giacche i filamenti non compiono alcuna torsione. In questo stadio fiorale la visita degl'insetti favorisce l'eteroimpol- linazione, venendo con i diversi lati del corpo a contatto del pol- line e dello stimma. Ma in uno stadio ulteriore e di più lunga durata i fiori si restringono alquanto, erigendosi i sepali e le lun- ghe unghie dei petali e rimanendo orizzontali soltanto le lamine, di guisa che il diametro fiorale misura 4-5 mm. Le antere aperte vengono cosi ad avvicinarsi allo stimma e l'autoimpollinazione spontanea avviene inevitabilmente {Kirchner). Secondo Keriier (p. 305) il fiore è alquanto proterogino, inter- correndo uno spazio di 2 5 ore fra il momento in cui lo stimma è atto all'impollinazione e quello in cui le antere cominciano a versare il polline. Di più egli riferisce (p. 333) che nel primo pe- riodo della fioritura i quattro stami più lunghi si muovono verso l'esterno e si nascondono temporaneamente dietro i petali, di guisa — 46 — che non possono essere toccati da gl'insetti e privati del loro polliìie; si lia cosi un risparmio di polline necessario per l'autogamia finale. Analogamente riferisce Avebury riguardo alla debole protero- ginia ed al movimento degli stami più lunghi. Redtenbacher cita per l'Austria i seguenti visitatori : Meligethes Ubidii Mill. e Nacerdes viridipes Schmidt. Schletterer presso Pola osservava Halictus interruptus Pz., H. malachurus K. e H. minu- tus K. (cit. da Knuth, II, 1, p. 121). L. sativum L. [3Inller, Befr. p. 139; Kirchner, FI. v. St. p. 310; Kerner, pp. 329, 381J — Quantunque i piccoli fiori bianchi di questa specie abbiano meschina appariscenza, pure a motivo del forte odore che emanano, sensibile anche a parecchi passi di distanza, sono facilmente notati da gl'insetti e copiosamente visitati. Mùller, anzi, dice di questi fiori che sono i più frequentemente visitati ri- spetto a quelli di tutte le Crocifero da lui osservate. Il nettare viene secreto da quattro nettarli verdi, carnosi, si- tuati davanti ai petali alternatamente tra uno stame lungo ed uno corto. Le antere deiscono dal lato interno del fiore, ma col bel tempo si piegano in fuori, rendendo possibile mercè le visite degl'insetti l'auto- e l'eteroimpollinazione. Col tempo cattivo i fiori non si aprono (=r pseudocleistogamia) e l'autoimpollinazione spontanea avviene nei fiori chiusi. Secondo Kerner (p. 329) i fiori sono proterogini ed oltre l'au- togamia nel fiore chiuso (p. 381), questa ha luogo per un allunga- mento da parte degli stami maggiori che vengono cosi a portare le loro antere allo stesso livello dello stimma. Muller (1. cit.) elenca i seguenti insetti: Ditteri: Argyromoeha sinuata Fallen. ; Eristalis arbustorum L., J^. nemorum L., E. sepiil- chralis L., Helophllus floreus L., Syritta pipiens L., frequentis=!Ìmo, Melithreptus taeniatus Mgn., Ascia podagrica ¥., numerosissima, Pipìza chalyheata Mgn. Tutti questi sirfìdi succhiavano nettare o si cibavano del polline. — • Tra i muscidi notava Siphona cristata F. — Imenotteri: Oxyhelus bellus Dlb., numeroso, 0. uniglumis 1j., molto frequente, Cemonus unicolor F., Cerceris variabilis Schrk, molto numeroso, tra gli sfegidi; Hedychrum lucidulum F. J", tra i crisidi ; Prosopis commicnis Nyl. cf ?, molto frequente, succiante nettare o cibantesi di polline, P. armillata, Nyl. cT $, id., Halictus nitidiusculus K. ?, H. lucidulus Schck. f^? Andrena parvula K. 2? A. pilipes F. cT. — Coleotteri: Anthrenus pimpinellae F., Dasytes flavipes F,, Anthocomus fasciatus F., Malachius bipustulatus F., ro- sicanti le antere e i petali. — Lepidotteri: Sesia tlpuUformis L. — 47 — In « Weit. Beob. II, p. 204 » nota Prosopis signafa Nyl. cT. Mac- chiati (1. cit.) cita Prosojyi-s signata ed altri imenotteri; nelle mie note trovo HaUctus - sp., Andrena piUpes e Prosopis- - sp. L. ruderale L. [Kirrhner, FI. p. 310; Knuth, Ndfr. Ins. p. 30]. — I petali dei piccoli fiori di questa specie, quando non mancano, sono bianco-verdastri. Dei sei stami normali sono presenti soltanto i due più corti, ed al posto dei quattro più lunghi si trova, alter- natamente, una piccola glandola nettarifera. Nei fiori omogami avviene regolarmente l'autoimpollinazione, coronata da successo (Kirchner, Comes). Secondo "Warnstorf ilhipp. FL, XXXVIII) le antere dei due stami nei fiori omogami ed autogami, sono fin da l'antesi premute su lo stimma da due sepali. L. campestre L. — Secondo Kirchner [Beltr. p. 28), i fiori bianchi, piccolissimi, raggiungono nella loro espansione un diametro di ap- pena 2 mm.; tutte le antere sono lontane dallo stimma, che con le antere dei due stami più corti si trova allo stesso livello. I fiori sono omoo^ami e tutte le antere rivolgono il lato deiscente verso lo stimma. Lateralmente alla base di ciascuno dei due stami più corti si osserva un nettario (=: 4 nettarii), mentre Velenovsky (Tav. Ili, fig. 4 e 5) ne ha osservati sei. Quando il fiore appassisce i sepali si chiudono e premono tutte le antere contro lo stimma ed ha luogo l'autoimpollinazione spontanea. Mac Leod (Bevr. p. 394) riferisce analogamente a Kirchner. Kerner (p. 329) riporta i fiori come proterogini ed un processo per l'autogamia come per L. safivum. L. gr amini foUiini L. ha fiori piccoli, a petali corti, privi di odore e alquanto proterogini. Il nettare è prodotto da sei piccole glandolo situate alla base dei filamenti. Quando maturano gli stami, le antere introrse si allontanano dal centro del fiore e si rivolgono all'esterno, lo stimma è perciò favorevolmente disposto per ricevere polline eteroclino. All'avviz- zirsi dei petali le antere vengono a trovarsi vicine allo stimma e l'autogamia può avvenire (Pandiani). Pandiani, nel Genovese, raccolse i seguenti pronubi : Eristalis taeniopsis W. 2 © cT, molto frequente, sn.. Si/riffa pipiens L., m, freq. e sn., Eristalomyia tenax L. $, freq. sn. mp., Si/rp/ms - sp. freq. sn., tra i sirfidi e Lucilia Caesar L.?, freq. mp., tra i muscidi ; Polistes gaUicus L., raro, sn. Schletterer presso Fola osservava: Prosopis genalis Thoms. = confusus Fòrst., Ambli/feles lifigiosus Wesm., Pemphredon unicolor F. (da Knufli, II, 1, p. 122). — 48 — L. virginicum L., L. Menzlesii DC, L. hirtum (L.) DO. ^ nehro- dense (Guss.). — I nettarli sono disposti due a due ai lati ed alla base di ciascun filamento degli stami corti. Sono piccolissimi, di color verde e subtriangolari {Villani^ 1905). In una pubblicazione ulteriore (1909) il Villani riassume 1© specie di Lepidiu'tn da lui studiate, assegnando quattro nettarli a L. ruderale L., L. virginicum L., L. micranthum Led., L. intermedium A. Gay. e L. Humboldtii DC. Riscontrò sei nettarli nelle seguenti specie: L. Nehrodense Guss., L. latifolbim L., L. sativum L., L. cam- pestre L., L. heterophyllum Benth., L. Smithii Hook. L. bijnnnatifidum Desv. — Ad Ushuaia, nella Terra del Fuoco, Skottsberg rinvenne di questa specie frutti in diverso grado di svi- luppo. Secondo E,eiche (FI. de Chile) si danno anche fiori senza pe- rigonio e con due stami soltanto. Gen. Coronopus Haller (=z Senehiera DO.). Fiori omogami o proterogini, piccoli, bianchi, a nettare parzial- mente nascosto. Nettarli 4. Secondo Villani (1909 ; Bull. Soc. hot. it.) i nettarli in questo genere ora sono 4 — due per lato ed alla base di ciascun filamento breve {Senebiera violacea Munby, S. didijma Pers.), oppure due fra ciascun filamento breve e l'ovario {S. linoides DG.)\ ora sono 6, quattro grossi, due per lato di ciascun filamento breve, e due pic- colissimi, uno alla base e tra ciascuna coppia di filamenti lunghi iS. Coronopus Polr. = Coronopus procumhens Gii.). C. Ruellii A]l. (=: C. procumhens Gilib., = Senebiera Coronopus Polr.) — [Kirchner, N. Beob. p. 26; FI. v. Stuttg. p. 311-312; Mac Leod, Bevr. p. 395; Knuth, Helgol. p. 38]. — Le corolle rimangono espanse anche col tempo torbido ed hanno un diametro di 3-4 mm. I nettarli sono rappresentati da quattro piccole glandolo verdi che si trovano ai due lati della base di ciascuno stame breve ; in pa- recchi fiori se ne trovano ancora due altre fra le basi delle due coppie degli stami più lunghi. Le antere di questi ultimi sono quasi allo stesso livello dello stimma, ma da esso lontane ; quelle degli stami più corti stanno alla stessa altezza dello stimma, ma piegate ancora più in fuori ; tutte rimangono col lato deiscente ri- volte verso lo stimma. GÌ' insetti visitatori possono perciò procurare l'eterolmpoUinazione la quale è favorita anche dal fatto che la dei- scenza delle antere avviene qualche tempo dopo Pautesi. Con l'appassire dei fiori 1 due petali interni si erigono e pre- mono i quattro stami più lunghi contro l'ovario, per modo che le antere vengono a trovarsi sopra lo stimma ; può quindi facilmente tì,vverarsi l'autoimpollinazione spontanea la quale, data la meschina appariscenza dei fiori, dovrebbe di regola aver luogo {Kirchner). — 49 — Secondo Mac Leod il nettare è liberamente esposto e facilmente accessibile, ed alla fine della fioritura, in conseguenza di una cur- vatura degli stami lunghi verso l'interno del fiore, ha luogo l'au- toimpollinazione (in Loeio^ Florist, p. 137). Knuth {Handb. II, 1, p. 124) riferisce che i nettarli producono nettare in tanta abbondanza che la base dell'ovario ne appare tutto all'intorno luccicante. Warnstorf {lùtp. FI., 38) riporta [sub Cor. sqiiamatus (Forsk.) Asch.] i fiori come omogami, nei quali durante la fioritura due se- pali si curvano in dentro e premono in tal modo gli stami più lunghi contro lo stimma, rendendo possibile l'autogamia. Il pol- line è biancastro, biscottiforme, verrucoso, lungo 25-30 [x, largo 15-18 il. Knuth ad Helgoland osservò come visitatori due muscidi : Coelopa frigida Fall, e Ftccella fiicorum Fall., entrambi a succiar nettare. Ponzo (1905) assegna a questa specie (sub Cor. prociimhens) quattro nettarli, e constatò abbondante fruttificazione senza alcun intervento di pronubi. C. didìjmus Sm. (= Senebìera didì/ma Pers.) — Secondo Almquist {Boi. Notiser, 1891) presenta due stami fertili e quattro stami senza antere. Egli suppone che i due fertili sostituiscano una delle due coppie di stami lunghi e che gli stami più corti siano completa- mente abortiti. I filamenti privi di antere stanno al posto dei petali e quindi sono da riguardarsi come petali metamorfosati, e cioè petali che hanno subito una doppia trasformazione, cangiandosi prima in fila- menti (cfr. Capsella in località ruderali) che in seguito hanno per- duto le antere. Secondo Muschler (1908) ha luogo sovente in questa specie una riduzione nel numero dei petali fino alla completa loro mancanza; si trovano tuttavia, non di rado, su la stessa infiorescenza delle corolle cosi abortite accanto ad altre normalmente sviluppate. Egual tendenza alla riduzione mostrano anche gli stami, presentandosi normalmente soltanto i due mediani, mentre in pochissimi casi si osserva la presenza di alcuni o degli altri stami laterali. In C. verriicarhis e integri folius, invece, secondo lo stesso Mu- schler, tutti i sei stami sono d'ordinario completamente sviluppati. Come nel prossimo genere Lepidium i piccoli petali forniti di unghia lunga, insieme ai sepali rosso-rosei, spesso caduchi, servono da apparato vessillare. La tendenza dei fiori alla riduzione spiega facilmente la ten- denza di questi all'autogamia, la quale in alcune specie (quando Annali di Botanica — Vol. XI. 4 — 50 — anche non esclusivamente) mena all'autocarpia. I nettari! però vi- sibilissimi ed in alto grado secretori mostrano senz'altro che questa non è derivata dalla riduzione di una precedente entomofilia. Gen. Octhodium DC. Fiori gialli. Nettarli sempre quattro, uno tra ciascuno stame breve e l'ovario, uno alla base e tra ciascuna coppia di stami lunghi {Villani, 1905). Gen. Biscutella L. Fiori gialli, omogami, a nettare parzialmente nascosto. Nettarli 4, dei quali soltanto due producono nettare. Secondo Villani (1905), i nettarli, quattro, sono disposti come in Octhodium. B. didyma L. var. lyrata (L.) - Nei piccoli fiori di color giallo zolfino e forniti di breve tubo corollino, l'autogamia, secondo Ponzo (1906), è evidente, poiché i quattro stami più lunghi si trovano vi- cinissimi al pistillo e spesso le loro antere sono a contatto con lo stimma, col quale hanno lo stesso livello. I due piccoli nettarli, verdi e muniti di corto peduncolo, sono situati in alternanza e fanno parte del ciclo dei due stami brevi. L'autogamia è fertile. B. levigata L. è stata osservata da Miiller {Alpenbl., pp. 148- 149) nelle Alpi. I fiori riuniti in infiorescenze vistose presentano al lato esterno della base di ognuno dei due stami più corti un nettario, il cui prodotto si raccoglie nella cavità del sepalo sotto- stante. Similmente ai lati esterni della base di ciascuna coppia degli stami più lunghi si trova un nettario, ancora più piccolo, trilobo come i precedenti, il quale non produce affatto nettare, e va riguardato come un carattere ereditario, divenuto inutile, di progenitori forniti di quattro nettarli. E parimenti si hanno due nettarostegi in funzione e due senza utilità alcuna, poiché ogni petalo si allarga alquanto alla base, lateralmente, in un lobo bian- castro. Quello che è rivolto verso il vicino stame più corto è con- siderevolmente più sviluppato e funziona da nettarostegio sul ser- batoio nettarifero di esso stame corto, lasciando libero soltanto un piccolo accesso al nettare; il lobo, invece, rivolto verso lo stame più lungo ha probabilmente in origine servito pure come nettaro- stegio ma è diventato inutile corrispondentemente alla mancanza di funzione presentata dagli altri due nettarli. GÌ' insetti i quali vogliono raggiungere il nettare, devono in- trodurre la tromba fra uno stame breve ed il pistillo nel fondo del fiore e attraverso una delle piccole aperture che guidano alla cavità di uno dei due sepali. Le antere stanno nella posizione più favorevole perchè un in- — 51 — setto che giunga al nettare le rasenti con tre lati e col quarto tocchi lo stimma; passando cosi di fiore in fiore effettua l' incro- ciamento. Mancando le visite degli insetti, quando il fiore si chiude av- viene il contatto fra le antere e lo stimma e ne consegue l'auto- impollinazione spontanea. Numerosa è la lista degl'insetti da Mùller osservati nelle Alpi. Essa comprende 23 ditteri {Mijopa hiiccata^ Empis tesselata, Antho- myia humerella, Arida serva, A. variohilis, Hylemyia conica^ Sarco- phaga carnaria, Cheilosia pigra, Eristalis tenax, E. neniorum, Melano- stoma ambigua, Platycheirus fascicidatus, Syrp/ms-sp., Sciara-sp.eco.), 5 imenotteri {Halictus albipen ? , H. cylindricus, PoUstes biglumis, ecc.), 7 lepidotteri (Coenonympha Satyrioìi, Colias Phicomone, Pieris napi^ Polyommatus eurybia cT , Vanessa cardui, Oeneis A'éllo, Zygaena exu- lans) e Meligethes, molto frequente. Loew {Beitr. p. 56) nella Svizzera osservava una Piralide. Schulz {Beitr. II, 1890, p. 16-17) nei dintorni di Halle trovò che i nettarli hanno struttura diversa da quella osservata da Mùl- ler negli esemplari alpini. Tanto ad Halle quanto nelle Alpi egli pure ebbe a constatare che i fiori di questa specie, e per il colore giallo e per il gran numero di individui che ricopre non piccole estensioni, richiamano in gran copia ditteri, imenotteri, farfalle e principalmente anche coleotteri. liecentissimamente (1909) Villani pubblicava una nota sui net- tarli di alcune specie di Biscutella, e ponendo come carattere fon- damentale quello dei nettarii, riuniva in tre gruppi le specie esa- minate. Il primo gruppo è rappresentato da B. cichoriifolia Lois, il secondo da B, dydima L. ed il terzo da B. levigata L. Gerber (1901) nella subs. coronopodifolia L. [i apricorum Zovocà. constatò un caso di cleistogamia parassitaria, dovuto all'azione di un cecidomide del gen. Parisia. I fiori rimanevano chiusi, con i sepali ed i petali colorati in rosso violaceo anziché in giallo cupo; alcuni rimasero sterili, ma i più portarono a maturità numerosi semi (cit. da Franceschini, Abbado). B. aiiriculata L. \Hildebr., Saftrdr.] presenta quattro nettarii al- lungati — due per lato ed alla base dei filamenti brevi, sotto la inserzione delle coppie di stami lunghi — ed arcuati in basso per insinuarsi nella cavità dello sprone sepalino ed in questa produrre il nettare. Sepali, petali e filamenti circondano l'ovario, tuttavia i sepali lasciano un accesso facile per la tromba d'un insetto. Le quattro antere superiori sono cosi addossate allo stimma che accanto — 52 — all'eteroimpollinazione effettuata dagl'insetti, nell'assenza di questi l'autoimpollinazione può facilmente accadere. Gen. Jonopsidium Rchb. J. acaule Rclib., unica specie, presenta fiori rosei. Secondo Villani (Malpighia, XIX, 1905) i quattro nettarii, si- tuati uno alla base e tra ciascun filamento corto ed il lungo adia- cente, sono semilunari e, non congiungendosi mai tra loro, circon- dano, come un disco, intorno intorno gli stami. Questi hanno la base tetragonale ed ingrossata, ed i nettarii si sono adattati ad essa. Gen. Iberis L. Fiori bianchi, porporini, rosei, lilla, omogami, a nettare parzial- mente nascosto. Nettarii 4, inseriti a duca due tra ciascuno stame breve e l'ovario ( Villani, Malp., XIX). I. amara L. e /. umbellata L. - Nelle infiorescenze di queste due specie, come pure in altre, i petali dei fiori periferici sono due volte più grandi di quelli che guardano verso l'interno dell'infiorescenza [Kerner, pp. 177-178), rendendosi cosi più appariscente tutto il complesso. A Gèdre, nei Pirenei, Mac Leod osservò a visitare i fiori bianchi della prima specie (= /. Forestieri Jord.) un dittero: Homalomyia incisurata Zett. ed Alfken, presso Brema, osservava Anthrena al- bicans Milli. cT, A. albicrus K. cT, A. praecox Scop. cT, Bombus la- pidarius L. $, B.lucorum L. 2, B.terrester L. ì, Osmia riifa L. cT, tutti succianti nettare (da Knuth., II, 1, p. 119). Willis e Burkill (IV, 1908) riportano per /. amara i seguenti visi- tatori osservati nella Gran Brettagna: Pieris napi L., Fidonia ato- maria L. fra i lepidotteri ; Syrphiis vitripennis Mg. Eristalis arbu- storum L., E.? pertinaxJj., Empis opaca^., Siphona geniculata J)eg., Lucilia, sp., Hijlemyia nigrescens, Rnd., Anthomyia rddicum L., A. sulciventris Ztt. fra i d.\tte.vì\ MeligethesviridescensY., Psylliodes napi Koch fra i coleotteri. I.pinnata. — Hildebrand(i?e/'. /?o^. (res. XIV, 1896) sperimentando su questa specie, ebbe un'abbondante fruttificazione incrociando degl' individui, mentre ne constatava una molto più scarsa quando i fiori erano fecondati direttamente col proprio polline ovvero erano lasciati alla loro inevitabile autoimpollinazione. /. commutata Sch. et K. - Le glandole nettarifere a guisa di tu- bercoli carnosi, si trovano ai due lati della base dei filamenti corti, fra questi e le basi dei più lunghi. Immediatamente prima dell'antesi gli organi sessuali sono di egtiale lunghezza. In questo stadio lo stimma porta le prime papille. Le antere in seguito si elevano in modo da sorpassare lo stimma e la — 53 — corolla poco tempo dopo il principio dell'antesi. Lo stilo s'allunga dopo qualche tempo anch'esso, e lo stimma attraversa le quattro antere superiori ed in un tempo in cui queste sono ricoperte di polline, cosicché l'autogamia è inevitabile. Lo stilo si allunga an- cora di più, le antere versano il loro polline abbastanza rapida- mente e cadono, ed i filamenti, specialmente nella parte superiore, assumono una colorazione rosso-accesa. Questo secondo stadio fem- minile del fiore dura circa 1-2 giorni. Lo stilo in questo tempo sporge molto dal fiore. I fiori di questa specie sono perciò proterogini macrobiostim- mici {Gùnthart, 1902). Ma lo stesso Gùnthart trovò anche che in alcuni fiori dello stesso ceppo le antere si aprivano quando lo stimma le aveva già sor- passate durante iT suo allungarsi, ed in altri anche lo stimma mo- strava soltanto allora una superficie papillosa. In questi casi l'au- togamia è esclusa al principio dell'antesi. /. sempermrens L. concorda con la precedente nella posizione dei nettarli ed è pure proterogina. L'autogamia è possibile per la caduta del polline su lo stimma più basso — nel caso che il fiore non sia autosterile, data tutta la sua struttura, lo sviluppo dei sessi e la parentela di questa specie con altre a fiori autosterili {Gùnthart, 1. e). I. Jordani BoiBB. presenta fiori bianchi con venature rosse nella parte inferiore dei petali. Nella posizione dei nettarli e nella pro- teroginia concordano con quelli della specie precedente, ma in essi il pistillo sovrasta l'androceo. L'autogamia che per eccezione avviene nell' /. sempervirens per l'ulteriore accrescimento dello stilo e per l'addossarsi dello stimma contro le due antere superiori immediatamente prima del termine dell'antesi, in questa specie ha luogo di regola {Gùnthart, 1. e). /. saxatilis L. è stata osservata da Briquet. I fiori sono bianchi e raccolti in grappoli corimbiformi che si allungano alla maturità. Vi ha eteromorfismo molto pronunziato nei fiori d'una stessa infiorescenza e tutti posseggono quattro net- tarli in forma di piccoli mammelloni verdi alla base degli stami più corti. In principio tutti gli stami sono gialli, lo stilo è verdastro e situato sotto le antere, decisamente introrse. Quando ha luogo l'e- missione del polline, non vi è contatto fra gli stami ed il pistillo d'uno stesso fiore per essere i due stami laterali allontanati tra i lembi dei petali e perchè le antere degli stami antero-posteriori si volgono verso l'esterno in modo da situarsi col loro profilo, e non — 54 — con le linee di deiscenza, dalla parte del pistillo. I fiori hanno perciò bisogno dell'intervento d'insetti (imenotteri, ditteri) perchè abbia luogo l'impollinazione ; intervento che dà per risultato una impollinazione incrociata od un'autoimpollinazione dipendenti in- teramente dai movimenti dell'insetto. Al momento dell'impollinazione i filamenti ed il pistillo hanno una intensa colorazione violetta, mentre le antere e la sommità stimmatica restano giallastre. Il Briquet ha anche osservato che il pistillo e le antere rag- giungono la maturità nello stesso tempo. Compiuta la fecondazione lo stilo si allunga e passa fra le antere antero-iDosteriori. Egli non crede, per averlo constatato in un gran numero di fiori, che questo allungamento tardivo abbia qualche significato nell'impollinazione, che possa, cioè, lo stilo sporcarsi di granelli di polline rimasti nelle antere. Queste sono facilmente e presto ca- duche ; cadono prima le posteriori, poi le anteriori ed ultime le laterali. /. pectinata Boiss., I. semperflorens^ I. Lagascana DO., I. taurica DO. — Nettarli 4, situati a paia tra ciascuno stame breve e l'ovario, quasi sempre verdi, tubercoliformi. Neil'/, umbellata sono alquanto appiattiti; nell'I, pinnata L. molto ravvicinati, tanto da sembrare un solo nettario bilobo; nell'/. sempervirens L. allontanati tra loro, sporgenti un po' in fuori come se fossero inseriti ai lati dello stame breve {Villani, Malp. XIX, 1905). Gen. Aethlonema R. Br. Fiori bianchi o rosei, di rado d'un giallo pallido. A. saxatile E.. Br. — I nettarli sono quattro, piccolissimi, tuber- coliformi, inseriti uno per lato ed alla base di ciascun filamento corto ( Villani, Malp. XIX, 1905). Secondo Briquet che 1' ha osservata in parecchie località del Giura meridionale, fiorisce quivi in maggio ed è visitata da mosche e piccoli coleotteri, attirati dai fiori riuniti in grappoli terminali. I sepali ovati, verdi, sono orlati di bianco e quelli laterali presen- tano alla base una fossetta nettarifera. I petali bianchi o d'un roseo chiaro, presentano venature rosse, e si espandono in alto. Alla base dei filamenti più corti si trovano altri due nettarli, de- bolmente differenziati morfologicamente ma in perfetta funzione per tutta la durata dell'antesi. In principio lo stimma è situato più basso degli stami, ad antere introrse, ma in seguito lo stilo si allunga e sorpassa gli stami. L'impollinazione è spesso diretta non perchè il polline arrivi agli stimmi, giacché le antere ne sono lontane e lo stimma allun- — 65 — gandosi non si porta nemmeno contro di esse, ma perchè gl'insetti con i loro movimenti mettono inevitabilmente a contatto il polline d'un fiore col suo proprio stimma; accidentalmente l'impollinazione potrà pure essere incrociata. Kirchner (cit. da Knuth, II, 1, p. 124) aggiunge che i fiori sono alquanto proterogini, che il diametro superiore della corolla rag- giunge 3-4 mm. e ohe l'autoimpollinazione spontanea avviene di regola per le antere dei quattro stami più lunghi. A. heterocarpum J. Gay. ed A. Buxhaumii Fisch. concordano per i nettarli con la specie precedente (Villani, 1. cit.). A. grandifìorum. — Un esemplare coltivato per una serie di anni, in piena terra, nel giardino botanico di Freiburg, in mezzo ad altre specie di Aethionema, malgrado fiorisse normalmente ed esu- berantemente ogni anno, produceva sempre scarsi frutti, dovuti forse all'impollinazione compiuta dagl' insetti mediante il polline delle altre specie vicine. I semi accuratamente raccolti e tosto seminati dopo la matu- ranza, non germinarono affatto {Hildehrand, 1. cit. 1896). A. coridifolium DC. (=z Iheris Jucunda hort.). — Nella posizione dei nettari concorda con Iberis commutata, ma sono in questa specie rotondi e molto più piccoli. E proterogino. All'aprirsi della corolla gli stami sono più lunghi del pistillo, ed in questa reciproca po- sizione, dopo poco tempo comincia il versamento del polline. Più tardi lo stilo si allunga e lo stimma viene a contatto con l'orlo inferiore delle quattro antere più alte, in un tempo in cui esse contengono ancora del polline. Ma nella massima parte dei casi lo stimma è già morto e non ha luogo autogamia; spesso però, — forse quando il fiore fu poco visitato da gl'insetti e non fu coperto di polline straniero, — lo stimma anche allora porta papille vivaci. Si ha quindi un secondo stadio femminile il quale, normale in Iberis commutata, si avvera qui solo in pochi casi e per un breve mo- mento. Parecchi fiori si presentano con stami rudimentali {G'dnthart, 1902). A. armenum Boiss. secondo Gùnthart (1902) che ne ha osser- vato esemplari nel giardino < Linnaea » a BourgSt.-Pierre nel Val- lese, possiede fiori lilla, con venature carminio, debolmente prote- rogini. I nettarli scutiformi, grandi, sono due, fra le radici di due stami più lunghi e non alla base di quelli più corti. Lateralmente gli stami lunghi posseggono appendici sottili membranose, più sviluppate in basso che abbracciano la base del gineceo e ne separano i due nettarli. Lo stimma in principio si — 56 — trova molto più basso delle antere ancora chiuse, ma più tardi per allungamento dello stilo viene portato a contatto con le antere degli stami più lunghi, favorendo così all'ultimo momento dell'an- tesi l'autoimpollinazione spontanea. In molti altri esemplari il contatto degli organi sessuali avviene quando già tutte le papille dello stimma sono appassite o quando le antere si sono vuotate di tutto il loro polline. A. diastrophis Bge. osservato dal Gunthart (1902) in un giar- dino privato di Zurigo presenta fiori proterogini, bianchi, forniti di otto nettarli, dei quali quattro, più grandi, ai lati della base di ciascun filamento breve, ed altri quattro più piccoli, con scarsa secrezione, sotto la radice degli stami più lunghi. L'autogamia è esclusa o tutt'al più è presumibile per la caduta accidentale del polline su lo stimma ; mediante gl'insetti è possi- bile una autoimpollinazione indiretta. Gen. Eunomìa DO. Fiori bianchi o rosei. E. cordata DO. presenta quattro nettarli piccoli, due per lato ed alla base di ciascun filamento corto, tubercoliformi, od appena arcuati e leggermente compressi {Villani^ Bull. Soc. bot. it., gen- naio 1909). Gen. Petrocallis R. Br. Fiori omogami, rosei, a nettare parzialmente nascosto. Net- tarli 4. P. piirenaica R. Br. osservata da Schulz (Beiti'., II, 1890, p. 16) nel Tirolo, presenta fiori rosei, appariscenti, visitati frequentemente da ditteri e farfalle. Ai due lati della base di ciascun filamento corto si trova un nettario ed il nettare è copioso. All'antesi le antere degli stami corti si trovano allo stesso li- vello dello stimma, tuttavia il contatto è evitato, giacché i fila- menti orbicolari alla base sono diretti in fuori. Quelli degli stami più lunghi, paralleli fino alla metà di loro lunghezza, piegano po- scia in fuori. Il polline che cade dalle antere degli stami lunghi può facilmente posarsi su lo stimma ed è quindi possibile l'auto- impollinazione. Insieme con l'eteroimpollinazione gl'insetti visitatori possono in molti casi effettuare anche l'autoimpollinazione. Gtinthart (1902) sul Pilatus trovò i fiori debolmente proterogini. Il diametro corollino era di circa 6 mm. e come pronubo osservò una piccola farfalla. Gen. Thiaspi L. Fiori bianchi o lilla, omogami o proterogini, a nettare parzial- mente nascosto. — 57 — Nettarli 4. Secondo Villani (1900) alcune specie di questo ge- nere hanno quattro nettarli grossi, con corte appendici laterali, due per lato di ciascun filamento breve; altre ne hanno due, ognuno cir- condante la base del filamento corto, per lo più aperto tra questo e l'ovario. In qualche specie nella parte esterna il nettario si pre- senta diviso, ed in altre tra la divisione si nota uno o due tuber- coletti nettariferi, Th. arvense L. [Mailer^ W. Beob, II, p. 198; Kirchner, FI. v. St. p. 307; Mac Leod, Bevr., p. 393; Kerner, II, p. 329; Warnstorf^ Rup. FI., 38, p. 20 dell'estr.; Knuth, Nfr. Ins. p. 30; Poppius, Blomb. Jaktt., p. 10 dell'estr.; Avebury^ Br. FI., p. 871. — I piccoli fiori bianchi sono riportati come omogami, Kerner e Avebury li danno come proterogini per poche ore. Alla base dei due stami più corti si trova in ciascun lato un piccolo nettario verde (tubercoli- forme secondo Villani, loc. cit.). Le antere degli stami lunghi stanno allo stesso livello con lo stimma o lo sorpassano di poco; esse hanno i lati coperti di polline rivolti contro lo stimma al quale sono cosi vicine che l'autoimpollinazione spontanea è inevi- tabile. Le antere dei due stami brevi sono un po' più basse dello stimma a cui rivolgono le linee di deiscenza ; hanno una certa di- stanza dallo stimma e perciò servono a favorire l'eteroimpollinazione coU'intervento degl'insetti. Secondo Warnstorf tutti gli stami sono più alti dello stimma sul quale sono inclinati con le loro antere introrse, di guisa che l'autogamia è inevitabile. Il polline è bianco-giallastro, ellittico, verrucoso, circa 25-30 |j. lungo e 20-23 p. largo. Kerner ammette i fiori come debolmente proterogini, nei quali l'autoimpollinazione spontanea avviene più tardi per il contatto delle antere e dello stimma. Mùller in Turingia osservò i seguenti insetti : Anthomyia-spec. $ e Pollenia rudis F. fra i ditteri e Apis mellifica L. $ e Andrena parviila K. $ Ira gì' imenotteri. Poppius, in Finlandia, notò i fiori tutti omogami. Ad Esbo os- servò parecchi Tisanotteri, e a Geta Scaeva topiaria. Meig. Hieronymus {Pfianzenmonstr.) ha osservato fiori cleistogami. Th. perfoliatum L. [Kirchner, FI. v. St. p. 307 ; Avehury, Br. FI. PI. p. 87]. — Nelle disposizioni fiorali concorda con la specie prece- dente, ma i fiori sono ancora più piccoli. Col tempo torbido essi rimangono chiusi o semiaperti, e col tempo soleggiato la loro aper- tura raggiunge circa un millimetro di diametro. Th. montanum L. [Kirchner, Beitr. p. 26: esemplari di Svevia] — Nei fiori omogami, bianchi, tutte le antere hanno deiscenza in- — 58 — trorsa; quelle degli stami lunghi raggiungono la stessa altezza dello stimma, quelle dei due brevi sono un po' più in basso. I nettarii sono fusi insieme. In esemplari del Giardino botanico di Zurigo Gùnthart (1902) trovò i fiori debolmente proterogini e macrobiostimmici, ed oltre i quattro nettarii maggiori lateralmente alle basi degli stami più corti, riscontrò quattro nettarii più piccoli alla base degli stami più lunghi. Th. alpinum Crtz. {Kirchner^ Beitr. p. 27j. — In esemplari os- servati da Kirchner a Hififelalp presso Zermatt, i fiori bianchi rag- giungono un'espansione corollina di 7 millimetri. Sono omogami, ma l'autoimpollinazione spontanea è impedita dalla loro posizione eretta e dalla lunghezza dello stilo, il quale è cosi lungo che lo stimma sovrasta di circa 1 mm. le antere degli stami più lunghi. Tutte le antere, di color giallo, rivolgono le loro linee di deiscenza verso l'interno, e mentre quelle degli stami lunghi spuntano al- quanto dall'ingresso fiorale, quelle degli stami brevi stanno a circa 1 mm. più basse nell'ingresso del fiore. I nettarii, come nel Th. montanum^ sono lateralmente fusi in- sieme in modo da formare un disco gibboso attorno all'ovario e alla base degli stami. Th. alliaceum L. — I fiori concordano, secondo Kemer (p. 329) nella proteroginia e nella ulteriore autogamia con Th. arvense. Th. alpestre L. — Nei fiori bianchi, omogami, le antere sono gialle in principio, poscia porporine e da ultimo nere. Mùller {Alpenbl. p. 14:7) osservò i seguenti visitatori nelle Alpi: Bhamphomyia aperta^ Arida serva, Coelomyia molUssima, Hylemyia variata, Onesta cognata, 0. floralis, Pollenia rudis, Cheilosia muta- hilis, Melanostoma mellina, Plathycheirus ciliger Loew, tra i ditteri; Plusia gamma e Pieris napi var. bryoniae, tra i lepidotteri. Buddeberg (Bot. Jb. 1888, I, p. o64i riporta 17 apidi, 7 ditteri, una vespa ed un coleottero. Burkill (n. 6) nell'India osservava Bomhylius major e Syrphus-s^. a 9000 piedi di altezza. Th. rotundifolium Gaud. — I fiori d'un violetto chiaro sono ricchi di nettare secreto alla base degli stami più corti. Secondo Gùn- hart (1902) il nettare è secreto da 4 nettarii situati fra gli stami corti e la base di quelli lunghi. Le antere degli stami lunghi si trovano per lo più allo stesso livello dello stimma ed alla fine si rivolgono completamente verso quelle degli stami corti. Benché i fiori siano omogami, non avviene un contatto con lo — 59 — stimma, cosicché l'autoimpollinazione spontanea è esclusa, e tanto meno questa può aver luogo mediante le antere degli stami brevi, la cui deiscenza avviene di solito dopo quella delle antere degli stami lunghi, giacche esse non raggiungono lo stimma {Sdmlz, Beitr., II, p. 16). A motivo della loro colorazione i fiori spiccano molto bene sul detrito dolomitico, bianco, del Tirolo meridionale dove Schulz li ha osservati frequentemente visitati da Pieris-sip., da Vanessa cardui e da altri lepidotteri, e da ditteri, dei quali anche quelli a tromba corta possono facilmente raggiungere il nettare, data la meschina (2 7^-4 mm.) profondità del fiore. Th. corymbosum Gay. ha fiori lilla-chiaro o violetti riuniti in gran numero in infiorescenze molto vistose, emananti un grato odore. Il diametro dei singoli fiori è variabile: 6-10 mm. di dia- metro. Al principio della fioritura le antere sono ancora chiuse, mentre lo stimma già sviluppato occupa il piccolo ingresso fiorale, più basso talora anche più alto delle antere degli stami lunghi; i fiori sono perciò alquanto proterogini. Quando sono completa- mente espansi, sono aperte le antere dei quattro stami lunghi; quelle degli stami brevi si aprono subito dopo. Tutte hanno dei- scenza introrsa e non cangiano di posizione, come quelle degli stami lunghi nella specie precedente. Poiché le antere degli stami lunghi sovrastano alquanto l'ingresso fiorale e quelle degli stami brevi si trovano allo stesso livello dello stimma, Kirchner (Beitr. p. 27-28 ; esemplari del Rififelberg presso Zermatt) ammette come possibile l'autoimpollinazione spontanea. I nettarii sono quattro, due a due ai lati della base di ciascun filamento breve. Th. praecox Wulf. — Schletterer presso Pola osservò i seguenti visitatori: Anthrena convexiuscula K., A. deceptaria Schmiedekn., A. tscheki Mor., Athalia rosae L. var. liberta Klug. (da Knuth, Handb. II, 1, p. 117). Th. inagellanicum Comm. — Questa specie antartica, dai piccoli fiori bianchi (diam. 2-3 mm.), è posta da Skottsberg tra le zoofile della Terra del Fuoco. Gen. Cochlearìa L. Fiori omogami, bianchi, odorosi, a nettare parzialmente nascosto, od anche privi di nettare. C. Armoracia L. — I fiori odorosi contengono nettare in poca quantità, prodotto da glandolo che circondano le basi degli stami. Tutte le antere deiscono verso l'interno, quelle degli stami più lunghi stanno allo stesso livello dello stimma, inserito nell'ingresso — 60 — fiorale. Mediante le visite degl'insetti è provocata tanto l'eteroim- pollinazione quanto l'autoimpollinazione {Kirchìier, FI. v. St. p. 305). Questa però secondo Kerner (loc. cit. p. 566) è di nullo o quasi nullo effetto, producendo di rado la pianta frutti maturi. Secondo "Warnstorf {Eupp. FI. 1905) i fiori sono proterogini, giacché le papille stimmatiche sono già sviluppate nei fiori ancora chiusi ; tutte le antere poi sovrastano lo stimma, cosicché l'auto- gamia può avvenire facilmente. Il polline é giallastro, biscottiforme, verrucoso, 32-43 p. lungo e 15-19 pi largo. Mùller [Weit Beoh. II, p. 198) osservò i seguenti insetti in un esemplare coltivato nel suo giardino: Malachius hipustulatus F. e Meligethes, tra i coleotteri ; Bihio horttdanus F., Empis punctata F., Scatophaga mendaria F., SepUs-s'p.j Syritta pipiens L., tra i ditteri; Andrena cdbicans K* +, Halictus zomdus Sm. $, e parecchie specie di Icneumonidi, fra gl'imenotteri. Knuth [Bloemenh. Bijdr.) in giardini di Kiel osservava : Syritta pipiens L., Eristalis-s^., SyrpJms halteatus Degl., tutti succianti net- tare o divoranti il polline; Meligethes. C. ofjicinalis L. — Le osservazioni di Knuth si riferiscono ad esemplari delle isole Amrum e Fòhr, al nord della Frisia. I fiori, bianchi, tramandano odor di miele e presentano il diametro di 8-10 mm. In essi Knuth non potè riconoscere nettarii. Sprengel pure non ne trovò. H. Miiller non ne fa cenno alcuno, mentre Hil- debrand (Saftdr. d. Cruc.) riferisce che a riguardo dei nettarii questa specie si comporta come Lepidium sativuni. Burkill {Spring Flow.^ 1897), in esemplari su le coste dello Yorkshire, trovò quattro nettarii pronunciati nel fondo del fiore, e quattro nettarii lateralmente alla base di ogni stame breve ri- porta pure Villani (Malp. XIX). Le antere degli stami lunghi raggiungono lo stesso livello dello stimma, ma ne sono alquanto lontane. Quelle degli stami brevi deiscono un po' più tardi; dapprima più basse, si portano poscia alla medesima altezza dello stimma, cosicché l'autoimpollinazione spontanea è facilmente possibile. Gl'insetti visitatori effettuano etero- ed autoimpollinazione. Hildebrand (Saftdr. d. Cruc.) scrive che l'autoimpollinazione av- viene nel chiudersi dei fiori, Knuth osservò ditteri emitropi ed allotropi e larve di Meli- gethes, nonché Meligethes. Loew (cit, da Knuth) nel Giardino botanico di Berlino osservò Apis. Burkill (1. cit.) su la costa del Yorkshire osservò: Meligethes pi- — 61 — cipes Sturm.; Coelojm-s-p. Hijlemyfa-sp., DrosophUa graminuni Fall. Scatophaga stercoraria^ un altro piccolo muscide; Ichneumon-s-p. Scott-Elliot (FI. p. 16) nel Dumfriesshire osservò un muscide e MeligetJìes. Willis e Burkill [FI. and. Ins. IV) nelle montagne di Giova ri- levarono due forme di C. officinaUs^ una macranta e l'altra micranta, nella quale ultima è variabile talvolta il numero dei petali e de- gli stami. Riportano i seguenti visitatori: Larentia salkata Hiib. tra i lepidotteri; Sciava, Scatopse, Drymia hamata Fin., Trichoph- thichius-sp., Anthoìnf/ia-sp., fra i ditteri; Anthophagus alpinus Payk., 'Ceuthorrliynchius contractus Marsh, tra i coleottori; un neurottero. In esemplari delle isole Faròer osservati da "Warming {Fielcl- Notes, 1908), non fu constatata l'autoimpollinazione spontanea per contatto diretto con lo stimma; però tutti i fiori danno frutto. C. arctica Schl. abbastanza frequente in località umide, sas- sose, presenta fiori bianchi dal diametro di 6-8 mm. e protero- gini-omogami; nel Finmark, secondo De Lagerheim, emanano un grato odore, molto sensibile, cosi pure nella Siberia orientale se- condo Kjellman, ma nella Nuova Zembla Ekstam non rinvenne fiori odorosi. Nel boccio le antere non sono ancora mature, mentre lo stimma si mostra già alquanto lucente, papilloso, sebbene non cosi come in un fiore aperto. Le antere deiscono poco tempo dopo l'antesi, ma lo stimma è già da qualche tempo sessualmente pronto, sicché l'au- toimpollinazione dovrebbe essere possibile, stando le antere allo stesso livello dello stimma ed un po' inclinate verso il centro del fiore. Si sono pure osservati dei fiori nei quali lo stimma si tro- vava più alto delle antere, e 1' autoimpollinazione era quindi evitata. Le antere degli stami brevi deiscono dopo le altre e per lo più non raggiungono l'altezza dello stimma o delle antere degli stami più lunghi. Ekstam (Nov. Semlja, p. 141-143) non potè constatare con sicu- rezza il nettare, ma accenna alla presenza di un cuscinetto verde un po' lucente alla base degli stami. Allo Spitzberg, dove trovò pure fiori puramente femminili, si hanno glandolo alla base degli stami più corti, rudimentali in tutti i filamenti. L'autoimpollinazione può avvenire quando i fiori si chiudono. A questo proposito Ekstam fa rilevare che le piante artiche sono molto più indifferenti ai cambiamenti del tempo che non le spe- cie del piano o le alpine, anche per la ragione che il sole nelle la- - 62 — titudini elevate, durante il tempo in cui fiorisce la massima parte delle specie, rimane ininterrottamente sopra l'orizzonte. Non osservò insetti visitatori. Poppius (1903) osservò i fiori visitati da piccoli ditteri nelle vicinanze del fiordo di Varanger. C. anglica L. — I fiori sono privi di nettare e proterogini. I se- pali cadono facilmente e molto presto, i petali crescono ancora du- rante la fioritura. Gli stami si dirigono verso l'esterno e in questo stadio non sono a contatto con lo stimma, cosicché gl'insetti raccoglitori di polline possono provocare l'incrociamento. Le antere deiscono successivamente; prima è la volta di quelle degli stami più lunghi che sovrastano di appena 2/3 di mm. gli stami inferiori, le cui antere deiscono più tardi. L'autoimpollina- zione spontanea è perciò d'ordinario impossibile. Ma dopo qualche tempo gli stami si volgono più verso l'interno e vengono ad av- vicinarsi allo stimma, rendendo cosi possibile l'autoimpollinazione nella maggior parte dei casi. ■ Non furono osservati insetti visitatori { Verhoeff, p. 140-141). C. danica L. [Knufh, Nfr. Ins. p, 29; Helgoland p. 39]. — Il diame- tro dei fiori raggiunge soltanto 4-5 mm. Le antere dei quattro stami più lunghi deiscono prima,* ma sono rivolte verso lo stimma e lo sovrastano alquanto. Subito dopo deiscono quelle degli stami brevi e tutte le sei antere inclinano verso il centro del fiore assicurando l'autoimpollinazione spontanea, nel caso gl'insetti non abbiano già provocato l'autogamia o l'ailogamia. L'autogamia è coronata da successo. Come visitatori dei fiori nello Schleswig-Holstein. {Nordf Ins., p. 149) Knuth riporta Eristalis tenax L. ed E.sp., un piccolo muscide; in Helgoland (Oberland) osservò inoltre Syritta pi- piens L. C. groenlandica L. — Secondo Warming [Biol. Opt., I) si trovano due nettarli alla base degli stami brevi, ma non osservò nettare in alcun fiore. Ritiene un po' incerto che l'autogamia possa aver luogo per un contatto fra le antere e lo stimma contemporaneamente sviluppato, ma è d'avviso che l'autogamia abbia luogo quando i fiori si chiudono durante la notte o col tempo cattivo. Trovandosi poi numerosi frutti, essa dev'essere fertile. Secondo Kerner (p. 333) i fiori sono proterogini e soltanto verso la fine della fioritura, inclinandosi i filamenti, dapprima eretti, de- gli stami più lunghi verso il centro del fiore, l'autogamia ha luogo ed è coronata da successo. — 63 — Gen. Kernera Med. Fiori omogami, piccoli, bianchi, a nettare parzialmente nascosto Nettarii 4. K. saxatilis Rchb.(i= Cochlearia saa;. Lam.) è stata osservata nelle Alpi da Miiller {Alp. p. 147). Presenta fiori omogami aei quali la- teralmente alla base di ciascun filamento breve si trova un tuber^ coletto verde, carnoso, che produce nettare in abbondanza. I fjuattro filamenti più lunghi si piegano quasi ad angolo retto dietro i più corti, cosicché le loro antere vengono a trovarsi vicinissime a quelle degli stami brevi. Tutte le antere deiscono verso l'interno del fiore ed hanno tale posizione che un insetto il quale venga a succiare il nettare debba rasentarle con il capo o con la tromba, quindi in una posizione favorevole all'incrociamento. Rimanendo i fiori semichiusi con il tempo torbido, l'autoimpollinazione spontanea ha luogo fa- cilmente. Come visitatori egli osservò 9 ditteri: Microphoriis velutinus, fra gli empidi; Anthomyia humerella^ ^.-sp. Arida semicinerea, A. serva, Trichopticus-noYSi sp., tra i muscidi; Cheilosia crassiseta, Eristaliff nemorum, Melanostoma ambigua, tra i sirfidi; Meligethes, Andrena nana cT. Quando i fiori invecchiano l'ovario si gonfia e si colora in por- porino-scuro, contrastando sensibilmente col bianco dei petali che gli fanno corona; per tal modo i vecchi fiori della periferia del corimbo acquistano un aspetto screziato ed una notevole appari- scenza {Kerner, 1. e, p. 184). Secondo Kerner (p. 273) all'epoca dell'apertura dei fiori i petali sono piccoli, eretti e piegati un po' indentro e quasi aderenti allo stimma, cosicché gl'insetti che fuggono il nettare sono costretti dalla detta posizione dei petali a passare col loro succiatoio in con- tatto con lo stimma per giungere nel fondo del fiore. Per cui se il succiatoio è sporco del polline di altri fiori, questo è inevitabil- mente lasciato su lo stimma. Più tardi i petali si espandono, le antere divengono visibili ed accessibili, e gl'insetti non urtano più col loro succiatoio lo stimma ma tolgono polline da le antere. Gen. Peltarla L. Fiori bianchi o rosa. P. alliacea L. — Possiede quattro nettarli, due per lato di cia- scun filamento breve; l'una coppia é unita con la omonima opposta mercé una sottile striscia nettarifera {Villani, Malp. XIX). Le antere dei filamenti lunghi inclinati su lo stimma sotto- stante favoriscono l'autoimpollinazione, mentre gl'insetti provocano l'eteroimpollinazione (Hildebr., Saftdr. Crucif.). — 64 — Gen. Eutrema E. Br. E. Edicardsii E.. Br. — Nella Nuova Zembla i fiori sono omogami, senza odore, e nella Siberia artica, secondo Kjellman, presentano un diametro di 5 mm. In un fiore aperto è possibile l'autogamia, poiché le antere sono allo stesso livello dello stimma e per lo più. anche a contatto con esso. Ekstam non trovò frutti maturi, ma Kjellman ne trovò tanto nella Nuova Zembla (1875) quanto presso Jugor Scharr nel 1877. Non furono osservati insetti visitatori [Ehstam, Nov. Semlja, p. 141). Nello Spitzberg questa specie cessa di fiorire secondo Andersson e Hesselmann dalla metà di luglio; se vi dia frutti maturi, è ignoto. Nella Groenlandia Vanboffen trovò un esemplare con frutti (da Knuth, III, 2, p. 277). Gen. Alliaria Adans. Fiori piccoli, bianchi, omogami a nettare parzialmente nascosto. Dei quattro nettarii soltanto i due che si trovano alla base de- gli stami brevi producono nettare che si raccoglie verso l'interno del fiore, mentre gli altri due che stanno fra la base delle due cop- pie di stami lunghi non hanno alcuna secrezione. Il nettare si raccoglie in quattro gocce nello spazio fra gli stami ed il pistillo, e non come in altre specie fra gli stami ed i sepali, in connessione forse col fatto che qui i sepali non presen- tano alcun sacco e cadono di buon'ora dopo l'aprirsi dei fiori {Ave- hury, Hildehr.) Villani (Malp. XIX) riferendo su la posizione dei quattro nettarii, due a cercine che circondano l'inserzione degli stami brevi e due a forma di cono ottuso che si trovano esterna- mente ed alla base degli stami lunghi, non accenna ad altro che riguardi la secrezione. A. ofjìcinalis Andrz. (= Sisymhrium Alliaria Scop.). — [MùUer, Befr. p. 137, Weit. Beob. II, p. 202; MacLeod, Bevr. p. 381 ; Kirchner Fi. p. 295]. — Tutte le antere hanno deiscenza introrsa, quelle degli stami più lunghi circondano cosi strettamente lo stimma che l'au- toimpollinazione spontanea avviene di regola e secondo Hildebrand (1906) coronata da successo. Ma l'eteroimpollinazione può anche aver luogo occasionalmente, data la posizione delle antere e dello stimma. Kemer (p, 329) dà i fiori come proterogini e l'autogamia si com- pie nel modo detto per Lepidium e Thlaspi. Miiller (11. oc.) elenca i seg. visitatori: Apis mellifica L. Andrena nitida K ?; Si/rphiis decorus Mgn., RMngia rostrata L., Empis punc- tata F., E. nigricans F., Sepsis-s-p., Antomi/ia-STp., Dilophus vulgaris Mgn. cT; Bijturus fumatus F., Meligethes, Cento rhynchus, Epuraea. — 65 — Knufch (Herbstb.): Apis mellifica L. Verhoeff {Bl. and. Ins. p. 130) neirisoladi Norderney: Meligefhes brassicae Scop.j Tackyporus ohtusus L.; Anfhomyia-S'p.^ Platycheiriis peltatiis Mg. cT; Adela cuprella Thbg. $. Ducke presso Trieste : Antkrena tscheki Mor. ? . Scott-Elliot nel Dumfriessliire {FI. p. 14) : ini coleottero, un empide, due mu- scidi, due sirfìdi, Macchiati (Cat.): Sepsis-s-p., Culex pipiens L., Chry- sotoxuni hicinctum, Anaspis frontalis, Prosopis signata, Osmia. Secondo Villani {Malp.^ XIV, 1900) quando i fiori di A. officinalis sono forniti del perianzio, i nettarii esercitano funzione nuziale, permettono l'accesso agl'insetti forniti di proboscide, ma non alle formiche: sono quindi mirmecofobi. Ma nel secondo stadio, quando il perianzio è caduto, i nettarii, rimasti allo scoperto, s'ingrossano alquanto, continuano a produrre nettare ed attirano le formiche in gran numero, che difendono ul- teriormente la pianta da attacchi di altri piccoli animali; in que- sto stadio, da nuziali e mirmecofobi i nettarii diventano estranu- ziali e mirmecofili. Egli quindi aggiunge questa specie alle crocifere mirmecofile. Gen. Sobolewskia M. B. Fiori bianchi. S. clavata. — Parecchi esemplari coltivati in vaso nel giardino botanico di Freiburg dettero tutti buoni frutti. Nello stesso tempo (giugno 1906) un solo esemplare della stessa specie fiori nel giar- dino privato del prof. Hildebrand, e quantunque fosse visitato da gl'insetti non produsse nemmeno un frutto. Avendo poi impolli- nato i fiori del proprio esemplare con polline dei fiori del giardino botanico, ne ebbe soltanto una scarsa fruttificazione. Egli trova la ragione probabile di questa autosterilità nel fatto che le infiore- scenze lungo tempo rimaste senza fruttificare avevano già inco- minciato a produrre germogli laterali, i quali attiravano a se i succhi nutritizi e non li lasciavano pervenire ai fiori impollinati con polline straniero {Ber. Bot. Gesellsch. XIV, p. 397; 1906). Gen. Slsymbrium L. Fiori per lo più gialli, raramente giallo-pallidi o bianchi, omo- gami o debolmente proterogini, a nettare parzialmente nascosto. Nettarii 2, 4 o 6. S. officinale Scop. [Muller, Befr. p. 138, Weit. Beob. II, p. 202; Kirchner, FI. p. 293; Knuth, Nfr. Ins. p. 26; Mac Leod, Bevr. p. 381; Avebury, Br. FI. PI. p. 811 - Le descrizioni sono tutte analoghe a quella di Muller. Nei piccoli fiori gialli, lateralmente alla base dei due stami corti si trova una glandola nettarifera, il cui nettare Annali di Botanica — Vol. XI. 5 — es- si raccoglie nell'angolo formato da uno stame breve ed uno lungo ed il pistillo. Nel primo stadio fiorale le antere degli stami lunghi e lo stimma, al quale esse volgono il lato coperto di polline e col quale hanno la stessa altezza, sporgono alquanto dal fiore, mentre quelle degli stami più corti, ma con le antere già aperte, sono nascoste nel fiore. In un secondo stadio fiorale tutti i filamenti sono allun- gati, cosicché le antere degli stami lunghi sovrastano lo stimma ed inclinano sopra di esso, mentre quelle degli stami corti rag- giungono il livello dello stimma, tenendosene alquanto distanti. A questo doppio stadio fiorale accennano Knuth e Avebury che ne riporta la figura, mentre Mùller, Kirchner e Mac Leod riferiscono semplicemente che le antere degli stami più lunghi e quelle dei più corti si trovano, rispettivamente, più alte e più basse dello stimma, I fiori sono omogami e per le disposizioni descritte adattati all'eteroimpollinazione ed all'autoimpollinazione. Questa è frequen- temente spontanea, essendo i fiori per la loro meschinità scarsa- mente visitati da gl'insetti, e secondo Comes (1. cit.) fertile. Mùller riporta i seguenti visitatori : Anthomyia - sp.. Ascia poda- grica F., numerosa, Apis mellifica L., Anthrena dorsata K., Halic- tus morio L. cT; Pieris rapae L., Pieris napi L. Knuth osservò Pieris brassicae L. e P. napi L. Alfken presso Brema : Prosopis communis Nyl. ?) Eriades nigì'i- cornis Nyl. 2- Schletterer presso Pola: Anthrena florea F., Halictus calceatiis Scop. e Pemphredon unicolor F., molto frequente. Mac Leod nelle Fiandre: Coelioxys conica L. cT, Halictus Sme- athmanellus K. ?; Sì/ritta pipiens L., Platycheirus scutatus Meig., Ascia podagrica F.; Siphona geniculata Deg. Scott-EUiot (FI. p. 14) nel Dumfriesshire: un muscide ed un sirfide. A Penne (Teramo) io osservai su i fiori di questa specie Pieris napi L. S. Sophia L. [Kirchner, Beitr. p. 20; Mac Leod, Bevr. p. 382; Knuth, Ndfr. Ins. p. 261 - 1 petali sono gialli, più corti dei sepali giallo-verdastri, e quantunque le infiorescenze sieno ricche sono tuttavia poco appariscenti e pel colore dei fiori e per il loro dia- metro di soli 3 mm. Secondo Knuth stami e stimma si sviluppano sessualmente nello stesso tempo e in quanto alla loro reciproca posizione si compor- tano come nella specie precedente, con la quale S. Sophia concorda, anche nella posizione dei nettarli. — 67 — Secondo Kirchner, per esemplari esaminati a Zermatt, nei fiori, pure omogami, al principio della fioritura lo stimma si trova allo stesso livello delle antere degli stami corti, ma più tardi raggiunge l'altezza di quelle degli stami lunghi. Tutte le antere hanno dei- scenza introrsa e rimangono sino alla fine con i lati coperti di polline rivolti verso il pistillo; l'autoimpollinazione è perciò ine- vitabile. Tuttavia la secrezione nettarea accenna anche ad un intervento degl'insetti i quali insieme con l'autoimpollinazione possono pro- vocare pure l'eteroimpollinazione. Kirchner e Knuth segnalano 4 nettarii (2 lateralmente alle basi di ogni filamento breve), ma dalla figura datane da Velenovsky (1. cit.) si rileva che un solo nettario irregolare occupi tutto il fondo del fiore. Secondo Villani [Malp. XIX) si hanno due nettarii che circon- dano l'inserzione dei filamenti corti, congiunti mediante sottili bandellette nettarifere che contornano l'inserzione esterna della coppia degli stami lunghi, presentando tra questi un ingrossamento. Kerner (p. 305) riporta i fiori come proterogini per poche (2-5) ore. Insetti visitatori: Knuth nell'isola Fòhr osservò Aiìthomyia - sp. $, Sepsis - STp., Themira minor Hai. e Syritia pipiens] von Fri- cken in Vestfalia e nella Prussia orientale notò Colaphws sophiae Schall.; Schiner nell'Austria Thereva anilis'L. e Redtenbacher presso Vienna ancora Colaphus sophiae Schall. (da Kmifh. II, 1, p. 96). aS'. acutaìigulum DC. (= S. austriaciwi^ acnfangulum Koch.). — Fiori gialli a nettare parzialmente nascosto. Mac Leod {Pijreneeènhl. p. 117) nei Pirenei osservò i seguenti visitatori : Andrena flessae Panz, 2, Halictus morto F. cT, H. cylin- dricus F. 2, H. Smeathmanellus K. $i Allantus arcuatus Forst. cT»?» ta gl'imenotteri; Butalis {bicuspidella?), tra i lepidotteri; Lacon mu- rinus L., Trichodes alvearius F., Cantharis fusca L., tra i coleot- teri; Erifitalis tenax L., E. alpimis Panz., Chrysotoxum intermedium Meig., Cheilosia sparsa Lòv^., Syrphus ■ sp., Melithreptus dispar Lòw., Myopa Htigitia Meig., tra i ditteri emitropi; Bihio hortulanus L., Empis testacea F., E. tessellata F., Zopliomyia temida Scop., Onesia sepulcralis L., Pollenìa vespillo F., Antliomyia antiqua Meig., A. se- pia Meig., Hylemya cinerella Meig., Limnopìiora compuncta Weid. cT. S. pinnatifiduni DC. — Fiori bianchi, piccoli, a nettare parzial- mente nascosto. Mac Leod, nei Pirenei (1. e), osservava Halictus rubicundus Christ. $. — 68 — ' . . S. supinum L. — I due nettarli, ognuno dei quali circonda la base dei corti stami, concrescono tra loro mediante prolungamenti nettariferi che da essi si portano esternamente agli stami lunghi. In S. dentatum AH. le bandellette nettarifere che congiungono i due nettarli che a guisa di anello contornano i filamenti brevi, presentano un ingrossamento alla base esterna e tra gli stami lun- ghi. Lo stesso fenomeno si riscontra nel S. taraxacifolium DO., nel S. Lóselii L. e nel S. strictissimum Jj. (Villani, Malp. XIX). S. austrlacum Jacq. — Nel Giardino botanico di Berlino Loew osservò : Erlstaliò- arbustorum L., E. nemorum L., Pipiza festiva Mg., Syritta pipiens L., Syrphus alhostriatus Fall. ; Anthrena dorsata K. 2, A. nitida Fourc. 2, A. propinqua Schenck $, A. tihialis K. ?, Apis mellifica L. ?, Melecta armata Pz. $, 0. fulviventris Pz. cT (da Knuth, II, 1, p. 96). S. orientale L. (= S. Columnae Jacq.). — Presso Fiume (F.), Trieste (T.) ed in Ungheria (U.) Friese osservò a visitare 1 fiori di questa specie i seguenti apidi: Anthnna carhonaria L. (F.), A. de- corata Sm. (U.), A. hypopolia Per. (U., F.), A. limbata Ev. (U.), A. Morio Brulle (F., U.), A. nobilis Mor. $ J (U.), A. scita Ev. (U.), A. sisymbrii Friese (F.), A. suerinensis Friese (U.), A. tibialis K. (TJ.), Nomada chrysopyga Mor. (U.), Osmia bisulca Gerst. (F., U.), 0. ful- viventris Pz., 0. Panzeri Mor. (F., U., 0. solsl-yi Mor. (F.). — (da Knut/i, II, 1, p. 96). S. strictissimum L. — Petali gialli. Nel Giardino botanico di Berlino Loew osservava Apis mellifica L. a succiar nettare (da Knuth, II, 1, p. 96). S. novae zealandiae Hook, f., secondo Thomson {N. Zeal. FI. PI.) è autogama — come probabilmente le altre specie della Nuova Ze- landa -- mancando le visite degl'insetti. Gen, Erucaria Gàrtn. Petali violetti. Calice chiuso, più o meno gibboso. Nettarli quattro, uno tra ciascuno stame breve e Tovario, uno alla base e tra cia- scuna coppia di stami lunghi (Villani, Malp., XIXì. 1j Eruc. aleppica Gàrtn., coltivata nei giardini botanici, presenta 1 quattro stami più lunghi saldati due a due per i filamenti, con le antere libere. Gen. Cakile Gàrtn. Fiori discretamente grandi, d'un violetto chiaro o quasi bianchi, omogami, a 'nettare nascosto. Nettarli 4. C. maritima Scop. [Mac Leod, Bot. Jaarboek, I, 1889; Knuth, Ndfr. Ins., p. 31, 149; Weit. Beob., p. 231; Helgol.; Verhoeff, Bl. u. Ins., p. 138; Avebury, Br. FI. PI., p. 89J. — I fiori violetti o bianchi — 69 — emanano un grato profumo e presentano quattro nettarli, due mag- giori triangolari, sul lato esterno fra ogni coppia di stami lunghi e due più piccoli bilobi, su la faccia interna ed alla base degli stami più corti. I sepali sono perfettamente uniti e si mantengono nella loro posizione verticale fino alla formazione del frutto. Formano cosi un tubo lungo 4 mm. nel quale si raccoglie il nettare, spesso in tale quantità da esserne ripieno fin quasi a metà {Knuth). Verhoeff però scrive che i sepali non funzionano da serbatoi del nettare, che si raccoglie su la linguetta che fa da nettario e fra i filamenti degli stami più lunghi. Anche Villani (Malp., XIX) parla di nettarii linguiformi alla base e tra gli stami lunghi, presentantisi come cuscinetti quelli fra gli stami brevi. I fiori sono omogami (Henslow li riporta come proterandri) e le antere degli stami lunghi sporgono dalla corolla, cosicché è pos- sibile l'autoimpollinazione spontanea per la caduta del polline su lo stimma, incluso nell' ingresso fiorale. Le antere degli stami corti rimangono incluse nel fiore e raggiungono il livello dello stimma {Mac Leod, Knuth). Ma la probabilità dell'eteroimpollinazione mediante gl'insetti è tanto grande quanto quella per l'autoimpollinazione. Gl'insetti che vengono a succiare il nettare cacciano il capo o la tromba (secondo Mac Leod, per lo sfruttamento del nettare è necessaria una tromba di 4-6 mm.), come in tutti i fiori delle Crocifere, fra lo stimma e le antere, quindi si ricoprono di polline un solo lato della tromba o del capo, nel caso essi circolino nel fiore. Se gì' in- setti in un fiore precedentemente visitato hanno sporcato di polline anche l'altro lato, ne depositano sopra lo stimma. Se introducono il capo a destra o a sinistra nel fiore, ne segue l' autoimpollina- zione. Ma dopo la visita di parecchi fiori tutti e due i lati di un insetto saranno sporchi di polline ed ogni nuova visita provocherà eteroimpollinazione (Knuth). Presso Kiel e nelle isole al nord della Frisia Knuth osservò i seguenti visitatori: MeligeAhes ; Arida alhoUneata Fall., Musca do- mestica L., Onesta sepulcralis Mg., Scatophaga merdaria F., S. ster- coraria, tra i muscidi, tutti a mangiar polline ; E. arhustorum L., E. pertinax Scop., E. — sp. ; E. tenax L., Platicheyrus podagrata L., Rhingia campestris Mg., Sip-phus arcuatus Fall., S. iimhellatarum F., Tropidia mUesiformis Fall., tra i sirfidi, tutti a succiar nettare e a mangiar polline ; Ap'm m,elli/ìca L,, Bomhus lapidarius L., halictiis calceatiis Scop., tra gli apidi; Plusia gamma L., Epinephele janira L., — 70 — Hipparchia hyperanthus L., Pieris napi L., P. rapae L., Vanessa iir- ticae L., Zygaena filipendulae L., tra i lepidotteri, tutti a succiar nettare. Ad Helgoland (dove mancano le api) lo stesso Knuth osservò 3 coleotteri, 4 sirfìdi, un muscide e Plusia gamma. Imenotteri, ditteri e lepidotteri osservarono Alfken e Leege a Juist ; Verhoeff nell' isola Norderney osservò coleotteri e ditteri ; Mac Leod presso Blankenberghe una piccola farfalla notturna; Scott-Elliot nel Dumfriesshire un muscide e Meligethes {Knuth, II, 1, p. 126-127). C. americana Nutt. {^= C. maritima Scop.ì secondo Meehan {Life- Hist. Vili) è autogama. C. maritima Scop. var. lati folla (Poir.) a Kvalbo nelle Faròer, secondo Warming {Field-Notes, p. 1057) ha un delizioso profumo che ricorda quello della vaniglia. Le antere degli stami lunghi gi- rano lateralmente verso gli stami corti nel primo stadio fiorale; «sse sono tutte al disopra dello stimma, quindi l'autoimpollinazione spontànea può facilmente avvenire. Ordinariamente tutti i fiori producono frutti. Gen. Myagrum Tourn. Fiori piccoli, gialli, omogami, a nettare parzialmente nascosto. Nettarli 4, dei quali due sviluppati e due sono rudimentali. M. perfoliatum L. — Secondo Kirchner {Fl.^ p. 313) i piccoli fiori di questa specie posseggono due nettarli molto sviluppati sul lato interno delle basi degli stami brevi, mentre quelli pertinenti agli stami più lunghi sono debolmente accennati da sottili strisce verdastre, come già aveva scritto Hildebrand {Saftclr. Crucif). Secondo Villani {Malpighia, XIX) i nettarli sono sei, inseriti esternamente ciascuno tra uno stame e 1' altro. L'autoimpollinazione è coronata da successo (Kirchner) e come omoclina la cita Comes. Schletterer presso Pola osservò i seguenti apidi: Anthrena car- bonaria L., A. deceptoria Schmiedekn., A. flavipes Pz., A. lucens Jmh., A. morio Bruii., A. parvula K., Halictus levigatus K., H. gua- dricinctus F., H. scabiosae Rossi (da Knuth, II, 1, p. 125). Gen. Goldbachia DO. Nel numero e nella posizione dei nettarli, secondo Villani {Malp.j XIX), concorda col gen. Erucaria Gàrtn. Fiori d'un rosa pallido. Gen. Calepìna Adans. C. Corvini (Ali.) Desv. — Nei fiori bianchi si hanno quattro nettarli, per posizione analoghi a quelli di Biscutella''{Villani,'MdX^.^ XIX). — 71 — La fecondazione è diretta, elevandosi le antere allo stesso li- yello dello stimma (FawcAer, I, p. 270). Gen. Isatis L. Fiori piccoli, gialli, omogami a nettare parzialmente nascosto. Nettarii 6. I. tinctoria L. — [Hild., Saftdr. Crucif. ; KircJiner, FI. v. St., p. 312; Knuth, Bjidr.] - Malgrado le meschine dimensioni dei sin- goli fiori, le infiorescenze nel loro insieme sono molto vistose. I nettarii sono sei, inseriti ad ugual distanza fra le basi dei sei stami. {Hildebì\, Kirc/meì; Villani). Questi all'aprirsi del fiore si piegano in fuori in modo da rimaner lontani dallo stimma, e le antere volgono quasi orizzontalmente in alto il lato deiscente. Gl'insetti perciò provocano a preferenza l' eteroimpollinazione {Hildebr., Kirchner). Knuth, in esemplari da giardino, osservava presso Kiel i se- guenti insetti visitatori : Sfjritta pipiens L., Andrena parvula K. 5^, Apis mellifica L. 5^, Meligethes. Loew, nel Giardino botanico di Berlino: Cantharis rusticus Fall., Bihio hortulanus L., Eristalis nemorum 1j. (da Knuth^ II, 1, p. 125). Gen. Succowia Med. S. halearica (L.) Med., unica specie, a fiori gialli, presenta pure quattro nettarii analoghi per posizione a quelli di Calepina e Bi- scutella (Villani, Malp. XIX). Secondo Hildebrand questa specie è autofertile (1896, p. 327). Gen. Velia L. Fiori gialli. V. spinosa Boiss. ha due grossi nettarii poliedrici, concavi su- periormente, ognuno situato alla base e tra ciascun filamento breve e l'ovario (Villani, 1910). Gen. Zilla Forsk. Z. myagroides Forsk., pianta del deserto, fu osservata ad Heluan dal Fisch e descritta e figurata nelle sue < Beitr. zur Blutenbiolo- gie » (p. 25-27, Tav. Ili, fig. 9). I fiori porporini che si mostrano a primavera, hanno petali relativamente grandi, più intensamente colorati su la faccia interna che su l'esterna, cuneiformi, dapprima rosei e poscia d'un rosso carminio. Una nervatura rosso-cupa at- traversa tutta la lamina del petalo e funge da nettarindice. Il tubo formato da le unghie dei petali raggiunge 6-7 mm. di lunghezza ed il diametro dei fiori aperti misura 15-33 mm., essendo questo maggiore nei fiori più vecchi che nei giovani. I fiori più vecchi sono inoltre colorati più intensamente di quelli giovani, e quindi anche per questo riguardo più appariscenti. E la ragione — 72 - del fatto — che si avvera anche in altre piante — è molto semplice. Se cioè i fiori prima di appassire non sono stati impollinati, essi rinforzando i loro mezzi di richiamo presentano un' appariscenza favorevole ad attirare ancora le visite degl'insetti, riuscendo cosi a rimuovere la concorrenza dei fiori più giovani che per lungo tempo ancora possono aspettare di essere impollinati. Ad ogni modo, per una pianta come Zilla myagroides, la quale produce spesso gran quantità di fiori, la cosa è di molta importanza. Le antere degli stami più lunghi sovrastano lo stimma, quelle degli stami corti stanno con esso quasi allo stesso livello. Alla base dei filamenti corti, sul lato interno, si trovano due nettarli a se- crezione copiosa, mentre quelli situati fra le basi dei filamenti più lunghi hanno nulla o scarsa produzione di nettare. Le papille stimmatiche si sviluppano già nel fiore in boccio, mentre in questo stadio le antere sono ancora chiuse, si ha quindi proteroginia, quantunque la deiscenza delle antere cominci quando i fiori si schiudono. Per la posizione reciproca delle antere e dello stimma l'auto- gamia è inevitabile, ma anche l'eteroimpollinazione è senza dubbio favorita. Come visitatori Fisch osservò 8 apidi a lunga tromba, un lepi- dottero diurno, uno sfingide ed un sirfide (?); 3 vespidi ed un mu- scide, i quali ultimi quattro non giungevano al nettare. Inoltre notò anche un coleottero ed una formica che leccava i nettarli. Durante il tempo cattivo e la notte i fiori rimangono aperti. Secondo la classificazione di Mùller i fiori di Z. myagroides ap- partengono al gruppo B. Gen. Eruca DO. Fiori giallicci, grandi, omogami, a nettare parzialmente nascosto. Nettarli 4. E. saliva Lam. possiede fiori giallo-pallidi, i cui petali ornati di venature giallo-brune si espandono in una croce, il cui diametro raggiunge i 25 mm. {Kirchner, Beitr., p. 21: esemplari di Varen nel Vallese). Il calice è verticale e misura 10 mm. di altezza. I fiori sono omogami, e dei quattro nettarli i due più grandi, sul lato interno delle basi dei filamenti corti, producono nettare abbondante, mentre gli altri due, più piccoli, situati fra le basi di ciascuna coppia di filamenti lunghi, non hanno alcuna secrezione. Le antere hanno deiscenza introrsa e sono cosi strette allo stimma che l'autoimpollinazione spontanea è inevitabile ; più tardi allonta- nandosi dallo stimma per il loro ripiegarsi in dietro, lasciano libero — 73 — agl'insetti l'accesso al nettare e l'eteroimpoUinaziono viene favorita {Hildehr., Saftdr. Cracif.; Kirchner, 1. e). A Penne (Teramo) in esemplari coltivati io osservai su i fiori Apis^ Erìstalis-sp. Savastano (1883) include questa specie, che fiorisce quasi per tutto l'anno, tra le piante apistiche. Vaucher (I, p. 265) ha paragonato l'odore dei fiori di E. saliva a quello dei fiori d'arancio. Gen. Sinapis Tourn. Fiori gialli o debolmente proterogini. In alcune specie i sepali sono verticalmente spiegati ed il nettare è esposto ; in altre specie è completamente nascosto. Nettarli 4. S. arvemis L. [Midler, Befr., p. 140, AVeit. Beob., II, p. 204; Knntli, Ndfr. Ins., p. 28, 149; Kirchner, FI., p. 299; Kerner, II, p. 342] - 1 numerosi fiori d'un giallo-oro sono cosi fitti che per gli insetti visitatori riesce più comodo succiare il nettare cacciando la tromba fra gli stami, che con l'introdurla fra i sepali, giacche i net- tarli — due alla base degli stami brevi, e due situati fra l'uno e l'al- tro degli stami lunghi — sono visibili ed accessibili da l'esterno. In principio gli stami più lunghi volgono in fuori ed in alto i lati delle antere coperte di polline disponendosi cosi favorevolmente per l'incrociamento, ma più tardi le antere con la faccia coperta di polline sono girate in dentro e in basso, cosicché il polline, qua- lora non fosse stato asportato da gl'insetti, cade su lo stimma giunto alla loro altezza e l'autoimpollinazione avviene spontanea {Muller, Kirchner^ Knuth). Secondo Kerner i fiori sono proterogini : quando la gemma fiorale si apre, le antere sono piegate in dentro ed an- cora chiuse, ma lo stimma, che sovrasta un po' le antere, è già atto all'impollinazione. In questo primo stadio del fiore lo stimma può ricevere solo il polline trasportato da gl'insetti. Ma nel giorno dopo i filamenti degli stami maggiori si sono allungati e piegati lieve- mente verso l'esterno e le antere sono più alte dello stimma. In questa fase del fiore, avendo le antere volto all'esterno il lato co- perto di polline, questo è scoperto ed a disposizione degl'insetti, né lo stimma può riceverne per loro mezzo, trovandosi sotto la cu- pola formata dalle antere. Ma al terzo giorno i filamenti sono eretti e le antere vengono a trovarsi più vicine che mai allo stimma, e l'o- vario che si è allungato ha spinto lo stimma fra le antere coperte su tutti i lati di polline e l'autogamia è assicurata (loc. cit., p. 341). Eggers (cit. da Hansgirg) osservò fiori pseudocleistogami. Jordan {Stellung, ecc., p. 13) negli esemplari da lui esaminati trovò che solo i nettarli situati innanzi agli stami brevi producono — u — Tina grossa goccia di nettare, mentre negli altri due spesso non si osserva produzione alcuna, il che può accennare ad una sterilità che comincia o già cominciata da parte di tali nettarli. Mùller (Befr.j p. 140) elenca i seguenti insetti visitatori : Eì'i- Malis aeneus Vz., E. arhustorum L., Rhingia rostrata L.; Ceplius spi- nipes Pz., Halictus leucozonitis Schrk. $, Andt'ena nana L. cT, Apis mellifica L. '^, frequentissima; Coccinella septempunctata; Euclidia glyphica L. In « Weit, Beob. » nota: Dalmannia punctataF., Myopa huccata L., Empis - sp., Lucilia - sp., ScatophaganierdariaY. Se. ster- coraria L., Chrysogaster Macquarti Loew, Eristalis pertinax Scop., E. arhustorum L., E. sepulcralis, Syritta pipiens L.; Halictus sexno- tatus K. ?, H. sexsìgnatus Schenck $, H. malachurus K. $, H. leuco- zonius K. ?, Andrena cingulata F. cf, A. albicrus K. cf, A. dorsata K. ^, Bombus lapidarius L. $, Apis ìnellifica L. ^, Chelostoma ni- gricorne Nyl. c^, Nomada pallescens H. Sch. 2-, Prosopis confusa Nyl. ? , P. armillata Nyl, ?; Strangalìa nigra L., Leptura livida ¥., Phyllo- pertha horticola, Meligethes ; Euclidia glyphica L. (lungh. della tromba 7 mm.); Strachia ornata. Kuuth nelle isole al nord della Frisia (N) ad Helgoland (H) e nell'isola Rugen (R.) osservava: Apis mellifica L. (N., R.), Bombus terrestris L. !?, Anthrena carbonaria L. ? , Halictus rubicundus Chr, ? , tutti e tre a Rugen; Pieris rapae L. (N.), P. wa^i L. (N.)^ Fflwessa Atalanta L. (R.), F. urticae L. (R.)> Pieris sp. (R.); Eristalis tenax L. (N., H. R.), J5J. anthophorinus Zett. cT (R.), ^. arbustorum L. cT (R.)j ^. pertinax L. (R.), £^. sepulcralis L. (R.), Syrplius timbellatarum F. (N.), aS', ribesii L., aS'. pyrasfri L., Helophilus fioreus L., Chrysops coecutiens L, cT, tutti a Rugen, Calliphora romitori a L. (H.), ilfeZi- gethes sp. (N.). Alfken presso Brema osservava gli apidi : Anthrena albicans Milli. $, J,. carbonaria L. ^, J.. denticulata K. $, J. flavipes Pz. ^, Eriades fiorisomnis L. $. In Olanda Heinsius ( W«arw., ecc.) osservava JL^i* mellifica L. !?, Bombus hortorum L. 5^, 5. lapidarius L. !^, Anthophora pilipes F. $, Andrena pilipes F. 2; Pieris brasicae L. $; Eristalis horticola Deg. $, £^. arbustorum L. ?, e De Vries (Bestuiv.) Apis mellifica L. ?, Mac Leod {Bevr., p. 389) nelle Fiandre osservò : Rhingia-sp., Eristalis tenax ed Eristalis s'p., Syritta pipiens, Syrphus balteatus, piccoli mascidi e Pieris brassicae. Schletterer presso Pola: la vespa Arge cyanocrocea Forst. Poppius in Finlandia: Scaeva-^"^. Macchiati (Catal.) elenca : Euclidia glyphica L., Phyllopertha hor- ticola L., un Halictus, qualche Andrena, Xomada solìdagìnis Panz., Scatophaga, Eristalis tenax, E. arbustorum ed una Lucilia. — 75 — Nslle mie note trovo: Eristalls-sp.j Halictiis e Apis, osservati a Rivarolo Mantovano (1909). Secondo Eggers {Boi. Cenfrbl. Vili, 1881, p. 57-58) S. arvensis in alcune isole delle Indie Occidentali, come a San Tommaso, in località aride presenta fiori cleistogami (xerocleistogamia). S. alba L. [KircJiner, Beitr., p. 91-22]. — I fiori emanano un grato odore di vaniglia. I petali sono d'un giallo-oro ed il diametro fiorale raggiunge i 15 mm. I sepali stanno orizzontali. Lo stimma sovrasta la corolla di 2-3 mm., circondato allo stesso livello da le antere degli stami più lunghi ; tuttavia non avviene l'impollinazione spon- tanea perchè, come già Hildebrand aveva osservato {Saftdr. Cruci f.) le antere hanno rivolto in fuori il lato deiscente. Le antere dei due stami corti stanno 3-4 mm. più basse e volgono verso l'interno del fiore i lati coperti di polline. Dei quattro nettarli, a ricca produzione nettarea, due sono in- ternamente alla base degli stami corti e due esternamente fra le basi delle due coppie di stami lunghi [Hild.^ Kirchner). Knuth, in esemplari coltivati, presso Kiel osservava Apis mel- lifica a succiar nettare ed Eristalis tenax L. a mangiar polline. Hildebrand (1905) ha osservato che quando molti individui di questa specie sono fra loro vicini, ogni fiore produce la siliqua, men- tre in un individuo a ricca fioritura, ma isolato, constatò che moltis- simi fiori erano già caduti e solo pochissimi avevano dato il frutto. Gen. Diplotaxis. Fiori gialli o bianchi, discretamente grandi, odorosi, omogami, a nettare parzialmente nascosto. Nettarli 4. D. tenui folla DO. [MacLeod, Boi. Centrbl. XXIX, 1887; Bevr., p. 383; Kirchner, FI,, p. 301; ScJmlz, Beitr., II, p. 15; Aveburi/, Br. FI. PI., p. 84]. — I fiori grandi, gialli, odorosi, esaminati presso Duinkerke-am-See, nel Belgio, da Mac Leod, sono omogami. Delle quattro glandole nettarifere,- le maggiori, situate sul lato esterno di ciascuna coppia degli stami lunghi, non hanno alcuna secrezione nettarea e, a motivo della posizione orizzontalmente spiegata dei due sepali ad esse opposti, sono visibili da l'esterno. Gli altri due nettarli, più piccoli, posti ^.lla base dei filamenti corti, producono nettare e sono aderenti all'unghia dei petali e i due sepali ad essi opposti sono verticali. All'appassire dei fiori l'autogamia è assicu- rata per il contatto dello stimma e delle antere. Le antere degli stami corti sono con il lato coperto di polline rivolte verso l' interno, quelle degli stami più lunghi, a livello dello stimma, sono rivolte verso quelle dei più corti. Gl'insetti visitatori effettuano principalmente l'eteroimpollinazione. — 76 — Secondo Schulz (1. cit.) col tempo torbido e di notte le antere sono meno lontane dallo stimma che nei giorni soleggiati e cosi vien facilitata l'autoimpollinazione. Secondo Kerner (p. 209) i fiori si aprono (in settembre) fra le 8-9 del mattino e si cbiudono fra le 4-5 pom. Miìller [Alpenhl., p. 150) riporta i seguenti visitatori : Anthomyia - sp. e Arida -sp.^ tra i muscidi; HaUctus morio e H. nìtidiuscidus $. tra gli apidi e Lycaena Damon. Mac Leod (Bevr.) : Eristalis tenax ed E. intricafus, una piccola farfalla notturna. Kirchner : Eristalis. Schulz scrive che i fiori, molto appariscenti dal giallo lucente dei petali, sono visitati da numerosi ditteri e piccole farfalle, e con minor frequenza da imenotteri e coleotteri. Anche Savastano (1883), pure includendo questa specie tra le piante apistiche del Napoletano, la dice visitata molto raramente dalle api. D. muralis DO. [Kirchner, Beitr., p. 23; Mac Leod, Bevr.] nel colore dei fiori e nelle disposizioni fiorali concorda con la specie precedente ; in questa, però, tutti e quattro i nettarli producono nettare. All'aprirsi del fiore le antere sono già aperte e lo stimma è sviluppato. In principio esso si trova alquanto più basso o allo stesso livello delle antere degli stami più lunghi. Quantunque queste antere volgano all'esterno il lato della deiscenza, sono tuttavia co- perte tutt' all' intorno di polline, cosicché l'autoimpollinazione spon- tanea è inevitabile anche perchè sono molto vicine allo stimma. Ad espansione fiorale completa lo stimma sovrasta un poco le antere degli stami più lunghi; cosicché con le visite degl'insetti è favo- rita l'eteroimpollinazione. Le antere degli stami corti sono rivolte all' interno e si trovano più basse di 3 mm. di quelle degli stami lunghi. Mac Leod nelle Fiandre osservò visitatori Apis, Halictiis, He- lophilus, Eristalis tenax, molto numeroso, E. arhustorum, numeroso, un piccolo sirfide, due microditteri, Pieris napi. D. erucoides DO. ha fiori bianchi. All'aprirsi del fiore i quattro stami più lunghi sono quasi a contatto col pistillo, che superano per circa metà di lunghezza delle antere, deiscenti dal lato opposto allo stimma, cioè in fuori. Più tardi l' estremità superiore delle quattro antere si curva in dentro verso lo stimma, in modo che il polline può facilmente cadere su di esso, anche pei movimenti delle infiorescenze causati dai venti e provocare l'autoimpollinazione. I fiori durano due giorni ed al terzo cominciano ad appassire. — 77 — L'autogamia è fertilissima; quasi tutti i fiori abboniscono la sili- qua. Pronubi più frequenti, a Trapani, sono le api (Ponzo, I, 1905). Comes (Ult. St., 1879) aveva pure riferito su l'autofertilità di questa specie. D. viminea DO. — In questa specie l'autogamia, secondo Ponzo (1. cit.), è la più comune, se non la propria, data la piccolezza e la fugacità dei fiori. Inoltre i quattro stami più lunghi hanno le an- tere allo stesso livello dello stimma, col quale sono a contatto, e deiscono dal lato che lo guarda, per cui inevitabilmente il polline vi cade sopra. L'autogamia è poi fertilissima. D. versicolor che, secondo Béguinot, costituisce una buona specie della flora italiana e ricorda nel portamento D. muralis e D. vi- minea, è una delle poche Diplotaxis nostrane che presentino nei fiori un cangiamento di colore. Bianchi sul fresco, tendono, col disseccarsi, a diventare bianco-violacei. Questo cangiamento di co- lore, abbastanza diffuso nelle specie del gen. Diplotaxis, è anzi ca- ratteristico di molte Diplotaxis a fiore giallo, le quali assumono un colorito biancastro in seguito alla disseccazione, come ad esempio avviene in D. virgata DO., D. catholica DC, D. tenuisiliqua Del., D. trifoUa Kunze, ecc., specie estranee alla flora italiana. Nelle nostre specie questo fatto è eccezionale ; è avvertibile soltanto uno scoloramento negli individui a fiori violacei e carnicini di D. eru' coides e in quelli di D. apula Ten. {Béguinot). D. Harra Boiss. {Fisch, Beitr. p. 29) esaminata dal Fisch ad Heluan possiede fiori gialli il cui diametro raggiunge 10-18 mm. ed il tubo formato dalle unghie dei petali misura 4 1/2 - 6 mm. Gli stami sono introrsi nel fiore in boccio : i più lunghi, però, ese- guono movimenti di torsione fino all'espansione fiorale in modo da assumere una posizione quasi estrorsa, mentre i più corti riman- gono introrsi. I più lunghi stanno con le antere allo stesso livello dello stimma, i più corti più in basso rispetto ad esso. Dei quattro nettarli producono nettare soltanto i due situati alla base interna degli stami più corti, mentre quelli al lato esterno dei filamenti più lunghi danno scarsa produzione nettarea e sono poco o affatto coperti dal perianzio, dal quale sono invece protetti i nettarli in funzione. I fiori sono debolmente proterogini, tuttavia l'autogamia non è possibile che alla fine della fioritura, ed anche allora non senza eccezione. Poiché il nettare in alcuni casi è completamente nascosto ed in altri lo è solo in parte, i fiori potrebbero essere ascritti alla — 78 — classe AB o alla classe B del Mùller, o occupare un posto inter- medio fra i due gruppi. Durante il tempo cattivo e nella notte i fiori si chiudono al- quanto, ma non cosi completamente come in altre specie. Di giorno emanano un odore acuto ma grato, analogo a quello di Sinapis ar- vensis e di altre Crocifere. Di insetti visitatori, i quali si servono della corolla come po- satoio, Fisch osservò 2 api a breve tromba, raccoglienti polline, un sirfide, un muscide e due specie di coleotteri. G-en, Erucastrum Schimp. et Spenn. Fiori giallastri, di rado bianchi, omogami o debolmente prote- rogini, a nettare liberamente esposto. Nettarli 4, E. ohtusangulum Ucbb. iKirchner^ Beitr., p. 22]. — In esemplari di Zermatt Kirchner trovò il diametro dei fiori, dai petali d'un giallo-oro, di circa 12 mm. Le antere che prima di aprirsi mostrano un punto rosso-cupo ai loro apici, volgono i lati deiscenti verso l'interno, ma sono tutte — quelle dei più corti più ancora delle altre quattro — lontane dallo stimma contemporaneamente svilup- pato, sicché l'autoimpollinazione spontanea, per la posizione verti- cale dei fiori, di regola non avviene. Le antere degli stami lunghi si trovano con le loro estremità inferiori allo stesso livello con lo stimma, quelle degli stami corti sono alquanto più basse. Nel fondo del fiore si trovano quattro nettarli d'un verde cupo; due larghi e piatti, internamente, alla base dei filamenti corti e due strobiliformi, eretti in alto e sporgenti in fuori fra le unghie dei petali, fra le basi delle coppie di stami lunghi {Velenovsky, 1. e). Il nettare, secreto agli apici dei nettarli, potrebbe facilmente es- sere raggiunto dall'esterno, se non fosse più comodo per gì' infletti impadronirsene dall'alto, come fu detto per S. arvensis. Mac Leod nei Pirenei (sub Diplotaxis Erucastrum Gren. et Godr,, p. 117) os- servò quali visitatori dei fiori 6 imenotteri: Psithyrus vestalis Fourcr. +, Andrena cineraria L. $, A. trimmerana K. $, cT, Halictus micans Schmiedek. ?, H. cylindricus F. 5^, H. leucozonius F. $; 6 far- falle: Pieris rapae, P. napi var. Xapeae, Anthocharis Belia Yar. Sim- plonia, A. cardamines^ Xemeoòius Lucina L., Erehia Stygne, nume- rosa; un coleottero: Zonabris {Mylabris) flexuosa Oliv. ; 7 ditteri : Eristalis tenax L., E. arhustorum L., Merodon equestris F., Syrphus excisus Zett., Chrysotoxum festivum L., BombyUus fugax Wied., An- thomyia buccata Fall. E. arabicum Fisch. et Mey., E. Pollichii Schimp. et Spenn. — I nettarli sono quattro ; i car-- — 79 — pidiali hanno forma di cuscinetti poliedrici, ed i placentarii sono cilindrici, eretti ed alquanto acuminati all'estremità. Neil' E. varhim Dur. i carpidiali sono bilobi ed a volte divisi in forma di due piccoli mammelloni (Villani, Malp., XIX). Gen. Brassica L. Fiori gialli, omogami o debolmente proterogini, per lo più riu- niti in grandi infiorescenze, a nettare parzialmente nascosto. Net- tarli quattro, dei quali due alle basi interne dei due filamenti corti e due fra le basi di ciascuna coppia di stami lunghi. B. oleracea L. [Mi'dler, Befr., p. 139; Kmith, Ndfr. Ins., p. 27; Kirchner, FI. v. St., p. 296; Mac Leod^ Bevr., p. 385; Avehiiry, Br. FI. PI. p. 82 J. — Le descrizioni circa i nettarli e le disposizioni fiorali per l'impollinazione date da Knuth, Kirchner e Mac Leod concordano con quella di Miiller. I fiori d'un giallo chiaro, aperti secondo Kerner (1. cit., p. 209- 210) dalle 8-9 am. fino alle 8-9 di sera (settembre), posseggono 4 nettarli disposti nel modo che si è detto. Le gocce nettaree pro- dotte dai due nettarli alla base dei filamenti corti si raccolgono fra l'ovario, lo stame corto analogo e i due stami lunghi limitrofi, ed il nettare degli altri due nettarli si raccoglie al lato esterno e fra la base delle due coppie di stami lunghi, molto avvicinati fra loro, ed ingrossano, secondo Mùller, talvolta fino a venire in con- tatto col sepalo sottostante. I due stami corti, ordinariamente più in basso, qualche volta allo stesso livello con lo stimma, si piegano in fuori, ma il lato coperto di polline è rivolto verso l' interno. I quattro stami lunghi non si allontanano dal centro del fiore, ma compiono un quarto di giro o mezzo giro intorno al loro asse, cosicché il lato delle loro antere coperto di polline è rivolto verso gli stami corti od anche verso l'esterno. GÌ' insetti i quali succhiano il nettare alla base dei filamenti corti provocano nella massima parte dei casi incrociamenti. Man- cando le visite degl' insetti l'autoimpollinazione spontanea accade per la curvatura dell'estremità superiore degli stami lunghi, che determina cosi il contatto delle antere con lo stimma. Secondo Jordan (1886, p. 13) la produzione nettarea ha luogo soltanto da parte dei nettarii situati innanzi agli stami corti, gli altri due invece, linguiformi, non producono affatto. Secondo Knuth {Handb., II, 1, p. 100) il nettare di questi ul- timi nettarii può essere raggiunto dagl'insetti senza il contatto da parte loro con lo stimma, quindi essi nettarii sono utili per l' im- pollinazione, come potrebbe confermare l'osservazione di Jordan. — 80 — Anche Avebury, riferendo come dubbiosa la secrezione nettarea dei due nettarii in parola, e che gì' insetti succiando il nettare ac- cumulato fra le basi degli stami lunghi non rendono alcun servigio alla fecondazione, si domanda se questa non possa essere la ragione della diminuzione o mancanza di secrezione da parte dei detti nettarii. Macchiati {Noterelle^ ecc. 1900) pure riferisce che dei quattro centri melliflui della specie in questione due soltanto sono attivi e gli altri sono in via di abortire, senza emissione di nettare. Villani {3Ialp. XTX) rileva la posizione dei nettarii, ma non accenna alla loro secrezione né totale, né parziale. Dalle esperienze eseguite da Lund e Kjaerskou (1886) l'auto- gamia è coronata da successo, tuttavia i numerosi frutti che se ne ottengono non sono per lo più così ricchi di semi come quelli ot- tenuti dall'incrociamento (cfr. Darwin; Eff. Fec. incr. e pr.). Mùller (1. cit. p. 140; Weit. Beob. II, p. 204) riportai seguenti visitatori dei fiori : Meligeìhes, molto numeroso, che si ciba di pol- line o divora altre parti del fiore, Anthrena fulvescens Sm. $, A. fulvicrus K. $, tutte e due raccoglienti polline, A. nana K. cT, succiante, A. gwinana K. $ succiante e raccogliente polline, A. nigroaenea K. ?, succiante, Apis mellifica L. , a succiar nettare e a raccoglier polline, Halictus cylindncus K. 2-, H. morto F. ?, raccogliente polline e succiante, Osmia rufa L. cT, succiante; Thrips, frequente. Secondo Knuth l'ape tiene il primo posto tra i visitatori dei fiori, ad Helgoland osservò Piens brassicae, Apis-, Anthrena car- òonaria L., e nelle isole al nord della Frisia diversi sirfidi {Belo- philus^ Eristalis^ Syrphus, Rhingia) nonché Bombus terrestris e Me- ligethes. Alfken e Hoppner presso Brema osservarono apidi, e cioè 7 Anthrena, 3 Bombus, 8 Halictus, Komada succinta Pz., Osmia rufa L. e Podaliritcs retusus L. Leege a Juist osservò i due a]3Ìdi : Colletes cunicularis L. ed Osmia maritima Friese cT. Nel giardino botanico di Berlino Loew notò gli apidi : Antho- phora carbonaria L., cT, Anthrena extricata Sm. $, Bombus agro- rum, B. lapidarius e terrester, ed Osmia rufa. Mac Leod nelle Fiandre : 4 Bombus, Psithyrus vestalis ?, Osmia bicornis, 5 Andrena, Halictus sexnotatus K., Nomada succincta Panz, Mijopa buccata L., 3 Eristalis, SyrpJius ribesii L., Platycheirus ma- nicatus Meig., Syritta pipiens, Rhingia rostrata ; Sarcophaga hae- niorrhoa Meig., Anthomyia estiva ; Pieris brassicae, P. Rapae^ An- — 81 — thocharis cardamines ; Anthohium torquatum Mrsh. Schletterer presso Pola : Halictus calceatus Scop. H. fasciatellus Sclick. Cobelli {Verh. Zool. hot. Ges. "VVien 1889) presso Rovereto, su i fiori della var. sabauda osservò 50 apidi dei generi AntJireìia, Anthophora^ Apis, Bombus, Chalicodoma, Chelostoma, Eticera, Hali- ctus, Melecta, Nomada, Osmia, Xylocopa, mentre su la var. Botrylis- asparagoides che fiorisce più tardi osservò soltanto 11 apidi ed in scarso numero d'individui. Macchiati (Oatal.) annota: Ai^e, Halictus morto 'Kirh., Flalictusf^ Osmia, Andrena ed altri apidi. Secondo Bonnier {Ned., p. 59) Bombus ten^estris fora talvolta uno dei sepali gibbosi che raccolgono il nettare. B. mollis Yìs. — Comes (1875) ne vide i fiori visitati continua- mente da Halictus, i quali scendendo attraverso i petali, li divari- cano per andare a succhiare il nettare secreto dalle quattro glan- dolo ipogiue, opposte ai sepali. Avendo egli sottratto alla visita degl'insetti una intera infiorescenza avvolgendola con un velo, vide tutte le silique dei fiori venire a completo sviluppo. Analogamente a quanto Mùller ha descritto per B. oleracea, i quattro stami più lunghi sono rivolti con le antere, introrse, verso lo stimma, e mentre queste deiscono si curvano con l'apice in fuori impollinando con la loro faccia lo stimma, di cui hanno già rag- giunto il livello. B. balearica [Hild., Saftdr.). — Nei fiori largamente aperti, con i sepali orizzontali, i filamenti stanno lontani dall'ovario, cosicché fra le antere e lo stimma rimane una larga via aperta che, anche per gl'insetti non forniti di lunga tromba, rappresenta un facile accesso al nettare. Mediante le visite degl'insetti si verifica tanto l'autoimpollina- zione quanto l'incrociamento. B. campestris L. [Ponzo ; I, 1905] - Il tubo fiorale formato da l'unghie dei petali misura 3-5 mm. I quattro nettarii, piccoli, verdi, sono alla base degli stami. Le api, posate su le lamine orizzontali dei petali, introducono la glossa entro il tubo e col capo urtano le antere e lo stimma che non si sviluppano contemporaneamente. Lund e Kjaerskou (1. cit.) hanno dimostrato che questa specie ha solo buoni effetti con la staurogamia, mentre l'autogamia è af- fatto sterile. Le osservazioni di Ponzo confermano i detti risultati. Poppius ad Esbo in Finlandia osservò i seg. visitatori : Melige- thes brassicae L., Bombus lapidarius L. ? e Arida sem,icinerea AVied. A Jakobstadt constatò numerose visite da parte di un dittero: Dilophus humeralis Zett. Annali di Botanica — Vol. XI. 6 — 82 — Nel Chili secondo Johow (Best. Chilen. Bl. II, p. 36, in nota) è frequentemente visitata da Apis mellifica^ ed in California Fowler (Entomol. News X, 1899, p. 157-162) osservava nei fiori Nomada cimlis Cress., N. melliventris Cress. e N. lepida Cress, B. rapa L. [Kirchner, FI. v. St, p. 298; Schulz, Beitr. I, p. 3; Mac Leod, Bevr. p. 386 ; Knuth, Ndfr. Ins. p. 27J. — I fiori d'un giallo-oro sono debolmente proterogini secondo Kirchner, Mac Leod e Knuth, e nel numero e nella posizione dei nettari! concordano con quelli di B. oleracea. Tuttavia, secondo Kirchner, i nettarli situati alla base interna degli stami più corti si presentano tal- volta ognuno in due gibbosità separate ed hanno una secrezione molto più abbondante di quella degli altri due. Quando i fiori si aprono le antere sono ancora chiuse, e quelle degli stami lunghi sono addossate allo stimma già sviluppato. Pri- ma ancora che i petali si siano completamente espansi le antere deiscono, ed i filamenti compiono un mezzo giro sul loro asse, co- sicché i lati coperti di polline vengono ad esser rivolti all'esterno. Secondo Schulz, che riporta i fiori come omogami, i filamenti com- piono talvolta una torsione di circa 90°. Le antere degli stami corti rimangono con le linee di deiscenza rivolte verso 1' interno, sono di 2-3 7^ mm. più basse dello stimma e servono esclusivamente all'eteroimpollinazione. Gli apici delle altre quattro antere sovrastano soltanto di poco lo stimma, ma più tardi si curvano e verso la fine della fioritura può avvenire l'auto- impollinazione spontanea. Questa è fertile secondo Hildebrand {Geschlecht., p. 70), che esperimentò su esemplari tenuti in camera, e secondo Kirchner, mentre Lund e Kjaerskou (1. cit.) e Focke (cit. da Knuth) la ritengono sterile. L'eteroimpollinazione provocata dalle visite degl'insetti è se- guita da ricca fruttificazione. Knuth, presso Kiel, osservò i seguenti visitatori : Apis mellifica ; Helophilus penduliis L. Si/ritta, Eristalis tenax L., E. nemorum L., Syrphus ; Meligethes. Krieger, presso Lipsia ; Prosopis communis Nyl. Schmiedeknecht in Turingia : Anthrena flessae Pz., A. floricola Ev., A. dorsata K., Osmia bicolor Schrk. 2, 0. rufa L., e cita per Firenze, secondo Piccioli, Anthrena fiorentina Magr. Schenck a Nassau osservava 14 specie di Anthrena, Halictus al- bipes F. e H. interruptus Pz. $, Nomada alternata K., N. succincta Pz., N. xanthosticta K., Osmia bicolor Schrck. A Penne (Teramo) io osservai Apis, Andrena cineraria L., No- mada ruficornis. — 83 — B. Napus L. {Kiì'c/iner, FI. v. St. pp. 298-299: Mac Leod, Bevr. p. 287 ; Kmdh, Ndfr. Ins. p. 28) concorda nel colore dei fiori e nelle loro disposizioni con la specie precedente. I fiori sono però un po' più grandi e l'infiorescenza un po' più lassa. Secondo Kirchner la proteroginia è un po' più pronunciata che nei fiori della specie precedente ; le antere prima della deiscenza mostrano un punto rosso-cupo al loro apice. L'autoimpollinazione quanto l'incrociamento danno ricca produ- zione di semi {Luìid e Kjaeì'skou, 1. cit.). Knuth osservò per questa specie gli stessi visitatori che per la precedente. Mùller (Weit. Beob. II, p. 204) riporta: Empis tesselata F., Andreiìa parvula K. ? e Halictus Smeath- manellus K ?. "Wustnei nell'isola Alsen osservò Anthrena carhonaria quale vi- sitatore dei fiori; Alfken presso Brema (su B. Rapa e B. Napus): i sirfìdi Orthoneura nobilis, Fall., Platycheirus albimanus F., St/rp/ms venustus Mg.; undici specie di Anthrena^ Eriades florisomnis L., sei specie di Halictus, 3 Nomada, Osmia rufa L. ^ cT, Podalirius acer- vorum L. e retusus L. ; Schmiedeknecht in Turingia : Osmia hicolor Schrk. ? (da Knuth, II, 1, p. 102). Mac Leod, nelle Fiandre (su B. Napus e B. Rapa) : Apis, Bom- bus terrestris L. $, Andrena albicans Miill., altre 4 Andrena, Hali- ctus rubicundus Christ. ?, Eristalis tenax, nemorum e pertinaXj Syrphus bifasciatiis F., Bibio hortulanus L., Dilophus vulgaris Meig., Anthomyia aestiva Meig. ; Anthocharis cardamines, una piccola far- falla notturna; Cantharis fusca L. De Vries in Olanda : Anthrena dorsata K. ? . A Stradella (Pavia), a Castel San Giovanni (Piacenza) io ho os- servato : Apis, numerosa, Andrena-sp., Bombus - sp., in appezza- menti coltivati. B. Robertiana Gay var. apenninica, trovata dal prof. Cavara nell'Apennino emiliano su le rupi della Riva di Dardagna, ha fiori in ampi grappoli, di colore giallo-zolfino, con antere astate e terminate da un becco ricurvo. Alla base dei filamenti si trovano quattro glandole nettarifere di cui due, in forma conica, fra le due coppie di stami lunghi, due, reniformi, comprese fra ognuno degli stami brevi ed una coppia dei lunghi. B. nigra Koch. {Kirchner, FI. v. St. p. 299; Mac Leod, Bevr. p, 387; Knuth, Helgol., Ndfr. Ins. p. 149) concorda nella forma e nella posizione dei nettarli con B. oleracea, secondo Kirchner e Mac Leod. — «4 — In esemplari esaminati da Knuth ad Helgoland gli stami lunghi si trovano alla stessa altezza dello stimma, dal quale sono lontani circa un millimetro, perciò coli' inclinarsi dei fiori a cagione del vento, l'autoimpollinazione spontanea può facilmente avvenire per la caduta del polline su lo stimma. Inoltre essi sono rivolti contro gli stami corti i quali sono di 2-3 mm. più bassi dello stimma; perciò essi non possono mai effettuare l'autoimpollinazione ma ser- vono all'incrociamento, provocato dalle visite degl'insetti, che nu- merosi sono attirati dai gialli fiori di questa specie, emananti un odore di cumarina. In Helgoland Knuth non riscontrò differenze nella lunghezza dello stilo, per cui su diversi individui lo stimma si trova ora al- l'altezza dei più corti ed ora degli stami più lunghi, come riferisce Kirchner e come già Todd (Ame?'. Natur. XV, 1889) aveva riferito per esemplari del Nord -America, Gl'insetti visitatori osservati da Knuth nell'isola Helgoland sono muscidi {Calliphora erythrocephala Mg., C. romitoria L., Coelopa frigida Fall., Cynomyia mortuorum L. cT, Fiicellia fucorum Fall., Lucilia cassar L., Scatopliaga stercoraria L.), sirfidi [Eristalis arhu' storum'L.^ E.tenax L., Helophilus trivittatus ¥., Si/ritta pipiens h.), apidi (AnfJirena carbonaria L.) e Pieris hrassicae; Foi'ficula auricu- laria L., molto numerosa. Verhoeff {Nordern. p. 104) a Baltrum osservò Meligethes hrassicae Scop., Phyllopertha horticola L. e Anthomyia - sp. Heinsius in Olanda: Scatophaga stercoraria L., Eristalis arbu- storum L. De Vries nei Paesi Bassi : Bombus subterraneus L. B. fruticulosa Cyr. è indicata come autofertile da Comes (1. e). B. montana DC. è stata esaminata da Mac Leod (Pyren.-bl., p. 115) al Pie d'Ayré ed a Gavarnie nei Pirenei e viene indicata da lui come un fiore lepidotterofilo (?). Le unghie dei petali, gialli, formano un tubo corollino profondo 9-11 mm. Le antere dei quattro stami più lunghi deiscono verso l' interno del fiore, stanno riunite intorno allo stimma che sovra- stano alquanto. Quelle dei due stami corti sono nascoste nel tubo, sono molto più basse dello stimma ed il loro lato coperto di pol- line è pure rivolto verso l'asse del fiore. Due strette aperture ai lati dello stimma conducono al nettare. La tromba d'un insetto, introdotta in una delle dette aperture, rasenterà innanzi tutto lo stimma e forse anche una o due antere degli stami lunghi, e pe- netrando più profondamente nel fiore si strofinerà sul lato coperto di polline di un' antera degli stami corti. Visitando un fiore sue- — 85 — cessivo, il polline del primo viene portato su lo stimma, e si avvera l'incrociamento. E evidente però che mediante gl'insetti l'autoim- pollinazione non è aifatto esclusa. L'autoimpollinazione spontanea è assicurata dal trovarsi fin da principio il lato coperto di polline delle antere degli stami lunghi in contatto con lo stimma. Dei quattro nettarii i due più piccoli stanno alla base dei fila- menti corti ed i due più grandi alla base di quelli lunghi, ma hanno secrezione nettarea soltanto i due primi. Mentre il nettare dei nettarii più piccoli può essere guadagnato soltanto da la tromba d'un insetto che venga introdotta dall'alto nel fiore per le strette aperture accennate, i nettarii maggiori, privi di qualunque secre- zione, possono (come in altre crocifere, ad es. Diplotaxis tenuifolia) essere raggiunti anche dall'esterno, attraverso le fessure esistenti fra i sepali. Corrispondentemente alla struttura fiorale Mac Leod osservò a vi- sitare i fiori di Bì'. montana una farfalla diurna: Anthocharis bella Cr. var. Simplonia Freyer. Gen. Raphanus Tourn. Fiori biancastri, omogami, a nettare parzialmente nascosto. Net- tarii 4. R. Raphanistrum L. (Mùller, Befr. p. 140: Weit. Beob. II, p. 205; Mac Leod, Bevr. p. 390 ; Kirchner, FI. v. St. p. 302 ; Knuth Ndfr. Ins. p. 32, 150; Riigen p. 3; Avehury, Br. FI. PI., p. 90; Ponzo, N. Giorn. Bot. it. XII, 1905, p. 593) concorda nella posizione dei nettarii con Shi. arvensifi, tuttavia a motivo della posizione eretta dei sepali il nettare non è visibile da l'esterno ne accessibile. I petali si presentano bianchi con venature violette, oppure giallo- chiari con venature giallo-cupe. Tutte le antere rivolgono il loro lato deiscente verso lo stimma, quelle degli stami più corti ne rag- giungono l'altezza, quelle dei più lunghi lo sovrastano; l'autoim- pollinazione spontanea è perciò favorita ancor più che in Sinapis, ma è senza successo, come recentemente constatava anche il Ponzo, il quale riporta i fiori come proterogini, mentre proterandri li ha in- dicati Hoffmann (Ref. Ludwig, Bot. Centralbl. 1884, XX, p. 268). Miiller in Vestfalia osservò i seg. visitatori: Apis mellifica L., Bomhus .senili.s Sm., B. muscorum L., Hallctus flavipes F., H, Smeafhmanellu.s K., fra gli apidi; Cephus spinipes, tra i tentredinidi ; RMngia rostrata L, Syrphm rihe-ùi L., Syritta pipiens L. ed un lepidottero: Coenonynipha pamphilus L. Knuth nello Schleswig-Holstein : Apìs mellifica L., Bomhus lapidarius L., B. pratorum L.; Pieris rapae L., P. napi L., Lycaena - s^., Gonio- — 86 — pteryx rhamni L.; Syritta pipiens L., Syìphus-s^., Melanostoma gra- cilis Meig.; Meligethes aeneus L. Nell'isola Riigen lo stesso Knuth : Volucella homhylans L.; Apis mellifica L., Vanessa urtìcae L., Pieris-STp. Alfken presso Brema : Halicfus nitìdiusculus K. ^ . Schletterer presso Pola: Halictus morto F. Scott-EUiot (FI. p. 19) nel Dumfriessliire (Scozia): Apis^ Bomhus, muscidi e Meligethes. Poppius ad Esbo, in Finlandia : Musca atramentaria Meig. e Me- ligethes hrassicae L. R. Landra Mor. ha fiori proterogini. Il nettare è prodotto da quattro glandole verdi, due globiformi situate nel lato interno di due stami corti, le altre due, allungate, piatte, fra le basi dei fi- lamenti lunghi. Le antere sovrastano lo stimma, cosicché negli ul- timi stadi della fioritura l'autoimpollinazione può avvenire per la caduta del polline su lo stimma. I fiori bianchi, portati da piante viventi in società, col polline € col nettare richiamano gl'insetti in gran quantità [Pandiani, 1904). Pandiani (loc. cit. p. 13) riscontrò i seguenti pronubi: Syritta pipiens L., Eristalomyia tenax L. ?, cT, Bo7nbylius-sip.,' raro; Pieris hrassicae L., rara; Apis méllif. var. ligustica Spin., frequente; Bom- hus lapidarius L. raro, Andrena fulvicrus Kirb. ?, frequente. R. sativus L. var. oleiferus DO. \Kirchner, N. Beob, p. 28, FI. v. St. p. 302; MacLeod, Bevr. p. 300]. — I petali sono bianchi con lievi venature verdastre ovvero lilla con vene più scure; il diametro dei fiori espansi misura circa 20 mm., la lunghezza dei sepali, verticali, che lassamente circondano le unghie dei petali è di 9-10 mm. Dei quattro nettarli, due a forma di cuscinetti si trovano sul lato in- terno della base dei due stami corti e due, cilindrici, esternamente, fra le basi delle due coppie di stami lunghi. Solo i due sepali esterni, opposti agli stami corti, sono rigonfi alia base e funzionano da serbatoi nettariferi. Le sei antere deiscono verso l'interno del fiore e si dispongono orizzontalmente senza che i filamenti subiscano alcuna torsione, rimanendo in conseguenza lontane dallo stimma. Le antere degli stami lunghi stanno allo stesso livello dello stimma, ma quelle dei più corti sono più basse di 2-3 mm. e curvate inoltre verso l'esterno. Verso il termine della fioritura le antere superiori vengono a contatto con lo stimma, cosicché in mancanza delle visite degl'in- setti si avvera l'autoimpollinazione spontanea, coronata da successo ma i frutti contengono soltanto una metà di semi sviluppati {Darwin^ Eff. fec. ine. ecc. p. 265). — 87 — Kirchner osservò Apis mellifica, Boinbus - sp., Sirfidi, Pieris e ilfe- ligetkes. Schletterer nel Tirolo: Anthrena gicinana'K. e presso Pola: Aw tkrena carbonaria L., A deceptoria Schmied., A. flavipes Pz., A. nana K., A. tlwracica F., Elicerà cltjpeata Er., E. longicornis L., nalictus calceatus Scop,, H. Malackurus K., Podalirius acervorum L., P. nigrocincfus Lep., P. retusus L. var. meridionalis Per,, Xylocopa violacea L. Dalla Torre osservò nel Tirolo Anthrena gwinana K. ?, MacLeod nelle Fiandre : Eumerus lunulatus Meig., Ascia poda- grica; Lucilia Caesar ; Pieris hrassicae, P. napi, tutti a Melle, in un orto. Nel Cile, presso Santiago, Johow (1. cit. p. 36, in nota) osservò Apis mellifica. Secondo Meelian {Life-Histor. Vili) alcune piante mostrano di- sposizioni per l'autoimpollinazione ed altre per Teteroimpollinazione mediante gì' insetti. Gen. Enarthrocarpus Labili. Fiori bianco-giallastri con venature porporine. Nettarli quattro ; uno tra ciascuno stame breve e l'ovario, uno alla base e tra ciascuna coppia di stami lunghi ( Villani, Malpig. XIX). Gen. Rapistrum Boerh. Fiori gialli, omogami, a nettare parzialmente nascosto. Net- tarii 4. R. rugosum Bergt. {Kirchner, Beitr. p. 24). — In esemplari osser- vati dal Kirchner a Montorge presso Sion il diametro dei fiori mi- surava circa 10 mm., e dei sepali — della stessa lunghezza delle unghie dei petali (5 mm.) — soltanto quelli opposti ai due stami più corti hanno un rigonfiamento sacciforme alla base. Le antere dei quattro stami più lunghi stanno alla stessa altezza dello stimma, e rivolgono (cfr. Hildhr., Saftdr. Orucif.) le superficie aperte late- ralmente, ma sono tutt' intorno coperte di polline e sono cosi vicine allo stimma che l'autoimpollinazione spontanea può avvenire. Dei quattro nettarli, come li descrisse Hildebrand e Velenovsky li rappresentò, due, rigonfi, stanno alla base interna dei due stami corti e producono riccamente, e gli altri, più piccoli, cilindrici, ester- namente, fra le basi delle due coppie di stami lunghi, hanno solo scarsa secrezione nettarea. R. rugosum secondo Hildebrand (1896) è quasi autosterile. Gen. Crambe Tourn. Fiori discretamente grandi, bianchi, lievemente proterogini, a^ nettare parzialmente nascosto. — 88 — Nettarli 4. C. maritima L. [Knuth, Bot. Centlb. M, p. 305-308; Avebury, Br. FI. PI. p. 90]. — I fiori, emananti un odore di miele, dal dia- metro di 12 mm., sono aggruppati in grandi e fitte infiorescenze. I sepali bianco-rosei, eretti, sopportano i petali esjDansi, le cui bianche lamine sono quasi orizzontali. La loro unghia, dapprima verde- giallastra, assume una colorazione rosso-violaceo-chiara. A questo cangiamento di colore vanno soggetti anche i filamenti e lo stilo, mentre le antere sono e rimangono gialle; l'interno d'un fiore giovane, sessualmente maturo, appare perciò verde-giallascro, quello d'un fiore più vecchio si mostra d'un violetto sbiadito. Due nettarli verdi, rotondi, si trovano alla base degli stami lunghi, e due, più piccoli, alla base dei più corti. Secondo Villani {Malp. XIX) 1 nettarli situati alla base e tra gli stami lunghi sono linguiformi, quelli che si trovano tra il filamento corto e l'ovario si presentano come due cuscinetti. I filamenti degli stami lunghi terminano forcuti e le antere sono situate sul prolungamento rivolto contro gli stami corti. Avebury scrive invece che l'antera è situata fra 1 due prolungamenti. Knuth pensa che questa biforcazione dei filamenti possa ser- vire di guida ad un insetto che introduca il capo in un fiore per succiarvi il nettare. I fiori sono debolmente proterogini : già nel boccio lo stimma è sviluppato, mentre le antere sono ancora chiuse. All'antesi, dopo poco tempo, 1 filamenti si stendono, cosicché le antere, sottostanti fino ad ora allo stimma, vengono innalzate e deiscono. Quelle degli stami più lunghi sono un po' più alte dello stimma, le altre allo stesso livello. Gl'insetti che vengono a ricercare il nettare ed il cui corpo — come quello dell' J.^^^ mellifica^ ad es. — è tale da venire contempo- raneamente a contatto con le antere e con lo stimma, efiettuano di regola l'incroclamento, quando introducono soltanto una volta il capo nel fiore. Altri insetti, quasi delle stesse dimensioni, ad es. alcuni slrfidi {Eristalis tenax L., SyrpTius riòesii L.), possono occa- sionalmente effettuare anche l'autoimpollinazione. Alcuni muscidi (ad es. Borhorus - sp. e Phora puUcaria Fall.) nonché Syritta pipiens, tra i slrfidi, sono troppo piccoli per venire a contatto con le antere e con lo stimma e sono perciò visitatori infruttuosi. Finalmente si trovano anche nel fiori Meligethes hrassicae Scop. e, più raramente, M. viridescens F. a divorar polline, nonché larve dei suddetti coleotteri. I primi nella massima parte dei casi effet- tuano l'autoimpollinazione, ma possono anche occasionalmente prò- — 89 — vocare l'incrociamento. In quanto al danno prodotto dalle seconde che non solo si rinvengono nei fiori aperti, ma anche nei bottoni fiorali, divorando stami e pistillo, Knuth pensa che esso è più che compensato dalla parte che essi rappresentano nella fecondazione dei fiori. Nel Dumfriesshire (Scozia) Scott-Elliot (Flora, p. 19) osservò quali visitatori dei fiori due muscidi e Meligethes. C. tafana Wulf. - Secondo Kerner (p. 394) l'autoimpollinazione artificiale, cioè eseguita col proprio polline, è senza successo. C. hispanica secondo Hildebrand (Saftd. d. Cruc.) presenta pure quattro nettarii, due piccoli alla base e sul lato interno di ciascun filamento corto, e due maggiori alla base di ogni coppia di fila- menti lunghi. In C. cordi folmm, invece, i due nettarii alla base dei filamenti corti sono quasi totalmente abortiti. C. pinnatifida R. Br. • Loew nel Giardino botanico di Berlino os- servò a visitare i fiori: Eristalis arhustorum L., Syritta pipienslj., Sìjrplms rihesii L., Apis mellifica L., tutti a succiar nettare. - C. grandiflora DO. — Lo stesso Loew nel Giardino botanico di Ber- lino osservò un sirfide : Melithreptus scriptus L., a succiare. Gen. Morisia Gay. Fiori gialli. Nettarii 4. M. hypogaea Gay, della Sardegna e della Corsica, presenta il geocarpismo, ed i fiori sono casmogami (cfr. Patnpaloni, N. G. Bot. ital. ly, 4, 1897, pp. 424-430). Gen. Barbarea E. Br. Fiori gialli, omogami, a nettare parzialmente nascosto. Nettarii 6, di cui i due alla base degli stami corti, spesso fusi insieme. B. vulgaris R. Br. [MiÀller, Weit. Beob., I, p. 325; Kirchner, N. Beob. p. 23, FI. v. St. p. 288; Mac Leod,Be\r.^.^lQ\ Poppius, Blomb. Jaktt., p. 9 dell'estr. ; Avehury, Br. FI., P. p. 78]. — Circa il numero ed il potere di secrezione delle glandole nettaree in questa specie, Kirchner ha osservato che i dati di Mùller e di Hildebrand [Saftdr. d. Cruci f.) sono in contradizione. Secondo Muller si trovano in generale nei fiori sei nettarii, e cioè uno rispettivamente ai due lati delle basi dei due stami corti, ed uno rispettivamente, un po' più grande, esternamente alla base delle due coppie di stami lun- ghi: tutti i sei nettarii col tempo favorevole producono una goc- ciolina iiicolora. Hildebrand invece ha osservato soltanto quattro nettarii, uno dei quali, gibboso, senza secrezione, rispettivamente alla base delle coppie di stami lunghi, ed uno più piccolo, a forma di cuscinetto, producente nettare, fra la base di ciascun filamento corto e l'ovario. — 90 — Le ricerche di Kirchner su un gran numero di fiori nel Wùr- temberg confermano d'ordinario la descrizione data da Hildebrand. Kirchner trovò che una glandola verde, semicircolare, circonda la base di ciascun filamento corto, dal lato interno, però talvolta questa glandola è interrotta nel suo punto di mezzo e divisa in due, secondo che scriveva Mùller. Inoltre, alla base di ogni paio di stami lunghi ed esternamente, si trova una glandola pure verde, più grande, dentiforme, allungata, che produce una quantità di nettare molto minore di quella secreta dalle glandole situate al piede degli stami corti. In corrispondenza di ciò solo i due sepali esterni, opposti ai due stami corti, sono sacciformi alla base e nella loro cavità si raccoglie il nettare. Villani {Malp. XIX) assegna pure quattro nettarli, ma li de- scrive alquanto diversamente: uno circonda internamente la base di ciascuno stame corto, terminando ai lati di questo con due ri- gonfiamenti di color giallognolo, ed uno grosso, eretto, verde, tu- bercoluto, trovasi alla base e tra ciascuna coppia di stami lunghi. Nei fiori aperti, il cui diametro misura 7-9 mm., gli stami lun- ghi, secondo Mùller, sovrastano lo stimma (secondo Kirchner alla stessa sua altezza) e compiono un quarto di giro dalla parte degli stami corti, i quali sono allo stesso livello dello stimma, a cui ri- volgono i lati delle antere coperti di polline. Col bel tempo i fiori sono largamente espansi e gli stami corti si piegano in fuori, lontani da lo stimma; durando il tempo pio- voso lo ricoprono di polline. GÌ' insetti visitatori provocano di pre- ferenza l'eteroimpollinazione. Mùller osservò i seguenti insetti: Rhingia rostrata Ij.^ Ascia po- dagrica F., Arida incarta AViedem., Anthomyia - sp., Scathophaga merdaria L., Calobata cothurnataV z.^ tra, i ditteri; Meligethes, Phyl- lopertha horficola L , Ceutorhynchus - sp.; Apis mellifica L., osservata, quest'ultima, anche da Knuth {Bìoenib. Bjidr.). Nel Giardino botanico di Berlino da Loew furono notati An- threna extricata Sm. $, Apis mellifica L. !^, Bomhiis lapidarius L. ? ; nelle Fiandre Mac Leod osservò Nomada ruficornis L. ? e> N. bi- fida Thoms. $, Eristalis pertinax Scop., Empis opaca F., e nel Dum- friesshire Scott-Elliot (FI., p. 10) : Ayis^ due apidi a tromba corta, due muscidi, due sirfidi ed una piccola farfalla. Willis e Buj-kill (Pt. IV) per la Gran Brettagna riportano Me- ligethes viridescens F., e Poppius, ad Esbo in Finlandia ove trovò esemplari in preponderanza proterandri, osservò Meligethes bras- sìcae Jj., Balaninus brassicae L. e Tisanotteri. Silen, pure in Finlandia, presso Kexholm, notò: Eristalis ar- 91 — biistorinn L. e/ ?, E.nemorum L. e/", E. intricarius L. elenca ancora: Chrysotoxum bicinctum'Pz.; Anaspis rufilahris Gylh. ; Sapyga clavicornis Sh., Pro- sopis pictipes Nyl. cT; Pr. Signatal^yX cT; Adela ciolella Tr.; Thrips. Schmiedeknecht osservò in ll\ì.r\ng\2i. AntJirena distingtienda^Qhck.; Alfken, presso Brema, Anthrena flavipes Pz. $; Verhoeff nell'isola Baltrum i ditteri : Atnhomyia-siJ., Cynomyia mortuorum L., Syritta pipiens L. Knuth nell'isola Fohr e presso Kiel : Syritta pipiens L.; nel- l'isola Ròm Eristalis-s-p. Nel Tirolo Dalla Torre osservava l'ape Anthrena rosae Pz. ; Schletterer presso Pola osservava gli apidi : Anthrena parvula K., Eucera longicornis L., Halictus malachurus K., e i tentredini : Athalia spinarum F., A. rosae L. var. liberta Klg. Mac Leod nelle Fiandre osservò: J^z.s, 9 imenotteri brevilingui: Andrena albicans Muller. $, A. niimitula K., A. nitida Fourcr. cT, Halictus minutus K. '$, Prosopis hyalinata Smith cT; Odynerus pa- rietam L., Oxyhelus uniglumis L. cT, Dolerus palmatus Kl. cT, Cephus pygmaeus L.; sirfidi, un muscide, un coleottero ed una farfalla. Nei Pirenei lo stesso Mac Leod: Anthomyia tetra Meig. e Antho- charis cardamines. Willis e Burkill (IV) nella Gran Bretagna: Siphona genicidata Deg, e Anto7nyia-s-p. Poppius (1. cit.) a Geta : Scaeva ribesii e Arida pluvialis L. Silén (1. cit.) a Kexholm : Syritta pipiens L., Melithreptus-sp.^ Ascia podagrica F. $, Dinera grisescens Fall. cf. Macchiati (Cat.): Culex pipiens, Chrysotoxum bicinctum, Anaspis frontalis, Prosopis annulata e 2 specie di microlepidotteri. Burkill nell'India: Halictus polyctor B'mgh. $. Goebel (1904) riferisce di aver vista questa specie con fiori ipocleistogami (nel senso di Franceschini) durante una estate calda ed asciutta. Ottenne pure esemplari a fiori ipocleistogami assogget- tandoli a scarsa nutrizione. C. pauciflora K. — Secondo Kirchner (1893) in esemplari del Tirolo meridionale non si osservava alcuna secrezione di nettare. — Ili — In esemplari, invece, coltivati nelle più favorevoli condizioni, ai due lati della base di ciascun filamento corto si osservarono net- tarii d'un verde-cupo, piccoli, con produzione di nettare. C. gracilis^ forma che secondo alcuni è considerata come un ibrido, secondo Ross (Malp., anno V) mostra polline abortito ed ovoli che hanno perduto la facoltà riproduttrice. Gen. Camelina Crantz. Fiori gialli, omogami, a nettare parzialmente nascosto. Nettarli 4. C. sativa Crntz, [Kirchne?', N. Beob., p. 25, Fi. v. St., p. 306; Warnsforf, Rupp. FI., 1905; Knuth^ Ndfr. Ins., p. 29]. — I quattro nettarli sono situati uno per lato di ciascun filamento breve. Il diametro dei fiori raggiunge soltanto 4 mm. Le antere degli stami più lunghi sono al medesimo livello dello stimma e molta vicine ad esso; esse servono perciò all'autoimpollinazione. Le an- tere degli stami corti sono più in basso e curvate verso l'esterno ; servono per l'incrociamento. Warnstorf (sub C. microcarpa Andrz. riporta pure i fiori come omogami ed autogami. Knuth (^Bijdr.) osservò presso Kiel il coleot- tero Meligefhes nei fiori di questa specie. Secondo Savastano (1883), che la include fra le specie apistiche del Napoletano, è frequentata dalle api. Gen. Neslea Desv. Fiori piccoli, gialli, omogami, a nettare parzialmente nascosto. Nettarli 2. N. paniculata Desv. -- Secondo Kirchner (i^^., p. 316) si ha nei fiori un debole accenno di due nettarli in forma di piccoli cusci- netti, su i quali si elevano i filamenti più corti (cfr. Hildebrand, Saftdr. d. Crucif.). Villani {Malp., XIX) ha riscontrato invece quattro nettarli, ora disposti come in Hutchinsia, ora i due situati ai lati di ciascuna stame breve confluiscono tra loro per una sottile striscia nettarifera posta all'esterno di esso stame in modo da far credere trattarsi di due soli nettarli, ciascuno contornante esternamente una porzione del filamento corto, Hildebrand (1. cit.) del resto menziona che sono numerosi i casi in cui i due nettarli si presentano sviluppati, ma sono molto diversi fra loro, concordando solo nel fatto di trovarsi quasi senza eccezione alla base dei filamenti corti. In generale si possono di- stinguere tre casi : i nettarii si trovano sul lato esterno fra il fila- mento ed il calice, oppure intorno alla base dei filamenti, o tra l'ovario e la base del filamento, e perciò al lato interno di questo. Tutte le antere aperte sono rivolte verso lo stimma. — 1L2 — L'autoimpollinazione spontanea è facilmente possibile: secondo Warostorf [Rupp. FI., 1905) le antere sovrastano alquanto lo stimma. Gen. Draba L. Fiori piccoli, bianchi o gialli, omogami o proterogini, a nettare parzialmente o completamente nascosto. D. hirta L. è dell'Europa artica. Nella varietà rupestris Hartm. secondo Warming {Biol. Opt., I) tutte le antere depongono il polline su lo stimma, mentre nella forma lejocarpa Lindbl. la deposizione del polline avviene soltanto da parte degli stami più corti ed anche con difficoltà. "Warming osservò frutti maturi della prima forma presso BLol- stensborg e della seconda presso Godhavn, in G-roenlandia. Ekstam {Novi. Senilja) ne trovò della prima nella Nuova Zembla. Classe fiorale AB. Glinthart {Beitr., p. 16) nel Giardino botanico di Zurigo trovò i fiori di questa specie decisamente proterogini. Il pistillo cresce e sorpassa l'androceo, prima che questo entri in funzione, cosicché l'autoimpollinazione, per lo meno diretta, è impossibile. La lunghezza dei petali misura 4-5 mm. Ai lati della base di ciascun filamento corto si trovano due nettarli. D. horeaUs Bge, secondo Kerner (1. e. p. 333) ha fiori protero- gini. Verso la fine della fioritura le antere degli stami lunghi, me- diante curvature dei filamenti si piegano verso il centro del fiore, ed il polline arriva facilmente per lo stimma. Il polline degli stami corti è destinato all' incrociamento. D. altaica Bge. [GUnthart, Beitr., p. le; nel Giardino botanico di Zarigo]. — I petali sono bianco-lattei ed il diametro della co- rolla misura -1-5 mm. I nettarli, a forma di semicerchio, circondano il lato esterno delle basi dei filamenti corti. Le differenze di tempo nella deiscenza delle antere e di spazio nella posizione delle antere delle due sorta di stami sono molto pronunciate e rimangono invariate fino al termine dell'antesi. Le basi dei filamenti staminali sono ingrossate e determinano quattro tubi per i quali la tromba d'un insetto dev'essere intro- dotta per giungere al nettare (« fiore revolver »), ed il modo di comportarsi degl' insetti che visitano questi fiori corrisponde inte- ramente a questa particolare loro struttura. Si osserva, cioè, sempre che gì' insetti dopo aver cominciato a succiare, ancora per tre volte successive alzano il capo e lo riabbassano per succiare ad ogni volta. La torsione dei quattro stami lunghi non comincia che tardi e cessa quando hanno assunto contro gli stami più corti la posizione già descritta più volte per altre specie. — 113 — Lo stimma e le antere superiori stanno per tutto il tempo della fioritura press'a poco al medesimo livello. Lo stimma è già nel boccio ricoperto di papille e diventa completamente sviluppato ancor prima che avvenga l'apertura della corolla. L'autoimpollina- zione spontanea è possibile per tutta la durata dell'antesi. D. ohlongata Martins, dello Spitzberg, secondo Delpino (1900) è riferibile alle crocifere omogame, miomelittofìle. D. cor/jmbosa R. Br. secondo "Warming (1. cit.) è omogama e ne osservò frutti maturi presso Holstensborg, Egedesminde e Godhavn. Tutte le antere sono rivolte verso l'interno senza subire torsioni, ma gli stami più lunghi si piegano alla sommità più o meno late- ralmente verso i più corti, le cui antere si aprono pure verso lo stimma. D. Wahlenhergii Hartm. — Secondo Muller {AlpenbL, p. 146) i nettarli si trovano a ciascun lato della base dei due filamenti corti. Tutte le antere deiscono verso l' interno e non subiscono alcuna tor- sione. In mancanza della visita degl' insetti avviene regolarmente l'autoimpollinazione. Grli esemplari di Groenlandia concordano con quelli delle Alpi a riguardo dei nettarli e della omogamia, e frutti maturi trovò Warming (1. cit.) presso Godhavn ed Ekstam (1. cit.) nella Nuova Zembla. Anche Lindman {Bot. CentrbL, Bd. XXX, 1887) per la Scandinavia riferisce analogamente. D. frigida Sant. — Omogama. Autoimpollinazione possibile. Muller {Alpenhl.^ p. 147) osservò un muscide: Anthomyia-sip. D. Thomasii Koch. — Muller (Alpenbl. p. 147) osservò i seguenti insetti a visitarne i fiori: Arida serva, Homalomyia canicularis, Ta- china-sp., tra i muscidi ; Cheilosia hercyniae, sirfide, e Formica fusca ed una cimice. D. nivali.s Liljebl. — Anche in questa specie l'autoimpollina- zione, secondo Warming (1. cit.) è inevitabile, trovandosi le antere addossate contro lo stimma. Frutti maturi furono osservati da Warming presso Holstensborg, in Groenlandia. Classe fiorale AB. I fiori sono piccoli e bianchi. D. incana L., pure boreale, non si allontana in sostanza dalle altre specie ; è omogama e autogama. Warming (1. cit.) ne osservò frutti maturi presso Godthaab, Jakobshavn, Holstensborg. D. artica J. Wahl. è pure omogama ed autogama, e Warming ne osservò ])iù volte frutti maturi. Annali di Botanica. — Vol. XI. 8 — 114 — Classe fiorale AB. D. alpina L. secondo Lindman (1, cit.), sul Dovrefjeld, è omogama e le disposizioni fiorali menano all'autoimpollinazione inevitabile. Secondo Ekstam nella Nuova Zembla i fiori bianchi o gialli, senza odore, di questa specie, sono proterogini-omogami, ed alla base degli stami corti si trova per ciascun lato una glandola nettarea. Nel boccio le antere non sono ancora aperte, ma lo stimma, che è alquanto (1 mm.) più alto, è già papilloso. In un fiore aperto le antere e lo stimma stanno allo stesso livello, quelle, talvolta, un po' più in alto. Le antere deiscono all'apice e si curvano nello stesso tempo contro lo stimma o sopra di esso, cosicché l'autoim- pollinazione avviene facilmente. Furono trovati frutti maturi, ma Ekstam non osservò insetti visitatori. Allo Spitzberg i fiori, omogami, emanano un debole profumo. D. crassi folta L. è omogama secondo Warming (1. cit.) che la trovò in ricca fruttificazione nel Lyngmarksfjaeld presso Godhavn, a 1000 piedi di altezza. Tutte le antere stanno quasi alla stessa altezza e vicine al pi- stillo, che è molto corto ed ampio, ed ha un breve stilo il cui stimma è sessualmente maturo nello stesso tempo in cui le antere sono aperte. D.aureaM-.Y Sih\. -I petali gialli formano con leloro unghie erette un tubo, cosicché solo insetti a lunga tromba possono arrivare al net- tare, che probabilmente é prodotto da quattro glandole alla base degli stami più corti. I fiori sono omogami : mediante gli stami più lunghi è assicu- rata l'autoimpollinazione spontanea, mentre gli stami più corti ser- vono all' incrociamento {Warming, Biol. Opt. I.). D. repens Bieb., é stata descritta dal Gùnthart (1. cit.) in esem- plari d'un giardino di Zurigo. II calice giallo è alla base rigonfio e fornito di sparsi peli bian- chi. I petali, lunghi 4-4,5 mm. possiedono una distinta venatura. I nettarii sono situati ai due lati della base di ciascun fila- mento corto, in forma di corpi ovali, carnosi, grandi, con tracce di collegamento fra loro. I fiori sono in principio proterogini. Lo stilo si allunga subito dopo l'apertura del fiore, cosicché lo stimma già maturo viene a trovarsi sopra le antere, prima che queste entrino in funzione. L'autogamia è esclusa. In molti fiori però Giinthart osservò le antere aprirsi quando lo stimma le attraversava, cosicché l'autogamia era immancabile.. — 115 — Sembra {Kerner^ 1. cit. p. 394) che l'autoganiia prodotta artifi- cialmente rimanga senza effettto. D. aizoides L. [Hildebr., Saftdr. Crucif., Mailer^ Alpenbl. p. 145- 146 ; Kerner^ 1. cit. p. 331 ; Gùnthart, Beitr. p. 13 ; Avebury, Br. FI. PI. p. 84 1. - Nei fiori giallo-dorati che poi a poco a poco si fanno bianchicci si hanno due nettarli ai lati di ciascun filamento corto dei quali quelli situati ai lati esterni sono più sviluppati di quelli interni [Hildehr.). Quando il fiore si apre, lo stimma maturo sovra- sta le antere ancora chiuse. Queste si aprono quando i filamenti lunghi sono arrivati allo stesso livello dello stimma. Inclinandosi poscia le antere contro di esso, l'autoimpollinazione spontanea è possibile {Mulle)% Kerner, Avehury). Col tempo soleggiato gli stami si allontanano tanto l'uno da l'altro che il nettare diviene visibile, e gl'insetti visitatori favori- scono l'incrociamento. Col tempo freddo, invece, i fiori rimangono semichiusi, ed il polline degli stami lunghi perviene per virtù pro- pria su lo stimma {Muller). Secoiido Hildebrand dal nettario che circonda la base di ogni stame breve procede un debole prolungamento, all'esterno, verso la coppia opposta di stami lunghi (cfr. Villani. Malp. XIX), che produce scarsa quantità di nettare e sembra per la pianta una for- mazione inutile. Lo stesso Hildebrand riferisce che l'autoimpolli- nazione è impedita. Secondo Gunthart che esaminò questa specie nel giardino bota- nico di Zurigo, lo stilo sovrasta per tutta l'antesi le antere, di modo che, a parte anche la proteroginia, l'autoimpollinazione é esclusa contrariamente alle vedute di Muller. Tuttavia in alcuni fiori egli osservò che per la parziale chiusura della corolla, l'autogamia può avvenire. La proteroginia è poi in questi fiori, il cui diametro raggiunge 8-9 mm., meno pronunciata che in D. aizoon. Nel piano, secondo Hildebrand, i fiori sono frequentemente vi- sitati da Apis mellifica e producono numerosi frutti ; nelle Alpi, Muller (1. cit. p. 147) osservò muscidi [Anthom.yia cinei'ella, A. dis- secta, A. sepia, A. trapezina, -4.-sp., Arida serva, Scaihopliaga vierdaria) e sirfidi {Cheilosia hrachyssoma , Ch. vernalis, Ch. — sp., Chryaogaster Macquartl, Eristalis arhustorum, E. tenax) tra i ditteri: Psodos coracina, Plusia gamìna, Vanessa carditi, Lycaena orhituhis, Syrichtus alveus, Zygaena exulana, Asarta aethiopella, Bofys cespi- talis, Catastia auriciliella, Brachycrossata trìpunctella, tra i Lepidot- teri, e Dasyfes alplgradus tra i coleotteri. D. Majellensis Kern., osservata da Gunthart (1. e.) in un giar- dino di Zurigo, presenta petali gialli, della lunghezza di circa 4 — 116 — mm. Il nettare è prodotto da un anello che circonda la base dei filamenti e si raccoglie nel fondo del calice, più rigonfiato che nella D. aizoides. Quantunque i fiori sieno omogami, l'autoimpollinazione spon- tanea è esch^sa dalla distanza che intercede fra gli organi sessuali. Lo stilo che in principio ha la stessa lunghezza degli stami, cresce poscia rapidamente e sorpassa le antere. Frequentemente Giinthart osservò formiche a rubare il nettare. D. Zalilhruckneri Host. [Kirchner, Beitr. p .26: esemplari di Riffel- berg 23resso Zermatt]. — I fiori sono piccoli, giallo-dorati e protero- gini. Quando il fiore comincia ad aprirsi, lo stimma già sviluppato è incluso ordinariamente nell' ingresso fiorale, più raramente vi stanno le antere ancora chiuse dei quattro stami più lunghi ed al- quanto più basso lo stimma. Più tardi tutte le sei antere si trovano nell'ingresso fiorale al di sopra dello stimma, cosicché è possibile l'autoimpollinazioiie spontanea dopo che le antere si sono aperte. Il nettario è rappresentato da quattro jDiccolissime glandolo, verdi, che si trovano ai due lati della base dei due filamenti corti. D. aizoon Wahlb. secondo Giinthart (1. cit.) presenta fiori gialli, il cui diametro raggiunge 9-10 mm. Un anello carnoso che circonda tutti i filamenti produce nettare copioso che in forma di piccole gocce si raccoglie fra le porzioni basali dei filamenti. Esso è facil- mente accessibile dall'alto e sempre visibile. I fiori esaminati in un giardino di Zurigo erano tutti decisamente proterogini, sporgendo lo stimma papilloso dal fiore ancora in boccio. Per tutta la durata dell'antesi esso sorpassa considerevolmente le an- tere, cosicché l'autoimpollinazione spontanea è esclusa, a prescin- dere anche dalla proteroginia. Le papille stimmatiche appassiscono dopoché le prime antere si sono aperte ; le antere degli stami più corti si aprono sempre più tardi di quelle degli stami lunghi. Gùnthart osservò a visitare questi fiori alcuni ditteri, nonché Apis (tre sole visite in un'ora). D. lasiocarpa Echb. ha fiori proterogini, gialli. Lo stimma, ses- sualmente maturo, sporge già dal boccio. Le antere dei quattro stami lunghi incominciano a coprirsi di polline quando per l'allun- gamento dei filamenti sono pervenute all'altezza dello stimma. L'au- toimpollinazione spontanea succede allora abbastanza frequente- mente per diretto contatto degli organi sessuali. Alla fine dell'antesi i petali non caduchi cangiano di colore e di- ventano bianchi {Gùnthart^ 1. cit., p. 15: esemplari d'un giardino di Zurigo). — 117 — D. olympica Sibth. — 11 diametro della corolla aperta misura 6- 8 mm. Il nettare è prodotto e nascosto nel modo che si dirà e si è detto per Z>. Dedenna e D. altaica. Due sepali sono alla base ri- gonfi e per lo più pieni di nettare. I fiori, gialli, sono omogami: il pistillo è sempre più corto degli stami, anche di quelli più brevi. Le antere superiori si girano ed inclinano in avanti, cosicché vengono a contatto con lo stimma e l'autogamia si rende possibile per la caduta del polline sopra di esso (GuntTiart, 1. cit. p. 15 : esemplari d'un giardino di Zurigo). D. Dedeana Boiss. ha fiori bianchi, omogami, a nettare na- scosto. Questo è prodotto da glandole poste al lato esterno della base di ciascun filamento : quelle dei due filamenti corti si presen- tano maggiori delle altre. Gli stami interni sono della stessa lunghezza del pistillo e poiché le antere mantengono sempre la loro posizione primitiva, l'autoim- pollinazione spontanea avviene facilmente. La corolla ha un diametro di 7-8 mm. (Gùnthart, 1. cit. p. 14- 15 : esemplari d'un giardino di Zurigo). Gen. Erophila DC. Fiori piccoli, bianchi, omogami o debolmente proterogini, a nettare parzialmente nascosto. Nettarli 4. E. verna E. Meyer (= Draba verna L.) [Mailer Befr., p. 135, Weit, Beob. I, p. 327 ; Hildebrand, Gesch. — Verth p. 70 : Kerner^ 1. cit. p. 183, 333 ; Kirchner,^ FI. p. 305 ; Mac Leod, Bevr. p. 391; Knuth, Nfr. Ins. p. 28] — Alla base e ad ogni lato dei due stami più corti si trovano due glandole nettaree verdi, piccole. Le antere, introrse, degli stami più lunghi sono così vicine allo stimma sul quale alla più lieve scossa può arrivare del loro polline, che l'autoimpollinazione spontanea é immancabile Questa, secondo le ricerche di Hildebrand (cfr. anche i?osew, Bot Zeit 1889, p. 605- 608) è coronata da successo. Le antere degli stami più corti si trovano più basse dello stimma e servono quindi all'eteroimpollinazione. Secondo Kerner i fiori sono proterogini, tuttavia le antere dei- scono lo stesso giorno dell'antesi e l'autoimpollinazione spontanea è dovuta al piegarsi degli stami verso il centro del fiore. I petali, se- condo lo stesso Kerner, si accrescono durante la fioritura. Jordan ha distinto delle forme di Erophila a frutto breve — nelle quali i fiori si presentano nel modo che é stato detto — e delle forme a frutto lungo, nelle quali lo stimma sovrasta le antere e la fruttificazione rimane spesso interrotta. Knuth presso Kiel osservò soltanto Apis mellifica a succiar net- ~ 118 — tare e a raccoglier polline da questi fiori. Mùller in Westfalia oltre l'ape^osservò pure due api a breve glossa: Anthrena parvula K. t e HalicUis-sp. ed alcuni muscidi a mangiar polline : Anthomyia-s-p., Hylemyia cinerella Mg., Sarcophaga carnaria L. Alfken (cit. da Knuth: II, 1, p. Ili) jjresso Brema osservò apidi {Anthrena parvula K ? Apis {mellifica L., Bombus terrester L. !?, Halictus calceatus Scop., 5^, H. morio F. ?, H. nitidiusculus K. ?) e muscidi : Musca domestica L. ?. Mac Leod nella Fiandre: Anthomyia radicum L. J e Hylemyia cinerella Meig. Burkill (Spring FI.) su la costa del Yorkshire un dittero brevilingue molto piccolo, e Scott-Elliot (Flora, p. 17) nel Dumfriesshire osservò un coleottero e due ditteri. Meehan presso Filadelfia osservò che Draba verna apre i suoi fiori, col tempo soleggiato, verso le 9 am. e li cMude circa le 2 del pomeriggio ; col cielo annuvolato i suoi fiori rimangono per lo più chiusi {Bot. Jahresh. 1881. 1. p. 618). Anche Ooville (Bot. Gaz. XIV. 1889. p. 263) trovò durante un inverno questa specie con fiori cleistogami. Gen. Schievereckia Andr. Fiori a nettare parzialmente nascosto Nettarli 4. Sch. podolica Andrz. — Ai due lati della base di ogni filamento corto si trova un nettario. Nel primo stadio fiorale la proteroginia impedisce l'autoimpol- linazione, la quale rimane esclusa ancora per un certo tempo dopo la deiscenza delle antere, per essere queste lontane dallo stimma. Ma verso la fine della fioritura gli stami inclinano verso il centro del fiore ed allora segue l'autogamia {Kerner, 1. cit. p. 167,333). In esemplari del giardino botanico di Berlino Loew osservò vi- sitatori; MeUgethes aeneiis F.; Scop.; Anthrena parvula K. ?, Apis mellifica L., Halictus nitidiusculus K. $. In esemplari del giardino Frobel di Zurigo Gùnthart (1. cit. pa- gina 28, sub Alyssum podoUcun Bess.) osservò lo stimma svilup- pato un pò' prima delle 4 antere superiori le quali cominciano ad emettere il polline quando hanno raggiunto la stessa altezza dello stimma ed in alcuni fiori anche un po' prima. Ma allora gli stami crescono ancora di più, cosicché le quattro dette antere passano vi- cino allo stimma. In questo stadio egli non vide avverarsi l'auto- gamia. Verso la fine della sua attività lo stimma per un nuovo al- lungamento dello stilo viene portato allo stesso livello delle sud- dette quattro antere e molto spesso ancora più in alto. E poiché gli stami soltanto di poco si allontanano dalla loro posizione pri- — 119 — mitiva, è possibile in questo momento l'autogamia, che Giintharfc osservò parecchie volte avvenire per l'addossarsi delle quattro an- tere superiori su lo stimma. Gen. Aubretìa Adans. Fiori porporini, di rado bianchi. Aub. purpurea DC. fol. arg. manj. è stata minutamente descritta da Giinthart (1. e. p. 17) su esemplari di un giardino di Zurigo. Il diametro della corolla misura 10 mm., la lunghezza di un petalo è di 9-10 mm. e la profondità del tubo corollino di 8 mm. I sepali, specialmente quelli forniti dei rigonfiamenti, sono bian- chicci d'un verde-chiaro; le lamine dei petali, violette, hanno ve- nature più scure, le unghie sono bianche. II nettario è rappresentato da un anello verde, mediocremente sviluppato, che circonda all'esterno ie basi di tutti i filamenti, ma solo all'esterno e specialmente ai lati degli stami più corti si nota la secrezione nettarea. Il nettare si raccoglie nello sperone dei sepali corrispondenti ovvero in forma sferica tra le basi di uno stame lungo ed uno corto. I filamenti staminali sono muniti di listerelle membranose de- correnti a spira, e poiché sono tutti eretti, e specialmente i quattro più lunghi combaciauti fra loro, questi quattro tubi a spira rap- presentano i soli accessi al nettare. Questa disposizione rende dif- ficile agl'insetti brevilingui di giungere al nettare, mentre a quelli appropriati designa una maniera stabilita nello sfruttamento del nettare. I fiori di questa specie sono perciò accessibili soltanto ad api longilingui ed alle farfalle. II pistillo nella sua crescita va di pari passo con gli stami, cosicché lo stimma si mantiene sempre press'a poco nel mezzo fra l'estremità superiore delle più alte e quella inferiore delle antere più basse. Le papille stimmatiche sono completamente sviluppate quando le antere superiori già da qualche tempo si son ricoperte di polline; i due stadi però hanno la stessa durata. I fiori, perciò, sono dapprima proterandri e più tardi omogami. L'autogamia spontanea é quasi esclusa poiché lo stimma non è atto a ricevere il polline finché le quattro antere superiori non si sieno torte verso le due inferiori, e perchè queste sono abbastanza lontane dallo stimma per venire con esso a contatto. Quando gli stami più lunghi sono già esauriti, le antere inferiori si avvicinano ordinariamente allo stimma ancora un poco ed in qualche caso pos- sono pervenire a contatto con esso. — 120 — Auh.pìirpurea D C. fol. aur. marg., esaminata dal Giinthart (l.c.) a Zurigo, presenta la stessa colorazione dei petali che nella pre- cedente, solo che nel punto dove le lamine passano ad unghia si mostrano verdi. Sono lunghi 17 mm. I nettarli risultano di due glandole ai lati della base di ogni filamento, che quasi si toccano insieme innanzi allo stame, ma non si confondono. I filamenti staminali presentano pure delle espansioni membra- nose a spira, ma in un senso diverso che nella Auhrietia prece- dente. I fiori sono proterogini. Lo stimma si trova in principio note- volmente più basso delle quattro antere superiori, quasi all'altezza delle inferiori. Esso raggiunge le prime quando sono quasi esaurite ma ancora in tempo perchè possa nell'ultimo momento dell'antesi aver luogo l'autogamia. Ma poiché l'allungamento dello stilo avviene spesso cosi tardi che l'autoimpollinazione non può avverarsi, gli stimmi di questi fiori rimangono per lungo tempo vivaci. Fiori lepidotterofili (?). Aub. croatica Schott. — T nettarli sono rappresentati da un sem- plice semicerchio, senza prolungamenti laterali, che circonda la base dei filamenti più corti. I fiori sono proterogini. Siccome i rapporti di lunghezza fra gli organi sessuali non vengono alterati verso la fine dell'antesi da un ulteriore accrescimento dello stilo, l'autogamia spontanea è possibile per la caduta del polline su lo stimma, né è esclusa l'autogamia indiretta (Giinthart, 1. cit p. 19: esemplari d'un giardino di Zurigo). Auò. deltoidea DC. concorda nel colore dei fiori e nella posi- zione dei nettarli con la precedente. I filamenti staminali presentano le dette liste membranose, la- terali, meno pronunciate negli stami minori. Lo stimma non raggiunge mai la lunghezza degli stami e poi- ché i fiori sono decisamente proterogini, l'autogamia é affatto esclusa. Lo stimma è colorato in rosso (Gunthart, 1, cit. p. 20). Auò. Antilihani Boiss. I fiori violetti sono proterogini; lo stimma si eleva molto presto, tanto che al tempo in cui s'impolverano le antere dei quattro stami più lunghi esso le sorpassa di 4 mm., e so- pravanza quelle dei due inferiori di 6-7 mm. Sicché sporge di molto dal fiore e l'autogamia spontanea è esclusa. Ciò che si é detto si riferisce ad esemplari del giardino alpino « Linnaea » di Bourg St. Pierre, esaminati da Giinthart (1. cit. p. 20), mentre in esemplari d'un giardino privato di Zurigo trovò — 121 — la dicogamia ancor più pronunciata, ma lo stilo non sorpassava l'androceo. Lo stimma, con alcune papille tuttora vivaci agli orli, perveniva presso le antere superiori, ma nel maggior numero dei casi le antere erano ancora chiuse e l'autoimpollinazione spontanea aveva luogo affatto raramente. La struttura dei nettarli è analoga a quella di Aub. purpurea DO. fól. aur. marg.^ e le espansioni membranose dei filamenti sono sviluppate come in Auh. croatica Schott. Auh. Coluninae Guss. (Ten.) — I fiori sono d'un violetto più cupo che nella specie precedente, ma si danno anche fiori bianchi, e Gùnthart, (1. e. p. 21) in esemplari del giardino « Linnaea » trovò fiori freschi bianchi e violetti su uno stesso ceppo. Nettarli e liste dei filamenti staminali come in A. delfoides DO. I fiori sono proterogini, e poiché lo stimma è ancora papil- loso quando raggiunge il livello delle antere superiori, l'autogamia sembra inevitabile. Si presentano però delle difierenze a riguardo del grado della dicogamia e della lunghezza reciproca degli stami e del pistillo. In alcuni rari fiori, a motivo della pronunciata dicogamia e del brusco allungamento dello stilo al disopra degli stami, l'autogamia è resa impossibile. In alcuni ceppi Giinthart osservò pure piccoli fiori con stami affatto rudimentali. Loew (cit. da Kìiuth, IT, p. 108) nel Giardino botanico di Ber- lino osservò i fiori di questa specie e della A. spathulata DO. vi- sitati da Apis mellifica. Aub. Leiclitlìni hort. — In esemplari d'un giardino di Zurigo, esa- minati dal Gùnthart (1. cit. p. 21), i petali misuravano 13 mm., in altri di ]>ourg St. Pierre trovò 18 mm. di lunghezza. Anche il co- lore dei fiori era diverso; nei primi si presentavano d'un rosso-car- minio chiaro, biancastro nella faccia esterna dei petali, in quelli di Bourg St. Pierre, del giardino alpino < Linnaea » i petali erano d'un violetto chiaro. I nettarli sono rappresentati da tubercoli ai due lati degli stami brevi, e talvolta alla base dei filamenti più lunghi si trovano ru- dimenti di altri 4 nettarli, che però non hanno alcuna secrezione. T fiori del giardino di Zurigo erano in principio proterogini, verso la fine dell'antesi omogami. I filamenti sorpassavano il gine- ceo per tutta la fioritura. Nei fiori del giardino « Linnaea » il pi- stillo rapidamente allungantesi, portava lo stimma al disopra delle quattro antere superiori, prima ancora che queste si aprissero. Que- sti fiori erano per tutta l'antesi debolmente proterandri. Nelle due — 122 — sorta di esemplari l'autogamia è improbabile; nei primi è tuttavia possibile per la caduta del polline ed in quelle di Bourg St. Pierre per il fatto che spesso lo stilo sopravanza soltanto di poco gli stami. Aub. « Fì'oeheU »•• — Questa varietà esaminata dal Gùnthart (1. e. p. 22) nel giardino del signor Frobel di Zurigo, ha petali di 12 mm. di lunghezza, le cui lamine, a venature ramificate poco distinte, sono d'un bleu violaceo e le unghie bianco-verdastre. I due nettarli circondano a semicerchio i lati esterni della base dei filamenti brevi. La difì['erenza fra gli stami lunghi e corti misura circa una volta e mezzo la lunghezza di un'antera. Poiché stami e pistillo crescono proporzionatamente presto, lo stimma per tutta l'antesi rimane fra le antere superiori e quelle inferiori. I fiori sono cosi decisamente proterogini che l'autogamia è esclusa. Inoltre le antere superiori si torcono quando hanno cominciato ad entrare in attività, finche si rivolgono contro quelle degli stami più corti e si allontanano perciò da lo stimma. Alti), gradlis Sprun. (A, Pinardi Boiss.). — Il calice possiede ta- sche nettaree molto profonde. Esso è d' un verde-giallo ed è rive- stito di lunghi peli, radi, confusi, come, del resto, peli lanosi o to- mentosi si osservano sul calice delle quattro precedenti Aubrietia. Le lamine dei petali, a venature appena visibili, sono d'un lilla- bleu, le unghie bianche. Ai due lati della base dei filamenti corti si trovano nettarii grandi, rotondi, che mandano verso i filamenti più lunghi ed in basso (nei corrispondenti sepali) dei prolungamenti sottili e lunghi, che però non si confondono. I fiori {Gilnthart, 1. cit. p. 22; giardino del signor Frobel di Zu- rigo) sono proterogini. Nel boccio il gineceo è molto più lungo dei filamenti. Le papille dello stimma si sviluppano immediatamente dopo l'apertura della corolla, e più tardi lo stimma viene spinto al di- sopra delle quattro antere superiori, prima che queste deiscano, cosicché l'autogamia é esclusa. A proposito dei nettarii Villani {Malp. XIX) scrive che non mancano casi in cui i due prolungamenti concrescono tra loro, for- mando come un lungo sperone. Secondo Hildebrand {Saftdr. Crucif.) le linee di deiscenza delle antere sono tutte rivolte verso lo stimma, quelle delle antere supe- riori ad esso più vicine, più lontane le altre, cosicché per mezzo delle prime può avvenire l'autoimpollinazione; le farfalle, poi, non mancano di trasferire il polline da un fiore all'altro. — 123 — Gen. Descurainia Webb et Berth. D. deltoides DO. {Gi'mthart, Beitr. p. lG-17; esemplari del Giar- dino botanico di Zurigo). — I petali d'un violetto scuro hanno vena- ture più cupe ed una lunghezza di 20 mm. ; il calice è verde-bian- castro e le tasche del nettare sono molto profonde. Esso viene secreto da due glandolo a semicerchio che circondano all'esterno la base dei filamenti corti, le quali a destra ed a sinistra, cioè contro le basi degli stami maggiori, decorrono in sottili prolungamenti senza però toccarsi. Poiché lo stimma quando deiscono le antere superiori si trova precisamente fra queste e le due inferiori, l'autogamia è possibile per la caduta del polline. Il gineceo, il cui stimma è già maturo, si allunga e quando raggiunge le antere superiori, le papille stimmatiche sono per lo più affatto disseccate ed anche le antere non contengono d'ordinario gran quantità di polline. I fiori di questa specie sono perciò dapprima fortemente prote- rogini e verso la fine dell' antesi lo sono ancora soltanto debol- mente. Gli stami più lunghi che durante la loro funzione si volgono contro i più corti, posseggono sottili espansioni membranose, late- rali, che nel lato interno presentano accenni di una doccia obliqua. Anche le espansioni dei filamenti più corti sono analoghe — ma meno sviluppate — a quelle corrispondenti nel gen. Aubrietia. Gen. Hugueninia Rchb. Hug. tanacetifolia Rchb. è stata esaminata da Briquet {Etud. etc.) nella valle del Gran San Bernardo e nella catena del Monte Bianco, sotto il ghiacciaio di Tré-la-Téte. Il calice e la corolla sono gialli, il diametro della corolla è di 6 mm. e l'appariscenza dei fiori, più che dal colore, è determinata dall'esser raccolti in grappoli compatti. I sepali sono completamente espansi e non si riscontra nessun accenno a tubo; i sepali laterali, un po' carenati, sono durante l'an- tesi raddrizzati contro gli stami corti, alla base dei quali si hanno due nettarli piccolissimi, verdastri, che funzionano almeno nella mattinata, ed il nettare si raccoglie appunto nella carena dei sepali suddetti. Le antere deiscono e volgono orizzontalmente in alto il lato coperto di polline. I fiori omogami, odorosi di miele, sono vi- sitati da mosche, vespe, api e farfalle che di preferenza effettuano l'autoimpollinazione. Kirchner (cit. da Knuth, II, 1, p. 97) riferisce che nel Giardino botanico di Hohenheim tanto i petali che gli stami erano eretti, sicché lo stimma viene coperto dal polline delle 4 antere superiori da cui è circond5,to. — 124 — Secondo Hildebrand (Ber. d. hot. Ges. 1896) la pianta si mostra autosterile nel Giardino botanico di Freiburg. Gen. Stenophragma Celak. Fiori piccoli, bianchi, omogami o debolmente proterogini, a net- tare parzialmente nascosto. Dei sei nettarii alla base dei filamenti hanno secrezione soltanto quelli alla base dei filamenti corti, gli altri quattro sono rudimen- tali {Knuth). St. Thalianum Gel. (= Sisymhrium Thalianmm, Gaud.). [3Iuller, Weit. Beob. II. p. 202-203; Kirchner, FI. p. 294; Mac Leod, Bevr. p. 382; Knuth, Ndfr, Ins. p. 27]. — Il nettare prodotto dai nettarii alla base dei due stami corti si raccoglie nelle tasche dei sepali sottostanti; talvolta manca qualunque secrezione nettarea (Knuth). Nei fiori, omogami, tutte le antere volgono allo stimma il lato coperto di polline: quelle degli stami più corti sono più basse dello stimma ed il loro polline è destinato all'incrociamento per mezzo degl'insetti. Le antere degli stami più lunghi, invece, circondano lo stimma ed efi'ettuano inevitabilmente l'autoimpollinazione. Secondo Kirchner mancano non di rado gli stami corti. Kerner riporta i fiori come proterogini (1. cit. IT, p. 329); e cosi pure VerhoefF (p. 104); 'W a,rnstorf (Etqyj^. FI., 1905) indicando come omogame le piante di Euppin, riferisce che quivi su la medesima pianta s' incontrano fiori ermafroditi e fiori con stami abortiti (gi- nomonecia). Mùller presso Lippstadt osservò quali visitatori dei piccoli fiori inappariscenti: Ceutorhynchus-sp., Anaspis rufilabris Gyll. e Meli- gethes tra i coleotteri; Enqns vernalis Mgn., Ascia podagrica F., Bhingia rostrata L., tra i ditteri, ed Apis mellifica L. Mac Leod nelle Fiandre osservò Aìithomyia aestiva Meig. e Scott- Elliot {FI. p. 12) nel Dumfriesshire un sirfide. Secondo H. Hornig {Eniom. Neivs XIV. 1903. p. 252) i fiori nella Nuova Yersey vengono impollinati dal papilionide Anthocharis ge- nutia Boisd. (= Midea gen. Fabr.), il cui bruco vive nel frutto; nel primo stadio il frutto e il bruco hanno una colorazione molto ana- loga, cosicché quest'ultimo si distingue molto difidcilmente (da Knuth, III, 2, p. 278). Meehan [Life-Hist. X. 1894. p. 59) presso Filadelfia osservò fiori in primavera privi di corolla, o soltanto con 1-3 petali. Gen. Turritis Bill. Fiori omogami a nettare parzialmente nascosto. T. glabra L. [Hildebrand, Saftdr. Cruc; Kirchner, FI. v. St. p. 289J. — Nei fiori bianco-giallastri, poco appariscenti, due glan- — 125 — dole nettarifere si trovano esternamente alla base delle due coppie di stami lunghi, mentre i due stami corti posano sopra un cusci- netto che a destra ed a sinistra manda un prolungamento breve, conico, quasi principio di due nettarii separati {Hild. Kirchner). Non di rado le quattro glandola confluiscono in un anello continuo {Kirchner). Villani {Malp. XIX) scrive che in questa specie due nettarii circondano ciascuno esternamente l'inserzione degli stami brevi, hanno ai lati strisce nettarifere che confluiscono tra loro e presen- tano un ingrossamento tra gli stami lunghi. Le antere deiscono dalla parte interna del fiore; quelle degli stami più lunghi sono vicine allo stimma con la loro estremità in- feriore e quelle dei più corti con l'estremità superiore, cosicché l'au- toimpollinazione spontanea è inevitabile. Gl'insetti, con le loro visite, possono effettuare autoimpollina- zione ed incrociamenti. Warnstorf {Rupp. FI., 1895) indica i fiori come proterogini ; le papille stimmatiche sono già sviluppate nei fiori non ancora com- pletamente aperti, più tardi le antere vengono a trovarsi allo stesso livello dello stimma, rendendo cosi possibile l'autogamia. Knuth (Bijdr.) osservò presso Kiel due sirfidi : Khingia rostrata e Sì/ritta pipiens^ che succiavano nettare. Gen. Arabis L. (1). Fiori piccoli, bianchi o biancastri, di rado rosei, lilla o bleu, per lo più omogami, più di rado proterogini, a nettare parzialmente nascosto. Nettarii 2, 4 o 6 {Knuth, II, 1, p. 86). A. pauciflora Grcke [Schulz, Beitr. II, p. 11]. — Questa specie (= A. hrassiciformis "Wallr., Brassica alpina L.) ha fiori bianchi, omogami. Alla base degli stami corti si trova un cercine anulare quadrangolare o poligonale ; alla base di ciascuna coppia di stami lunghi si trova un tubercolo più piccolo, che ordinariamente manda ai lati un prolungamento verso le basi degli stami corti; del resto la forma dei nettarii è molto variabile e la secrezione è meschina. Lo stimma si trova per lo più a livello con l'estremità inferiore delle antere degli stami lunghi e viene da esse toccato, cosicché l'autoimpollinazione spontanea è inevitabile. Col tempo favorevole per la torsione dei filamenti le antere si volgono verso quelle degli (1) In un recente lavoro del Giinthart {Dibliotli. Botanica, Heft 77) sì ha un ordinamento delle specie di questo genere fondato su i caratteri antobio- logici, del quale avrei tenuto conto se il lavoro suddetto non fosse venuto troppo tardi a mia conoscenza. — 126 — stami corti, ed allora mediante le visite degl'insetti può avverarsi anche l' incrociamento. Nella Turingia Schulz non osservò altri visitatori dei fiori che fìsopodi e Meligethes. A. Turrita L, presenta quattro nettarii, due più grossi in forma di scodelline circondano ognuno la base degli stami brevi e due più piccoli, in forma di linguetta, sono situati uno alla base e tra gli stami lunghi: tutti sono riuniti tra loro da una sottile striscia net- tarifera sinuosa {Villani^ Malp. XIX). Villani {Malp. XYIII) ha osservato che nel primo stadio fiorale questi nettarli, essendo nascosti dal perianzio, hanno la sola fun- zione di attirare gl'insetti per la staurogamia, ma nello stadio post- fiorale, quando incominciano a distaccarsi i pezzi del perianzio e gli stami, essi continuano ad accrescersi ed a produrre miele, atti- rando una enorme quantità di formiche. La specie va dunque annoverata tra le mirmecofile. Mac Leod {Pyren.) nei Pirenei, a Gèdre, vide visitati i bianchi fiori di questa specie da Halictus cylindrìcus F. $. A. hirsuta Scop. [Mùller^ Befr. p. 134; Gùnthart^ Beitr. p. 23]. — Secondo Mùller si hanno due soli nettarli al lato interno della base degli stami corti; Gùnthart, in esemplari del giardino bota- nico di Zurigo, trovò quattro nettarli situati fra le basi di uno stame corto e di uno stame lungo, riuniti fra loro da strisce non nettarifere. Inoltre i due nettarli maggiori mandano dei prolunga- menti ai lati interni degli stami corti che, però, non confluiscono insieme. Ne segue quindi che il tipico anello nettareo che circonda esternamente tutte le basi dei filamenti nelle Crocifero è comple- tamente sviluppato in questa specie insieme con i prolungamenti ai lati interni degli stami più corti. Secondo Villani (1912), le cui osservazioni concordano con quelle di Velenovsky, due nettarli circondano a guisa di cercine l'inser- zione staminale breve, ed ognuno ha due grossi prolungamenti la- terali che si portano all'esterno e sotto ciascun filamento lungo, ove si ingrossano a forma di tubercoli tondeggianti, che spesso si toccano fra loro. Secondo Mùller. i fiori omogami presentavano nella maggior parte dei casi lo stimma più basso degli stami più lunghi, cosic- ché l'autogamia aveva luogo per la caduta del polline; più rara- mente lo stimma si trovava allo stesso livello delle antere superiori e l'autogamia avveniva per contatto immediato. I fiori esaminati da Giinthart erano sensibilmente proterogini e lo stimma si trovava ad un livello un po' più alto su le antere — 127 — superiori. Al termine dell'antesi la torsione dei quattro filamenti lunghi spinge le dette antere fino all'altezza dello stimma. Anche Warnstorf {Rupp. FI., 1895) riporta i fiori come prote- rogini, con lo stimma sovrastante le antere. Mùller osservò a visitare i fiori di questa specie : Ammopliila sàhulosa L., Apis mellifica L., Halictus sexnotatus K. 2. Andrena al- hicrus K. cT, ed un lepidottero: FAiprepia Jacobaeae L. Nel Dumfriesshire Scott-Elliot {FI. p. 12) osservò un empide, due muscidi e due sirfidi. A. sagittata DC. ha piccoli fiori bianchi, a nettare parzialmente nascosto, che Mac Leod {Pyren. p. 119) nei Pirenei, a Gavarnie (1600 m.ì, vide visitati da un lepidottero: Adela-^^.? Secondo Villani (1912) i nettarli sono in numero di quattro, due circondano l'inserzione staminale breve a cercine aperto tra il filamento e l'ovario, e due grossi, interi o trilobi, di colore verde- scuro sono situati alla base esterna di ciascuna coppia di filamenti lunghi. Tutti e quattro i nettarli sono sempre collegati da grosse strisce nettarifere. Ma queste forme, secondo le osservazioni del Villani, possono ancora variare, ed altre ancora ne ha riscontrate e disegnate Ve- lenovsky. Nell'^. hirsuta (L.) Scop. var. glastifolia Rchb. si hanno pure quattro nettarli, dei quali due circondano ognuno la base del corto filamento ad anello completo all'esterno, ed aperto fra lo stame e l'ovario, e due grossi, arcuati, con la convessità rivolta in alto, sono posti ciascuno alla base esterna delle due coppie di filamenti lunghi. Tutti e quattro sono sempre riuniti tra loro da grosse stri- sce nettarifere {Villani^ 1912). A. collina Ten. — Secondo Comes (1875), quando l'androceo è in completo sviluppo le antere si piegano invertendo la loro posizione; parrebbe quindi che questa specie rifugga assolutamente dalle nozze consanguinee. Gli apici, però, delle antere, ricurvi verso l'interno del fiore, sono diretti contro lo stimma e ne raggiungono l'altezza, mentre al tempo della sfioritura, i lembi dei petali raddrizzandosi ed accartocciandosi in ciascun fiore, vengono a determinare il con- tatto fra le antere e gli stimmi. Tale contatto dura più di un giorno, finche i petali, disarticolandosi, cadono e lasciano svilup- pare la siliqua. L'impollinazione omoclina avviene facilmente. A. alpe.Htris Schleich. [Gilnthart, Beitr. p.23: esemplari del giar- dino Fròbel di Zurigo). — Il calice ha tasche nettarifere sviluppate come in A. hirsuta. La corolla è bianca. Al lato interiio delle basi dei filamenti corti si trovano due nettarli più piccoli e tra le basi - 128 — dei filamenti più lunghi stanno altri due nettarli maggiori. Le quat- tro antere superiori subiscono torsione. I fiori sono fortemente proterogini. Al principio dell'antesi lo stilo è più corto dei filamenti, ma si allunga bruscamente e lo stimma viene a passare le quattro antere superiori quando queste sono ancora chiuse. Ordinariamente lo stimma perisce quando le antere sono già in funzione, ma spesso anche quando esse comin- ciano ad entrare in attività. Miìller (1. cit. p. 145) nelle Alpi osservò i seguenti visitatori: Apis w,ellifica ; Anthocharis cardamines cT, Sijrichthus malvae; Cheilosla JJÌgra, Platycheirus tarsatus, Anthomyia humerella^ Spilogaster-sip.? A. serpìjUifolia Vili. b. nivalis Guss, — Secondo Villani (1912) i nettarli circondano ad anello incompleto la base dei filamenti brevi. Sono aperti da uno stretto solco tra i filamenti e l'ovario, ed inferiormente presentano un solco più largo, tra cui talvolta è facile distinguere uno o due piccoli nettarli tubercoliformi. Late- ralmente l'anello nettarifero ha sottili strisce che all'estremità si trasformano in due grossi nettarli, i quali spesso concrescono tra loro alla base esterna dei filamenti lunghi. A. muralis Bert. presenta in generale due nettarli; ognuno cir- condante ad anello completo la base dello stame corto è distinta- mente solcato all'esterno, e tra il filamento e l'ovario si prolunga in un lobo più o meno acuminato. Ai lati di ciascun nettario par- tono delle strisce nettarifere che terminano in due grossi e ton- deggianti nettarli, ognuno situato alla base esterna di ciascun fila- mento lungo. Talvolta le strisce nettarifere sono concresciute tra loro, e nelle parti mediane presentano due solchi, uno superiore ed uno inferiore. A. Holhoellii Hornem. — Warming {Biol. Opt. I) trovò i fiori omogami. In principio le antere degli stami lunghi sovrastano lo stimma, ma più tardi questo viene con esse a contatto in seguito all'allungamento del pistillo. A. cehennensis DO.. — In questa specie, secondo Villani (1912) si osservano due nettarli laterali ognuno, a guisa di cercine com- pleto, circondante la base del filamento breve. Essi sono lievemente solcati tra il filamento e l'ovario, ed all'esterno sono forniti di un largo solco ad arco, nel quale è annidato un piccolo nettario ton- deggiante. Ai lati si notano delle appendici che terminano in grossi nettarli tondeggianti alla base esterna di ciascun filamento lungo. A. alhida Stev. [Gi'mthart, Beitr. p. 26]. — Il nettare viene se- creto alla base dei filamenti corti e si raccoglie in gran quantità — 129 — negli speroni molto pronunciati dei sepali opposti ai detti fila- menti. I filamenti lunghi si torcono, come in A. alpina, finché le loro antere sono rivolte verso quelle dei filamenti più corti, formandosi cosi due tubi, rivestiti di polline, che conducono al nettare. Que- sti tubi sono un po' più larghi che in A. alpina, poiché i fiori sono anche un po' più grandi. Lo stimma giace nel tubo corollino al disotto delle quattro an- tere superiori, che solo verso il termine dell'antesi raggiunge, e si feconda col loro polline. L'autogamia per la caduta del polline e l'autoimpollinazione indiretta sono possibili anche prima della fine dell'antesi. I due filamenti più corti non raggiungono lo stimma quando le loro antere cominciano a coprirsi di polline; essi rimangono ai lati e servono all'allogamia. Loew (cit. da Knuth, II, 1, p. 89) nel giardino botanico di Ber- lino osservò Coccinella septempunctata; Cheilosia-si^., Eristalis ae- neus Scop.: Anthrena parvula K. e/ $, Apis mellifica L. ?, Bombiis hortorum L. ^, B. lapidarius L. $. Osmia rufa L. cT; Vanessa ur- ticae L. Hildebrand [Saftdr. Crucif.) menzionava che alla base degli stami appaiati si trova un rudimento piccolissimo, verdastro, di un nettario. Secondo Villani (1912) i nettarii degli stami brevi hanno la stessa forma che si osserva in A. alpina, invece quelli posti ester- namente ed alla base dei filamenti lunghi sono linguiformi, gra- datamente restringentisi in alto ove terminano in punta attenuata: in basso si allargano e dai lati partono delle sottili bandellette nettarifere che quasi sempre si collegano con i prolungamenti la- terali dei nettarii dei filamenti brevi. A. Belliardieri DO. f. rosea. — [Giinthart, Beitr. pp. 26-271. — La corolla espansa presenta un diametro di 9-12 mm. Un anello a ricca secrezione nettarea circonda la base di cia- scun filamento corto, e nessuna glandola nettarea trovò Gunthart fra i filamenti lunghi. Lo stimma é maturo ancor prima che i fiori si aprano ed in questo stadio sopravanza le antere ancora chiuse. In seguito ven- gono a trovarsi più alte, ma non raggiungono mai il livello dello stimma ed incominciano poscia a ricoprirsi di polline, volgendo le facce interne contro gli stami più corti, come in A. albida Stev. Questa torsione continua insieme ad un nuovo allungamento dei filamenti e ad un rovesciamento delle antere in dietro ed in alto, Annali di Botanica. — Vol. XI. 9 — i;-30 — cosicché nell'ultimo momento dell'attività funzionale del gineceo è possibile l'autogamia spontanea. Prima però che i filamenti ab- biano eseguita questa torsione di circa 180°, non è possibile natu- ralmente alcuna autoimpollinazione. A. alpina L. [Sprengel, p. 333; Axell, p. 19; Mùller, Alp. pa- gine 14:3-144, Schulz^ Beitr. II, pp. 11-12; Warming^ Biol. Opt. I, pp. 10-11-12 dell'estr. ; Lindman^ Bidrag etc. p. 45; Ekstam, Nov. Semlja, p. 139; Gunthart, Beitr., p. 25]. — Secondo Mùller al lato esterno della base di ciascun filamento corto si trova un nettario a due punte che produce nettare in abbondanza che si raccoglie nella cavità dei sepali sottostanti. Inoltre si trovano due piccoli nettarli esternamente fra le basi di ciascuna coppia di stami lun- ghi, e perciò sopra i dae sepali superiori molto meno rigonfiati alla loro base. In questi nettarli Mùller non constatò secrezione. La posizione degli stami è tale da favorire ora con prevalenza l'incrociamento ed ora l'autoimpollinazione spontanea. Gli stami più lunghi col lato coperto di polline si rivolgono ora verso gli adiacenti più corti, cosicché un insetto — che vuol raggiungere il nettare si- tuato alla base di questi stami più corti — non può a meno di rasentare le antere e sporcarsi di polline, ora rivolgono il lato co- perto di polline allo stimma, sul quale ne lasciano facilmente ca- dere, specialmente col tempo sfavorevole, essendo allora meno in- clinati verso l'esterno. I fiori sono omogami. Nelle Alpi osservò visitatori due ditteri : Rhamphomyia anthra- cina ? e Spilogaster-sip. Anche Schulz, le cui osservazioni si riferiscono ad esemplari di Val di Flemme e Val di Fassa nel Tirolo meridionale, trovò fiori omogami, ad autoimpollinazione quasi inevitabile, poiché le antere degli stami lunghi solo col tempo soleggiato si allontanano da lo stimma, mentre gli sono vicine o addossate col tempo cat- tivo e durante la notte. In quanto alla forma dei nettarli egli trovò che la base degli stami corti era circondata da un anello quadrangolare, che solo produceva nettare, mentre un tubercolo più piccolo, poco spor- gente, qualche volta appena visibile, si trovava nel punto di mezzo innanzi alla base di ciascuna coppia di stami lunghi. Questi tubercoli sembrano scomparsi nei fiori di altre regioni : Sprengel (p. 333) ed Axell (p. 19) assegnano infatti a questa specie soltanto due nettarli. A visitare questi fiori nelle località indicate Schulz osservò al- cuni ditteri ed un paio di piccole farfalle diurne. — 131 — Warming in Groenlandia e Lindman nelle Alpi scandinave ri- scontrarono pure fiori omogami, ad autoimpollinazione spontanea possibile od inevitabile, analoghi agli esemplari alpini esaminati da Mùller. Ekstam nella Nuova Zembla trovò i fiori di questa specie, dal diametro di G-12 mm., proterogini-omogami, lievemente odorosi. Ordinariamente vi ha luogo l'autoimpollinazione spontanea per il contatto immediato dello stimma globoso con l'orlo superiore delle antere, che deiscono quando il fiore si apre e si trovano alla stessa altezza o un po' più alte dello stimma. Glandolo nettaree con ricca secrezione si trovano alla base degli stami corti, ed altre più piccole alla base degli altri stami. Ekstam osservò frutti maturi, ma non insetti visitatori dei fiori. Gunthart, in esemplari di Zurigo, riscontrava il nettare prodotto da un anello alla base degli stami corti, che si raccoglieva ordina- riamente in goccioline fra i singoli filamenti e più di rado nelle tasche dei sepali, debolmente sviluppate. I fiori, il cui diametro raggiungeva circa 8 mm., con la lamina dei petali bianca, senza venature, lunga 5-6 mm., erano protero- giiii nel boccio, o lievemente proterogini-omogami. Le papille stimmatiche si sviluppano molto spesso nel fiore ancora chiuso, mentre gli stami non hanno ancora raggiunto la definitiva lunghezza al di là del pistillo. Dopo l'apertura della corolla gli stami si allungano, sorpassano con le antere ancora chiuse lo stimma sessualmente maturo ed incominciano allora a coprirsi di polline. Le papille dello stimma rimangono ancora vivaci finché le antere sono in funzione. Già nel boccio ò inco- minciata la torsione dei quattro stami più lunghi, la quale con- tinua finché le quattro dette antere abbiano rivolto contro gli adiacenti stami più corti le loro facce interne coperte di polline. E poiché i nettarli sono maggiormente sviluppati sul lato esterno dei filamenti corti, gl'insetti per introdurre la loro tromba si ser- vono di queste due vie — affatto ricoperte di polline — originate dall'inclinazione di due stami più lunghi con l'altro più corto. In alcuni esemplari le antere si sviluppano più presto e deiscono prima ancora che, per l'allungamento dei filamenti, vengano portate oltre lo stimma. Neppure in questo caso é possibile l'autoimpollinazione, poiché la detta torsione degli stami lunghi li allontana dallo stimma. Nell'India Burkill (n. 6) osservò i fiori di A. alpina visitati da Rhingia angusticincta Brunetti. Secondo Villani (1905j 1'^. alpina presenta quattro nettarli, uno inserito alla base di ciascun filamento breve, ed uno all'esterno ed — 132 — alla base di ciascuna coppia di stami lunghi. Tale disposizione nei nettarli riscontrava il Villani nei fiori di piante coltivate nell'Orto botanico di Parma, ma in esemplari raccolti su la cima di Monte Miletto (Campobasso; m. 2050 s. m.) notava che se la posizione dei nettarli è la stessa di quella che si riscontra nelle piante coltivate, la forma ne è alquanto diversa. Negli esemplari coltivati il nettario degli stami brevi circonda quasi del tutto la base del filamento, lasciando una piccola aper- tura tra questo e l'ovario ; spesso ha due corte appendici laterali che terminano in due rigonfiamenti tondeggianti, ciascuno al disotto ed esternamente all'inserzione di ogni filamento lungo, e si continua in basso in uno sperone che si annida nella gibbosità del rispettivo sepalo. Il nettario, invece, posto esternamente alla base di ciascuna coppia di filamenti lunghi è di forma conica, un po' acuminato alla estremità ed allargato alla base. Negli esemplari di Monte Miletto i nettarli degli stami brevi mancano delle appendici laterali, e quelli situati alla base esterna e tra ciascuna coppia di stami lunghi sono sempre molto ingros- sati, ottusi all'apice e alquanto arcuati (N. G. Bot. ital., N. S., XIX, n. 2, 1912). A. procurrens W. et K. [Gùnthart, Beitr., p. 23; esemplari del Giardino botanico di Zurigo]. — I petali bianchi hanno una lun- ghezza di 9 mm. Degli otto nettarli, quattro più grandi e quattro più piccoli, situati nel medesimo modo che in A. hirsuta^ hanno secre- zione soltanto i più piccoli. Tutti i nettarli sono uniti fra loro, tutt'al più fra i minori l'anello è talvolta interrotto. Né mancano i pro- lungamenti verso i lati interni dei filamenti più corti. Secondo Villani (1912) i nettarli sono conformati come nell'4, serpyllifolia b. nivalis. I laterali sono più o meno aperti all'interno, tra la base cioè del filamento corto e l'ovario, esternamente sono solcati od aperti, e con uno o più nettarli tubercoliformi interposti. I nettarli laterali di questa specie, disegnati da Velenovsky (tav. III, fig. 21 e 26) si presentano appena solcati nella parte esterna. Tutti i filamenti portano espansioni membranose, e le quattro antere superiori si torcono finche si sono collocate di fronte. Le papille stimmatiche si sviluppano già nel boccio. Durante tutta l'antesi lo stilo sovrasta gli stami per la metà circa della sua lunghezza, cosicché per la proteroginia e per la posizione dello stimma l'autogamia è esclusa. A. bellidi folia Jacq. [Muller, Alp., p. 144-145; Gilnthart, 'Beitr. , p. 24-25]. — Secondo Miiller un cercine carnoso circonda la base all'esterno di ciascun filamento corto e produce nettare. Questo ri- — 133 — mane in principio sotto forma di due goccioline a destra ed a si- nistra sul cercine, ma poi si raccoglie nell'angolo fra la base del filamento e la base lievemente rigonfia del sepalo sottostante. Inoltre al lato esterno della base di ciascuno stame lungo si trova un pic- colo tubercolo carnoso, verde, senza alcuna secrezione nettarea. * Secondo Villani (1905) si rinvengono sei nettarii, uno circon- dante la base di ciascun filamento breve in forma di anello verde e quattro, linguiformi, uno alla base di ciascuno stame lungo. Cosi pure li riscontrava Velenovsky ( Villani, 1912). I bianchi fiori, del diametro di circa 8 mm., sono proterogini, con stimma lungamente vivace. Quando il fiore si apre, la larga capocchia stimmatica, che corona l'ovario sopra un breve stilo, è già papillosa e sessualmente matura, mentre le antere — di cui quelle degli stami lunghi raggiungono o di poco sorpassano lo stimma — sono tutte chiuse. Se il tempo è cattivo, si aprono le antere verso l'interno ed i fiori rimangono semichiusi, cosicché il polline degli stami lunghi viene a contatto con lo stimma ed ha luogo l'autoimpollinazione spontanea. Col tempo soleggiato, invece, sepali e petali si espandono com- pletamente, le antere si scostano quanto è possibile da lo stimma, di guisa che il polline non giunge da se a contatto con il medesimo. Nel corso della fioritura il pistillo s'allunga e sopra vauza anche gli stami più lunghi. Gli stami più corti rimangono col lato deiscente rivolti verso lo stimma; le antere degli stami più lunghi rispettivamente adia- centi rivolgono iu alto il lato coperto di polline, cosicché viene fa- cilmente toccato dalla testa o dalla tromba d'un insetto in cerca del nettare. Come visitatore Miiller notò soltanto Eristalis tenax L. Negli esemplari esaminati da Giinthart a Zurigo e a Bourg St- Pierre si notavano lievi diffesenze circa i nettarii. Egli trovò i fiori omogami o debolmente proterogini. In quelli di Bourg-St. -Pierre il pistillo é in principio più corto degli stami. Ma quando lo stimma è presso ad appassire, esso per l'allungamento dello stilo si trova spinto fino all'altezza delle an- tere superiori, dalle quali è coperto di polline. Lo stimma sopra v_ vive all'androceo solo per poco tempo. Nei fiori esaminati a Zurigo, il pistillo fornito appena delle prime papille stimmatiche oltrepas- sava le quattro antere superiori, ancora chiuse, cosicché l'autoim- pollinazione non poteva mai avverarsi. Ma verso la fine dell'antesi si allungavano di nuovo i filamenti, cosicché in numerosi fiori era — 134 — possibile ancora un contatto fra gli organi sessuali, che spesso però non conduceva all'autogamia, poiché lo stimma per lo più era ap- passito, ma poteva però accadere nei pochi fiori in cui per il mancato incrociamento lo stimma rimaneva vivace ancora per lungo tempo. Si ha quindi una pianta, conclude Gùnthart, che con mezzi affatto diversi raggiunge lo stesso scopo : l'autogamia al termine dell'antesi. A. coerulea Haenke [Kerner^ 1. e, II, p. 184, 329, 381 ; Kirchne?-, Beitr., p. 20; Schulz, Beitr. II, p. 13; Giinthart, Beit., p. 24]. — I pe- tali che in principio hanno una colorazione azzurra, impallidiscono più tardi e si addossano ai giovani frutti che hanno preso intanto un colore violetto. I fiori si presentano omogami o debolmente proterogini. Sul lato esterno della base degli stami corti e della base di ciascuna coppia di stami lunghi si trovano dei nettarli semilunari, spesso molto in- significanti, ma solo quelli alla base degli stami corti producono nettare. Gùnthart, nei fiori esaminati a Zurigo, non riscontrò mai nettare, neppure trattando i fiori con i reattivi di Fehling e di Nylander. Secondo Schulz e Kirchner l'autoimpollinazione spontanea è ine- vitabile giacché le antere degli stami lunghi, che si trovano allo stesso livello dello stimma, quando il tempo è cattivo e durante la notte si addossano ad esso ; non di rado anche le antere degli stami più corti raggiungono lo stimma. Gùnthart trovò invece una differenza considerevole nella lun- ghezza delle antere delle due sorta di stami, e quelle degli stami corti, che spesso si rovesciano in dietro, sono abbastanza lontane da lo stimma, col quale non vengono mai a contatto. Esse servono esclusivamente all'incrociamonto per mezzo degl' insetti, special- mente ditteri, che, malgrado la mancanza di nettare, visitano tut- tavia questi fiori. Anche Schulz, presso Franzenshòhe osservò alcuni ditteri a vi- sitare i fiori di questa specie. Secondo Kerner (p. 381) l'autogamia si verifica immancabilmente in quei fiori (pseudocleistogami) che per la persistenza del tempo cattivo rimangono chiusi. A. pumila Jacq. — I bianchi fiori di questa specie, esaminati da Schulz {Beitr. ^ II, p. 12-13) nel Tirolo, sono proterogini. Alla base dei filamenti corti ed esternamente si trova un net- tario semilunare che li circonda, con due prolungamenti laterali più sviluppati. Innanzi alla base delle coppie di stami si trovano due tubercoli più grossi o più lunghi. Con probabilità soltanto le glandole dei filamenti corti producono nettare. - 136 - I -] Lo stimma, di regola, è già sviluppato nel boccio e sporge fra i petali prima ancora che il fiore si apra. Al tempo dell'antesi lo stilo sopravanza quasi sempre le antere: di circa 1 mm. quelle degli stami lunghi e di 2-3 mm, circa quelle dei filamenti più corti. Solo in casi eccezionali le prime raggiun- gono lo stimma ; sicché l'autoimpollinazione spontanea è completa- mente esclusa. I filamenti degli stami lunghi o non subiscono alcuna torsione, sicché le antere rimangono sempre introrse, oppure la torsione é così meschina che, come in A. alpina^ le facce coperte di polline delle antere si volgono obliquamente contro lo stilo o contro le antere degli stami corti. Nei dintorni di Franzenshòhe Schulz riscontrò questa specie anche ginomonoica. Quantunque egli avesse avuto occasione di osservare questa spe- cie col tempo cattivo, tuttavia notò a visitarne i fiori tre piccoli ditteri. A. arenosa Scop. — Di questa specie, dai petali bianchi o rosei, Muller (Weit. Beob. I. p. 326) riporta i seguenti visitatori osservati da Buddeberg presso Nassau : Andrena cineraria L. ?, A. parvula K. ?, A. cingulata F. ? cT, A. alhicans K. $, A. nigroaenea K. ?, Halictus leucopus K* 2, H. tetrazonius Kl. ?, H. flavipes K. $, H. cilindricus K. 5^, ed un lepidottero: Thecla rubi L. Tutti questi insetti succiavano nettare o raccoglievano polline. Bail {B. Centrbl. IX) nella Prussia occidentale osservò special- mente sirfidi {Eristalis intricarius L., Melanostoma mellina L., Me- Uthreptus scriptus L.) e muscidi {Lucilia-sip., Antko'myia-sp.); inoltre imenotteri (Apis, Anthrena nana K., Dolerus vestigiaUs Klug.), far- falle {Pieris napi L., Thecla rubi L. Nemeobius lucina L., Euclidia glyphica L.), una cimice (Eurydema oleraceum) ed un coleottero [Athous subfuscus Muli.). Secondo Villani {Malp. XIX) due nettarli a linguetta sono alla base e tra gli stami lunghi, e due, trifidi, circondano quasi intera- mente lo stame breve. In un lavoro recentissimo (1912) egli descrive altre forme di net- tarli. Ed abbastanza vario appare lo sviluppo dei nettarli in questa Crocifera come é facile rilevare dalle descrizioni o figure di Sprengel (p. 331), di Velenovsky (Tav.Il, fig. 8), di Kirchner [MitteiL I. 1900). Questo ultimo autore nei dintorni di Urach trovò i fiori debol- mente proterogini, e visitati da una gran quantità di Meligethei^^ che all'occasione possono provocare l'impollinazione ma riescono sopra tutto dannosi divorando le parti fiorali. — 136 — A. petraea Ija,m.. secondo Ekstam, nella Nuova Zembla, ha fiori bianchi omogami, con un odore sensibile di mandorla. Un nettario più grande si trova alla base ed esternamente fra gli stami più lunghi, ed un nettario più piccolo si osserva alla base, esternamente e per ogni lato, dei filamenti più corti. Sembra che il nettare sia prodotto da queste ultime glandole. L'autoimpollinazione spontanea è facilmente possibile, giacché per l'accrescimento dello stilo lo stimma viene portato allo stesso livello delle antere degli stami lunghi. Più tardi crescono anche gli stami più bassi e le loro antere raggiungono pure lo stimma e le an- tere degli stami più lunghi. Ekstam riscontrò frutti maturi e vide visitati i fiori da un dittero di media grandezza. "Warming a Trangisvaag nelle Faròer trovò pure fiori omogami, nei quali l'autoimpollinazione può avvenire solo difficilmente, stando le antere sotto lo stimma. Osservò pure dei fiori nei quali lo stilo era portato molto presto oltre il fiore, e lo stimma perciò al disopra delle antere. Il diametro fiorale era di 6-8 mm. A. deltoides DC. — Loew nel giardino botanico di Berlino ne vide i fiori visitati da Osmia rufa (cit. da KnutJi, II, 1, p. 89). A. caucasica Willd. — Burkill (Feri, of Spring FI.) nella costa del Yorkshire osservò frequentemente a visitare i fiori di questa spe- cie Eristalis pertinax Scop. Willis e Burkill (IV) nella Gran Bretta- gna osservarono : Vanessa urticae L.; Apis mellifica L., Bomhus ter- restris L., B. lapponicus F., Lucilia cornicina F., Pollenia rudis F., Anthomyia sulciventris Ztt., J.MM.-sp., Scotophaga-s-p. A. bryoides Boiss. — In un giardino di Zurigo Giinthart {Beitr. p. 27) trovò i fiori omogami. A. suecica Fr. — Silén presso Kexholm, in Finlandia, osservò i seguenti insetti visitatori : Andrena alhicrus K. o, Halictus rubicun- dus Chr. $, Cheilosia pulchripes Loew ?, Antliomya aestwa Mg. cT ?, numerosa, Chortophyla-sip.j Tephritis-sp., Tachina truncata Gyllenh., Hesperia malvae L. A. Thaliana L. secondo Hildebrand {Saftdr. Crucìf.), come già Kurr e Sprengel indicavano, manca completamente di nettarli. Xei fiori sono sviluppati soltanto i quattro stami lunghi e le loro an- tere con le facce coperte di polline sono direttamente appressate allo stimma cosicché l'autoimpollinazione ha luogo ed é inevitabile. Villani (1900) invece nei fiori da lui esaminati, bianchi e pic- colissimi, trovò due nettarli inseriti al posto dei due stami più corti, che parimenti non riscontrò mai in tutti gl'individui di questa specie da lui studiati. Linneo ascrisse quattro nettarli al gen. Arahis (Gen. 882). — 137 — Nel suo recentissimo lavoro, Villani (1912) assegna sei nettarli alla specie in questione. Due in forma di piccole scodelle, o di tu- bercoli, circondano ognuno la base esterna del filamento breve, e quattro, tubercoliformi, sono inseriti uno alla base esterna di ciascun filamento lungo. Talvolta i sei nettarli sono collegati tra loro da sot- tilissime bandellette nettarifere. Negli esemplari forniti di quattro stami i nettarli, occupanti il posto del filamento breve, hanno forma di scodella, sono più svi- luppati del solito, interi o leggermente solcati all'esterno, e riu- niti ai quattro nettarli, tubercoliformi, per mezzo di corte striscia nettarifere. Quando i nettarli sono quattro, essi si presentano in questa specie in una maniera caratteristica. Due, a forma di scodella, sono inseriti alla base di ciascun filamento breve, e degli altri due, tu- bercoliformi, uno si trova alla base ed all'esterno di un filamento lungo e l'altro alla base ed all'esterno di un filamento lungo della coppia opposta. È notevole il fatto che se uno di questi due net- tarli è inserito alla base del filamento lungo di sinistra, l'altro si trova alla base del filamento lungo di destra della coppia degli stami opposti. Gen. Greggia A. Gray. L'apparato nettarifero è rappresentato da un disco anulare che circonda i filamenti e si presenta con parecchi lobi ( Villani, Malp. 1900). Gen. Erysimum L. Fiori gialli omogami o proterogini, a nettare parzialmente na- scosto. Nettarli due o quattro {Knuth^ II, 1, p. 98). Secondo Villani [Malp. XIX) i nettarli in questo genere sono ordinariamente quattro, uno ad anello od a semicerchio aperto al- l' infuori, che contorna la base di ciascun filamento breve, ed uno, tubercoliforme, semplice, bilobo, trilobo, bipartito, tripartito od anche con più lobi o più divisioni tra ciascuna coppia degli stami lunghi che, il più delle volte, vengono anche in parte circondati lateralmente. E. crepkUfoUum Rchb. {Schulz, Beitr. II, p. 14) ha fiori d'un giallo lucente, appariscenti. Appena il fiore si apre lo stimma ma- turo sovrasta le antere degli stami lunghi di circa 3 mm.; i fila- menti si allungano più tardi, cosicché le antere raggiungono lo stimma. Solo in questo ultimo stadio esse cominciano a coprirsi di polline. In principio è solo possibile l'incrociamento, dopo può avvenire anche l'impollinazione, specialmente col tempo cattivo e durante la notte, trovandosi le antere appressate allo stimma. — 138 — La base degli stami corti è circondata da uu cercine nettari- fero quadrangolare o poligonale, ed innanzi alle basi di ciascuna coppia di stami lunghi si hanno tre processi nettarei obliquamente rivolti in alto, il mediano dei quali si trova precisamente innanzi allo spazio esistente fra i due filamenti. I fiori di questa specie sono visitati frequentemente da lepidot- teri, imenotteri, ditteri e numerosi Meligethes. E. ochroleucum DG. [Gùnthart^ Beitr. p. 27]. — I petali sono di un giallo pallido e risultano di un'unghia sottile, lunga, bianca e di una lamina rotondeggiante più corta. I nettarli sono rappresentati da anelli alla base dei filamenti corti. La differenza di lunghezza nelle due sorta di stami raggiunge al termine dell'antesi quasi la lunghezza di un'antera. Nel boccio questa differenza non si nota, ma lo stimma, decisamente bilobo e più tardi colorato in giallo, mostra già la sua superficie com- pletamento sviluppata e sessualmente matura. In questo stadio esso sopravanza considerevolmente l'androceo. Più tardi, quando l' androceo entra in funzione, lo stimma si trova ad Vs'Vi ^i lunghezza d'un'antera al disopra delle quattro antere più alte. La proteroginia, quindi, è molto pronunciata; tuttavia l'auto- gamia viene effettuata regolarmente quando lo stimma nell'ultimo raomento della sua attività viene di nuovo spinto fino a livello delle dette antere. Le antere degli stami più corti servono esclusivamente all'incro- ciamento. E. helveticiim DO, secondo Mùller {Alpenhl. p. 150) ha fiori omogami. Dei quattro nettarli, i due alla base esterna dei filamenti corti sono in funzione ed il nettare si raccoglie nell'angolo formato da essi con l'ovario, mentre gli altri due sul lato esterno della base degli stami lunghi sono atrofizzati. Nelle Alpi egli osservò i seguenti insetti visitatori : Strangalia melanura^ Meligethes^ Oedemera virescens ; muscidi indeterminati; Erehia medusa, Pieris hrassicae, Vanessa cardui, Pararge Mera cT. E. ^umilum Gaud. [Gi'mthart, Beitr. p. p. 27]. II nettare è secreto da due tubercoli caratteristicamente attor- cigliati, posti internamente e lateralmente alle basi degli stami corti e da tre nettarli molto più piccoli situati alla base degli stami lunghi. I filamenti lunghi si torcono verso la fine dell'antesi finche le loro antere si mettano di fronte. — 139 — Già nel boccio lo stilo porta una grossa capocchia stimmatica che si ricopre di papille subito dopo l'apertura del fiore. Le antere in questo stadio si trovano nel tubo corollino, in basso, lungo circa 13 mm. Ma i loro filamenti si allungano presto, si addossano allo stimma ancora vivace e si effettua l'autoimpollinazione. Le antere degli stami più corti offrono il polline per Tal- logamia. E. odoratimi Ehrh. secondo Kerner [ì. e, p. 194) ha fiori odo- ranti di miele. E. Iiieracifolium L. y lanceolatum (R. Br.). — Non di rado si os- serva che il nettario inserito alla base degli stami lunghi si pre- senta sdoppiato; in tal caso i nettarli divengono sei, insieme con quelli che circondano la base interna dei filamenti corti {Villani^ Malp., XIX). E. viì-gatum Roth. secondo Bonnier {Ned. p. 59) è visitato da Apis mellifica sia direttamente, dall' ingresso fiorale, sia dall'esterno. Essa opera in quest'ultimo modo quando il nettare è abbondante, poiché esso esce allora tra i sepali in forma di quattro grosse goc- cioline e può essere preso abbondantemente da gl'insetti. Fiori giallo-zolfini. E. aureiim Bieb. secondo Comes {Ult. St. 1879) è autofertile. E. orientale B. Br. — Nel Giardino botanico di Kiel Knuth (Her- bsth.) ne vide visitati i fiori da sirfidi {Eristalis, Platycheirus^ Sijritta pipiens L., Syrphus halteatus Deg.) e da Pieris napi L. E. cheiranthoides li. [Mi/Mer, Weit Beob. II, pp. 203— 204; Kir- chner, FI., p. 295; Mac Leod, Bevr., p. 380; Avehiiry, Br. FI. PI., p. 82]. — Nei fiori giallo-dorati si trovano quattro nettarli, due ru- dimentali all'esterno e fra le basi delle coppie di stami lunghi, e due in funzione al lato interno delle basi di ciascun filamento breve. Il nettare prodotto da questi ultimi nettarli riempie da ogni parte lo spazio tra la base degli stami corti, di quelli lunghi adiacenti e l'ovario. Tutte le antere rivolgono verso il centro del fiore il lato coperto di polline, gli stami più corti si piegano in fuori e rendono cosi libero l'accesso al nettare per gì' insetti visitatori che effettuano per lo più r incrociamento. Le antere degli stami lunghi circon- dano lo stimma ed assicurano l'autoimpollinazione spontanea nel caso di mancato incrociamento. Buddeberg a Nassau osservò a visitare i fiori l'ape brevilingue Pa- nurgns calcaratm Scop.; Loew {Beitr., p. 30) nella Slesia osservò Va- nessa urticae e Mac Leod nelle Fiandre: Andrena propinqua Schenck, Eristalis tenac L., Anthomyia aestiva Meig. — 140 — Poppius ad Esbo in Finlandia ossero Hylaeus anmilatus K. e tisanotteri. Gen. Cheiranthus L. Fiori appariscenti, odorosi, omogami, a nettare quasi na- scosto. C. CTieiri L. [Hildebr., Saftdr. Cruc; Kirchneì' FI . p. 285 ; J,2;e- Tjiirij^ Br. FI. PI. p. 77]. — I fiori gialli presentano due nettarii, situati alla base degli stami brevi, che mandano a destra ed a sinistra due prolungamenti, il cai nettare viene raccolto nelle tasche dei sepali. Le antere hanno deiscenza introrsa e chiudono la bocca del fiore; quelle più alte sono a contatto dello stimma con l'estremità inferiore, quelle più basse con l'estremità superiore. L'autoimpollinazione spontanea è perciò inevitabile, mentre gli insetti visitatori effettuano anche l' incrociamento, toccando con gli opposti lati della tromba lo stimma e le antere. Come visitatori di esemplari coltivati Knuth (Weit. Beob. p. 231) riporta Apis mellifica e Rhingia; Muller (Weit. Beob. I, p. 324) Apis mellifica e AntJiophora pilipes F. $; Schenck a Nassau An- threna flessae Pz.; Burkill {Sjjr. FI.) nel Yorkshire Bomhus terre- ster L.; Schletterer nel Tirolo Anthrena alhicrus K. ? cT, e presso Pola: Anthrena albojJimctata'Rossì zz: funebrisl'z., A. caì-ionaria L., A. flavipes Pz , A. morto Bruii., A. schlettereri Friese, Bomhus ar- gillaceus Scop., Eucera longicornis L., Halictus calceatus Scop., H. levigatus K. ?, H. moria F., H. scahiosae Rossi, H. villosulus -K., Podalirius acervorum L., P. crinipes Sm., P. nigrocinctus Lep., P. retusus L. v. meridionalis Per., Xylocopa violacea L. e gì' icneumo- nidi Bassus laetatorius F. e Homoporus tarsatorius Pz. A Casalmaggiore (1906) su esemplari coltivati (a fiori bianchi e a fiori porporini): Pieris hrassicae, ed in una varietà a fiori gialli: Xylocopa violacea (Scotti). Ch. mutahilis e Ch. maritimus presentano fiori versicolori {Dei- pino, Ult. Oss. II, 2, p. 28). Gen. Alyssum L. Fiori abbastanza piccoli, gialli, omogami o proterogini, a net- tare parzialmente nascosto. Nettarii per lo più quattro; talvolta anche fiori senza nettare. A. calycinum L. [KircTiner, FI. pp. 303-304:; Kerner, 1. e. pa- gine 184, 333, 334; Avehury, FI. PI. p. 84]. — I fiori d'un giallo- dorato diventano bianchicci verso la fine dell'antesi, e sono privi di nettare. Il diametro fiorale misura soltanto 1 ' ,-2 mm. I sepali e le unghie dei petali stanno eretti e stretti. Tutte le antere deiscono verso l'interno del fiore e rimangono — 141 — in tale posizione; quelle degli stami corti sono alla stessa altezza dello stimma che sorpassano invece quelle degli stami lunghi. L'autoimpollinazione spontanea è quindi inevitabile (Kirchnerì. Secondo Kerner i fiori sono debolmente proterogini, e per mezzo delle visite degl'insetti può aver luogo l' incrociamento; se questi mancano, verso la fine della fioritura si avvera l'autogamia curvan- doci gli starai contro lo stimma. Knuth {Bijdr.) presso Kiel osservò: Si/ritta pipiens Jj. a. snccìsire nei fiori; Miiller (Weif. Beoh. I, p. 327) in Turingia un conopide: Myopa testacea L. pure a succiare. A. salatile L. [Giinthart, Beitr. p. 30]. — In fiori esaminati in un giardino di Zurigo i nettarli rappresentavano due docce intorno alla base dei filamenti corti, debolmente sviluppate nel lato in- terno di essi filamenti o anche affatto scomparse, molto prominenti invece all'esterno, ai due lati della base dei filamenti. Nei fiori esaminati nel giardino alpino di Bourg-St.-Pierre il nettario anu- lare è interrotto anche esternamente alla base dei filamenti, sicché si presentano quattro nettarli, situati ai due lati dei filamenti corti. I fiori di Zurigo si presentarono debolmente proterogini, spesso anche omogami, ma alla fine dell'antesi sempre omogami. I filamenti cessano di crescere quando le antere cominciano a coprirsi di polline. II pistillo, dapprima corto, spinge innanzi lo stimma già ma- turo alle quattro antere superiori quando queste già sono in fun- zione, cosicché l'autogamia spontanea non è esclusa. Questa è pos» sibile anche più tardi, giacché lo stimma sovrasta le dette antere in una misura insignificante. Nel giardino alpino di Bourg-St.-Pierre i fiori erano omogami o debolmente proterandri. Già nel boccio il pistillo porta una ca- pocchia stimmatica bene sviluppata, che però per lungo tempo an- cora non è sessualmente matura. Le antere superiori, nel boccio, non sopravanzano ancora il pi- stillo, ma quando incomincia l'antesi si allungano rapidamente, sor- passandolo. Verso la fine della fioritura il pistillo raggiunge di nuovo la lunghezza dell'androceo. Sicché in questi fiori l'autoimpollinazione non interviene che alla fine della fioritura, ma con maggior sicu- rezza che negli esemplari del giardino di Zurigo. A. alpestre L. — I fiori — esaminati da Kirchner {Beitr. p. 25) a Gelbe Wand presso Zermatt — sono d'un giallo d'oro, odorano di miele, presentano un diametro di 3-4 mm. e sono omogami. Le antere dei quattro stami più lunghi stanno allo stesso livello dello — 142 — stimma, a circa 1 mm. sopra la bocca del fiore; quelle degli stami corti si trovano nell' ingresso fiorale. I lati aperti delle antere rimangono rivolti verso l'interno, ma sono cosi lontani dallo stimma, che l'autogamia spontanea non può dirsi in ogni caso assicurata. Ai due lati della base dei due stami brevi si trovano quattro nettarli, verdi e piccoli, a secrezione piuttosto abbondante. A. argenteum [Hildehr. Saftdr. Crucif.]. — I fiori presentano quat^ tro nettarli, situati a destra ed a sinistra della base di ciascun fi- lamento corto. Le antere superiori volgono verso lo stimma i lati coperti di pol- line, ma trovandosi quanto più è possibile da esso lontane a mo* tivo dei filamenti curvati indietro, l' incrociamento è favorito prima dell'autoimpollinazione. A. Wulfenianum Boiss. [Gunthart, Beitr. pp.31-32]. — Le osserva- zioni si riferiscono ad esemplari d'un giardino di Zurigo. Nei fiori si hanno due paia di nettarli situati lateralmente alle basi dei filamenti più corti e molto sviluppati. I fiori sono debolmente proterogini, ma lo stimma sopravvive all'androceo. II pistillo non giunge mai al livello delle antere e poiché, inol- tre, i filamenti lunghi si torcono, nel modo detto più volte, allon- tanandosi da lo stimma, l'autogamia spontanea è esclusa. A. montanum L. {Kerner^ 1. e. pp. 178, 194; Schulz, Beitr. II, p. 15]. — I fiori, abbastanta piccoli, emanano odor di miele; le antere degli stami più lunghi stanno per lo più alla stessa altezza dello stimma, contemporaneamente sviluppato. I filamenti che nelle gior- nate calde sono alquanto divaricati, nella notte o durante il tempo cattivo si addossano allo stimma, cosicché l'autoimpollinazione spon- tanea è inevitabile. I nettarli sono quattro, due nell'angolo fra la base degli stami corti e delle due paia di stami lunghi, e due innanzi alla base di ciascuna coppia di stami lunghi (1). L'appariscenza dei fiori in questa specie viene accresciuta, se- condo Kerner (p. 178) dall'ulteriore sviluppo dei petali. Schulz come visitatori dei fiori osservava ditteri; M.iiì\er (Weit. Beob. I, p. 327) nel suo giardino notava: Syritta pipiens L., Eri- stalis sepulcralìs L., AntJiomyiasp., Lucìlia cornicina, Dasytes fìa- (1) Secondo Fritsch {Biol. TJnters.) l'esposizione di Schulz è poco chiara, giacché essendo quattro gli angoli fra i punti d'inserzione degli stami corti e di quelli più lunghi, i nettarli dovrebbero essere otto. — 143 — vipes F. Cerceris variahilis Schrk,. Prosopis, sp. ^, Halictus niti- diusculus K. $, Xomacla ruficornis L. Friese in Ungheria osservava la rara Anthrena tscheki Mor. = nigrifrons Smith; Ducke presso Trieste: Anthrena tscheki Mor. $, e A. {Biareolina) negletta Dours cT. Questa specie è stata pure estesamente descritta da Gùntharfc {Beitr. pp. 28-30), le cui osservazioni si riferiscono ad esemplari del Giardino botanico e del giardino Frobel di Zurigo, e del giar- dino alpino « Linnaea » di Bourg-St.-Pierre. Dopo aver detto dei quattro nettarli, bene sviluppati, che si trovano negli angoli fra la base degli stami lunghi e di quelli corti si diffonde lungamente sul polimorfismo che presentano le espan- sioni membranose dei filamenti, le quali non possono altrimenti considerarsi ohe come mezzi per la formazione di tubi atti a gui- dare la tromba degl'insetti visitatori fino al nettare. Rispetto alla dicogamia i fiori da lui esaminati si presentano omogami, o debolmente proterogini, oppure fortemente proterogini. A. transsilvanicum Schur. [Fritsch. Biol, Unters.]. — I fiori di un giallo vivace riescono molto appariscenti nel loro insieme. I petali si allungano durante la fioritura, come — secondo Kerner — si verifica in A. montanum, Wulfenianum e « cuneatum ». (Pro- babilmente si tratta — nota Fritsch — di A. cuneifolium Ten.). La bocca del fiore è molto angusta, e proprio innanzi ad essa si trovano le antere e lo stimma. Poiché i fiori sono omogami, cosi — data la posizione degli organi sessuali — l'autogamia è fa- cilmente possibile, se pure la pianta non è autosterile. A destra ed a sinistra di ciascun filamento corto si trova un nettario, verde. Presso Peggau Fritsch trovò nei fiori di questa specie numerosi piccoli coleotteri: Ceuthorhynchidiiis floralis Payk., Meligethes ae- neus F., M. siihaeneus Strm. e M. viduatus. Strm., oltre a picco- lissimi formicidi. A. haUmifoliiim DO. — I nettarli sono curvati un po' in giù, quasi ad uncino, stretti, gialli ( Villani^ Malp , XIX). Gen. Clypeola L. Due nettarli sono situati ai lati di ciascun filamento corto ( Vil- lani^ Malp. XIX). C. messanensis secondo Kerner (1. cit. p. 333) è proterogina e l'autogamia, verso il termine della fioritura avviene nel modo che è detto per Lohularia nummularia. Gen. Lobularia Desv. L. maritima ha fiori che emanano un forte odore di miele {Ace- hury^ p. 84), molto visitati dalle api (Hildebr.). — 144 — Hildebraud (1896) trovò questa specie antosterile nel Giardino botanico di Freiburg. Secondo Oaspar}', come riporta Hildebrand {Saftdr. d. Cruci f.) i fiori presentano otto nettarii. L. numnmlaria secondo Kerner (1. cit. p. 333) è proterogina, tut- tavia verso la fine della fioritura gli stami movendosi verso il centro del fiore, rendono possibile l'autogamia, giacche il polline degli stami lunghi perviene su lo stimma. Gen. Berteroa DO. Fiori bianchi, omogami, a nettare parzialmente nascosto. Net- tarii 4. B. incana DO. {z:^ Alyssum incanum L.) [Schulz, Beitr. I. p. 4; Kirchner, FI. p. 304 ; Mac Leod, Bevr. p. 391 : Warnstorf^ Rupp. FI., 1895]. — I nettarii sono quattro; due per lato di ciascun filamento corto (Schulz); al lato di ciascuno stame più corto sta un dente che va ad addossarsi contro l'ovario, che a sua volta'con i suoi spigoli affi- lati aderisce ai quattro stami più Innghì {Kirchner, Mac Leod). In questo modo si forma uno speciale accesso ad ogni nettario. Le antere dei quattro stami lunghi subiscono una torsione di 90° volgendosi contro gli stami corti, le cui antere si trovano alla stessa altezza dello stimma, mentre le altre sono alquanto più in alto. L'autoimpollinazione è quindi possibile. AVarnstorf trovava i fiori proterogini ; lo stimma era già svi- luppato nei fiori semichiusi e gli stami più lunghi in questo frat- tempo ancora molto più corti dello stilo e con le antere chiuse ; quando avviene l'espansione dei petali i filamenti si allungano e sovrastano un po' lo stimma, facilitando cosi l'autogamia. Knuth {Herbstb., Bijdr.) come visitatori dei fiori osservò presso Kiel Eristalis arbustorum L., E. nemorum L., Rhingia rostrata L., Sì/ritta pipiens L., Syrphus ribesii L. e Vanessa io L. ; Warnstorf, presso Ruppin : Apis-?'^., ed Alfken, presso Brema : Halictus bre- vicornis Schck. $ . Gen. Fibigia Med. Fiori gialli o porporini. F. lunarioides Willd. e F. eriocarpa DO. — I quattro netta- rii si trovano a due a due alla base ed ai lati di ciascuno stame breve in forma di protuberanze poliedriche irregolari ; più spesso ogni nettario presenta tre lobi, due dei quali, quasi formando un semicerchio, circondano una parte del filamento corto ed il terzo lobo è posto alla base dello stame lungo adiacente {Villani^ Malp. XIX). — 145 - Gen. Vesicaria Lam. Fiori gialli a nettare parzialmente nascosto. V. arctica R. Br. — Warming [Biol. Opt. I.) riferisce soltanto di 'questa specie di averla trovata con frutti a 2100 m. di altezza. V. utriculata L. — Secondo Briquet {Etudes^ etc.) che 1' ha osser- vata nel Basso Vallese, su le rocce intorno alla cascata di Pisse- vache, i suoi fiori gialli del diametro di 1,5 cm., attirano da lungi l'attenzione e sono visitati da imenotteri e lepidotteri. Anche llil- debrand {Saftd. d. Cruc.) dice di questi fiori che sono adattati ad insetti a lunga tromba. A destra ed a sinistra degli stami laterali (più corti) ed alla loro base si trovano due nettarii in forma di mammelloni ver- dastri ; si hanno quindi in tutto quattro nettarii. Le antere e la sommità del pistillo occupano l'ingresso del fiore, ostruendolo completamente. I due lobi stimmatici sorpassano alquanto le antere quando queste si aprono per emettere il loro polline, e durante l'antesi questa differenza di livello aumenta sempre più. Cosicché mancando le visite degP insetti, l'autoimpollinazione non è, di regola, possibile. Ma quando gl'insetti visitano il fiore, la disposizione accennata può provocare tanto l'incrociamento che l'autoimpollinazione. Talvolta i due stami esterni hanno la stessa lunghezza dei quattro interni. I fiori esaminati da Kirchner (Bot. Centralbl. Bd. 69, p. 20) erano lievemente proterogini, privi di odore, ed il loro diametro raggiungeva 15-22 mm. V. grandiflora Hook. — I quattro nettarii situati uno alla base e tra ciascun filamento corto ed il lungo adiacente, sono semilunari e, non congiungendosi mai tra loro, circondano come un disco in- torno intorno gli stami; la base degli stami è, inoltre, tetragonale ed ingrossata e perciò i nettarii si sono adattati ad essa {Villani^ Malp. XIX). Gen. Braya Sternb. et Hoppe. Fiori gialli o bianchi a nettare parzialmente nascosto. B. alpina Sternb. secondo Kerner (p. 329) è proterogina e l'au- togamia avviene in seguito all'allungamento che subiscono gli stami. Nel medesimo modo poi che in Malcolmia, due gruppi di setole erette, dure ed aguzze, esistenti su l'ovario indicano agl'insetti la via per andare al nettare, su la quale essi devono necessariamente urtare col succiatolo e col capo le antere coperte di polline (1. cit. p. 244). Annali di Botanica. — Voi.. XI. 10 — 146 — Secondo Ekstam nella Nuova Zembla i fiori, del diametro di 5-8 mm. e senza odore, bianchi o violetti, sono omogami o debol- mente proterogini-omogami. Nel boccio le antere e lo stimma stanno alla stessa altezza e non sono ancora completamente sviluppati. la un fiore non com- pletamente aperto le cose stanno egualmente, ma lo stimma è al- quanto papilloso, lucente. Poi cresce lo stilo e le antere nei fiori totalmente aperti raggiungono lo stimma soltanto con la loro estre- mità superiore, dove comincia l'emissione del polline. L'autoimpol- linazione è quindi possibile. Ekstam non osservò insetti a visitare i fiori e non riscontrò frutti pienamente maturi. B. glabella. Kich., dello Spitzberg, secondo Delpino (1900) è ri- feribile alle crocifere omostaurogame, miomelittofile. Gen. Anastatica L. Fiori bianchi. Due nettarli ai lati di ciascun filamento breve {Villani, Malp. XIX). Su A. hjerochuìitica L., la celebre « Rosa di Gerico », uno dei più noti esempi di igrocasia, legga lo studioso la breve ma inte- ressante nota del prof. Borzi [Biolog. d. disseminaz. di ale. Croci- fere, Bull. Soc. bot. ital. 14 nov. 1908), ricordata anche dal Bé- guinot in una recentissima pubblicazione (1). Gen. Pugionium Gàrtn. Fiori rosei. P. dolahratum Maxim., della Mongolia, secondo Batalin (Acta h. Petropolit. X, 2, 1888) è proterandro (da Knuth, II, 1, p. 130). Gen. Malcolmìa E. Br. Fiori bianchi o rosei, appariscenti, a nettare nascosto. M. maritima R. Br. — In questa specie e nella M. africana E.. Br., secondo Kerner (1. cit. p. 2M), come in Braya alpina, due serie di setole aguzze esistenti su l'ovario segnano agi' insetti la via al nettare. Questo, secondo Villani {Malp. XIX) è secreto da due nettarli inseriti uno alla base e tra ciascun filamento breve e l'ovario, e nella M. maritima hanno forma di cuscinetti pentagonali. Secondo Hildebrand {Berichte etc. 1896; XIV; p. 327) questa specie è autofertile. Nella M. torulosa Desf. secondo Villani (1. cit.) i nettarli si pre- sentano a volte semplici e di forma conica, a volte tubercoluti e bilobi. Nella M. flexuosa Sibth. e Sm. e nella 31. Càia DO. i nettarli (1) Béguinot a. — La Flora, il paesaggio botanico e le piante utili della. Tripolitania e Cirenaica ; Padova, Drucker editori, 1912. — 147 - concordano nella forma e nella posizione con quelli di M. mari- tima. Nella M. africana, in numero di due circondano a guisa di ferro di cavallo l'inserzione degli stami brevi e sono aperti nella parte esterna. Superiormente presentano due appendici che si por- tano sotto ed esternamente ai lunghi filamenti ; qualche volta mostrano un solco più o meno accentuato fra lo stame corto e l'ovario. Identico fenomeno si riscontra nella M. graeca. Boiss. et Spr. ed altre. Talvolta il solco è cosi profondo da fare apparire i net- tarli in numero di quattro, due per lato di ciascun filamento breve. In un lavoro recentissimo (1910) Villani raggruppa in due serie le Malcolmia da lui studiate rispetto ai nettarli : la prima, a net- tarli poliedrici, comprende M. maritima, flexuosa, Càia, ecc., la se- conda, a nettarli in forma di ferro ■ di cavallo, abbraccia M. afri- cana, graeca, ecc. Gen. Farsetia Turr. F. aegijptiaca Tarra. [Fisch, Eeitr. pp. 27-29]. — I fiori di questa specie osservata dal Fisch ad Heluan, presentano un tubo coroUino di qualche mm. sporgente dal calice, che misura 11-14 mm., ed il diametro fiorale è di 11-19 mm. I petali variano molto nella forma e nel colore ; questo è più intenso su la faccia interna che su l'e- sterna, d'un violetto cupo o giallo tendente al bianco; per altro tra i fiori bianchi, gialli o violetto-cupi si riscontrano tutte le grada- zioni possibili, però non in uno stesso individuo, che porta sempre fiori di uno stesso colore, ma rispetto a quelli di individui diversi. Due nettarli soli sono sviluppati alla base dei filamenti corti. Le papille stimmatiche sono già completamente sviluppate nel fiore in boccio, mentre le antere cominciano ad emettere il polline un po' prima o all'espandersi del fiore. A motivo della posizione dello stimma l'aiitogamia è inevitabile, però anche l'incrociamento viene provocato. Fisch ritiene questi fiori come adattati a lepidotteri notturni, non solo in base alla forma ed al loro colore, ma anche per l'o- dore che essi emanano alla sera e di notte. L'odore dapprima in- definibile, a sensazioni dolcigne, diventa col lungo annasare spia- cevole e piccante (ammoniacale). L'accesso al nettare molto ristretto e tutto l' insieme delle di- sposizioni fiorali lascia pensare a pronubi tra le farfalle notturne, tuttavia non osservò che dei visitatori di nessun vantaggio, un sisfide, cioè, ed un muscide, due coleotteri ed una formica. Fisch riscontrò pure non raramente fori alla base del calice, senza averne però scoperto gli autori. — 148 — Cren. Euclidium R. Br. Fiori bianchi. E. syriacum R. Br. presenta quattro nettarii, piccoli, due per lato ed alla base di ogni filamento breve, tubercoliformi od appena arcuati e leggermente compressi {Villani, Bull. Soc. bot. it. 1909). Gen. Hesperis L. Fiori appariscenti, odorosi, a nettare nascosto. Nettarii 2 o 4. H. matronalis L. [Mailer, Befr., p. 137; Kirchner, FI. p. 293; Warnstorf, Rupp. FI. 1895 ; Kerner, 1. e. pp. 193, 200, 204 ; Knuth, Weit. Beob. p. 23; Avebury, Br. FI. PI., p. 80]. — I grandi fxori emanano, specialmente la sera, un odore di viola. I nettarii sono rappresentati da due glandolo verdi, carnose, che circondano la base degli stami corti. Le antere degli stami più lunghi si trovano nella bocca del fiore; dopo che hanno versato il loro polline crescono alquanto e sporgono in fuori — la qual cosa avviene molto di rado, nota Avebury. Le antere degli stami corti, deiscendo, vengono a contatto dello stimma con la loro estremità superiore ; nel corso della fioritura anche queste sporgono dal fiore. Tutte poi le antere hanno deiscenza introrsa, co- sicché tutte ricoprono lo stimma di polline, e quindi l'autoimpol- linazione è immancabile. Gl'insetti succiatori provocano però incro- ciamenti, toccando con gli opposti lati della tromba o del capo le antere e lo stimma, mentre quelli che raccolgono polline possono effettuare l'auto-e l'eteroimpoUinazione. Warnstorf ha trovato i fiori debolmente proterogini od omogami. Secondo Jordan le antere degli stami diventano più tardi se- miestrorse. Mùller (1. e.) riportai seguenti insetti visitatori: Nemotelus pan- therinus L.; Chrysogaster aenea Mgn., Eristalis nemorum L., E. tenax L., Volucella pellucens L., Ehingia 7'ostrata L., tra i ditteri; Ha- lictus leucopus K. 2, Andrena alhicans K. ?, Apis mellifica L. '^, tra gì' imenotteri ; Pieris hrassicae L., P. Napi L., P. rapae ; An- thocomus fasciatus L. In « Weit. Beob. II, p. 200 » : Erist. nemorum, Bhingia rostrata ed una cimice: Strachia oleracea L., osservati dal Buddeberg a Nassau. Knuth [Bijdr.) riporta: Erist. tenax, E. arhustorum, E. pertinax, Rhin. rostrata ; Apis mellifica e Bomhus lapidarius L. ? e le tre Pieris suddette; nonché Vanessa urticae L. {Weit. Beob.). Fritsch nel Giardino botanico di Graz osserv^ò Epicometis hirta [Beohacht.). In esemplari di giardino io vidi spesso a Mortara (Pavia) i fiori di H. matronalis visitati da Pieris-sp., Volucella-s]). e Bonibus. — 149 — Hesp. tristis L. [Milller, Weit. Beob. II, pp. '200-202; Kerner, 1. e. II, pp. 192, 200-201, 204, 238]. — I petali d'un verde-gialliccio sporco con venature d'un grigio-verde sudicio non emanano alcun odore di giorno e non sono osservati da gl'insetti, ma quando viene la sera tramandano un forte odore di giaciuto che attira molti le- pidotteri notturni. Secondo Mùller sul lato interno della base dei filamenti più corti si trovano due grandi glandole nettaree, verdi, carnose, la cui se- crezione è cosi abbondante da riempire i due angoli fra la base di ciascun filamento corto, quella dei due stami adiacenti più lunghi ed il pistillo. I sepali, lunghi 11-15 mm., sono alla base lievemente curvati in fuori, mentre per due terzi della loro lunghezza, in alto, sono così serrati da tenere unite insieme le unghie dei petali, lasciando cosi al principio della fioritura soltanto uno o due angusti accessi al nettare, comodi soltanto per la tromba delle farfalle. Al principio della fioritura le antere dei 4 stami lunghi coperte di polline, stanno, nell'ingresso fiorale, rivolte verso il centro del fiore; ad 1 o 2 mm. al disotto si trova lo stimma contemporanea- mente sviluppato. Questo è diviso in due lobi, le cui sottili estre- mità sono volte in basso. Le antere dei due stami più corti rivolgono parimenti verso il centro del fiore i lati coperti di polline, e sono cosi presso allo stimma che con la loro estremità superiore si trovano quasi allo stesso livello dei lobi stimmatici ricurvi o presso a poco ad 1 mm. di distanza. Gli accessi al nettare si trovano fra le dette estremità stimma- tiche ed uno stame corto, cosicché la tromba d'una farfalla che succia il nettare, rasenta con gli opposti lati lo stimma e la faccia coperta di polline di un'antera d'uno stame corto. Introducendo poscia in altro fiore la tromba già imbrattata di polline intorno intorno, la farfalla provoca incrociamenti. Ma se manca la visita da parte degl'insetti lo stimma si spinge in alto fra le antere dei quattro stami più lunghi e si ricopre di polline. L'autoimpollinazione, secondo le ricerche di Miiller, è fertile, mentre Hildebrand (1896) in un solo esemplare del suo giardino constatò nessuna produzione di frutti o di frutti senza semi buoni. Le funzioni degli stami in questa crocifera sono secondo Miiller molto diverse. Nei giovani fiori i quattro più lunghi tengono lon- tani dal nettare i visitatori inutili, ostruendo con le loro antere l' ingresso fiorale e con i loro filamenti contribuiscono a guidare al — 160 - nettare la tromba d'una farfalla; Dei fiori più vecchi, quando P in- crociamento fosse mancato, rendono inevitabile l'autoimpollinazione. I due stami corti servono invece esclusivamente all' incrociamento. Agnese Miiller in alcune miti sere di maggio osservò visitatori e pronubi dei fiori di Hesperis tristis ; Plusia gamma L. (15-18 mm. di tromba) frequente, Hadenasp. (11 mm.ì, Dìanthoecia conspersa "W. V.; un geometro: Jodis lactearia L. ed un piralide: Botys forficalis. Kerner (p. 238) riferisce che questi fiori vengono visitati da piccole specie del genere Plusia, e P. gamma ho osservato più volte anch'io in esemplari d'un giardino di Mortara. Analogamente a quanto riferisce Muller, anche Comes (1875) ri- porta che mentre prima della deiscenza delle antere lo stimma bi- lobo si trova ad un livello più basso, in seguito prolungandosi ra- pidamente il gineceo, esso rade con i lobi il tubo attorniato dalle antere e ne asporta gran quantità di polline. Sicché la specie è di quelle ad impollinazione omoclina. Geu. Matthiola R. Br. Fiori appariscenti, a nettare profondamente nascosto, secreto da un nettario ai lati della base di ciascun filamento corto. M. incana E. Br. {Knuth, Bot. Centralbl, Bd. 70, n. 24 '25, pp. 337, 338). — I fiori omogami, d'un rosso vivace, emanano un odore di ga- rofano (di viola, secondo Kerner, p. 193). I sepali avvicinati in alto, serrano le unghie dei petali formando così un tubo della lunghezza di 15 mm. e del diametro di 2 mm., che si allarga in alto a 4 mm. L'aspetto cuoriforme della base del calice tradisce da l'esterno la jDOsizione dei nettarli : la base di ogni filamento corto è circondata da un cercine nettareo abbastanza grosso che ad ogni lato produce rispettivamente una grossa goccia di nettare, cosicché il tubo ne è riempito sino alla metà. Alla base dei quattro stami più lunghi si trova un cercine più piccolo, che però non produce nettare ; quindi più meschina è la gibbosità dei sepali corrispondenti. Le antere degli stami più lunghi raggiungono la bocca del fiore e rivolgono in dentro i lati coperti di polline, lunghi circa 5 mm. Quelle degli stami corti, di eguale lunghezza, hanno filamenti di 2-3 mm. di lunghezza; esse non giungono perciò allo stimma, che sta circa 8 mm. alto nel tubo corollino. In conseguenza di ciò, gli stami lunghi servono all'autoimpollinazione, spontanea per la caduta del polline su lo stimma o per mezzo degl' insetti, mentre i più corti, pure rivolti verso l'interno, servono all' incrociamento. Knuth (Bijdr.) nel giardino della scuola di Kiel osservò a vi- sitare i fiori di esemplari coltivati di questa specie una farfalla — 151 — diurna: Vanessa urticae L. (lunghezza della tromba 14-15 mm.) e quivi pure notava Pieris-s^. Secondo Villani (1910) i nettarli ora sono due ed ora quattro. In quest'ultimo caso sono più ravvicinati tra il filamento breve e l'ovario che all' infuori, anzi, qualche volta mostrano nella parte superiore un accenno di appendici laterali. Nella nota già ricordata su la disseminazione di alcune Croci- fere (Boll. Soc. hot. it., 14 nov. 1908) il prof. Borzi rileva il valore biologico della macrobiocarpia presentata da questa specie, eminen- temente ruderale, M. annua Sweet. — È specie coltivata. Knuth {Biidr.) osservò Pims-sp., a visitarne i fiori; Schletterer ipresso Fola, notò Xylocop a violacea L. Nell'odore e nella posizione dei nettarli concorda con M. incana (Kerner). Esperienze eseguite da Nobbe (Bot. Centralbl., Bd. 32, p. 253) provarono che incrociando varietà con tendenza a fiori doppi con altre a fiori semplici, prevalgono nei prodotti i caratteri di quella varietà che ha fornito il polline. Inoltre i semi che germogliano più presto (in 3-4 giorni) forniscono in prevalenza fiori doppi, quelli che a germogliare impiegano un tempo più lungo (9-10 giorni) danno fiori semplici e fertili. Oltre Nobbe fecero anche esperienze culturali Mac Leod (Bull. Ac. Roy. Belg., XVIII, 1889; Bot. Jaarboek, II, 1890, e Schmidt, Hiltner e Richter {Landwirts Versuchsstat.^ XXXV, 3, 1888). M. Valesiaca Boiss. secondo Briquet (Etiides) che l'ha osservata nelle valli di St-Nicolas, di Binn, nel Sempione, è esclusivamente visitata da lepidotteri diurni e talvolta anche da bombi. Per giun- gere al nettare — prodotto da due nettarli verdastri situati a si- nistra e a destra e alla base degli stami corti — occorre a gl'insetti una tromba di 8-10 mm. I petali, d'un violetto sporco nel lembo e bianchi nel punto in cui si curvano per passare all'unghia, si espandono in un piano il cui diametro raggiunge 3,3-5 cm. II nettare si raccoglie in fondo al tubo formato dai sepali e dalle unghie dei petali. Al momento dell'emissione del polline il pistillo si trova a li- vello degli stami corti, ma gli stimmi non vengono mai a contatto con essi, poiché ne sono separati dall'ampiezza dei filamenti degli stami lunghi. Questi sorpassano di molto lo stimma. L'autoimpollinazione perciò è di regola, ma gl'insetti passando da fiore a fiore possono anche provocare incrociamenti. — 152 — M. hicornis DC. — I fiori di questa specie sono affatto not- turni, aprendosi di sera per cliiudersi alla mattina successiva {Matteiy Lepid. e Die. p. 43). Villani {Malp. XIX) riscontrò quattro nettarii, uno per lato di ciascun filamento breve, quasi laminacei, eretti, abbastanza lunghi, appuntiti all'apice e qualche volta bipartiti. Così pure nella Mat- thiola sinuata R. Br. ; non di rado i nettarii in queste dae specie si riducono a due, come se fossero concresciuti tra loro a guisa di anello profondamente solcato all'interno ed all'esterno del fila- mento {Villani, 1910). M. tricuspidata E. Br. [Ponzo, 1905]. I sepali avvicinati, lunghi 12-14 mm. formano un tubo intorno alle unghie dei petali, dal lembo violaceo, obovato, smarginato. I sei stami inclusi completamente nel tubo, hanno antere lineari, lunghe poco meno dei filamenti ed introrse ; il pistillo è più corto e raggiunge appena l'altezza dei 4 filamenti più lunghi. Interna- mente, alla base, si produce il nettare. L'autogamia, evidente, è anche fertilissima. Ponzo crede fertilissima anche l'autogamia in M. rupestris che vide fra le rupi fornita sempre di innumerevoli silique. Secondo Villani {Alalp. XIX) in M. tricuspidata si hanno due nettarii, contornanti ciascuno la base degli stami brevi. M. nudicaulis (L.) Trautv. — Nella Nuova Zembla, secondo Ekstam, i fiori di questa specie raggiungono un diametro di 10-20 millimetri e talvolta di 35 mm. Sono bianchi, rossi o rosei, con un forte profumo di Leucoium e con produzione di nettare alla base degli stami più corti. L'autoimpollinazione, nei fiori omogami, viene facilitata dall'es- sere gli stimmi più bassi di 2-3 mm. delle antere. Ekstam riscontrò frutti maturi e vide tali fiori ripetutamente visitati da Bombus. In altra memoria (1894) riferiva che quando il vento è gagliardo (a Matotschkin Schar, tra 73° e 74° lat. bor.) i bombi cercano ri- fugio nei fiori di questa specie e di Saxifraga oppositifolia, dalla quale, in media, proveniva il 90 % del polline che trovò su i bombi esaminati, mentre il 10 %" era di M. nudicaulis. Allo Spitzberg questa specie fu trovata solo una volta nel 1827, mentre Andersson ed Hesselman non ne danno alcuna notizia (da Knuth, III, 2, p. 278). Gen. Bunias L. Fiori gialli, omogami, a nettare nascosto. B. orientalis L. — Secondo Kirchner {FI., p. 314-315) i fiori giallo-dorati, odorosi, riuniti in grandi infiorescenze, presentano due — 163 — nettarli a meschina secrezione, cioè un piccolo tubercolo semicirco- lare, verde, al lato interno delle basi di ciascun filamento breve. Il diametro dei fiori misura 11 mm. ; le antere dei due stami corti stanno press' a poco allo stesso livello dello stimma, ma es- sendo piegate in fuori rimangono da esso lontane e verticali : esse deiscono un po' più tardi delle altre quattro e volgono verso l'in- terno il lato coperto di polline. Mediante la visita degl'insetti è possibile tanto l'auto-che l'ete- roimpollinazione. •Quella ha luogo spontaneamente per la caduta del polline de- gli stami lunghi su lo stimma, ed è secondo Comes {Ult. St.) fer- tile. Warnstorl [Riipp. FI., 1895) indica i fiori come proterogini. ad autoimpollinazione inevitabile per essere gli stami sovrastanti allo stimma. Loew nel giardino botanico di Berlino osservò visitatori Bìbio hortulanus L. ? d", Certa conopsoides L., Erùtalis arhustorum L., tra i ditteri ; Anthrena propinqua Schenck $ e Prosopis communis Nyl. cT tra gli apidi, ed un tentrodinide: Cephus-sp. ?. Hildebrand (1905) nel giardino botanico di Freiburg constatava la quasi assoluta sterilità nei fiori di un esemplare rimasto lontano dagli altri coltivati nello stesso giardino, malgrado fiorisse esube- rantemente e fosse visitato da numerose api. Silén in Finlandia, presso Kexholm, osservò i seguenti visita- tori : Eristalis arhustorum L. cT ?, E. nemorum L. $, Helophilus lunulatus Mg. $, Syritta pipiens L. $, Melanostoma mellina L. ?, Me- lithreptus nigricoxa Zett. cT, M. clispar Loew cT, CallipJiora erythro- cephala Mg. cT, Lucilia caesar L. $, Dilophus femoratus Mg. $, D. alhipennis Mg. a, Tachina-sp., Acmaeops pratensis Laich., 3fa- lachius aeneus L., Andrena albicans Miill. ?, Oolletes cunicularia L. $. B. Erucago L. presenta secondo Villani [Malp., XIX) quattro nettarli: uno ad anello, aperto all'lnfuori, circonda ciascuna inser- zione del filamento breve, ed uno tubercollforme, appena appena bilobo, trovasi alla base e tra gli stami lunghi. Secondo Comes (1. cit.) è autofertile. Schletterer presso Pola osservò visitatori dei fiori gli apidi: Anthrena flavipes Pz., A. nana K., Halictus fasciatellus Schck., H. morhillosus Krcht., //. morio F. (da Knuth, II, 1, p. 126). Secondo Hildebrand {Saftdr.; sub B. af^pera) due nettari! alla base esterna delle coppie di filamenti lunghi sono abortiti e due sviluppati circondano la base del filamenti corti. — 154 — Gen. Chorispora DC. Fiori gialli o rosei. Nettarli due, inseriti uno alla base e tra ciascun filamento breve e l'ovario. Nella Ch. temila DC. sono tu- bercoliformi {Villani^ Malp. XIX). Gen. Parrya E. Br. P. macrocarpa R. Br. dell' isola Melville, dell'Alaska, e anche dell'Asia Centrale, possiede secondo Eastwood {Bot. Gaz. 33, p. 148- 149) dei sepali lievemente porporini, gli esterni quasi speronati alla base; i petali, bianchi o porporini, sono lunghi 12 mm, e a lunga unghia. Sembra che vi sia secrezione nettarea nel calice (!). I semi alati accennano ad anemocoria (da Knuth^ III, 2, p. 278). Secondo Delpino ( Campar, hiolog. ecc.) la P. arctìca, dello Spitzberg, appartenente al tipo brachisifone, è da considerarsi come staurogama miomelittofìla. Gen. Conringia Heist. Fiori d'un giallo-pallido, di rado a venature rosse. Nettarli due. C. orientalis Andrz., C. claoata Boiss. — I due nettarli, circon- danti ad anello la base degli stami brevi, sono tuttavia aperti per un breve tratto tra questi ed i sepali corrispondenti {Villani, Malp. XIX). Nella C. planisiliqua F. et. M. invece, i nettarli sono quattro: due in forma di cuscinetti irregolarmente pentagonali, un po' sol- cati internamente, si trovano ognuno alla base e tra ciascun fila- mento breve e l'ovario; e due piccoli a linguetta ottusa, uno all'esterno ed alla base di ciascuna coppia di filamenti lunghi {Villani, 1910). Gen. Moricandia DC. Fiori violetti in grappoli lassi ed allungati. M. arvensis (L.) DC. secondo Villani {Malp. XIX) presenta due nettarli, verdi, piccoli, ora cilindrici o conici e posti uno tra cia- scun filamento breve e l'ovario, ora in forma di un semicerchio che circonda lo stame. Bayer {Beitr.] cit. da Villani, 1910) asserisce di avere consta- tato anche la presenza dei nettarli degli stami lunghi, molto pic- coli, quasi indistinti e spesso mancanti. Questa specie, erbacea nei campi, diventa suffrutescente su le colline aride e montuose. , Gen. Pachycladon HK. f. P. Novae Zealandiae Hook. f. — Questa pianticella alpina cresce frequentemente nella Nuova Zelanda in vicinanza dei campi di — 155 — neve e secondo Buchanan (Trans. Proc. New Zealand Instit. XIY. IS.*^!. p. 343-344) fiorisce e fruttifica in breve spazio di tempo, come fanno altre piante nivali (da Kmith, III, 1 p. 321). Sguardo generale su le " Crncìferae „. Le Crocifere hanno fiori regolari, ermafroditi, in generale pic- coli, riuniti in grappoli terminali, in principio ombrelliformi e corimbiformi, privi per lo più di brattee e profilli. Tali infiore- scenze sono ad accrescimento acropeto; frequente è quindi il caso di trovare alla base dell'infiorescenza i frutti già maturi o ridotti al semplice replo, mentre all'apice i fiori sono ancora in boccio; ad es, nella comunissima Capsella hursa-pastoris, in Biscutella di- dyma, ecc. ecc. Il dott. D'Onofrio (1) riguarda le infiorescenze delle Crocifere come infiorescenze simpodiali i cui assi sono orientati polistica- mente, ossia in cinque o più direzioni dello spazio. Il calice serve non solo come organo di protezione, ma in molti casi seri'a talmente le unghie dei petali in modo da formare un breve tubo in fondo al quale si trova il nettare. I quattro sepali, distinti, d'ordinario caduchi (2), spesso eretti, alternano con i pe- tali. I due laterali, interni, sono frequentemente gobbo-carenati alla base, ed innanzi a questi stanno le due coppie di stami più lunghi, mentre innanzi ai due sejDali esterni stanno gli stami più corti. Dalla lunghezza dei sepali e dalla loro commessura laterale di- pende la profondità a cui si trova il nettare e da ciò la pertinenza delle specie alle diverse classi fiorali. Come si è detto, i due sepali laterali si prolungano spesso in basso a mo' di gobba (Conringia orientalis^ Malcolmia maritwia, Erysimum kieracifoliutn^ Brassica monensù, Moricandia arvensis^ Rajihanus, lìajnstrum) o di cornetti (Biscutella). Tali formazioni sono talvolta in relazione con i nettarii, raccogliendovisi il net- tare (ad es. Cardamine pratensis] ed a questo proposito Mùller nota come il calice di questa specie abbia una durata più lunga che in molte altre Crocifere) oppure le glandole nettaree vi pe- netrano, come è il caso di Biscutella auriculata. (1) Composizione morfologica di alcune Fanerogame; Infioi-escenza delle Crocifere: Bull. Orto Botanico di Napoli, tomo I, fase. 3, p. 336; 1902. (2) Caduchi sono pure i petali e gli stami, rimanendo libero su l'asse l'o- vario supero (Haars : Ueber clas Abfallen von Bliitenteilen, Inaug. - Dissert., Kiel, 1911). — 156 — Ma, come rileva Giinthart, queste tasche sepaline si presentano spesso in fiori nei quali i nettarii non sono affatto situati su gli stami minori (Aefhionema armenum Boiss., Cardamine trifolia L. e molte altre) ; frequentemente — malgrado l'abbondanza del net- tare nel fondo del fiore — esse non contengono nettare, e talvolta esse si rinvengono in fiori privi di nettare, come è il caso di Arabis coerulea Kaenke. Egli ritiene perciò che queste tasche sepa- line (« Honigsacke » e « Honigtaschen ») o cornetti (« Honigsporn ») rappresentino semplici caratteri morfologici che solo occasional- mente acquistano importanza biologica. Egli ha in seguito (1910) distinto queste tasche sepaline in proprie ed improprie, « echte » ed « unechte », a seconda che contengono nettare o ne son prive. La corolla risulta di quattro petali, disposti in croce, le cui unghie, assottigliate alla base, stanno verticali, e le lamine sono invece patenti. Per lo più le lamine sono indivise, talvolta smer- late o bifide {Berteroa)^ più raramente pennatifide [Schizopetalum^ Dryopetalum). In lòeris e in Teesdalea nudicaulis i petali rivolti in fuori hanno maggiori dimensioni, ed in alcune specie di parecchi generi, spe- cialmente Lepidium e Coronopus, Nasturtium e Cardamine^ i petali sono molto piccoli e talvolta mancano affatto. In Pringlea si hanno fiori senza petali, ovvero con 1, 2, 3 o 4 petali ; in Capsella bursa- pastoris sono talvolta costituiti da quattro stami. Predomina nei petali il colore bianco, a cui tien dietro subito il giallo, mentre più scarse sono le specie a fiori violetti {Erucaria, Cakile, Ricotta, Lunaria, Moricandia, Matthiola valesiaca, Descu- rainia deltoides), rosei {Jonopsidium, Iberis-sp., Aethionema - sp., Pe- trocallis, Peltaria - sp., Goldbackia, Arabis - sp., Pugionum, Mal- colmia- s^., Chorispora - sp.), porporini {Zilla myagroides, Schizo- petalum - sp., Aubrietia - sp., Fibigia - sp.), rossi o rossastri {Den- taria - sp., Matthiola incana) o bleu [Arabis - sp.). Fiori versicolori presentano Zilla myagroides, Diplotaxis - sp., Alyssum calycinum, Cheiranthics mutabilis e maritimus, ecc. Non poche Crocifere hanno fiori odorosi ; i fiori di Crambe ma- ritinia, Huguenìnia tanaceti folta, Erysimum odoratum, Alyssum al- pestre e montanum, Lobidaria maritima emanano odore di miele; quelli di Matthiola annua e incana (sec. Kerner), varia, di Chei- ranthus Cheiri, Hesperis matronalis, odor di viola; odor di garo- fano, secondo Knuth, tramandano i fiori di Matthiola incana e odor di giacinto quelli di Hesperis tristis e di Lunaria rediviva (sec. Dei- pino, Ult. Oss., II., 2, 2, p. 43). Come i sepali, anche i petali (e gli stami) nella maggior parte — 157 — delle Crocifere — come nel maggior numer'^ delle Polipetale e Simpetale xerofile — appassiscono in breve tempo, dopo avvenuta la fecondazione dei fiori, si staccano e cadono. Più raramente per- siste il perianzio, come ad esempio in alcune specie di Alyssum (vernale, sinuatum, argenteum, micranthum, alpestre), Draba (la- siocarpa, Aizoon, hispanica, af&nis, olympica), in Heliophila am- plexicaulis, Isatis - sp., ecc. Circa i movimenti gamotropici del perianzio, presentano fiori agamotropici, secondo Hansgirg (1), Hutchinsia petraea, alpina; Iberis jucunda ; Matthiola sinuata; Cakile maritima; Alyssum spi- nosum, alpestre^ maritimum ; Dentaria polyphylla^ digitata^ Draha^ armata, lasiocarpa^ ecc. ; Arabis piimlla^ procurrens^ albida^ ecc. ; Thlaspi violascens, montanum ; Braya alpina ; Aubrietia intermedia; Cardamine amara; Conringio orientai is ; Coronopus violascens; Le- pidiuni stylatum ; Malcolmia mongolica; Moricandia arvensis, Ra- phanus caudatus, ecc. ecc., ed emigamotropici : Stenophragma ptimi- him e Tkalianum; Arabis Stelleri, japonica e Scopoliana ; Aubrietia gracilis, Pinardii^ erubescens, parviflorà ; Thlaspi cochleariforme e Koivaczii, ecc. ecc. Fiori che si aprono e chiudono periodicamente presentano Di- plotaxis siifolia, erucoides; Arabis arenosa^ Soyeri^ pumila ; Biscutella lejocarpa, ciliata, raphanifolia ; Bunias eriicago, Farsetia clypeata, Sinapis juncea^ Hugueninia tanaceti f olia, Vesicaria sinuata, ecc., e fiori efìmeri Heliopliila arabioides. L'androceo delle Crocifere offre uno dei più noti esempi di sdop- piamento. Gli stami, tetradinami, formano due verticilli dimeri, il superiore dei quali sdoppiato e perciò di quattro pezzi. Ma come nella corolla, anche l'androceo offre casi di riduzione; cosi, ad esempio, in Cardamine hirsitta mancano per lo dìù gli stami late- rali, mentre alcune specie di Lepidium [L. Iberis) e di Senebiera {S. didyma) mostrano fiori affatto diandri, presentandosi soltanto gli stami mediani. D'altra parte in Megacarpaea si riscontrano stami numerosi (fino 16). In non pochi generi, (specialmente delle Vel- linae e Moricandiinae) i filamenti degli stami più lunghi sono a due a due uniti fra loro {Moricandia arvensis). Un gruppo di caratteri antobiologici, interessantissimo, è dato dalle appendici (ali, squame, denti) varie nello sviluppo che si ri- scontrano nei filamenti. Le espansioni alate ed i processi denti- formi (nel gen. Alyssum, in Aubrietia^ in Dontosfemon), come pure le appendici squamiformi sul lato esterno dei filamenti sono in (1) Pflanzenbiologischen Untersuchungen; Wien, A, Hòlder, 1904. — 158 — evidente connessione con l' impollinazione mediante gì' insetti e Je ricerche del Gùnthart dimostrano che tutti i fiori delle Crocifere provvisti di tali organi nei filamenti sono dei fiori entomofìli ti- pici, mentre mancano in quei pochi fiori adattati ad una decisa od esclusiva autogamia [Iberis-, Petrocallis-^ Thlaspi-, Kernera-, Draba - sp.). Le antere, in tutte le Crocifere, hanno in principio rivolto verso l'interno il loro lato aperto e coperto di polline, e quelle dei due stami più corti che sogliono essere più basse dello stimma, man- tengono tale posizione. Ma nei quattro filamenti più lunghi, le cui antere sono allo stesso livello o più alte dello stimma ed a questo molto vicine, esse compiono frequenti torsioni mediante le quali il lato coperto di polline viene rivolto in alto, lateralmente od al- l'esterno; esse fanno l'impressione — scrive Kirchner (1) — che cerchino di sottrarsi all'imminente contatto con lo stimma del proprio fiore ed all'autogamia. Secondo che tali movimenti abbiano luogo o non, l'autoimpollinazione viene resa difficile, favorita o resa inevitabile, ed un esame dei singoli casi insegna che queste diverse possibilità si verificano in dipendenza della maggiore o minore fre- quenza delle visite degli insetti e perciò corrispondono a necessità della pianta. Nel mezzo del fiore delle Crocifere si eleva l'ovario con lo stilo e lo stimma alla sua estremità. Le diverse forme che presenta lo stimma, secondo ricerche del dott. Villani ^^2) possono essere com- prese in quattro gruppi: stimma glaucioide, stimma piano, stimma capitellato e stimma subpenicillato. Lo stesso autore ritiene che lo stimma è sessile in molte Crocifere ed in altre quello che è chia- mato stilo, non è che un rostro, seminifero o fertile, aspermo o sterile, e infine stiliforme, che egli definisce cosi: « una porzione apicale dell' ovario (a cavità continua con quella della porzione ovulifera) angustata e più o meno allungata, individualizzata per servire a qualche scopo biologico che, generalmente, si riferisce alla disseminazione ». Malgrado la grande uniformità che le Crocifere presentano nella struttura dei fiori, esse mostrano una tale varietà nel numero e nella posizione dei nettarli, nella posizione degli stami rispetto ad essi ed allo stimma, nel modo di proteggere e di offrire il nettare agl'insetti visitatori, che difficilmente due specie di questa famiglia/ concordano completamente. (1) Blumen und Insekten ; Leipzig, G. B. Teubner, 1911. (2) Dello stimma e del preteso stilo delle Crocifere; nota prima in Mal^ pighia, anno XVI ; voi. XVI ; nota seconda, ibidem, anno XVII, voi. XVII. — 169 — Nel fondo dei fiori, alle basi dei filamenti, si trovano dei net- tarli di un verde cupo, a guisa di tubercoli, dallo sviluppo più variato, ed il nettare prodotto o rimane sopra di essi, o si ripar- tisce nel fondo fiorale o si raccoglie in fondo ai sepali. Nel lavoro su i nettarli delle Crocifere, Hildebrand (Ij ha riportato le sue osservazioni e quelle di Sprengel e di altri, citando 48 specie comprese in 3é generi. In quanto al numero dei nettarli Arahis Tha- liana e Lobularia maritinia rappresentano i due estremi, la prima mancandone completamente e la seconda presentandone otto. Ri- spetto alla posizione essi si trovano alla base dei filamenti corti o in dentro o in fuori, a destra o a sinistra, mentre quando sono situati alla base dei filamenti lunghi, costantemente essi stanno sul lato esterno, mai sul lato interno. Hildebrand si occupa pure del diverso grado di sviluppo che presentano i nettarli e dalla presenza cosi diversa di tali glandolo, passa in rassegna i diversi modi di impollinazione nelle Crocifere, di cui dirò in appresso. Anche il prof. Yelenovsky (2) ha studiato i nettarli di questa fa- miglia. Le sue ricerche si estendono a 170 specie, tra le quali al- cune esotiche. Secondo questo autore nessuna specie è sprovvista di nettarli (ciò viene smentito da alcuni dati dello Kuuth e da le ri- cerche del Gùnthart) ; se uno stame abortisce, si sviluppa il nettario in forma di un rigonfiamento tondeggiante. La grandezza dei nettarli è in rapporto con quella dei fiori, ma si danno tuttavia eccezioni. Ad esempio, Heliophila amplexi- caulis ha fiori molto più piccoli di Malcolmia maritima. ma in quella si hanno nettarli molto più grossi che in questa. I nettarli (supe- riori) più grandi si riscontrano in Cramhe maritima^ mentre i più piccoli si hanno in Lepiclium ruderale e Stenophragma Thaliamitn. Mentre i nettarli inferiori, cioè quelli alla base degli stami più corti, sono sempre presenti quantunque talvolta molto piccoli, quasi rudimentali — come in Cramhe maritima e corclifolia — quelli su- periori mancano molto spesso, e per vero alcune specie di un ge- nere possono presentarne ed altre ne. La posizione dei nettarli corrisponde segnatamente alla strut- tura ed alla forma dei frutti, ed in base alla struttura delle glan- dole nettaree ripartisce Velenovsky le Crocifere in quattro gruppi: Siliquosae, Siliculosae^ Nucamentaceae e Brassiceae, suddividendo le Siliculosae in Latiseptae ed Angusti.se ptae. (1) Vergleichende Untersuchungen uher die Saftdrusen der Cruciferen ; 1879. (2) medovych zlazkdh rostlin Krizatych. (Uber die Honigdriisen der Kreuzbliitler: Abhandl. d.. Kng. bòhm. Ges. d. "Wiss.; 1883). — 160 — Altro contributo notevole alla conoscenza dei nettarli nelle Cro- cifere ha dato il prof. Villani, il quale ha esaminato una buona parte di specie appartenenti a circa 70 generi (in litt. 2 aprile 1912). Rispetto all'apparato nettarifero egli (1900) distingue i fiori delle Crocifere in quadricentrici, dicentrici e monocentrici, secondo che presentano quattro nettarli (qualunque sia la loro posizione), due od un solo centro nettarifero. In altra memoria (1905) aggiunge un altro tipo che comprende le Crocifere con fiori forniti di più di quattro nettarli, che chiama policentriche. Lo scopo delle ricerche dell'autore è duplice: l'uno indaga fin dove è possibile rendere utile il carattere dei nettarli nella classi- ficazione di questa famiglia, l'altro studia il loro significato mor- fologico nella simmetria del fiore. Anche il Bayer (1) fonda la sua classificazione delle Crocifere sul carattere dei nettarli, e più recentemente il dottor Calestani (2) ne tentava un'altra assumendo come base alcuni caratteri anato- mici, principalmente delle valve e dello stilo. Lavori affatto recentissimi su tale argomento pubblicavano pure il Giinthart e lo Schweidler. Gùnthart (1910) ha delineato una classificazione delle Crocifere, riconoscendo, come già il Bayer, nell'organizzazione del nettario un importante carattere sistematico. Ma mentre il Bayer non ha rico- nosciuto che la struttura dell'apparato nettareo è in prima linea determinata dalla eminenza dei sepali mediani, per Giinthart la forma del nettario rappresenta un facile indizio per il grado di tale eminenza. Mentre il Bayer non fa alcuna differenza fra glan- dole mediane proprie ed improprie e sotto la denominazione comune di « glandole laterali » riunisce quattro cose affatto diverse, cioè glandole proprie ed improprie esandre, endandre e amfiandre se- condo Gùnthart il nettario delle Crocifere risulta di due glandole laterali e di due mediane. Le prime sono distinte in endandre se si trovano fra le basi interne degli stami più corti, amfiandre se giac- ciono fra questi e gli stami adiacenti più lunghi ed esandre se stanno a l'esterno degli stami più corti. Spesso le glandole laterali circondano le basi di questi stami a guisa di anelli le cui parti endandre sono allora per lo più divise da solchi trasversali, sottili ma profondi. Le glandole mediane giacciono all'esterno delle basi degli stami jdìù lunghi. (1) Beitràge zur Systeinatischen Gliederung der Cruciferen ; Beih. z. Bot. Centralbl. XVIII (1905). (2) Sulla classificazione delle Crocifere italiane; N. Gi. Bot. Ital., N. S., voi. XV, luglio 1908. — 161 — TiO Schweidler nella sua memoria dopo aver passato in rassegna storico-critica i lavori precedenti di Hildebrand, Villani, Velenovsky e Bayer, illustra un tipo fondamentale (Alyssuìu-Tjipus) dei nettarli delle Crocifere e nella terza parte del suo scritto li considera dal punto di vista del loro significato per la sistematica. Nella maggior parte le Crocifere (esclusivamente proterogine secondo Kerner; loc. cit., IT, pag. 307) hanno fiori proterogini od omogami; proterandri sono in Cakile maritima (secondo Henslow), Alyssiim saxatile (sec. Giinthart), Pugionum dolabrattwi (sec. Ba- talin). Secondo gli elenchi della Franceschini e dell'Abbado fiori clei- stogami si mostrano in Cardamine cJienopodifolia (cleistog. geocar- pica), Draha verna L. e Thlaspi arvense L. (cleistanteriche, sec. Ab- bado). Kuhn iLoetc: M. Kuhn's Untersuch. li. Bl. — und Frucht- polymorphismus) iiella sua lista delle piante cleistogame riporta anche Heterocarpus Phil., secondo Philippi, in « Bot. Zeitung 1865 pag. 264. Tra le ipocleistogame, nel senso della Franceshini, vanno citati Naturtium officinale E,. Br, e Arahis coerulea Haenke (pluvioclei- stogame); Sinapis arvensis L. e Capsella hursa-pastoris Moench. (trofocleistogame); Sithularia aquatica L. (idrocleistogama); Biscu- tella levigata L. subsp. coronopodif olia Jj. ^ apricorum Jourd. (ceci- docleistogama) e Morida monantos Asch. (geocleistogama). Per quanto riguarda la classificazione, i fiori delle Crocifere si aggruppano per la massima parte nella classe fiorale AB (nettare parzialmente nascosto; colori predominanti il bianco e il giallo). Poche specie rientrano nelle classi fiorali A (nettare liberamente offerto), B (nettare totalmente nascosto), F (fiori lepidotterofili) ed H (fiori melittofili). Classe AB: Arahis Turrita. Draha crassifoUa. » alpina. » nivali^. » HolboelUi. » corymhosa. » Hookeri. » hirta {lejocarpa e rupestris) » pauciflora. » arctica, > pumila. » incana. » hellidifolia. » aizoides. » coerulea. » Za/db ruckneri. Draha alpina. » frigida. •» Wahlenhergi't. Cardamine hellidifolia. » hirta incano-hirta. » pratensis. Annali di Botanica. — "^ 7oL. XI. 11 - 162 — Cardamine resedifolia. PetrocalUs pyrenaica. Thlaspi alpestre. Kernera saxatilis. » montanum. Biscutella levigata. » alpinum. Hutchinsia alpina. » rotundifolium. Sinapis aì'vensis. » corymbosum. Diplotaxis tenuifolia. Rorypa pyrenaica. Sisymhrium officinale. Iheris Forestieri. » Sophia. Vesicaria arctica. » Thalianum. Cochlearia groenlandica. Brassica nigra. » officinalis. » oleracea. » danica^ » Rapa. Barharea viilgaris. » Napus. » intermedia. EropMla viilgaris. Nasturtium officinale. Capsella bursa-pastoris. » palustre. Crambe maritima. Alyssum alpestre. Raphanus Raphanistrum. Classe A : Senebiera Goronopus, Erucastrum^ Sinapis - sp. Glasse B : Cardamine latifolia, Draba aurea, Cabile maritima, Cardamine prateusis (sec. Knuth), Mattinola - sp., Zilla myagroides. Classe F: Brassica montana (?. sec. Mac Leod) Hesperis tristis, Aubr ietta - sip. (sec. Giinthart). Classe H: Aubrietia sp. (secondo Giinthart). In « Comparazione biologica di due flore estreme» Delpino ri- duce, in generale, i fiori delle Croci fere a due tipi: al tipo brachi- sifone fra gli apparecchi tubolosi, ed al tipo micranto fra gli ap- parecchi aperti brachipetali. Al primo tipo appartengono fiori relativamente grandi (ad. es. Brassica, Sinapis, Mattinola, Cheiranthus, Dentaria, ecc.) in cui i petali posseggono un'unghia assai lunga ed i sepali, eretti, lun- ghi, conniventi con le unghie dei petali, formano un tubo più o meno lungo, da 5-10 mm. e più, nel cui fondo si raccoglie il net- tare. Tali fiori sono quindi esclusivamente assegnati alla visita di pronubi forniti di proboscide di lunghezza corrispondente, vale a dire di apidi, di farfalle (specialmente diurne) ed anche di alcune mosche, purché queste ultime sieno di grande {Volucella ecc.) odi media statura {Rhingia, ecc.) e di particolare sagacia per giungere a carpire il nettare. Le specie di questo tipo sono spesso a fiori adinamandri ed al- lora la staurogamia è assoluta ; ma, dato anche il caso, per alcune di esse in cui possa aver luogo una efficace impollinazione omo- — IfiS — dina, Del pino le ascrive fra le staurogarae, piuttosto che fra le omostaurogame, per esaere la staurogamia in grande prevalenza. Nei fiori del secondo tipo i petali hanno unghie brevissime e sono aperti, o, se approssimati, non formano che un principio di tubo, data la brevità delle unghiette. Il nettare, quindi, in tali fiori micranti si rende accessibile anche ad insetti di tromba cor- tissima. I pronubi preferiti sono mosche di media e piccola sta- tura e mancando le loro visite ha laogo una efficace impollinazione omoclina. Delpino suddivide questo tipo micranto in tre categorie, secondo il grado dell'appariscenza dei fiori e delle dimensioni, che possono essere, relativamente, massime, medie e minime. Come termine mas- simo cita VAlyssum maritimum, più specie di Iberis, ecc. in cui la cospicuità fiorale è aumentata considerevolmente dalla disposizione in corimbi bianchi, gialli o rossastri, assai floribondi ; nel qua! caso si fa passaggio agli « apparecchi aperti polianti ». Come termine medio si hanno specie a fiori più piccoli e radi, ove appena qualche volta si nota l'appulso di piccoli ditteri e di apidi minuscole, come ad esempio: Draha verna, D. muralis^ Cap- sella hursa-pastoris, Arahis Thaliana ecc. Infine, qualche specie, come la Senehiera didyma^ mostra la micranzia spinta a tal segno da convertirsi quasi in cleistogamia. Le specie micrante maggiori vanno inscritte tra le omostaurogame, le medie fra le piante ad omogamia prevalente, le minime fra le omogame assolute. Nei fiori delle Crocifere la dicogamia, la lunghezza diseguale degli stami, i movimenti delle antere, ecc. contribuiscono ad impedire che in principio abbia luogo l'autoimpollinazione, la quale ha luogo con sicurezza alla fine della fioritura. La posizione, poi, dei net- tarii rispetto alle antere è tale che gl'insetti succiatori di nettare debbano toccarle tutte od alcune di esse con un lato del corpo, mentre con l'altro vengono a contatto con lo stimma. Quanto più per tale contatto è sfavorevole la posizione degli stami e dei pi- stilli, tanto più è facilitata l'autoimpollinazione spontanea. E la posizione dei nettarli, come si è visto dai singoli casi illustrati nella parte descrittiva, è cosi varia nella famiglia delle Crocifere che era da aspettarsi — conclude Hildebrand nel suo lavoro citato — che anche i modi di impollinazione fossero diversi. Infatti in questa famiglia si verificano i casi più svariati di autoimpollinazione spon- tanea fino alla più favorita eteroimpoUinazione e, come Mùller aveva accennato, si danno, specialmente in questa famiglia, numerosi i casi in cui l'autoimpollinazione spontanea e l'eteroimpollinazione — 164 — sono possibili nello stesso tempo. Devesi però notare che in molti casi la presenza dei nettarli non è subordinata alle disposizioni per l'auto- o per l'eteroimpollinazione. Le Crocifere rappresentano anzi una famiglia nella quale le disposizioni per l'impollinazione si sono esplicate a grado a grado, e « probabilmente sono su la via di ul- teriori modificazioni», alla qual cosa sembrerebbe accennare il fatto che frequentemente nei diversi individui della stessa specie ed in uno stesso fiore in epoche diverse del suo sviluppo, sono possibili differenti modi di impollinazione. Questa — continua Hildebrand — può avvenire per diretta de- posizione del polline su lo stimma vicino, in quanto che le antere con le loro fenditure appoggiano contro lo stimma, in parte soltanto le superiori, ovvero le superiori con la loro metà inferiore o le in- feriori con la metà superiore (es. Arabis Thaliana, Cheiranthus Cheiri, ecc.). In un'altra serie di casi la disposizione è tale che nel primo periodo della fioritura il polline non si depone direttamente su lo stimma dello stesso fiore, ma se mancano le visite degl'in- setti, ciò avviene in un secondo periodo (es. Sìnapis arvensis^ Le- pidium sativum^ Cardamine pratensis, Biscutella auriculata, ecc.). In altri casi, inoltre, non ha luogo nessuna diretta deposizione del pol- line su lo stimma, ma tutte le parti sono cosi vicine e le disposi- zioni sono tali che gl'insetti debbono in prima linea effettuare l'au- toimpollinazione, quand'anche l'eteroimpollinazione non sia esclusa (es. Neslea paniculata, Dentaria digitata^ Aubrietia Pinardi^ ecc.). In Cakile maritimum sembra egualmente possibile auto- ed ete- roimpollinazione, mentre in Iheris pinnata, Biinias aspera, Carda- mine amara, Alyssum argenfeum, ecc. l'eteroimpollinazione sembra evidentemente favorita. Ed, in generale, a favorire l'eteroimpc lu- nazione contribuiscono l'allontanamento delle antere da lo stimma, la distanza da questo delle antere inferiori, le vie ai nettarli for- mate dal modo di essere dei sepali e dei petali e la presenza delle appendici diverse nei filamenti staminali. Kerner (loc. cit. II) descrive, a proposito delle Crocifere, quattro processi che conducono all'autogamia. Questa è prodotta dall'allun- gamento degli stami in Arabis coerulea, Braya alpina, Cardamine alpina^ Ehizobotrya alpina, che crescono nelle cavità occupate dalla neve dell'alto monte, e in alcune specie annue e bienni, quali Le- pidium campestre, sativum, Sisymbrium Alliaria^ Thalianum, Thlaspi alliaceum e arvense (p. 329). In Draba aizoides l'autogamia è prodotta dall'inclinazione degli stami (p. 331). In Cochlearia groenlandica, Draba borealis e verna, Clyveola mes- — 166 — sanensis, Lohularia nummulana, Hutchinsia alpina, Sckieverekia Po- dolica, Lepidium Draba, Ali/ssum cal/jcinum essa è dovuta a movi- menti degli stami (p. 333) e finalmente in Sinapis arvensis è pro- dotta da l'allungamento del pistillo (p. 342). In quanto agi' insetti che visitano i fiori delle Crocifere, Knutli {Grundriss d. Bl.-biologie e Haìidhuch ecc. II, 1, p. 80) con referenza ai colori fiorali, scrive che mentre quelle a fiori bianchi e gialli ricevono soltanto poche visite di insetti rappresentati nella gran maggioranza da ditteri (sirfidi specialmente) e da api poco sagaci (e in via subordinata da altri imenotteri — sfegidi — ) e più di rado da coleotteri e farfalle, quelle a fiori violetti ed a nettare nascosto sono visitate molto più frequentemente da parte di insetti, rappre» sentati non solo da quelli nominati e dalle api più evolute ma anche dalle farfalle. Come esempi possono servire Sinapis arvensis e Car- damine pratensis. Alcune specie {Hesperis tristis) sono decisamente lepidotterofile. Si rileva dunque che le Crocifere sono tutte entomogame, visi- tate da apiarie e ditteri (in prevalenza) durante il giorno, mentre altre lo sono da lepidotteri notturni durante la sera. Come ane- mofila è ritenuta Pringlea antiscorbutica — il cosi detto cavolo della solitaria, disabitata, inospite, rude Terra di Kerguelen od Isola della Desolazione, nell'Oceano Indiano australe — che per i navigatori delle regioni polari del sud rappresenta l'antidoto contro lo scor- buto, come la Cochlearia officinalis lo è per la gente marinara del nord. Alle poche specie mirmecofile fu già accennato, mentre, per quanto è a mia conoscenza, nessuna crocifera è acarofila. La famiglia delle Crocifere abbraccia non meno di 1200 specie, abitanti nella maggior parte le zone temperate del nord, special- mente degli emisferi orientali, senza per altro mancare nell'Ame- rica del Nord, donde, lungo le Ande, si spingono fino nell'America meridionale. Copiose nella regione del Mediterraneo, contribuiscono da noi a formare in numero non indifferente la cosi detta flora delle erbacce, frequenti nei campi, lungo le strade, tra le sabbie, su i muri, tra le macerie. Alcune specie riescono vantaggiose a l'economia domestica, mentre non poche sono coltivate come ornamentali. Fra queste ultime mi piace ricordare le seguenti. Il Cheiranthus Cheiri — violacciocca — diffuso in tutto l'ovest e il sud dell'Europa^ s'incontra frequente su i muri e fra le rovine; allo stato selvatico i fiori sono più piccoli e d' un giallo chiaro, ma emanano lo stesso gradevole profumo che esalano le forme a fiori più grandi, d' un — 166 — giallo più cupo, talvolta bruno, ottenute col giardinaggio. La Mat- thlola incana, sparsa in tutto il bacino del Mediterraneo e che nel- l'Oceano Atlantico si trova dalle isole Canarie all'Inghilterra, per le tante varietà di colore ottenute rappresenta una bella pianta da giardino, dal gradito profumo, massime le varietà « flore pieno » con gli stami trasformati in petali. La Lunaria rediviva, dai fiori violetti, che a molte regioni mon- tane d'Europa conferisce un aspetto caratteristico al tempo della fioritura e pia ancora al tempo della fruttificazione per le sue silique quasi tondeggianti, argentee, è insieme con l'altra — L. biennis, le cui larghe pannocchie raggiungono sino la lunghezza di un metro — frequentemente impiegata nella confezione dei « trockenbou- quets». Jj Alyssum saxatile o « canestra d'oro » originario dell'isola di Creta, viene coltivato per i suoi fiori e per il suo portamento che ne fanno una delle più belle piante ornamentali della primavera, specialmente se combinata con la « canestra d'argento » o Iberis amara. Questa, dai fiori bianchi in grappoli conici, insieme a 1. semperflorens e I. sempervirens, da i fiori bianchi, e /. umbellata, dai fiori violacei, sono pure frequenti nei giardini. JjAubrietia del- toidea, dai fiori azzurrognoli con una macchia giallo-pallida all'un- ghia dei petali, è adatta ad ornare rocce artificiali. JJ Erysimum PetrowsManum viene coltivato per i suoi fiori di color giallo-zaf- ferano che durano la maggior parte dell'estate. Inoltre sono pure coltivate Malcolmia maritima ed africana^ Matthiola annua e M. graeca, le cosi dette « viole quarantine » dì cui si hanno numerose varietà a fiori doppi, Hesperis matronalis, dai fiori violetti o bianchi, semplici o doppi. Fam. Tovauiaoeae. Questa famiglia, col solo genere Tovaria R. et Pav., fu creata dal Pax (1) e posta fra le Crocifero e le Capparidacee. Bentham e Hooker (2) inclusero il gen. Tovaria fra le Fitolac- cacee, Eichler (3) tra le Papaveracee della qual famiglia Triana e Planchon (4) distinsero una particolare tribù delle Tovarieae. Comunemente essa vieae incorporata alle Capparidee. (1) Engler und Prantl: Die Naturi. Pflanzenf., Lief. 67, p. 207, 1891. (2) Genera Plantarum, 1, p. 110. (3) Flora Brasil. XIII, 1, p. 239. (4) Prodr. Florae Novo-Granatensis, p. 88: Paris, 1862. — 167 - Gen. Tovaria Ruiz et Pavon. T. pendula R. e P. fu studiata su materiale vivente nel Giar- dino botanico di Quito, nell'Ecuador, da G. v. Lagerheim (1), che l'ha descritta anche nelle sue disposizioni fiorali. Le gemme fiorali si aprono molto per tempo, ed i fiori, mono- morfi, ercogami, rimangono largamente aperti fino alla caduta dei filamenti, dei petali, dei sepali. Lo stimma sovrasta sempre le an- tere, le quali all'antesi si mostrano diritte e rivolte un po' verso l'esterno. Deiscono per fenditure longitudinali e dopo essersi vuo- tate di polline e disseccate, i filamenti staminali si ripiegano verso l'interno del fiore e si addossano all'ovario. L'autoimpollinazione spontanea è quindi impedita. Sul disco, tra i filamenti staminali ed i petali, si trovano i net- tarli — alterni con i filamenti — già osservati da Ruiz e Pavon. I petali sono d'un verde-chiaro (« albido-lutescentia » secondo Ruiz e Pavon ; bianchi secondo Hooker, Pax, Triana e Planchon) e perciò poco appariscenti. D'un verde alquanto più cupo sono i sepali. Ad eccezione dei nettarli la pianta pare non abbia alcun altro mezzo di adescamento. De Lagerheim non potè constatare nei fiori nessun particolare odore, ma tutta la pianta, fresca, ne emana uno debole, spiacevole, che ricorda quello di Cestrum ; negli esemplari secchi l'odore varia,, diventa più sensibile ed è analogo a quello di liqui- rizia. Pax ed altri autori più recenti hanno paragonato l'odore di T. pendula a quello di Apiiim graveolens. A Quito, nel Giardino botanico, von Lagerheim osservò soltanto pochi ditteri che visitavano i fiori della specie in questione, per la quale i caratteri dati dagli autori non sono concordi e perciò pensa che possa esservene un'altra che egli non ebbe la ventura d'incon- trare. Fam. Resedaceae. I generi sono disposti secondo l'ordine di Hellwig nella sua monografia della famiglia, inserita nell'opera « Engler und Prantl », Die natùrliche Pflanzenfamilien. Gen. Caylusea A. St. Hilaire. C. canescens (L.) H. Hill, ha fiori omogami, a nettare comple- tamente nascosto, che furono osservati, e minutamente descritti, dal Fisch presso il Cairo. (1) Zur Kenntniss der Tovariaceen ; Berichte d. d. botan. Gesells. X, 3, p. 163-169; 1892. — 168 — Il calice e la corolla hanno cinque pezzi ; quelli della corolla, bianchi, sono un po' giallastri alla base e come in Reseda^ diversi in grandezza. La base concava nella faccia interna è munita di unghia squamiforme che copre il nettare; la porzione superiore in- vece è laciniata e con le gialle antere e l'ovario verde rappresenta non piccola parte nell'insieme vessillare, I singoli fiori, del dia- metro di 5-8 mm. sono poco appariscenti, ma un po' più lo sono le ricche infiorescenze a racemo, nelle quali soltanto pochi fiori sono contemporaneamente spiegati. Gli stami, in numero di 12-18 per fiore, risultano di un lungo filamento, cilindrico, fornito di brevi peluzzi che ancora più pic- coli si trovano pure su le antere. Queste, dapprima introrse, si torcono durante la deiscenza in modo da rivolgere in alto il lato coperto di polline. L'ovario è munito d'un peduncolo come nelle Capparidacee, e ricoperto come i filamenti di corti peli, dai quali gl'insetti ven- gono trattenuti dal cercare il nettare al punto d'inserzione di que- sto organo e guidati nella via precisa. Quantunque il peduncolo fiorale sia obliquamente rivolto in alto, gli organi sessuali per un ripiegamento pronunciato si tro- vano sempre in una posizione pendente, per cui il gineceo si rende molto comodo come posatoio per gl'insetti e l'accesso alla cavità nettarifera rimane libero. Lo stimma acquista la sua lucentezza quando deiscono le antere dei primi stami, i quali, a mano a mano che le antere si aprono, si allontanano dall'ovario, cosicché gli stimmi rimangono isolati. L'autogamia, come purs la geitonoga- mia, a motivo della posizione pendente del gineceo per cui gli stimmi sono coperti completamente dall'ovario, non può avvenire per la caduta del polline. L'autoimpollinazione per diretto contatto delle antere con gli stimmi non fu mai osservata dal Fisch, che a visitare i fiori notava soltanto un muscide allotropo. I visi- tatori principali, però, come in Reseda^ devono essere api bre- vilingui. Il nettare è ben difeso contro la pioggia e gli ospiti sgraditi, il polline invece è in piena balia delle vicende atmosferiche, come è il caso delle Reseda agamotropiche (1). Gen. Reseda L. I fiori, biancastri o giallastri, omogami o debolmente proteran- dri, contengono nettare più o meno completamente nascosto. (1) Hansgirg a. — Pkysiolog. und phycophytologische Untersuchungen; Prag 1893. — 169 — I petali hanno la lamina frastagliata iu lacinie davate, diver- genti a raggi. II ricettacolo si allarga posteriormente in un di- sco (1) quadrangolare, perpendicolarmente eretto, ricoperto di peli nella faccia anteriore e che funge da nettarindice. La faccia po- steriore, glabra, produce nettare. Le unghie allargate, squamiformi, del petalo mediano e posteriore sono addossate alla superficie po- steriore del disco e con i loro lobi lo circondano superiormente e lateralmente, cosicché proteggono il nettare da la pioggia e dai vi- sitatori inutili (p. es. Mosche). Wilson (1883) ha paragonato il nettario di Reseda ad una sca- tola il cui coperchio deve essere aperto da gl'insetti cercatori di nettare; a questa bisogna le api brevilingui del gen. Prosopis sem- brano meglio adatte delle longilingui. In questo genere la gemma fiorale è aperta; quindi non ha luogo una vera antesi, e il principio della secrezione nettarea in- dica la maturità del fiore. L'ovario libero nel centro del fiore rappresenta il più comodo posatoio per gl'insetti, i quali provocano perciò sempre eteroimpol- linazione quando abbiano in precedenza visitato un altro fiore. (Mùller, Ivirchner, Mac Leod, Knuth). R. luteola L. — I fiori giallo-pallidi hanno nettare completa- mente nascosto, raccolto in un nettario conformato come quello di R. lutea. I fiori, inappariscenti in sé, sono riuniti in infiorescenze abbastanza visibili. Gli stami uniformemente disposti intorno al- l'ovario sono un po' sorpassati dai tre stimmi. Durante la deiscenza delle antere non ha luogo movimento degli stami, perciò l'autoim- pollinazione spontanea é molto facilmente possibile. A differenza di quello che avviene in altre specie {R. lutea, R. fruticosa ecc.), il processo di deiscenza delle antere è centrifugo secondo Beyer (pag. 51). Come visitatori dei fiori Mùller e Buddeberg [Befr. p. 143; Weit Beoh. II, p. 205) osservarono: Urodon conformis Suffr., U. ru- fipes F. fra i coleotteri; Antkrena nigroaenea Iv., in quantità, Apis mellifica L., Proaojns hipunctata F., Pr. communis Nyl., molto fre- quente, Pr. hyalinata Sm., frequente. Macchiati (Catal.) elenca: Andrena cineraria L., Prosopis signata Panz., Ajns mellifica L., e nei miei appunti trovo segnati per que- sta specie Anthreìia-sp., Apis mellifica L., Prosopis-sp. (1) Nel suo studio anatomico dei tessuti nettariferi, Bonnier (pag. 1C8) con- sidera questo organo come uno sviluppo speciale del parenchima su la base comune degli stami, che sporge in fuori, formando uua dipendenza speciale nettamente separata dai filamenti. — 170 — R. luteola L. var. crìspata Ten. presso Algeri si presentò a Bat- tandier ginodioica. (Bot. Centrbl. XVIII, p. 104). R. lutea L. — I fiori d'un giallo pallido a nettare completamente nascosto, omogami secondo Kirchner (FI., p. 315), debolmente pro- terandri secondo Schulz (Beitr., I, 1888, p. 4), sono orizzontali e privi di odore. In principio gli stami sono inclinati sopra il pi- stillo (Kirchner), ma in esemplari del Giardino di G-and osservati da Mac Leod (Bevr., p. 214) non tutti gli stami erano piegati sul pistillo, ma alcuni rivolti ai due lati del medesimo od anche in basso, presentando a questo riguardo molta diversità. Quando incomincia la secrezione del nettare deiscono alcune antere ed i loro filamenti si ripiegano in alto nella direzione del disco. In questo frattempo secondo Kirchner sono già sviluppate le papille stimmatiche, ma secondo Schulz queste maturano soltanto quando le antere degli stami più interni contengono ancora del polline, cominciando la deiscenza delle antere da quelle degli stami verso la periferia del fiore. Mancando le visite degl'insetti può aver luogo l'autoimpollina- zione, poiché le antere aperte stanno su lo stimma, ma questa au- togamia è di scarso o nullo effetto [Darwin^ Foche). Oltre ai fiori ermafroditi, Schulz osservò l'andromonecia, pre- sentandosi in alcune infiorescenze dei fiori con ovario non svi- luppato. Tra gl'insetti visitatori dei fiori Miiller {Befr, p. 143; Weit. Beob., II, p. 205) osservò : Apis mellifica L., Halictus-s^.j Prosopis pictipes Nyl., P. signata Pz., molto numerosa, fra gli apidi; Cerce- ris arenaria L., C. labiata F., frequente, C. ryhiensis L., molto nu- merosa, fra gli sfegidi; Odynerus parietum, L., fra i vespidi. Osservò pure alcuni coleotteri e ditteri. Loew nella Stiria (Beitr. p. 51) notò ProsojJÌs-sp. ; Dalla Torre nel Tirolo le api: Halictus quadricinctus Fbr., H. sexnofatus K. ; Mac Leod nei Pirenei, a Gèdre: Andrena nigroaenea K., A. albi- crus K., A. parvula K., Halictus flavipes F., Odynerus parientum L., Eumenes coarctatus L., Polistes gallica L., fra gl'imenotteri brevi - lingui; Pieris Daplidice ; Syritta pipiens L., Syrphus corollae F.^ Anthomyia buccata Fall., fra i ditteri; Smith in Inghilterra: Pro- sopis bipunctata F, i^ signata Pz. Schletterer per il Tirolo e presso Pola osservò i seguenti ime- notteri : Anthidium diadema Ltr., A. oblongatum Ltr., Anthrena al- hopunctata Rossi, A. convexittscula K., A. convexiuscula K. var. fu- scata K., A. flessae Pz., A. labialis K., ^1. morio Bruii., A. parvula K.^ — 171 — A. thoracica F., Ceratina cucii rhitina Rossi, Colletes lacunosus Dours, C. niveofasciatus Do ars, Eucera longicornis L., Halictus calceatus Scop., H. interruptus Pz., H. quadricinctus F., H. sexnotatus K., Nomada nohilis H.-Sch., Xomia diversipes Latr., Prosopis clypearis Schck., fra gli apidi: Pristomerus luteus Pz., fra gricneumonidi; Paeudagenia albifrons Dalm., Salìus notatus Lep., fra i pompilidi, Cerceris arenaria L., C. emarginata Pz., C. quadri fasciata Pz., C. speculari.^ Costa, Crabro clypeatus L., fra gli sfegidi; Allantus fa- sciatus Scop., fra i tentredinidi, e Eumenes pomiformis Pz., Ody- nerus parietum L., Polistes gallica L. fra i vespidi. Macchiati (Catal.) elenca: Anaspis frontalis, l'ape, Halictus .\ Prosopis signata Panz., Prosopis-sTp., Vespa germanica F. Nei miei appunti trovò : Odynerus parietum L., Bombus-sp. R. odorata L. nelle disposizioni fiorali concorda con K. lutea. I fiori odorosi, bianco-giallastri, omogami, attirano numerose pic- cole api le quali o succhiando nettare o raccogliendo polline, effet- tuano l'impollinazione. Mancando le visite degl'insetti ha luogo l'autoimpollinazione spontanea, coronata da successo. MùUer {Befr. pp. 142, 143 ; Weit. Beob. Il, p. 205) in Westfalia osservò i seguenti visitatori: Stjritta pipiens L., tra i sirfidi; Anthrena nigroaenea K., Apis mellifica L., frequente, Halictus smeathmanellus K., H. zonulus Sm., Prosopis annularis Sm., P. bipunctata F., fre- quente, Pr. communis Nyl., molto frequente, P. hyalinata F., P. pictipes Nyl fra gli apidi ; Cerceris rybiensis L. tra gli sfegidi ; Thrips, molto numerosi. Knuth {Weit. Beob. p. 231) nello Schleswig-Holstein osservò Apis mellifica L., Pieris-sp. Loew nel Mecklenburg (Beitr. p. 41) : Hali- ctus rubicundus Chr., Syrplius balteatus Deg., Apis mellifica L. Schenck in Nassau osservò : Anthidium oblongatum Ltr , A. pun- ctatum Ltr., A. strigatum Ltr. Alfken presso Bolzano : Coelyoxis rufocaudata Sm., Halictus fa- vipes F., frequente, Megachile pacifica Pz., frequente, fra gli apidi, e i coleotteri : Acmaeodera flavofasciata Pili., Clytus massiUensis L., C. ornatus Hbst. Poppius ad Esbo in Finlandia osservò Pieris napi L. e Plutella cruciferarum Zeli, fra i lepidotteri ; Coccinella Mero- glyphica L. ; Bombus lapidarius L. , Andrena parvula King., Hy- laeus annulatus L., H. confusus Npl. fra gl'imenotteri ; Syritta pi- piens L., Syrphus floreus L., Scaeva-sp., Se. vittigera Zett., Sphae- rophoria menthastri L., Paragus tibialis Fall., Lucilia-sp., Sarco- phaga carnaria L. Recentemente Heineck (1908) ha considerato diversamente il — ÌV2 — ricettacolo di R. odorata^ allontanandosi dalle descrizioni di Sprengel e di H. Miiller. Egli ha osservato tre ingressi principali al nettare, e cosi an- gusti da non poter essere sfruttati dalle mosche. Quello mediano si trova fra le unghie dei due petali posteriori ; due più larghi si trovano lateralmente a questo nel mezzo delle unghie, ed ognuno di essi ha una piega verso l'interno. Le due aperture esistenti fra le unghie dei petali posteriori e laterali meritano appena di esser prese in considerazione, poiché lo spazio nettareo è già divenuto tro|)po angusto. R. glauca L., studiata da Mac Leod nei Pirenei, presenta fiori bianchi, a nettare parzialmente nascosto, raccolti in racemi appa- riscenti, eretti. Come nelle altre specie di Reseda il nettario è rap- presentato da un disco bianco, semicircolare, su la faccia posteriore dell'ovario ; nel mezzo produce nettare ricoperto in parte dalle due squame basilari dei petali superiori, cosicché il fiore è da assegnare alla classe AB di Miiller. Quando il fiore si apre, i quattro stimmi sono già maturi ses- sualmente e possono essere fecondati mediante le visite degl'insetti; la deiscenza delle antere avviene prima negli stami superiori e più tardi in quelli inferiori. Poiché i fiori sono in posizione orizzontale, l'autoimpollinazione è resa possibile dalla caduta del polline delle antere superiori su gli stimmi. Specialmente in giugno R. glauca h visitata da numerosi insetti. A Gédre, nei Pirenei, Mac Leod (p. 123) osservò: Andrena ovina Kb, A. extricata Smith, A. trimmerana K., A. nigro-aenea K., A. nigro-olivacea Dours., A. aìbicrus K., Halictus rubicundus Christ., H. fiavipes F., PoUstes gallica F., fra gì' imenotteri ; Syrphus co- rollae F., Zodion cinereum F., fra i ditteri emitropi ; Hylemya ci- nerella Meig., fra i ditteri allotropi. Gen. Oligomeris Cambess. I fiori ermafroditi, talora si presentano unisessuali per aborto (Hellwig). Gen. Ochradenus Del. Fiori ermafroditi od unisessuali per aborto, apetali (Hellwig). 0. haccatus. Del., pianta del deserto, esaminata dal Fisch presso Heluan, presenta fiori apetali, unisessuali, su diversi individui od anche, secondo Volkens {Flora etc, 1887), su lo stesso piede. II calice risulta di sei lobi colorati in verde, rivolti in basso. Sul calice si trova un disco allargato, bene sviluppato, che nel fiore maschile si presenta diversamente suddiviso, mentre nel fiore fem- minile non lo è quasi affatto. — 173 — Gli stami nel fiore maschile sono in gran numero, e l'ovario è ridotto. Nel fiore femminile ^li stami sono trasformati in squa- mette membranacee ed i tre stimmi sono molti espansi. La funzione vessillare è compiuta nei fiori maschili — che oltre il nettare offrono anche polline agl'insetti — principalmente dalle antere di color© aranciato^ contenenti polline giallo chiaro. Concor- rono anche le altre parti del fiore ; il disco, i lobi del calice e per- sino le brattee fiorali che, verdi in principio, assumono poco dopo l'antesi una colorazione gialla, la quale specialmente nei fiori fem- minili si cangia spesso alla fine in arancio. Il gineceo si colora anch'esso in giallo, ma dopo la fecondazione ritorna verde. Gli stimmi brillano. All'appariscenza contribuisce ancora la disposi- zione dei fiori in densi racemi, la cui fioritura ha luogo dal basso all'alto, ma di speciale importanza, come per altre molte piante del deserto, è l'arresto del fogliame che nelle macchie di Ochradenus non raggiunge mai un forte sviluppo ; inoltre ha non poco valore il contrasto con l'ambiente. I frutti sono numerosi, quindi le visite degl' insetti nei fiori unisessuali non possono essere scarse, tuttavia Fisch non osservò che una vespa, tre muscidi e due specie di formica. Poiché il nettare è liberamente esposto, il fiore appartiene al gruppo A della classificazione del Mùller. Considerazioni generali su le " Resedacee „. Le Resedacee hanno fiori omogami o lievemente proterandri, ermafroditi od unisessuali per aborto, Ochradenus baccatus si pre- senta dioico od anche monoico. Rispetto all'esposizione più o meno completa del nettare, Cay- lusea canescens, Reseda luteola, R. lutea e R. odorata, a nettare com- pletamente nascosto, entrano nella classe B di Mtlller; JL glauca, a nettare piarzialmente nascosto, nella classe AB e Ochradenus baccatus, il cui nettare è liberamente esposto, appartiene alla classe A. Il carattere del nettario coincide in questi tre gruppi col colore bianco, bianco-giallastro, giallo, giallo-biancastro ad essi assegnato e gl'insetti visitatori sono nel maggior numero imenotteri a breve tromba. Da uno sguardo agl'insetti che visitano i fiori delle Reseda ri- sulta che essi sono più frequentati dagl'imenotteri che non dai dit- teri, contrariamente a quanto asseriva Delpino, come già aveva — 174 — rilevato H. Miiller (cit. da Bonnier^ p. 70). Similmente i fiori di Ee- seda odorata^ luteola e Phijtheuma^ verdi o bianco verdastri, poco visibili (che Darwin chiamava « fiori oscuri » e riteneva poco vi- sitati), molto nettariferi, attirano molti imenotteri (Bonnier^ p, 39). L'odore dell'amorino {Reseda odorata) rientra nel gruppo degli odori benzoloidi secondo Kerner (p. 191), e Delpino lo adduce come tipo (odore resedino), mentre i fiori di R. alba odorano di narcisso ma con qualche mistura di spiacevole (Ulf. Oss., p. 43). I fiori delle Reseda durano parecchi giorni e non si chiudono mai, rimanendo aperti fino al tempo in cui appassiscono (fiori aga- motropi), mentre parecchie tra loro effettuano movimenti carpotro- pici, per la difesa dei frutti maturi. L'autoimpollinazione, possibile in molti casi, è coronata di sue. cesso oppure è di scarso o nullo effetto come in R. lutea^ secondo Darwin e Focke. Le esperienze di Darwin provarono che alcuni individui della stessa discendenza sono autosterili ed altri comple- tamente autofertili , fatto, questo, di cui Darwin cercò una spie gazione nella ipotesi di spontanea variazione della pianta. ^ Fani. MOEINGAOEAE. Questa famiglia, di dubbia posizione sistematica, comprende il solo genere Moringa con le tre specie: M. arabica 'Pers., M. oleifera Lam. e M. concannemis Nimmo. Mancano osservazioni dirette a riguardo della biologia fiorale, tuttavia diverse circostanze accennano ad eteroimpollinazione : la presenza di un disco, il grato odore dei fiori ed il colore — bianco o rosso — dei medesimi {Pax: Naturi. Pflanzenf, III, 2, p. 242). Gen. Moringa Juss. M. oleifera Lam., un bell'albero dai rami gracili e dal fogliame elegante, ha fiori vistosi, appariscenti, in ricche pannocchie ascel- lari, probabilmente nettariferi. Secondo Delpino {Ult. Oss. II, 2, p. 334) i fiori di Moringa {M. oleifera?), a quanto ne riferisce Gould, sono y-isitati nella Giamaica e a San Domingo dal piccolo colibrì Mellisuga minima Gould. Brehm (Vita degli animali, Uccelli IV, trad. ital. 1870, p. 12) riporta pure che i fiori di Moringa sembrano avere speciali attrat- tive per la CertJiiola flaveola, uno scansore che ha le stesse ten- denze dei colibrì, e passando di ramo in ramo esamina, come essi, accuratamente l'interno dei fiori. — 175 — Per Delpino (Piante formicarie) il gen. Moringa con le sue tre specie (una delle quali — M. aptera — è senza dubbio fornita di nettarli estranuziali, e le altre due pare che lo siano) rappresenta un endemismo mirmecofilo per la regione afro-indiana (Bull. Orto Bot, Napoli, tomo I, fase. 2, p. 170, e tomo I, fase. 4, p. 386). BIBLIOGRAFIA. Abbado M. — La Cleistogamia; Atti Soc. ital. Se. nat. voi. XLVIIl, 1909. 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E. il tenente generale Ezio Reisoli comandante delle truppe ope- ranti nel settore di Homs che non disdegnò accoppiare la gloria delle vittorie all'umile raccolta di piante che maggiormente col- pivano la sua attenzione, al tenente colonnello d'artiglieria G. Re- gazzi, ai capitani di artiglieria Cesare Baseggio a Tripoli e Attilio Franchini a Derna, al tenente del genio Luigi Sacco a Tripoli e al capo operaio dell'arsenale a Bengasi Carlo Raviola, si deve questa piccola ma importante raccolta (1). (l) In quest'anno altre due raccolte fatte da militari in servizio di guerra sono state pubblicate: R. Pa.mpaninx: Un manipolo di piante della Cirenaica. — In Bull. Soc. bot. Ital 1912, piante raccolte dal sig. M. Lunga, sergente nel battaglione Edolo del 5° reggimento alpini. A. Beguinot e A. Vaccari: Contributo alla Flora dtlla Libia. — Mini- stero Aifari Esteri. Monografie e Rapporti coloniali, n. IG, agosto 1912, piante raccolte dal maggiore medico della R. marina Antonio Vaccari. Vedi anche: A. Trotter: Addizioni alla Flora libica. — In Bullet. Soc. bot. Ital. (Ottobre 1912) p. 193-200. — 184 — E i sensi della mia gratitudine vadano tanto a chi mi ha pro- curato il gradito incarico di questo studio quanto a tutti gli illustri raccoglitori. Additerò qui le piante più pregevoli facenti parte di questa col- lezione. Forme nuove: Helichrysum siciiliim var. albidum, Anagallis Mo- nelli var. leptensis, Ornithogalum barba caprae subsp. Baseggii. Risultano nuovi acquisti alla Flora libica: Fumana arabica, Erodium glaucophyllum e Laimaea tenuiloba. Roma, 31 ottobre 1912. Brassicaceae. 1. Brassica Tournefortj Gouan. Deserto di Hod el Migrab presso Tripoli, 6. IV. 1912 (Gap. Cesare Baseggio, n. 58). 2. Sisymbrium IriO Linn Deserto di Hod el Migrab presso Tripoli, 6. IV. 1912 (Gap. Cesare Baseggio, n. 62). 3. Lobularia lybica (Viv.) AVebb. Tripoli-Ainzara, 15. II. 1912 (Gap. Cesare Baseggio, n. 76). ClSTACEAE. 4. Helianthemum tunetanum Goss. et Kral. Tripoli giugno 1912 (Ten. Luigi Sacco, n. 10). 5. Fumana arabica (Linn.) Boiss. Derna, 21. V. 1912 (Gap. At- tilio Franchini, n, 39). Nuova per la regione, nota anche della Tunisia e di Sicilia. SlLENACEAE. 6. Silene Oliveriana Otth. Tripoli-Ainzara, 15. II. 1912 (Gap. Ce- sare Baseggio, n. 70). 7. Tunica compressa (Desf.) Fisch. et Mey. Tripoli, giugno 1912 (Ten. Luigi Sacco, n. 6). Pakonichiaceae. 8. Paronychia arabica DC. Tripoli-Ainzara, 15. II. 1912 (Gap. Ce- sare Baseggio, n. 84). Tamaricaceae. 9. Tamarix bounopaea J. Gay. Homs (Tenente generale Ezio Rei- soli, u. 26). — 185 — Malvaceae. 10. Lavatera eretica Linn. Ainzara, 29. I. 1912 (Teu. Luigi Sacco, n. 13). Geraniaceae. 11. Erodium laciniatum (Cav.) Willd. Tripoli, giugno 1912 (Te- nente Luigi Sacco, n. 8); Tripoli-Ainzara, 15. II. 1912 (Gap. Cesare Baseggio, n. 8B), 12. Erodium glaucophyllum Ait. var. giabrum Pom.? Derna, 21. V. 1912 (Gap. Attilio Franchini, n. 34). Esemplare caulescente sterile con foglie a lembo rigido carno- setto, glaberrimo, con orlo lobulato-dentato. Tutte le parti sono glaberrime ad eccezione delle stipole che nei margini sono densa- mente cigliati. Il caudice è grosso e quasi legnoso. Terebinthaceae. 13. Rhus oxyacantha Gav. Homs, luglio 1912 (Tenente generale Ezio Reisoli, n. 31). Rhamnageae. 14. Zizyphus Lotus Linn. Homs, luglio 1912 (Tenente generale Ezio Eeisoli, n. 30). Leguminosae. 16. Genista capiteliata Coss. var tunetana Goss.; Trotter in Bollet. Soc. Bot. Ital. (1912) p. 198. Homs, luglio 1912 (Tenente generale Ezio Reisoli, n. 18). Per la Libia non era nota fino a pochissimo tempo fa che la G. acanthoclada DG. della quale ho visto esemplari raccolti da J. Haimann nella Tripolita.nia nell'aprile 1882. La G. acanthoclada differisce dalla Genista capiteliata Goss. pei rametti sempre opposti, tutti terminati all'apice in una spina acutissima e pungente, per le foglie sempre trifoliolate a foglioline lineari lunghe 6-9 mm., larghe 0,6-1 mm.; pei fiori sparsi lungo i rametti formando dei racemi lassi pauciflori; per le corolle esternamente densamente sericee. Ringrazio vivamente il prof. Trotter per avermi comunicato in esame gli esemplari suoi e altri provenienti dai dominii francesi. Mentre la G. acanthoclada rappresenta per la Libia un elemento — 186 — della Flora mediterranea occidentale, la G. capifellata rappresenta un elemento di quella occidentale riallacciandosi essa a tipi propri dell'Algeria e del Marocco. 16. Ononis angustissima Lam. Tripoli, giugno 1912 (Ten. Luigi Sacco, n. ò). 17. Trifoiium stellatum Linu. Derna, 21. V. 1912 (Gap. Attilio Franchini, n. 44). 18 Antiiyllis maura Beck: AV. Becker in Beiheft bot. Centralbl. XXVII (1910) p. 270. Tripoli, giugno 1912 (Ten. Luigi Sacco, n. 7). 19. Lotus creticus Linu. Tripoli-Ainzara, 15. IL 1912 (Gap. Ce- sare Baseggio, n. 81). 20. Vicia pseudocracca Bert. Tripoli-Ainzara, 15. IL 1912 (Capi- tano Cesare Baseggio, n. 80) 21. Caesalpinia Gilliesii Wall. Homs, luglio 1912 (Ten. generale Ezio Eeisoli, n. 21); Bengasi, 16. V. 1912 ('Capo operaio Carlo lia- viola, u. 45). Lythraceae. 22. Lawsonia alba Lam. Homs, luglio 1912 (Ten. Gen. Ezio Rei- soli, n. 22j. AlZOACEAE. 23. Mesembrianthemum cristallinum Linn. Homs, luglio 1912 (Te- nente generale Ezio lieisoli, n. 20j. Umbelliperae. 24. Pituranthos tortuosus (Desf.j Bentli. et Hook. f. Tripoli giu- gno 1912 (Ten. Luigi Sacco, n. 11). Dipsaceae. 25. Scabiosa arenaria Forsk Derna, 21. V. 1912 (Gap. Attilio Franchini, n. 36). ASTERACEAE. 26. Pallenis spinosa Cass. ^ asteroides 'Yìv.) Aschers. Berna, 21. V. 1912 iCap. Attilio Franchini, n. 41). 27. Phagnalon rupestre iLinn.j DG. Homs, luglio 1912 (Ten. ge- nerale Ezio Eeisoli, n. 28). 28. Helichrysum siculum iSpreng.) Boiss. Homs, luglio 1912 (Te- nente generale Ezio Eeisoli, n. n. 15 e 29). 29. Helichrysum siculum var. albidum Chiov. var. nov. Involucrum albidum vel pallidissime flavescens. Tripoli, giugno 1912 (Ten. Luigi Sacco, n. 1). — 187 — Non riesco a trovare oltre il colore dell' involucro altri carat- teri per separare questa varietà dal tipo specifico. UH. lacteum Coss. della regione atlantica superiore è certamente diverso. 30. Filalo gallica Linn. Tripoli-Ainzara, 15. II. 1912. (Gap. Ce- sare Baseggio, n. 75 1. 31. Anthemis glareosa Dar. et Bar. Tripoli-Ainzara, lo. II. l'J12 (Gap. Gesare Baseggio, n. 04:). 32. Anacyclus alexandrinus Willd. Iloms, luglio 1912 (Ten. gene- rale Ezio Reis)]i, n. 16). 33. Artemisia herba alba Asso. Derna, 21. V 1912 (Gap. Attilio Franchini, n. 42). Esemplare sterile munita della galla lanosa della quale parlano Viviani e Durant et Barratte. 34. Senecio coronopifolius Desf. Tripoli, giugno 1912 (Ten. Luigi Sacco, n. 4) ; Tripoli-Ainzara, 15. II. 1912 (Gap. Gesare Baseggio, n. 82). 35. Cìchoriiim pumilum Jacq. Derna, 21. V. 1912 (Gap. Attilio Franchini, n. 40). 36. Launaea teniiiloba (Boiss.) Tripoli, giugno 1912 (Ten. Luigi Sacco, n. 9). Non esito a riferire a questa specie l'esemplare citato, formato di due individui, perchè essi hanno tutte le caratteristiche attribuite dal Boissier alla sua Zolliko feria tenuiloha, la quale è per ora nota della Palestina meridionale. Sono specialmente caratteristiche le la- cinie fogliari subfiliformi terminate all'apice da mucrone candido e le brattee involucrali terminate all'apice pure da bianco mucrone. Primulaceae. 37. Anagallis linifolia Linn. Tripoli-Ainzara, 15. IL 1912. (Ca- pitano Gesare Baseggio, n. 63). 38. Anagallis Monelli Linn. var. jeptensis Ghiov. Corolla rubra petalis obovatis. Gaules fruticulosi, internodiis abbreviatis. Folia rigida, valde minora quam in typo. Homs, luglio 1912 (Ten. Gen. Ezio Reisoli, n. 27). Questa varietà sarebbe per la ^4. Monelli Linn. analoga alla var. mio'oph/jlhi Ball, per 1'^. linifolia Linn. UÀ. Monelli differisce da questa varietà per i petali rotondati ricoprentisi in basso per gli orli, qui invece i petali sono più lunghi che larghi e in basso gli orli non si ricoprono affatto. Petali lunghi 3-4 mm., larghi 2,5 mm. Foglie lunghe 7-8 mm., larghe 2 mm., nella pagina superiore nel secco munita ai lati della costola di due nervi sottili impressi, coi margini un po' revoluti. — 188 — 39. Cyclamen Rohlfsìanum Aschers. Derna-Casa Aronne, 20. X. 1912 (Ten. col. G. Eegazzi, n. 87). A SOLEPIADACEAE. 40. Calotropis procera (Wild.) E. Br. Homs, luglio 1912 (Ten. 'Gen. Ezio Eeisoli, n. 25). BORRAGINACEAE 41. Alkanna tinctoria (Linn.) Tausch. Tripoli-Ainzara, 15. II. 1912 (Gap. Cesare Ra veggio, n. 71). 42. Echium arenarium Guss. Tripoli, giugno 1912 (Ten. Luigi Sacco, n. 3); Homs, luglio 1912 (Ten. Col. Ezio Reisoli, n. 32). 43. Echium sericeum Vahl. Deroa, 21. V. 1912 (Cap. Attilio Fran- chini, n. 43). 44. Echiochilon fruticosum Desf. Tripoli, giugno 1912 (Ten. Luigi Sacco, n. 2); Tripoli-Ainzara, 15. IL 1912 (Cap. Cesare Baseggio, n. 73). 45. Cerinthe oranensis Batt. Tripoli Hod el Migreb nel deserto 6. IV. 1912 (Cap. Ces. Baseggio, n. 56). SOLANACEAE. 46. Hyosciamus albus Linn. Tripoli Hod el Migreb nel deserto, 6. IV. 1912 (Cap. Ces. Baseggio, n. 60). 47. Nìcotiana glauca Graham. Homs, luglio 1912 (Ten. Gen. Ezio Reisoli, n. 17). SCROPHU LARIACEAE. 48. Linaria tenuis (Viv.i Spreng. Tripoli-Ainzara, 15. IL 1912 (Cap. Ces. Baseggio, n. 79). 49. Linaria virgata Desf. var. sirtica Murb. Ainzara, 29.1. 3912 (Ten. Luigi Sacco, n. 12). Lamiaceae. 50. Micromuria nervosa (Desf.) Benth. Derna, 21. 5. 1912 (Ca- pitano Attilio Franchini, n. 38). 51. Salvia lanigera Peir. Tripoli-Ainzara, 15. IL 1912. (Cap. Ce- sare Baseggio, n. 65). 52. Prasium majus Linn. Homs, luglio 1912 (Ten. Gen. Ezio Reisoli, n. 23). 53. Ballota pseudo dictamnus (Linn.) Benth. Derna, 21. V. 1912 . 18. Venturia Straussii Sacc. Sui rametti e sulle foglie languenti di Erica sroparia, presso S. Marino. Aschi: 80-120 ^ 17-18 p.. Spore : 18- 20 '^ 8-9 », unisettate, pri- ma j aline, poi leggerm. olivacee. 19. Melanomma juniperiniim (Karst.) Sacc. Sui rami secchi di Juniperiis communis, a Colle Umberto I. Associata al Ceratostonia juniperinum Eli. et Ev. 20. Pleospora vulgaris Niessl. SuU'O.sym alba; i periteci sono localizzati alle porzioni terminali dei rametti, che si presentano — 196 — per un certo tratto secche. A Monte Malbe, ot- tobre 1912. Aschi: 100-110 ^ 13-16 ja. Spore : 18-25 ^ 9-10 », 5-settate. 21. PI. Dianthi De Not. Nelle foglie e nel caule di Dianthus Caryophyl- lus, coltivato in giardini a Perugia, gennaio 1912. Periteci: 200-300 jx. Ascili: 115-160 ^ 23-27 {1. Spore: 30-35 * 15-16». 22. PI. Cytìsl Fckl. Nei rami secchi del Cytisus sessili folius, a Monte Malbe, ottobre 1911. Aschi: 180 * 20-25 {ji. Spore: 32-35 ^ 11-13 jx. f. Spartii (Sacc. Syll. Fung., Il, p. 248). Nello Spartium junceum, all'orto agrario del- l'Istituto di Perugia, marzo 1912. Aschi: 110-150 ^ 23-25 ja. Spore: 25-35 * 12,5-13,5 jx. 23. PI. infectoria Fckl. Nei culmi secchi di Triticum sativum, a S. Mar- tino in Campo, marzo 1912. Aschi: 100-140 * 12-13,5 jji. Spore: 20-25 * 9-10 ». 24. PI. Tassiana Sacc. et Trav. Sui rami secchi di Osyris alba, a Monte Pac- ciano, marzo 1912. Aschi: 80-90 * 16-18 fi. Spore: 18-20 * 7-8 », trisettate. 25. PI. Coronillae n. sp. « Peritheciis gregariis, peridermio tectis, clemum erumpentihus^ globoso -depressis, atris, 0,5-0,7 mm. lai., coriaceis, oscillo umhonato pertusis, levihus; ascis cylindraceo-clavatis, subrectis vel arcuatulis, 8 spo- ris, 190-230 * 12^; sporidiis monostichis, elli- psoideis, obtuse rotundatis, 3-4 transverse septatisy — 107 — medio corìòtrictis, in longitudine uniseptatis, oìivaceo melleiò', 20-25 * 10-11,5 \). ; paraphijsihm fUifor- mibus, simplicibus, asMs aequantibus ». Hab. ad ramos emortuos Coronillae Eineri^ in « Monticelli », prope Perusiam. 26. Cucurbitaria Coronillae (Fr.j Sacc. Sui rami di Coronilla Emei'u.s, nel bosco di S. Domenico a Perugia, febbraio l'J12. 27. Polystigma rubrum (Pers.) D. C. Sulle foglie di Prunus Amt/gdalus, nell'orto agrario dell'Istituto, ottobre 11)11. 28. Mlcrothyrium microscopicum Desm. Nelle foglie di Quercus Ilex, presso Perugia, gen- _naio 1912. 2d. Lophodermlum Pinastri (Schrad.) Chev. Nelle foglie secche o ancora verdi di Pinun Pi- nea, presso Ponte S. Giovanni, gennaio 1912. BASIDIOMYCETE/E De By. 30. Ustllago bromivora (Tul.) Fisch. de Wald. Sugli ovari di Bromus sterilis, nell'orto agrario dell'Istituto, maggio 1907. Clamidospore: 7-9,5 jx. 51. U. Caricis (Pers.) Fck, 8ulla Car ex glauca, a Monte Tezio, maggio 1910. Clamidospore: 20-23 ^ 15-18 ia. 32. Cronartium asclepiadeum (Willd.) Fr. Sulle toglie di Gynanclium fuscatum, nel giar- dino botanico dell'Istituto, agosto 1912. Uredospore: 25-32 ^ 18,5-20,5 ijl. Teleutospore: 30-50 * 10-12 jx. 33. Puccinia Glechomatìs D. C. in Glechoma hederacea, presso Porta Bulagaio a Perugia, settembre 1905. — 198 — Teleutospore : 30 40 v 13-17 (i, con peduncolo lungo 15-20 li. 34. P. Rhagadioli (Pass.) Syd. Picnidi, ecidi, uredosori sulle foglie di Ehaga^ diolus stellatus, a Monte Malbe, marzo 1912. Ecidiospore : 15-25 }x. Uredospore: 20-25 ». 35. Gymnosporangium confusum Plowr. Sui rami di Cydonia vulgaris^ nell'orto agrario dell'Istituto, luglio 1912. Lungh. del pseudoperidio : 5-10 mm. Ecidiospore : 23-29 p.. 36. Aecidìum Ferulae Eouss. et Dur. In Ferula sylvatica, sulla vetta del Subasio, lu- glio, 1910. SPH/EROPSIDE/E Lev. 37. Phyllosticta Aceris Sacc. Sulle foglie di Acer monspesstdanum, a Monte Malbe, ottobre 1911. Picnidi: G5-100 p. diam. Sporule: 3,5-4,5 * 1,3-1,7. 38. Ph. Rhamni West. Sulle foglie di RJiamnus Alaternus, a Monte Luco presso Spoleto, aprile 1912. Picnidi: 180-250 jx. Sporule : 6-6,5 * 3,6 |x. 39. Ph. linea Sacc Sulle foglie di Viljurnum Tinus, a Monte Pac- ciano, ottobre 1911- Picnidi: 60 80 pi, amfìgeni. Sporule : 4,5 * 2 |x. 40. Ph. osteospora Sacc. Nel Fraxinus Ornus. Le sporule sono alquanto più piccole che nel tipo, ma gli altri caratteri — 199 — sono tutti corrispondenti a questa, e non alle altre Phyllosticta descritte sulla stessa matrice. A Monte Malbe, gennaio 1912. Picnidi : 45-65 ji. Sporule: 4-6 * 1 pi. 41. Ph. Quercus Sacc. et Speg. Su foglie languenti e secche di Quercus sessi- Jì/ìora, a Monte Malbe, gennaio 1912. Sporule : 7-8 * 2-2,5 ja. 42. Ph. maculiformis Sacc. In Castanea sativa. a Monte Facciano, otto- bre 1911. 43. Ph. ruscicola Dur. et Mont. Sui cladodi di Ruscus actdeatus, associata alla Leptospliaeria Rusci (Wallr.) Sacc. Monte Subasio, luglio 1911. '& 44. Ph. fìcicola Pat. Sulle foglie di Fictis Carica^ a Valdirose presso Lisciano Niccone, giugno 1912. Sporule: 8-10 ^ 4,5 fi. 45. Ph. iliciseda Sacc Sulle foglie verdi e languenti di Quercus Ilex, nei giardini del Frontone a Perugia, nel gen- naio 1912. Molto affine alla Ph. Quercus Ilicis Sacc. , ma si distingue da questa per le spore più grandi. Picnidi: 250-350 fx. Sporule : 7-7,5 * 2 jx. 46. Phoma crateriformis (Dur. et Mont.) Sacc. Sulle foglie secche di Phyllirea buxì folta, SiMonte Malbe, marzo 1912. Sporule: 15-16 ^ 2-2,5 47. P. syringella Fck. Sulle foglie secche di S/jringa culgaris, coltiv. in giardini a Castel del Piano, decembre 1911. Sporule : 5-6 * 2 \x. — 200 - 48. P. herbarum West. In Oenothera hiennis. Forse è lo stato picnidico della Pleospora herbarum alla quale è associata. Sporule : 7-9 v 3,5-4,6 .a. f. Humuli (Sac Syll. Fung., Ili, p. 133). Nei sarmenti secclii di Humulus Lupulus, al- l'orto agrario dell'Istituto, gennaio 1912. Sporule: 6-7 ^ 3-4 ia. 49. P. Datiscae P. Henn. Nel caule secco di Datisca cannahina, nel giar- dino botanico dell'Istituto, gennaio 1912. Sporule: 4,5-6 ^ 3-3,5 ii. 60. Macrophoma Oleae (D. C.) Beri, et Vogl. = Pho^na Oleae (D. 0.) Sacc. Nelle foglie secche di Olea eiiropasa., a S. Ca- terina presso Perugia, gennaio 1912. Sporule : 18,5-25 v 4,5-5 ji. 51. M. Mirbelii (Fr.) Beri, et Vogl. Nelle foglie secche o languenti di Buxus sem- pervirens, a Monte Luco (Spoleto), aprile 1912. Picnidi: 260-450 p. Sporule : 15-16 ^ 9 |x. 52. M. nerlicola n. sp. « Peritheciis amphygenis^ innatis, gregariis vel .mbsparsis, primum tectis, dein erumpentihus^ co- nicis, poro pertusis^ atris, 150-200 \y- diam.; spo- rulis cylindraceis, rectis, grmndosis, continuisi 17,5- 18,5 ># 2,5-5,5 jA ; hasidiis hyalinis, filiformibus, aequantibus ». Hab. in foliis aridis et dejectis Nerii Oleandri, in Horto Agrario Perusino. A Phoma neriicola Pat. peritheciis amphygenis, sporulisque, longioribus, et a Macrophoma Oleandri Pass., peritheciis am- phygenis sporulisque minoribus satis distincta. 53. Aposphaeria mollis (Lèv.) Sacc. Sullo 8partium junceum a Monte Facciano, ot- ^ tobre 1911. Picnidi: 120-200 pi. Sporule: 4,6-6 * 2-2,5 ìa. — 201 — 54. Dendrophoma Marconii Cav. Sulla Cannahis saliva, coltiv. alla « Colombella » presso Perugia, agosto 1911. 55. Vermicularia trichella Fr. Sulle foglie di Heclera helix nel Monte Subasio, Monte Luco, aprile, luglio, 1911. Picnidi : 100-170 fi. Sporule : 20-25 ^ 5-5,5 jx. 56. V. Liliacearum West. Sulla Convallaria majalis, nei giardini di Villa Faina a Perugia, luglio 1912. 57. Coniothyrium olivaneum Bon. Sulle estremità secche dei rami di Jasmimim nodi florum. Orto agrario dell'Istituto, gennaio 1912. Differisce dal C. Jasminii (Thiim.) Sacc. e dal C. Castagnei Sacc. per le dimensioni delle spore. Sporule : 6,5-7 ^ 4,5. 58. C. Palmarum Oke et Mars. In Chamaerops excelsior nei giardini pubblici di Perugia; febbraio 1912. Associato oXìa, Diplodia Passeriniana Thiim. Sporule: 7-9 * 4-4,5 jx. 59. Diplodia Juniperi West. Sui rami di Juniperus comniunis, nel bosco della Villa Cesaroni a Colle Umberto I. Associata al Ceratostoma juniperinum Eli. et Ev. 60. D. Evonymi AVest. Sulle foglie cadute putrescenti di Evonymus ja- ponicus^ presso Torgiano, decembre 1911. Picnidi : 350-450 \x. Sporule: 25-30 * 10-12 \x. 61. D. Humuli Fck. Nei sarmenti secchi di Humuliis Lupidiis. Orto agrario, gennaio 1912. Sporule: 21-23 * 11-12 iji. — 202 — 62. D. Passeriniana Thiim. I picnidi si trovano su chiazze marginali o api- cali delle foglie verdi, o su quelle secche di Cha- maerops humilis ed excelsior. Giardini pubblici di Perugia, gennaio 1911. Sporule: 8-11 v 3-3,5 jjl. 63. Ascochyta Aucubae Sacc. et Speg. Sulle foglie secche di Auciiba japonica. Giar- dino botanico, febbraio 1912. Picnidi : 150-250 fi. Sporule: 9-10^ 2-3 fi. 64. A. Quercus Sacc. et Speg. Sulle foglie di Quercus Eobur, presso Castel del Piano, maggio 1912. Picnidi: 60-90 ix. Sporule : 9-12,5 * 2-4 fi. 65. A sorghina Sacc. Sulle foglie di SorgJmm vulgare, coltiv. a Ca- salina, nel luglio 1910. Associata al Cladosporiuni '"' graminum Link. Picnidi: 90-120 |i. Sporule: 15-20 v 8 \i. 66. Hendersonia sarmsntorum West. Nelle foglie secche di Laurus nobilis. A Villa^ Monticelli, decembre 1911. Sporule: 13-15 ^ 5,5-6,5 {x. 67. H maculans (Cda) Lev. Sulle foglie di Quercus Ilex, a Monte Malbe, marzo 1912. Associata alla Phyllosticta iliciseda Sacc. Sporule: 18-20 v 6-7 |jl. 68. Stagonospora graminella Sacc. Sulle foglie secche o languenti del Brachypo- dium pinnatum^ a Monte Malbe, ottobre 1911. ' Picnidi: 200-300 p.. Sporule: 16 20 « 2,5-3 [i, 3-4 settate, plu- riguttulate, leggerm. ristrette ai setti. — 203 — 69. Septoria Laburni Pass. Nelle foglie di Cytisus sessili folius, a Monte Malbe, ottobre 1911. Picnidi: 50-100 ti. Sporule: l'2-20 * 2-2,5 p., continue o 1- settate. 70. S. Hederae Desm. In Jfedera helix, presso Monteripido, marzo 1912. Sporule: 23-30 * 2-3 |ji. 71. S. cornicola Desm. In Cornus sanguinea^ a Lerchi presso Città di Castello, giugno 1912. Sporule: 23-30 ^ 2-3 ;jl. 72. S. Dianthi Desm. Sulle foglie del Dianthus Caryophyllus coltiv. in giardini a Perugia ; per lo più associata alla Pleospora Dianthi De Not. Picnidi : 100-150 jji. Sporule : 30-45 ^ 8,5-4,5 jx. 73. S. Petroselini Desm. var. Api! Br. et Cav. Frequente s,Vi\V Apium graveolem; negli orti presso Perugia, ottobre 1911. Sporule : 30-50 ^ 2-3 |ji. 74. S. Lycopersici Speg. Sulle foglie di Solanum Lycopersicttm, coltiv. in orti presso Città di Castello, agosto 1911. Picnidi : 150-200 }jl. Sporule: 60-120 ^ 2,5-3,5 [ji. 75. S. Tritici Desm. Nel Triticum sativitm, molto frequente durante l'inverno e la primavera del 1912. 76. S. evonymina n. sp. « Maculis nullisj sed matrice tota expallente; pe- ritheciis mùmerosissìmis, hypophyllis^ raro epiphyl- lis, saepe in tota folti pagina regulariter confertisy — 204 — suhglohosis, innato ei-umpentibus, epidermide lace- rata ciìictis, osiiolatis, 300-400 [a diam., conteatu parenchymatico fuligineo ; sporulis cylindraceis , sub- clavulatis, utrinque truncatulis, gramtlosis, hyalinis, 1-3 septatis, 45-70 ^ 3,5-4 fi. ». Hab. in foliis languidis ac dejectis Evonimi Ja- ponici, prope Torgiano (Perusia). A Septoria Evo- nymi-japonicae Passer., S. Evonymi Rabh., S. evo- nijmelìa Passer., S. Japonicae Oud. atque S. spi' culispora EU. et Ev., sporulis majoribus et non continuis praecipue dignoscitur. Socia Diplodia Evonymi West, in foliis dejectis. 77. Rhabdospora phomatoides Sacc. Nei rami di Genista tinctoria, a Monte Malbe, ottobre 1911. Picnidi: 100-150 fji. Sporule; 3-3,5 * 25-30 ja, curvule, 1-3 settate. 78. Discosia Artocreas (Tode) Fr. Sulle foglie di Populus nigra, a Monte Pacciano, marzo 1912. Associata alla Sphaerella Populi Awd. Sporule: 16-19,5 * 2,5 p., con setole lun- ghe 9-11 jx. MELANCONIE/E Berk. 79. Cylindrosporlum Ranunculi (Bon.) Sacc. Sulle foglie di Eanimculus Ficaria, presso Pi- scille, marzo 1912. Conidìfilamentosi, fusiformi: 60-80 v 2ji.. » corti e grossi: 20-25 v 3-4 p.. 80. Pestalozzia Hartìgii v. Tub. Sulle foglie di giovani piante di Pinus Pinea, a Villa Monticelli presso Perugia, decembre 1911. Gonidi: 18-25 * 9 ft, con ciglia terminali 12-18 * l[x; peduncolo: 20-40 * 1,6-2 jx. — 205 — 81. P. Helichrysii n. sp. « AcemiUs nparsis, nigris, conico-hemisphaericis^ erumpenti'bufi, 300-450 ix diam. ; conidiis fusifor- mihus, plerumque longe pedicellatis, 4-locularihus^ ad sepia non vel vix con-strictis, 23-27 v 9-10 v-'t loculis duohus mediis majoribus, fuligineis, extimis parvulis^ j alini s, superiore 5 rostellis divergentiìnis, jalinis, filifoì-mibus et longissimis, 18-35 ^ 1 ii, or- nato^ inferiore pedicello 20-40 * 2 jji, suffidto ». Hab. in caulibus siccis Helichrysii Stoechadis, in Monte Malbe (Periisia). 82. Monochaetia Saccardiana (Vogl.) Sacc. et Trav. = Pestalozzia monochaeta Desm. Nelle foglie di Quercus Suher^ all'Orto agrario dell'Istituto, gennaio 1912. Gonidi: 18,5-23 "^ 5-6,5 p, con rostello lungo 10-14 jji. HYPHOMYCETE/E Mart. 83. Monilia fructìgena Pers. Sui frutti del Pirus 3Ialus, presso la Rocca di Casalina, giugno 1910. 84. M. cinerea Bon. Sui frutti del Pruniis avium, race. e. s. 85. Cylindrium griseum (Ditm.) Bon. Gonidi: 13-20 v 2-3 [a. Sulle foglie di Quercus Roòur, al Monte Subasio, luglio 1911. 86. Oidium Evoriymi-japonici (Are.) Sacc. iiìuìV Evoni/mus japonicus^ in molte località. 87. 0. quercinum (Tbùm.) (?). Gonidi: 25-30 ^ 14-17 {i. E apparso per la prima volta anche nell'Um- bria durante l'estate del 1908, dapprima sporadi- camente, poi diffusissimo negli anni successivi: — 206 — dal 1911 sembra alquanto in decrescenza. L'ho ri- scontrato su Quercus peduncolata e sessiliflora^ sem- pre in piante giovanissime, sui polloni, od anche in piante adulte ma sui rami inferiori, molto sog- getti a tagli. €8. Ramularia sambucìna Saoc, Sulle foglie di Sambiicus nigra, in siepi presso Deruta, luglio 1912. Gonidi: 23-35 ^ 4,6 {i. 89. R. Cynarae Sacc. Sulle foglie di Cynara Scohjmus, frequente negli orti presso Perugia, giugno 1912. Conidì: l'4-2o * 4-4,5 p.. 90. Cladosporium epiphyllum (Pers.) Mart. Sulle foglie di Hedera helix. nel bosco di S. Do- menico a Perugia, febbraio 1912. Conidì: 10-18 ^ 5-7 ix. 91. CI. graminum Link. Nelle foglie di SorgJmm vidgare, a Casalina nel luglio 1910. Associata SiìVAscochyta sorghina Sacc. Conidì: 14-16 «^ 5 p., unisettati. 92. Clasterosporium carpophilum (Lèv.) Aderh. Frequente specialmente sulle foglie e sui gio- vani rami del Prunus Persica^ P. Arììieniaca, col- piti da gommosi, durante Testate-autunno. Conidì: 35-40 ^ 13,16 |ji, per lo più tri- settati. Questa specie, secondo Aderhold {Arbeit. aus der hiol. Abt. f. Land-Forst. am Kais. Ges. Bd. 2, 1901, p. 515-19) e Voglino (Atti R Ac. Se. Torino, Voi. XLI, 1905, p. 27) corrisponde al Coryneum BeyerincMi Oud., e sarebbe da riportare come stato coni dico 2iìV Ascospora Beyerinckii di Yuillemin. 93. Cercospora Violae Sacc Sulla Viola canina, al Subasio (Carceri), lu- glio 1911. Conidì: 100-150 ^ 3,5-4 p. — 207 — 94. C. rosicela Pass. In Eosafip.à Monte Malbe, ottobre 1911. Gonidi : 40-60 v 2,5-3 pi. 95. C. scandens Sacc. et Wint. Sul Tamn.s commimis, al Subasio, luglio 1911. Gonidi: 50-60 * 3-4 |i. 96. C. smilacina Sacc. Sulle foglie di Smilax aspera, a Monte Luco (Spoleto), aprile 1912. Gonidi: 45-70 v 4-5 \i. 97. C. Fabae Fautr. Sulla Vida Faba, V. Narhonensis^ in diverse località, giugno 1911. 98. Heterosporìum gracile (Wallr.) Sacc. Sulle foglie verdi di Iris foetida, coltiv. nel giar- dino botanico dell'Istituto agrario, marzo 1912. 99. H. echlnulatum (Berk.) Cooke. Nel Dianthus CaryopTiyllus, a Villa Faina presso Perugia. Associato alla Septoria Dianthi Desm. che forma macchie gialle nelle quali stanno rag- gruppati i picnidi, mentre VH. echinulatmn forma macchie bianchiccie orlate di bruno. Gonidi: 35-45 * 14-16 ji, uni o bi-settati. 100. Macrosporium nobile Vize. Nel fusto, nelle foglie secche o languenti del Dianthus- Car/jopJiyllus; all'Orto agrario dell'Isti- tuto, febbraio 1912. Gonidi: 55-80 ^ 25-40 jx. Laboratorio Botanico del R. Istituto Superiore Agrario di Perugia settembre 1912, Questioni e ricerche sulla biologia florale dell'olivo. Memoria di C. Campbell Se si scorre la bibliografia classica, le più o meno recenti pub- blicazioni e monografie agroiomiche e quelle riguardanti speciali ricerche sull'olivo, si nota facilmente come scarse ed imperfette siano state sempre le conoscenze botaniche e biologiche special- mente sul fiore e trascurate del tutto le ricerche sperimentali sul- l'argomento. In fatti, dell'olivo botanicamente, non si trovano che brevi ed incomplete notizie racchiuse in altri lavori d' indole generale sulle Oleaceae, senza speciali ricerche al probabile paese d'origine, gene- ralmente desunte da scarso materiale da erbario e senza un lavoro di accurata comparazione ; biologicamente solo quel poco che già conoscevano gli antichi e tramandato nelle diverse opere riguar- danti l'olivo dal lato colturale; osservazioni superficiali, non sempre convincenti, spesso in aperto contrasto con le conoscenze scienti- fiche di fisiologia e biologia vegetale e quindi con base assoluta- mente empirica; in conclusione l'oscurità più assoluta sopra fatti e ricerche che possono solo essere guida sicura ad una olivicoltura più razionale. Preoccupazione generale le malattie. Ognuno volle vedere in vecchie e nuove malattie la o le cause di uno improduttività più o meno grande e di una alternanza di produzione più o meno sen- tita; trascurati o quasi un cumolo di fenomeni che studiati po- tevano spiegare molteplici fatti, che non ritraggono la loro origine da cause veramente e tipicamente patologiche. Tale constatazione mi decise nel 1900 ad iniziare le ricerche, in parte rese note, nella speranza di contribuire alla soluzione di cosi importante problema, iniziando il lavoro con lo studio accu- rato di quanto era stato scritto e fatto dai più antichi tempi, con- frontando le opinioni e le osservazioni dei diversi autori, rivol- gendo la massima attenzione all'influenza delle pratiche colturali ed al fiore. Annali di Botanica. — Vol. XI. 14 210 — * * * Due fatti notai subito, che ritenni della massima importanza : 1) L'aborto parziale — più o meno intenso — dell'organo femminile nel fiore di molte piante in cui il prodotto si mostrava costantemente nullo o deficiente. 2) L'infiorescenza terminale estesa più o meno numerosa a moltissime piante e varietà, da farmi tosto considerare se realmente l' dea europaea del Linneo, dovesse considerarsi quella pianta ad infiorescenza ascellare che tutti i botanici cosi avevano descritta, o non dovessero farsi delle nette distinzioni tra piante ad infiore- scenza ascellare e terminale, e tra queste come considerare quelle ad infiorescenza mista. Nella questione dell'aborto dell'organo femminile nel fiore, una questione di fondamentale importanza mi si presentò subito da risolvere: tale aborto, non ancora notato da alcuno, era esso ef- fetto di speciali condizioni biologiche o patologiche, o era esso fisso in determinate piante, l'appresentandovi uno stato di permanente mutazione, ed in tale caso a quale o quali cause attribuirlo ? Questioni, come si vede, i^uanto mai importanti e che non po- tevano alla leggiera venire considerate, in quanto dalla loro solu- zione dovevano dipendere una somma di deduzioni di indole tec- nico-agraria, che non potevano ritrarre la loro base che da un serio lavoro di ricerche sperimentali, in quanto molto spesso sem- plici osservazioni, sia pure molto accurate, portano a conclusioni errate. .Iniziato il lavoro sperimentale con 12 prove di concimazione completa ripartite sopra una regione vastissima e nelle più dispa- rate condizioni, sopra piante con fiori ad organo femminile abor- tito e piante con fiori normali, ne ho potuto trarre l'importante conclusione che se la concimazione influisce generalmente sulla pianta e sopra una più o meno abbondante fioritura, l'aborto per- mane nelle piante che lo presentano, e quindi esso non può ri- tenersi in relazione ad uno stato di speciale denutrizione della pianta. Ad eguale conclusione mi portarono: la decorticazione anulare, che per lo stato di ipernutrizione ed ijDcrumidità che determina nel ramo decorticato, tanto favorevolmente agisce sulla allegazione dei fiori normali, e le irrorazioni cupriche, in cui per la nota azione del solfato di rame sul processo di assimilazione, quando oppor- tunamente somministrate, manifestano una azione decisamente fa- vorevole alla fioritura ed allegazione del fiore. — 211 — L'esistenza in Venafro di un olivo da antichissimo tempo chia- mato Maschio, mi fece subito ritenere trattarsi di piante ad organo femminile abortito, e l'esame di esse confermò i miei dubbi (1) ; si hanno colà piante con permanente aborto fioraie tra piante rego- larmente produttive, che gli agricoltori locali ritengono capaci di rendere più sicura l'allegazione delle altre. Di piante di olivo « maschie » non ho trovata poi che la citazione molto semplice del Tavanti (2) che a proposito delle varietà di olivi coltivati in Toscana cita pei territori di Pontremoli e Cetona le olive « ma- schie » e nel Fivizzano altre olive chiamate « femmine ». Sta in fatto che dovunque in Italia, ma più specialmente nel Mezzogiorno, si trovano numerosissime le piante ad aborto fiorale, ho potuto dovunque trovarne e stabilire la ragione di improdut- tività (in senso agrario) di moltissime piante. La scoperta dell' aborto fiorale sulle nostre piante, mi fece con- siderare la possibilità che anche in altre contrade dovesse riscon- trarsi, considerando la pratica agraria degli anticln e moderni Arabi di fare la impollinazione artificiale dei loro olivi, pratica che doveva ben avere la sua origine in differenze sostanziali, che se non avevano ancora richiamata l'attenzione dei botanici e degli agronomi, dovevano bene esistere, in quanto un uso tanto originale ed interessante, non poteva non essere giustificato, fosse pure da osservazioni poco esatte ed empiriche. D'altra parte, co- noscendo l'esistenza nel sud Tunisino di un olivo chiamato dagli arabi « Dekkar » in lingua araba « maschio o fecondante » era na- turale che le mie induzioni si rafforzassero, in quanto una simile denominazione non poteva che giustificare qualche cosa di ben di- verso dalle altre piante, ed in tal modo decisi lo studio dell'olivo Dekkar ed in genere delle piante e varietà delle contrade ove si pratica l' impollinazione artificiale. Da tale studio (3), a cui rimando per maggiori notizie, risulta, come nelle piante di olivo « Dekkar » l'aborto dell'organo femmi- nile sia sempre più o meno manifesto; ma ciò che più interessa (1) C. Campbell. — Osservazioni e ricerche suWolivo chiamato